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Benedetto Vigna: “Ferrari Luce diversa da tutte perché il design sostiene la tecnologia”

(ansa)
Il ceo di Maranello: “Ogni innovazione all’inizio spiazza. Non perdiamo l’identità se cambiamo linguaggio, ma se fingiamo che nulla sia cambiato”
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Roma – “Non avrebbe avuto senso fare una Ferrari uguale alle altre. Un’auto elettrica non può essere una vettura tradizionale a cui, al posto del motore, si mettono le batterie. La tecnologia merita rispetto e il design non deve addomesticare l’innovazione, ma sostenerla, deve servire per esplorare nuove soluzioni”. L’ad di Ferrari, Benedetto Vigna, che in mano ha già la prima enciclica di Papa Leone XIV, Magnifica Humanitas, sul rapporto tra IA e umanità, spiega così il senso di Luce.

Vigna, Ferrari rompe con il passato?

«Rompe con un equivoco, più che con il passato. Per anni si è pensato all’elettrico come a una sostituzione: tolgo il motore termico, metto le batterie e mantengo la stessa forma. Noi non la vediamo così. Se rispetti la tecnologia, la usi per quello che è, non per quello che vorresti che fosse».

Roma – “Non avrebbe avuto senso fare una Ferrari uguale alle altre. Un’auto elettrica non può essere una vettura tradizionale a cui, al posto del motore, si mettono le batterie. La tecnologia merita rispetto e il design non deve addomesticare l’innovazione, ma sostenerla, deve servire per esplorare nuove soluzioni”. L’ad di Ferrari, Benedetto Vigna, che in mano ha già la prima enciclica di Papa Leone XIV, Magnifica Humanitas, sul rapporto tra IA e umanità, spiega così il senso di Luce.

Vigna, Ferrari rompe con il passato?

«Rompe con un equivoco, più che con il passato. Per anni si è pensato all’elettrico come a una sostituzione: tolgo il motore termico, metto le batterie e mantengo la stessa forma. Noi non la vediamo così. Se rispetti la tecnologia, la usi per quello che è, non per quello che vorresti che fosse».

Tradotto nell’auto?

«Una macchina elettrica ha proporzioni, masse, ingombri e distribuzione dei pesi diversi. È più compatta in alcuni elementi, più libera in altri. Quindi anche il design deve cambiare. Se continui a disegnare un cofano per mettere un motore da dodici cilindri, ma in realtà inserisci un motore elettrico, non stai facendo innovazione: stai mascherando il cambiamento».

Per questo la Luce non sembra una Ferrari?

«È normale. Ogni salto tecnologico, all’inizio, spiazza. È successo con i telefoni, con i televisori, con tanti oggetti della vita quotidiana. Prima ci sembravano normali, poi all’improvviso diventano archeologia. Ma lo immaginate un televisore a tubo catodico con appiccicato un visore Led? Non avrebbe avuto senso. Il design fa sempre i conti con le abitudini mentali delle persone».

Diversa perché elettrica?

«Sì. E lo dichiara con la forma. Ferrari non perde la propria identità se cambia linguaggio. La perde se finge che nulla sia cambiato».

C’è anche un altro punto: la prestazione. Un’elettrica può diventare persino troppo performante?

«Sì. La domanda non è quanta performance riesci a mettere dentro, ma che percezione genera nel guidatore. Noi lavoriamo su questo: sulla relazione fra segnale fisico e percezione. Come dire. Una pizza senza sale non piace, ma neppure una pizza troppo salata. Vale anche per le prestazioni. Il punto giusto è quello in cui l’auto non annoia e non aggredisce: coinvolge. Un’accelerazione estrema può impressionare, ma anche stancare, saturare, perfino dare fastidio. Una Ferrari deve emozionare».

Unica Ferrari elettrica o prima di una serie?

«Non facciamo previsioni sul futuro. Il libro Ferrari è fatto da diversi capitoli, questo è uno. Poi vedremo gli altri. Noi terremo vive tutte e tre le motorizzazioni, termico, ibrido ed elettrico, per mettere al centro il cliente».

Chi la comprerà?

«Ci saranno ferraristi che oggi non la vogliono e magari domani cambieranno idea. Ci saranno clienti che hanno già elettriche di altri marchi e vogliono passare a Ferrari. E ci saranno persone che entreranno per la prima volta a Maranello proprio attraverso un’elettrica. È già quello che stiamo vedendo. Dei 1.200 clienti che in questi giorni verranno a vedere e a prenotare la vettura, il 50% è nuovo. Di solito questa quota è del 10%».

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