MILANO – I colloqui tra Stati Uniti e Iran per una pace duratura nel Golfo restano lo snodo guardato con maggiore attenzione dai mercati che in mattinata si muovono cauti. A scuotere la seduta sono arrivate le dimissioni del primo ministro britannico Keir Starmer, con la sterlina che ha toccato i minimi da inizio anno. Londra termina la gioranata in positivo (una delle poche in Europa), dopo la candidatura del deputato laburista Andy Burnham a premier, fatto che eviterebbe pericolosi vuoti di potere. Tra le commodities, scende il petrolio con il Wti in flessione a 73 dollari al barile.
Eni, al via l’investimento nel progetto Greater Paj in Angola
Eni, attraverso il satellite dell’upstream Azule energy, ha raggiunto la decisione finale di investimento per il progetto Greater Paj, un importante sviluppo petrolifero offshore situato nei blocchi 31 e 31/21 al largo dell’Angola. Il progetto, si legge in una nota, è operato da Azule energy, joint venture paritetica tra Eni e Bp, con la partecipazione di Sonangol E&P ed Equinor, e ha un valore complessivo stimato in 5,1 miliardi di dollari.
Con il primo olio atteso entro meno di tre anni, nella prima metà del 2029, l'iniziativa integra cinque giacimenti offshore distribuiti nei due blocchi, ovvero palas, astraea e juno nel blocco 31, e urano e dione nel blocco 31/21.
Milano chiude fiacca (-0,10%), Europa contrastata
La Borsa di Milano chiude fiacca. Il Ftse Mib segna un -0,10% a 52.796 punti. Tra i titoli in evidenza Nexi (+3,28%), St (+2%). A seguire Stellantis (+1,45%), Unipol (+1,15%). Sul fronte opposto del listino vendite su Avio (-4,68%), Fincantieri (-3,72%), Leonardo (-3,75%) e la moda con Moncler (-3,07%) e Cucinelli (-3,35%).
Nel resto d’Europa i listini terminano la seduta fiacchi. Parigi chiude a -0,25% con il Cac 40 a 8.400 punti. Francoforte archivia con un +0,62% con il Dax a 25.139 punti. In rialzo anche Londra (Ftse 100 +0,72% a 10.437 punti) con la candidatura a premier del deputato laburista Andy Burnham, in sostituzione di Keir Starmer, mossa che evita pericolosi vuoti di potere.
Risparmi delle famiglie verso immobili e titoli Stato, meno per azioni
Le famiglie italiane dispongono di una ricchezza elevata, ma continuano a privilegiare liquidità, immobili e titoli di Stato, con una partecipazione ancora limitata ai mercati azionari. È quanto emerge dalla ricerca "Retail Investments in Europe", presentata nel corso del tredicesimo convegno promosso da Equita e Università Bocconi nell'ambito della loro partnership sui mercati dei capitali.
Lo studio analizza l'evoluzione della ricchezza delle famiglie tra il 1998 e il 2024 in Regno Unito, Svezia, Francia e Italia, mettendo a confronto i principali strumenti di investimento retail agevolati. La ricerca evidenzia come in Italia persista un significativo "equity gap": il risparmio delle famiglie fatica a trasformarsi in capitale di lungo periodo per le imprese, limitando il contributo dei mercati finanziari alla crescita economica. I Pir, introdotti nel 2017 per convogliare risorse verso le Piccole e medie imprese, hanno mostrato risultati positivi soprattutto nella fase iniziale, ma i vincoli di investimento e concentrazione ne hanno ridotto l'attrattività presso il pubblico retail.
Ue, sale ancora la fiducia dei consumatori nell'Eurozona a giugno
La stima preliminare della Commissione europea sulla fiducia dei consumatori segnala che l'indicatore a giugno ha continuato a riprendersi sia nell'Ue (+1,2 punti percentuali da maggio) e sia nell'area dell'euro (+1,3 punti percentuali). A -17,0 nell'Ue e -17,7 nell'Eurozona, la fiducia dei consumatori rimane comunque ben al di sotto della sua media di lungo periodo.
