BERLINO – Volkswagen ha subito un nuovo crollo dei profitti che precipita il margine operativo ai livelli del periodo buio del Dieselgate. Nel 2025 l’utile operativo si è dimezzato a 8,9 miliardi di euro rispetto all’anno precedente. Il maggiore colosso europeo dell’auto ha annunciato perciò 50mila esuberi entro il 2030. E mentre dai duri negoziati con Ig Metall erano risultati l’anno scorso 35mila esuberi soprattutto nel marchio Vw, stavolta i sacrifici saranno distribuiti anche su Audi, Porsche e sul produttore di software Cariad. L’amministratore delegato Oliver Blume ha parlato di un “piano trasformativo” di risparmi “che toccherà ogni ambito dell’azienda”.
Uno dei fattori principali che continua ad alimentare la crisi dell’auto tedesca e di Vw è la Cina. Dopo anni di incassi into…
BERLINO – Volkswagen ha subito un nuovo crollo dei profitti che precipita il margine operativo ai livelli del periodo buio del Dieselgate. Nel 2025 l’utile operativo si è dimezzato a 8,9 miliardi di euro rispetto all’anno precedente. Il maggiore colosso europeo dell’auto ha annunciato perciò 50mila esuberi entro il 2030. E mentre dai duri negoziati con Ig Metall erano risultati l’anno scorso 35mila esuberi soprattutto nel marchio Vw, stavolta i sacrifici saranno distribuiti anche su Audi, Porsche e sul produttore di software Cariad. L’amministratore delegato Oliver Blume ha parlato di un “piano trasformativo” di risparmi “che toccherà ogni ambito dell’azienda”.
Uno dei fattori principali che continua ad alimentare la crisi dell’auto tedesca e di Vw è la Cina. Dopo anni di incassi intorno ai quattro o cinque miliardi di euro, nel 2025 sono calati sotto il miliardo, a 958 milioni. “Il test cruciale per Vw sarà il 2027. È allora che si capirà se la nuova offensiva dei marchi può consentire a Vw di riconquistare fette di mercato” in Cina, ha commentato l’analista di Metzler, Pal Skirta. E già quest’anno Vw lancerà 20 nuovi modelli: le speranze di un recupero sono concentrate soprattutto sulla nuova Polo elettrica.
I problemi di Porsche e le crisi internazionali
Ma a pesare sulla caduta dei profitti di Vw è stata soprattutto Porsche e la sua conversione all’elettrico, costata 5 miliardi di euro - l’utile operativo dello storico marchio di lusso è precipitato a 90 milioni di euro dai 5,3 miliardi dell’anno precedente. Un terzo fattore che sta schiacciando i bilanci è la politica dei dazi americana. Cui si aggiunge, ora, il conflitto in Medio Oriente. L’amministratore delegato Blume ha ricordato che “è una regione significativa per i nostri marchi premium”, ossia Porsche, Audi e Lamborghini, dunque Vw si aspetta crolli anche lì in conseguenza alla guerra in Iran. Anche se, ha aggiunto, è ancora presto per quantificarli. L’anno scorso le esportazioni delle macchine di lusso in quell’area e in Africa era aumentata del 10%, ma le 421mila auto vendute lì sono appena il 5% del totale.