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Le Borse oggi, 27 aprile. Il prezzo del petrolio sale ancora. Proposta dell’Iran su Hormuz

Le Borse oggi, 27 aprile. Il prezzo del petrolio sale ancora. Proposta dell’Iran su Hormuz
Le trattative proseguono incerte. L’Europa chiude in calo
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I mercati terminano la prima seduta di una settimana importante sul fronte macro e di politica monetaria all’insegna della debolezza. Due mesi dopo l’inizio della guerra in Iran e il conseguente blocco di Hormuz che ha strozzato le forniture di carburanti in tutto il mondo, la trattativa fatica a decollare. L'ultima tornata di colloqui di pace in Pakistan è stata annullata e il presidente Trump ha dichiarato che eventuali ulteriori negoziati con l'Iran potrebbero svolgersi per telefono. Secondo Axios, Teheran ha proposto la riapertura parziale dello stretto.

Le Borse europee chiudono deboli e in calo

Le Borse europee chiudono deboli e in calo: le vacillanti speranze di un accordo per porre fine alla guerra in Medio Oriente hanno tenuto gli investitori in allerta. Gli occhi in settimana sono puntati anche sulle trimestrali e su una serie di riunioni delle banche centrali. A Francoforte il Dax cede lo 0,23% a 24.086,13-54,74, a Parigi il Cac 40 scende dello 0,19% a 8,141.92-15.90 punti e a Londra l'Ftse 100 perde lo 0,55% a quota 10.321,60 punti. A Milano l'Ftse Mib segna +0,04%.

MIlano riduce il rialzo

Riduce il rialzo Piazza Affari nell'ultima ora di scambi. L'indice Ftse Mib guadagna lo 0,2% a 47.755 punti mentre il differenziale tra Btp e Bund decennali tedeschi sale a 80 punti, con il rendimento annuo italiano in rialzo di 4,4 punti al 3,82%, quello tedesco di 2,9 punti al 3,02% e quello francese di 3,9 punti al 3,657%. Prosegue lo slancio di Saipem (+3,1%), spinta dagli analisti di Bloomberg che ne sottolineano la consistenza del portafoglio ordini, sia nel breve sia nel lungo termine. Seguono Bper (+2,41%), Moncler (+1,75%), Banco Bpm (+1,55%), Fincantieri (+1,45%), Buzzi (+1,3%) e Unicredit (+0,7%). Più caute Intesa (+0,4%), Mediobanca (+0,3%) e Montepaschi (+0,25%).

Pesano sul fronte opposto Avio (-4,1%) ed Stm (-2,05%), oggetto quest'ultima di prese di beneficio dopo il balzo delle ultime 2 sedute sulla scia dei conti trimestrali. Segno meno anche per Prysmian (-2%), a 3 giorni dalla trimestrale, più cauto invece il ribasso di Campari, Cucinelli e Ferrari, che lasciano sul campo lo -0,4%.
Poco mossa Leonardo (+0,1%), dopo la spinta iniziale degli analisti di Moody's, che l'hanno promossa a Baa2, mentre Morgan Stanley ha alzato il prezzo obiettivo da 71 a 82 euro per azione. Tra i titoli a minor capitalizzazione balzo di Sogefi (+8,75%) sull'onda lunga della trimestrale e Digital Bros (+5%).
Pesanti Fidia (-9,3%) e Aeffe (-7,65%).

Wall Street apre prudente

La Borsa di New York ha aperto prudente in una settimana caratterizzata dalla pubblicazione di numerosi risultati trimestrali, dalla riunione di politica monetaria della Fed e dalla mancanza di progressi nei colloqui di pace in Medio Oriente. Nelle prime contrattazioni, il Dow Jones Industrial Average ha perso lo 0,16%, il Nasdaq Composite Index lo 0,10% e l'indice S&P 500 lo 0,15%.

Petrolio in rialzo di ieri

Il petrolio è in rialzo a New York, dove le quotazioni salgono dell'1,88% a 96,27 dollari al barile.