Lagarde: “Guerra pesa su crescita Eurozona”
"La guerra sta ora pesando sull'attività economica e le informazioni in arrivo indicano un rallentamento, soprattutto nel settore dei servizi. Il settore manifatturiero, nel frattempo, ha retto. Ciò riflette in parte l'accumulo di scorte in risposta alle pressioni sulla catena di approvvigionamento, ma anche una maggiore spesa per la difesa", ha precisato Lagarde. "Guardando al futuro, le proiezioni dello staff dell'Eurosistema di giugno 2026 prevedono una crescita del Pil reale dello 0,8% nel 2026, dell'1,2% nel 2027 e dell'1,5% nel 2028. Gli analisti prevedono che la domanda interna sarà più debole rispetto alle proiezioni di marzo, poichè la guerra ha intaccato la fiducia e l'aumento dei costi energetici pesa sui redditi reali", ha precisato Lagarde.
Lagarde: “Shock energetico non può essere ignorato”
"Lo shock energetico legato alla guerra in Medio Oriente "è troppo ampio per poterlo ignorare senza compromettere il nostro obiettivo. Tuttavia, non vediamo ancora alcuna prova di un disancoraggio delle aspettative di inflazione o di effetti di secondo ordine che giustificherebbero una risposta politica più incisiva in questa fase". Lo dice la presidente della Bce Christine Lagarde nel suo intervento per la commissione Affari economici e monetari (Econ) del Parlamento Europeo.
Bce, Lagarde: fiduciosi su inflazione al 2%
Dopo il picco energergetico legato alla guerra in Medio Oriente "le aspettative di inflazione a breve termine sono aumentate ben al di sopra dei livelli precedenti". "Tuttavia, al momento l'opinione pubblica non si aspetta che l'inflazione elevata sia duratura: la maggior parte degli indicatori delle aspettative di inflazione a lungo termine si attesta intorno al 2%, a supporto della stabilizzazione dell'inflazione intorno all'obiettivo nel medio termine. Siamo pertanto fiduciosi che, con un'adeguata politica monetaria, l'inflazione tornerà all'obiettivo". Lo dice la presidente Bce Christine Lagarde nell'intervento alla Econ.
Borse in altalena, Londra rimbalza +0,5%
I mercati azionari in Europa oscillano aspettando l'apertura di Wall Street dopo il lungo fine settimana. Londra rimbalza in rialzo dello 0,5%, Francoforte azzera le perdite (+0,02%), Madrid guadagna lo 0,65%, Parigi cede lo 0,41% e Milano prosegue in calo dello 0,4 per cento. Intanto i future sull'S&P 500 sono scesi dello 0,1%. La sterlina ha recuperato le perdite dopo aver toccato brevemente il minimo del 2026, mentre i titoli di Stato britannici risalgono grazie a una transizione di leadership ordinata. A Piazza Affari sugli scudi St (+2,2%) insieme a Nexi (+1,95%) e Prysmian (+1,44%) mentre le vendite si concentrano su Fincantieri (-3,7%), Moncler (-3%), Cucinelli (-2,7%) e Leonardo (-2,7%). Mps cede lo 0,6% e Unicredit al contrario guadagna lo 0,4 per cento.
