MILANO – La schiarita tra Stati Uniti e Iran fa intravedere ai mercati la possibilità di un nuovo stop del conflitto. Il petrolio scende nettamente, con il Brent a 89,60 dollari al barile. E dopo l’Asia, anche l’Europa chiude in rialzo con l’eccezione di Amsterdam. Piazza Affari guadagna mezzo punto, Francoforte +1,1%.
Milano chiude a +0,49%
Piazza Affari chiude la seduta in rialzo dello 0,49% a 52.040 punti. Fra i titoli in rialzo, spicca il balzo di Ferrari: +4,29%. Lottomatica + 3,16%. Chiude brillante anche Amplifon: +2,63%. Buzzi termina gli scambi in rialzo di + 2,80%. Bene il settore banche con i continui rumors sul risiko. Mps chiude a +1,34%. Intesa Sanpaolo guadagna l'1,03%. Bpm avanza di +0,80%. Sugli scudi Unicredit che chiude a +1,63%. Fra i cali Prysmian: -3,78%. Tenaris cede il 2,86%. Eni in ribasso del 2,44%. Stm lascia sul terreno l'1,90%.
Borse europee positive in chiusura
Chiusura positiva di seduta per i principali listini europei, a eccezione di Amsterdam che cede lo 0,82%. Bene Francoforte (+1,17%), così come Parigi (+0,4%) e Londra (+0,43%). In positivo anche Madrid (+0,8%) e Zurigo (+0,57%).
Tonfo in Borsa per Asml
The Information, quotidiano di
tecnologia e finanza, riferisce che la Cina ha avviato la produzione di macchinari per la litografia ultravioletta profonda (Duv) a immersione sviluppati; uno strumento fondamentale per la produzione di chip, un settore a lungo dominato dal fornitore olandese Asml che reagisce alla notizia crollando in Borsa (-6,2%). Anche Asm International (-4,17%) e BE Semiconductor (-7,22%) registrano un calo profondo dopo la pubblicazione del rapporto. St amplia le perdite all'1,8 per cento.
La consegna dei sistemi Duv è prevista per quest'anno. ai produttori locali di chip, tra cui Smic, Hua Hong Semiconductor e il produttore di memorie Cxmt.
Wall Street apre in rialzo
Apertura positiva per la borsa di Wall Street sulla scia della de-escalation tra Usa e Iran. A pochi minuti dall'avvio degli scambi il Dow Jones guadagna l'1,1%, sulla stesso livello dell'indice dei titoli tecnologici Nasdaq, mentre l'S&P 500 è in rialzo dello 0,88%.
Usa, aumentano gli ordini di beni durevoli
I nuovi ordini di beni durevoli prodotti negli Stati Uniti sono aumentati dello 0,3% su base mensile, raggiungendo i 334,77 miliardi di dollari a giugno, in ripresa rispetto al calo rivisto del 4% registrato a maggio, ma ben al di sotto delle previsioni di un balzo dell'1,6%. Gli ordini di beni strumentali sono aumentati dell'1,1% e si sono registrati incrementi anche negli ordini di metalli primari (+1,1%), computer e affini (+0,2%) e apparecchiature elettriche, elettrodomestici e componenti (+0,9%). D'altro canto, gli ordini sono diminuiti per i trasporti (-0,2%), principalmente per autoveicoli e componenti (+0,6%), prodotti in metallo lavorato (+0,5%) e macchinari (+0,1%). Escludendo i trasporti, gli ordini di beni durevoli sono aumentati dello 0,6%.
Infine, gli ordini di beni strumentali non destinati alla difesa, esclusi gli aeromobili, un indicatore attentamente monitorato dei piani di spesa delle imprese, sono aumentati dello 0,9%, dopo un incremento rivisto al rialzo dell'1,9% a maggio e al di sopra delle previsioni dello 0,8%.
Italgas, ricavi nel semestre oltre 1,32 miliardi
Italgas chiude il primo semestre con ricavi in crescita del 17,5% a oltre 1,32 miliardi. Il margine operativo lordo sale del 25% a 1,07 miliardi, l'utile operativo del 26,6% a 702,7 milioni. Sfiora i 400 milioni il risultato netto, che sale del 27,3% a 398,6 milioni, mentre balzano del del 54,6% gli investimenti tecnici a765,2 milioni. "I risultati del primo semestre 2026 confermano l'accelerazione che il nostro Gruppo ha impresso allo sviluppo delle attività strategiche a servizio della sicurezza energetica di Italia e Grecia", ha detto l'amministratore delegato di Italgas, Paolo Gallo, commentando i risultati del primo semestre.
"L'Ebitda adjusted - ha aggiunto - ha registrato un aumento del 25%, toccando quota 1.072,3 milioni di euro, e l'utile netto adjusted di Gruppo ha sfiorato i 400 milioni di euro, mettendo a segno un incremento del 27,3% rispetto al primo semestre dello scorso anno, grazie al contributo del nuovo perimetro industriale '2i Rete Gas' e al progressivo conseguimento delle sinergie operative che hanno già raggiunto alla fine di giugno il 41,8% del target fissato al 2032. L'importante crescita degli investimenti - pari a oltre 760 milioni di euro dedicati alla creazione del sistema energetico del futuro, rappresenta una nuova milestone nella storia del Gruppo Italgas".