Shell compra la canadese Arc Resources ltd per 16,4 miliardi di dollari

Shell annuncia l'accordo per l'acquisizione della società energetica canadese Arc Resources ltd per 16,4 miliardi di dollari. "Si prevede che l'operazione genererà rendimenti a doppia cifra, rafforzando i flussi di cassa a lungo termine, e contribuirà positivamente al flusso di cassa libero per azione a partire dal 2027", si legge nella nosta del colosso petrolifero. Secondo l'amministratore delegato di Shell, Wael Sawan, "Arc è un produttore di alta qualità, a basso costo e con un'intensità di carbonio tra le migliori del settore, operante nel bacino di scisto di Montney. Questo investimento completa la nostra presenza esistente in Canada e rafforza la nostra base di risorse per i decenni a venire".

Questa acquisizione aumenta il cagr della produzione di Shell dall'1% rispetto al 2025, e supporta l'obiettivo di Shell di mantenere una produzione significativa di liquidi pari a circa 1,4 milioni di barili al giorno fino al 2030 e oltre. Secondo i termini dell'accordo gli azionisti di Arc riceveranno 8,20 dollari canadesi in contanti e 0,40247 azioni ordinarie di Shell per ogni azione Arc posseduta, il che rappresenta circa il 25% in contanti e il 75%. La valutazione del capitale azionario è di circa 13,6 miliardi di dollari Usa. Shell si assumerà circa 2,8 miliardi di dollari Usa di debiti netti e contratti di leasing, con conseguente valutazione aziendale di circa 16,4 miliardi di dollari Usa.

Goldman Sachs: in forte rialzo le stime sl prezzo del petrolio

Goldman Sachs ha aggiornato al rialzo le previsioni per il Brent/WTI nel quarto trimestre 2026 a 90/83 dollari, rispetto ai precedenti 80/75, a causa della minore produzione nel Golfo Persico. "Prevediamo ora una normalizzazione delle esportazioni del Golfo entro fine giugno (rispetto a metà maggio in precedenza) e una ripresa della produzione più lenta nell'area", si legge nell'analisi. I rischi economici, spiegano gli analisti, "sono maggiori di quanto suggerisca il nostro scenario di base sul greggio, a causa dei rischi al rialzo netti sui prezzi del petrolio, dei prezzi insolitamente elevati dei prodotti raffinati, dei rischi di carenza di prodotti e della portata senza precedenti dello shock". La banca stima ora che il prezzo del petrolio Brent si attesterà in media a 90 dollari al barile nel quarto trimestre, rispetto agli 80 dollari previsti in precedenza. Prevede inoltre che il WTI, il benchmark statunitense, raggiungerà gli 83 dollari al barile, contro i 75 dollari precedenti.

Piazza Affari milgiora ancora

La Borsa di Milano accelera dopo gli ultimi sviluppi sul negoziato tra Stati Uniti e Iran con Teheran che ha proposto un piano per riaprire lo Stretto di Hormuz, consolidare il cessate il fuoco e chiudere il conflitto, rinviando a una fase successiva le trattative sul nucleare. Al parziale di circa metà seduta il Ftse Mib sale dello 0,57% a quota 47.926 punti. Sul listino, Tim a +0,51%, mentre Stellantis guadagna lo 0,66%. Tra gli altri industriali, Leonardo a +0,65% dopo aver incassato la promozione di Moody's che ha alzato il rating della società a Baa2 da Baa3, mantenendo outlook positivo, grazie al forte miglioramento operativo e finanziario del gruppo. Positivi i principali energetici con Enel ed Eni rispettivamente a +0,05 e +0,31 per cento. Passando ai finanziari, Generali a +0,77%, Intesa +0,65%, Unicredit +1,23%, Mps +0,43%.

L’Europa sale e guarda alle banche centrali, Milano +0,3%

Le Borse europee sono in cauto rialzo mentre si attendono sviluppi dal Golfo persico, dopo la proposta di accordo dell'Iran agli Stati Uniti che prevede anche la riapertura dello stretto di Hormuz. I mercati guardano con attenzione alle decisioni delle banche centrali, in arrivo nel corso della settimana, e ai risultati delle trimestrali. Sul fronte valutario il dollaro si indebolisce sulle principali valute, con l'euro che sale a 1,1740 sul biglietto verde.