Lusso in retromarcia, Moncler -2,7% su timori frenata in ii trimestre
A Milano, Brunello Cucinelli cede il 2,5%, Moncler il 2,7% e Ferragamo lo 0,3%. A Parigi, invece, Lvmh arretra dello 0,6%, Hermès dell'1%, mentre Kering oscilla attorno alla parità. Anche la svizzera Richemont cede lo 0,6% e la britannica Burberry l'1,6%. Essilorluxottica perde inoltre l'1,8%, risentendo anche delle incertezze sul futuro del suo primo azionista, Delfin, che detiene oltre il 30% del capitale
Europa in calo guardando a Uk e negoziati Usa-Iran
Le borse europee frenano dopo le dimissioni del Primo Ministro britannico Keir Starmer e guardando ai negoziati in corso tra Stati Uniti e Iran. Londra cede lo 0,7%, Parigi lo 0,79%, Francoforte lo 0,25%, e Milano -0,6 per cento. I titoli tecnologici sovraperformato, a Piazza Affari in evidenza St (+1,3%) mentre i settori dei materiali e delle telecomunicazioni hanno registrato un andamento negativo e tra le italiane Tim cede l'1,46 per cento. Sul listino milanese seduta debole per Mps (-0,68%) nel giorno del cda mentre Unipol sale dell'1,11%, Intesa Sanpaolo cede lo 0,42%, come Mediobanca mentre Generali sale dello 0,47 per cento.
Sul mercato delle materie prime il Brent scende a circa 79 dollari al barile, il gas naturale guadagna l'1,2% a 42,6 euro, l'oro si apprezza del'1,4% a 4.210 dollari l'oncia e l'argento del 2,4% a 66,4 dollari. Lo spread tra i titoli di stato decennali italiani e tedeschi è stabile a 70,6 punti.
Sterlina ai minimi 2026 dopo le dimissioni di Starmer
La sterlina viaggia intorno ai minimi del 2026 dopo le dimissioni, attese, del premier britannico Keir Starmer mentre i Gilts, i titoli di stato a 10 anni appaiono poco mossi con un rendimento del 4,85%. In lieve calo la Borsa di Londra dove l'indice Ftse 100 cede lo 0,02% in una giornata non brillante per le borse europee. La valuta britannica cala dello 0,4% nei confronti del dollaro a 1,318, vicina ai minimi di 1,3159 toccati a marzo.
Verso l'euro segna 1,15. I mercati attendono ora le mosse del possibile nuovo premier Andy Burnham sul fronte economico e della tenuta dei conti pubblici visto il già alto livello del debito del paese.
Milano amplia le perdite a -0,5%, ma sconta stacco cedole per 0,21%
Milano amplia le perdite rispetto all'apertura, con il Ftse Mib che è passato da un calo dello 0,2% al -0,54%. Tuttavia, va tenuto conto che l'indice milanese risente dello stacco delle cedole di cinque società del paniere principale, con un ribasso tecnico calcolato dello 0,21%.
Staccano, infatti, il dividendo Hera (-0,34%), Leonardo (-0,44%), Poste italiane (-1%), Snam (-0,9%), St (+1,6%), Terna (-1%). Intanto Parigi perde lo 0,26%, Francoforte oscilla sulla parità, Amsterdam sale dello 0,24% e Madrid dello 0,3%. Anche Londra è stabile nell'attesa di novità da Downing Street.
Easyjet (+4,8%) vola dopo il rifiuto dell’offerta di Castlelake
Le Borse europee si muovono con cautela, per lo più in terreno negativo, solo Francoforte (+0,28%) e Madrid (+0,17%) guadagnano terreno. Londra resta sulla parità (-0,05%), ma svetta EasyJet (+4,6%) dopo il rifiuto all’offerta di Castlelake. Secondo gli analisti la compagnia punta a una valorizzazione tra le 7 e le 8,80 sterline, contro un'offerta di 6,25 sterline, dopo due aggiustamenti di prezzo.
Parigi cede lo 0,16% e Milano lo 0,2 per cento. A Piazza Affari intanto le vendite prendono di mira Fincantieri (-2,6%) e i titoli della moda con Moncler che cede l'1,6% e Cucinelli l'1,46 per cento. Bene i tecnologici con St in rialzo dell'1,8% e l'energia con Saipem in progresso dell'1,4 per cento.