Ue: ok a 300 milioni di aiuti dell’Italia per aziende autotrasporto
La Commissione europea ha approvato un regime di aiuti di Stato italiano da 300 milioni di euro a sostegno delle imprese di trasporto su strada che si trovano ad affrontare l'aumento dei prezzi dei carburanti dovuto alla crisi in Medio Oriente. Il regime è stato approvato nell'ambito del Quadro temporaneo di aiuti di Stato per la crisi in Medio Oriente (Metsaf), adottato dalla Commissione il 29 aprile 2026. L'obiettivo del regime, viene spiegato, è mitigare l'impatto dell'aumento dei prezzi dei carburanti derivante dalla crisi in Medio Oriente. Rispetto a febbraio 2026, i prezzi del gasolio in Italia sono aumentati del 16,9% a marzo 2026, del 23,3% ad aprile 2026 e del 18% a maggio 2026.
L'aiuto assumerà la forma di un credito d'imposta, che potrà essere utilizzato per compensare eventuali imposte che l'impresa è tenuta a versare allo Stato, ad esempio imposte sul reddito, Iva o contributi previdenziali, entro il 31 dicembre 2026. Per i beneficiari attivi nel settore del trasporto su strada, stabiliti in Italia o con sede legale in Italia, l'aiuto può coprire fino al 70% dei costi aggiuntivi del carburante derivanti dalla crisi mediorientale per il carburante acquistato nel quadrimestre compreso tra marzo e giugno 2026. Il regime sarà in vigore fino al 31 dicembre 2026.
Shein, nel primo trimestre rosso di 99 milioni
Shein ha registrato una perdita nel primo trimestre a causa del rallentamento delle vendite, mentre il gigante del fast fashion si prepara alla prevista quotazione a Hong Kong. In particolare, l'azienda fondata in Cina ha riportato una perdita netta di 99 milioni di dollari nei primi tre mesi dell'anno, rispetto a un utile netto di 395 milioni di dollari nello stesso periodo dell'anno precedente. La crescita trimestrale del fatturato netto è stata dell'1,1%, rispetto a una crescita annua dell'8% per il 2025 e del 41% nel 2023. La società ha attribuito la perdita trimestrale principalmente a una svalutazione di 328 milioni di dollari relativa alle azioni privilegiate convertibili e rimborsabili. Queste azioni possono essere convertite in azioni ordinarie in un secondo momento e il loro valore può variare prima della quotazione in borsa.
I risultati sono stati resi noti in un pacchetto informativo, tra i primi documenti depositati dalla società alla borsa di Hong Kong, e offrono uno spaccato della sua situazione finanziaria in vista della prossima offerta pubblica iniziale (Ipo). La prevista quotazione potrebbe valutare l'azienda oltre 40 miliardi di dollari, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal. La valutazione di Shein è diminuita drasticamente da quando ha raggiunto i 100 miliardi di dollari nel 2022, a causa della crescente concorrenza di rivali come Temu e della persistente incertezza derivante dall'intensificarsi delle restrizioni commerciali.
Cala ancora il petrolio: Brent a 88 dollari
Il petrolio accelera il ribasso sui mercati internazionali, con il future sul Brent settembre, il contratto più vicino alla scadenza e quindi più influenzato dagli aggiustamenti tecnici degli operatori, in calo dell'8,8% a 88,22 dollari al barile. Più indicativo delle aspettative di mercato nel breve periodo il Brent ottobre, che arretra del 7,4% a 84,9 dollari. Con i ribassi di oggi il benchmark internazionale ha annullato i guadagni della scorsa settimana, registrando al momento un calo superiore al 2%. In forte discesa anche il Wti settembre, in flessione del 7,6% a 82,5 dollari ma ancora in positivo su base settimanale (+1,8%).
Europa positiva sugli spiragli di accordo Usa-Iran
Il brusco calo del prezzo del petrolio ha innescato un clima di sollievo per i mercati azionari e obbligazionari, mentre si spera in una tregua in Medio Oriente tra Usa e Iran. Sale intanto la fiducia delle imprese tedesche. Tra gli investitori resta alta l'attenzione per la tenuta degli investimenti per l'intelligenza artificiale. Sul fronte valutario l'euro sale a 1,1397 sul dollaro. L'indice Stoxx 600 guadagna lo 0,6%. In rialzo Francoforte (+1,4%), Madrid (+1,1%), Parigi (+0,5%) e Londra (+0,3%). I principali listini sono sostenuti dal comparto tecnologico (+1,9%). Bene anche il lusso (+1,3%), le auto (+1,4%) e le banche (+1,1%). Seduta negativa per le utility (-0,7%), con il prezzo del gas in forte calo. Ad Amsterdam le quotazioni scendono del 6,3% a 59,56 euro al Megawattora. Male anche il settore azionario dell'energia con la caduta del petrolio. Il Wti scende del 6,6% a 83,45 dollari al barile. Il Brent lascia sul terreno il 7,3% a 89,74 dollari.