L'indice stoxx 600 guadagna lo 0,2%. In positivo Madrid (+0,5%), Francoforte (+0,6%), Parigi (+0,4%), Milano (+0,3%) e Londra (+0,1%). I principali listini sono sostenuti dall'energia (+1,1%), con il prezzo del petrolio in aumento. Il Wti sale del 2,1% a 96,39 dollari al barile. Il Brent si attesta a 107,79 dollari, in crescita del 2,3%. In aumento anche le utility (+0,2%), con il prezzo del gas che gira in calo. Ad Amsterdam le quotazioni scendono dello 0,9% a 44,47 euro al megawattora. In moderato rialzo i rendimenti dei titoli di Stato. Lo spread tra Btp e Bund è stabile a 79 punti, con il tasso del decennale italiano al 3,80% e quello tedesco al 3,01%.

A Piazza Affari in profondo rosso Avio (-3,7%). Male anche Nexi e St (-0,8%), Ferrari e Prysmian (-0,6%). Nel listino principale corre Saipem (+4,5&). Bene anche Moncler (+2%), Buzzi e Tenaris (+1,7%), Banco Bpm e Bper (+1,2%).

Nissan rivede le stime, atteso utile operativo per 50 miliardi di yen

La giapponese Nissan Motor prevede di chiudere l'anno fiscale 2025 (concluso il 31 marzo 2026) con una perdita limitata a 550 miliardi di yen (contro la precedente previsione di 650 miliardi) e in particolare si attende un utile operativo di 50 miliardi di yen (contro la precedente previsione di perdita di 60 miliardi di yen). A risollevare i conti, spiega una nota, "sono l'impatto positivo una tantum derivante dalle modifiche alla normativa statunitense sulle emissioni, i benefici legati alle iniziative di riduzione dei costi correnti e gli effetti favorevoli dei tassi di cambio". I ricavi netti sono ora stimati a 12 trilioni di yen.

La previsione del flusso di cassa del business automotive si conferma positiva nella seconda metà dell'anno fiscale, in linea con le stime con "una posizione di cassa netta automotive superiore a 1 trilione di yen a fine anno fiscale". Nissan, ricorda la nota, pubblicherà i risultati finanziari dell'intero anno fiscale 2025 il prossimo 13 maggio.

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Von der Leyen: “Necessario ridurre la dipendenza energetica”

"Dobbiamo ridurre questa dipendenza. E dobbiamo ampliare la produzione di energia rinnovabile che possiamo produrre qui in Europa". Lo ha detto la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen a Berlino per la giornata di conclave dell'Unione (Cdu-Csu), la quale ha però insistito anche sull'importanza della ricerca e degli investimenti sui nuovi piccoli reattori nucleari.

Borse, Europa debole

Le Borse europee proseguono deboli mentre si guarda agli sviluppi in Medio Oriente dopo la proposta dell'Iran agli Stati Uniti, in particolare sulla riapertura dello stretto di Hormuz. Gli investitori sono alla ricerca di indizi sulle prossime mosse delle banche centrali, mentre entra nel vivo la stagione delle trimestrali. L'indice stoxx 600 cede lo 0,2%. In calo Londra (-0,2%), poco mosse Parigi (-0,04%) e Madrid (+0,07%), positiva Francoforte (+0,1%). I principali listini sono appesantiti dal settore tecnologico (-0,6%). Male anche le utility (-0,4%), con il prezzo del gas che riduce il rialzo. Ad Amsterdam le quotazioni si attestano a 45,23 euro al megawattora, con un aumento dello 0,8%. Seduta negativa per le auto (-0,4%) mentre sale il settore del lusso (+0,2%). In rialzo l'energia.