Bnp Paribas Cardiff sale al 70% di Bcc Vita
Bnp Paribas Cardif, compagnia assicurativa del gruppo francese ha acquisito una quota aggiuntiva del 19% nella compagnia assicurativa vita Bcc Vita (Bcc Iccrea), portando la sua quota complessiva al 70%. L'operazione, ricorda una nota, era prevista dagli accordi firmati nel 2023 e “segna l'evoluzione naturale di una partnership che ha già dimostrato solide basi e importanti risultati”.
Europa cauta
Le borse europee aprono con cautela, incerte sulla direzione da prendere. Londra sulla parità (+0,05%), Parigi in rialzo dello 0,15% e Francoforte dello 0,2 per cento.
Bnp Paribas Cardif aumenta quota in Bcc Vita
BNP Paribas Cardif, Compagnia assicurativa del Gruppo BNP Paribas, e il Gruppo BCC Iccrea, il maggiore Gruppo bancario cooperativo italiano con 111 Banche di Credito Cooperativo, hanno annunciato oggi che BNP Paribas Cardif ha acquisito una quota aggiuntiva del 19% nella compagnia assicurativa vita BCC Vita, portando la sua quota complessiva al 70%. La transazione rientra nell'ambito degli accordi firmati nel 2023 e segna l'evoluzione naturale di una partnership che ha già dimostrato solide basi e importanti risultati.
Dopo l'acquisizione del 51% di BCC Vita da parte di BNP Paribas Cardif, i due partner hanno costruito congiuntamente un modello di bancassurance efficace e distintivo, progettato per soddisfare le esigenze assicurative in evoluzione dei clienti.
L'acquisizione aggiuntiva del 19% riflette una visione condivisa a lungo termine e una fiducia reciproca consolidata nel tempo.
La rete del Gruppo BCC Iccrea, fortemente radicata in tutta Italia, rappresenta un asset distributivo efficace per BCC Vita, che le consente di offrire soluzioni assicurative di alta qualità a una clientela ampia e diversificata.
"Questo nuovo traguardo riafferma il nostro impegno verso il Gruppo BCC Iccrea e rafforza ulteriormente la presenza di BNP Paribas Cardif nel mercato assicurativo vita in Italia. La forza di questa partnership si basa su un modello che combina la nostra capacità di supportare la rete bancaria con una stretta collaborazione tra i nostri team e la rete locale del Gruppo BCC Iccrea, aiutandoci a rispondere efficacemente alle esigenze dei clienti," ha dichiarato Pauline Leclerc-Glorieux, Amministratore Delegato di BNP Paribas Cardif.
"Questa operazione è la conferma del valore di una scelta strategica in cui crediamo profondamente", ha dichiarato Alessandro Deodato, Amministratore Delegato di BNP Paribas Cardif in Italia.
Euro debole sul dollaro
L'euro apre debole in lieve ribasso (-0,11%) nel cambio sul dollaro a 1,1455. La divisa comune guadagna leggermente (+0,11%) sullo yen a 185,20. Cambio dollaro/yen a 161,66 in favore del biglietto verde (+0,24%).
Oro in aumento
Prezzo dell'oro con consegna immediata in aumento questa mattina sui mercati delle materie prime mentre scende quello del metallo prezioso con consegna ad agosto: il metallo prezioso con consegna immediata (Gold spot) passa di mano a 4.196,1600 dollari l'oncia con un avanzamento dello 0,97% mentre l'oro con consegna ad agosto (Comex) è scambiato a 4.212,10 dollari l'oncia con una flessione dello 0,80%.
Petrolio ancora in calo
Prezzo del petrolio in calo questa mattina sui mercati delle materie prime: il Wti con consegna ad agosto passa di mano a 75,34 dollari al barile con una flessione dello 0,67% mentre il Brent con consegna sempre ad agosto è scambiato a 79,13 dollari al barile con una riduzione dell'1,79%.