Petrolio, Brent scende sotto i 90 dollari
Il petrolio amplia i ribassi dopo la riapertura delle speranze di una soluzione diplomatica tra Stati Uniti e Iran. Il future sul Brent con consegna settembre perde l'8,6% a 89,9 dollari al barile, risentendo anche della prossima scadenza del contratto, mentre il Brent ottobre, ormai divenuto il principale riferimento per il mercato, arretra del 6% a 86,2 dollari. In calo anche il Wti settembre, che cede il 6,2% a 83,8 dollari. A pesare sulle quotazioni è la sospensione degli attacchi reciproci tra Stati Uniti e Iran nel fine settimana, che ha alimentato le aspettative di una ripresa del dialogo diplomatico. Secondo indiscrezioni, il presidente americano Donald Trump sarebbe disponibile a riaprire i negoziati.
Gas, prezzo in calo ad Amsterdam
Non solo il petrolio, anche il prezzo del gas va a picco con la sospensione degli attacchi tra Stati Uniti e Iran. Al Ttf di Amsterdam le quotazioni calano a 59,5 euro al megawattora (-6,4%), dopo essere sceso sotto quota 58 euro a inizio giornata. Una netta inversione rispetto alla chiusura di venerdì sopra i 63,5 euro.
Saipem, contratti da Eni in Costa d’Avorio e Italia
Saipem si è aggiudicata due nuovi contratti, uno offshore in Costa d'Avorio e uno onshore in Italia, per un valore complessivo di circa 800 milioni di euro. Il primo contratto, assegnato da Eni Côte d'Ivoire e dai suoi partner, riguarda il progetto Baleine Phase 3, terza fase di sviluppo del giacimento oil & gas Baleine, situato al largo della Costa d'Avorio a profondità fino a 1.300 metri. Le attività affidate a Saipem comprendono l'ingegneria, la fabbricazione, il trasporto e l'installazione di circa 50 chilometri di condotte rigide e delle relative strutture sottomarine. Il secondo contratto, aggiudicato da Enilive, società di Eni attiva nella produzione di biocarburanti, di biometano e nella commercializzazione e distribuzione di tutti i vettori energetici per la mobilità, riguarda le attività di ingegneria, approvvigionamento e costruzione di una nuova unità di deossigenazione nella bioraffineria Enilive di Venezia, a Porto Marghera. Questa nuova aggiudicazione si inserisce nel più ampio accordo di collaborazione tra Eni e Saipem nel campo della bioraffinazione e fa seguito al contratto assegnato per le attività di ingegneria, approvvigionamento e costruzione per la produzione di biojet nella bioraffineria di Venezia, annunciato nel giugno 2025.
Milano in rialzo, corre Amplifon
La Borsa di Milano (+0,5%) prosegue in rialzo, in linea con gli altri listini europei. A Piazza Affari corre Amplifon (+4,5%), promossa da Jp Morgan che ha alzato il rating a overweight con il prezzo obiettivo a 16,70.
Lo spread tra Btp e Bund scende poco sotto gli 80 punti (79,9 punti), con il rendimento del decennale italiano al 3,93%. Mostrano i muscoli anche Buzzi (+3%) e Cucinelli (+2,4%). Acquisti per Ferrari (+1,8%) e Campari (+1,5%). Tra le banche in luce Unicredit (+1,9%), dopo il semestre storico e l'apertura al dialogo di Commerzbank. Positiva Mps (+0,9%), al centro del risiko bancario con la proposta di aggregazione da parte di Banco Bpm (+0,5%) e l'opas lanciata da Intesa Sanpaolo (+0,6%). Acquisti su Mediobanca (+1,1%) mentre è poco mossa Bper (+0,01%). In fondo al listino Eni (-4,7%), che risente della flessione del prezzo del petrolio. Male anche Tenaris (-1,1%) e Saipem (-0,6%), con quest'ultima pronta ad annunciare i conti del semestre.
Europa positiva in avvio
Le Borse europee aprono in rialzo mentre si guarda all'attenuarsi del conflitto tra Usa e Iran in Medio Oriente. Una situazione che spinge in calo il prezzo del petrolio e gas. Tra gli investitori c'è un clima di ottimismo per la tenuta degli investimenti per l'intelligenza artificiale.
Avvio positivo per Francoforte (+1,44%), Parigi (+0,84%) e Londra (+0,65%).
Petrolio in calo
Il prezzo del petrolio è in netto calo mentre si guarda agli sviluppi in Medio Oriente. In avvio di seduta il Wti scende del 5,1% a 84,68 dollari al barile. Il Brent è in flessione del 5% a 91,94 dollari.