A Milano bene Leonardo e Tenaris

Il Ftse Mib dopo un avvio piatto sale ora dello 0,23% a quota 47.768 punti. A sostenere il principale listino milanese sono in particolare Leonardo (+1,02%) e Tenaris (+1,01%), a cui segue Buzzi (+0,94%). Segno più anche per le banche, con Unicredit in rialzo dello 0,91%, Banca Mediolanum in crescita dello 0,77%, Bper a quota +0,72% e Banco Bpm a quota +0,66%. Bene anche il lusso: Moncler e Brunello Cucinelli segnano entrambi un rialzo dello 0,74%. Stellantis avvia positiva a quota +0,64%. Sul fronte opposto Nexi, che cede il 2,25%, seguita da Stm (-0,81%). Giù anche energia e utilities: A2a lascia sul parterre lo 0,67%, Enel lo 0,39%, Terna lo 0,25%, Hera e Italgas arretrano dello 0,05%. In rosso anche Poste Italiane (-0,31%), Amplifon (-0,10%) e Campari (-0,06%).

Borse europee, Piazza Affari apre poco mossa

Apertura positiva per la Borsa di Milano: l'indice Ftse Mib avvia gli scambi con un rialzo dello 0,10% e sale a 47.701 punti. Incertezza per le principali Borse europee, con Parigi che avanza a quota 0,08% e Francoforte in rialzo dello 0,15%. Londra avvia in territorio negativo e cede lo 0,13%.

Borse asiatiche, Tokyo da record con il tech

La Borsa di Tokyo rinvigorita dall’ultima proposta iranian su Hormuz e dai titoli tecnologici. L'indice nikkei è salito dell'1,38% a 60.537,36 Punti, chiudendo per la prima volta sopra i 60 mila punti e raggiungendo così un massimo storico. I titoli del settore elettronico hanno trainato i rialzi, con fanuc e keyence in rialzo del 16% dopo la pubblicazione dei risultati trimestrali.

Leonardo, rating a Baa2 da Moody’s

Moody's ha alzato il rating di Leonardo a Baa2 da Baa3, mantenendo outlook positivo, grazie al forte miglioramento operativo e finanziario del gruppo. Negli ultimi tre anni ricavi ed EBITDA sono cresciuti sensibilmente, con leva lorda scesa a 2,3x nel 2025 da 3,4x nel 2022 e generazione di oltre 1,5 miliardi di euro di free cash flow.L'agenzia ritiene che l'acquisizione da 1,7 miliardi della divisione Difesa di Iveco non comprometterà il profilo creditizio, sostenuto da crescita degli utili, solidità di cassa e disciplina finanziaria. Moody's evidenzia anche il rafforzamento strategico di Leonardo nei veicoli militari, nei sistemi unmanned, nello spazio e nella cyber security, in un contesto favorevole di aumento della spesa globale per la difesa. Il backlog ha raggiunto 46,6 miliardi di euro a fine 2025.

DeA Captil Re a rischio riciclaggio, accertamento Bankitalia

Dea Capital Real Estate Sgr, gestore, fra l'altro, del Fondo quotato Alpha, ha ricevuto dalla Banca d'Italia il rapporto con gli esiti degli accertamenti ispettivi conclusi a dicembre 2025. In particolare, l'accertamento ha rilevato un'esposizione per la Sgr al rischio di riciclaggio (Aml) e la necessità di intervenire con urgenza, secondo le indicazioni del provvedimento ricevuto.
Tra gli interventi c'è la richiesta di convocare una riunione congiunta del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale per procedere alla convocazione dell'assemblea dei soci, con all'ordine del giorno la valutazione delle risultanze degli accertamenti ispettivi e il ricambio della maggioranza dei membri del Cda e del collegio sindacale, inclusi i rispettivi presidenti e l'amministratore delegato.

Energia, sale il prezzo del gas ad Amsterdam

Avvio in rialzo per il prezzo del gas mentre si guarda agli sviluppi in Medio Oriente e alla riapertura dello stretto di Hormuz. Ad Amsterdam le quotazioni registrano un aumento dell'1,76% a 45,65 euro al megawattora.

Petrolio Brent oltre i 107 dollari

Il prezzo del petrolio sale dopo gli avvenimenti del week end: l'attacco alla cena dei corrispondenti e l'annullamento voluto da Donald Trump ha annullato del viaggio degli inviati Usa per i colloqui di pace con l'Iran. Il contratto per giugno sul Wti americano guadagna l'1,80% a 96,10 dollari mentre quello sul Brent è in rialzo di quasi il 2% a 107,41 dollari al barile.

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