MILANO – Prevale ancora l’incertezza sui mercati in attesa che si concludano positivamente i negoziati tra Iran e Oman per lo sblocco dello stretto di Hormuz. Il petrolio torna così a salire posizionandosi in zona 80 dollari al barile. Le piazze europee archiviano deboli la seduta, mentre a Wall Street sale l’attesa per l’inflazione Usa, in agenda mercoledì 12 agosto.
Chiusura debole per le Borse europee, Parigi unica in rialzo (+0,13%)
Chiusura prevalentemente negativa per le principali Borse europee, con Parigi unica tra i maggiori listini a terminare la seduta in territorio positivo, in rialzo dello 0,13%. Segno meno invece per Francoforte, con il Dax in flessione dello 0,11%, e per Milano, dove il Ftse Mib ha ceduto lo 0,10%. Maggiori vendite a Londra, con il Ftse 100 in calo dello 0,36%.
Passando all'azionario, a Piazza Affari svettano Stellantis (+1,85%) e i titoli oil, con Eni (+1,27%) e Saipem (+1,59%) in testa, oltre ad Amplifon (+1,3%). Sul fronte opposto, scivolano Terna (-1,74%), Italgas (-1,34%) e Poste (-1,43%).
L’euro chiude stabile sul dollaro
Chiusura sostanzialmente stabile per l'euro sul dollaro con il biglietto verde che guadagna terreno con l'aumento dei prezzi del petrolio e in vista del rapporto sull'inflazione dei prezzi al consumo di luglio, atteso mercoledì, e dopo i dati sull'occupazione molto più deboli del previsto di venerdì, che ha gettato dubbi sulla probabilità di un aumento a breve termine dei tassi da parte della Federal Reserve. Gli operatori prevedono una probabilità del 48% di un aumento nella riunione di settembre della Fed, in calo rispetto al 55% prima dei dati sull'occupazione di venerdì. Gli analisti affermano che il rallentamento della crescita dell'occupazione e l'allentamento dei prezzi del petrolio hanno entrambi contribuito alla minore probabilità di un aumento a breve termine. Il cambio euro dollaro è stabile (-0,06%) a 1,1549, la moneta unica si rafforza su quella nipponica (+0,68%) a 183,6 mentre il dollaro/yen sale dello 0,78% a 158,9
Europa in calo con Wall Street
L'avvio negativo di Wall Street fa girare in calo ache le Borse in Europa. Londra cede lo 0,35%, Milano lo 0,16%, Parigi e Francoforte sono piatte. Un rinnovato rialzo dei prezzi del petrolio ha fatto vacillare i mercati azionari, mentre i rendimenti obbligazionari sono aumentati, con l'attenzione puntata sulla pubblicazione dei dati sull'inflazione americana che saranno pubblicati mercoledì.
La mancanza di un accordo per la riapertura dello Stretto di Hormuz ha spinto il petrolio Brent oltre gli 85 dollari e il gas sfonda quota 60 euro (60,48 euro al megawattora +8,89%).
A Piazza Affari Eni (+1,57%) è tra i pochi titoli in rialzo mentre cedono gli altri energetici con Snam in calo dell'1,4%, Italgas dell'1,48%, Enel dell'1,3% e Terna dell'1,5 per cento
Wall Street apre in calo
Apertura in leggero calo per Wall Street con gli investitori che valutano gli sviluppi in Medio Oriente e la situazione dello Stretto di Hormuz. Il Dow Jones cede lo 0,17%, il Nasdaq lo 0,19%, lo S&P 500 lo 0,07%.
Balzo del petrolio a New York
Il petrolio accelera a New York con guadagni superiori al 2% a causa delle nuove incertezze relative alla riapertura dello Stretto di Homuz, da dove transita il 20% del greggio mondiale: il Wti, il riferimento americano, segna un rialzo del 2,21%, a 79,91 dollari al barile, mentre il Brent, il benchmark internazionale, sale del 2,15%, a quota 8
Il gas supera i 59 euro sulla piazza Ttf di Amsterdam
Si porta sopra i 59 euro il gas naturale sulla piazza Ttf di Amsterdam. I contratti future sul mese di settembre guadagnano il 6,53% a 59,14 euro al megawattora, spinti dal blocco delle nevai sullo stretto di Hormuz e dalle attività di manutenzione nel giacimento di Dvalin in Norvegia, che, insieme al prolungamento fino al prossimo 17 agosto delle attività analoghe sull'impianto di Gullfaks e a interventi su altre infrastrutture del Paese, determinano minori flussi giornalieri di almeno 5 milioni di metri cubi al giorno. La soglia dei 59 euro al MWh è stata superata l'ultima volta lo scorso 29 luglio, in chiusura di seduta.
Milano migliora (+0,25%), balzo di Prysmian e St
Piazza Affari allunga il passo al traguardo di metà seduta con l'indice Ftse Mib in crescita dello 0,25% a 53.851 punti. Sale a 77 punti il differenziale tra Btp e Bund decennali tedeschi, con il rendimento annuo italiano in rialzo di 1,1 punti al 3,91% e quello tedesco di 0,9 punti al 3,14%.
Corrono Prysmian (+2,98%) e St (+2,15%), le cui prospettive di crescita sono legate entrambi al settore dei data center. Frenano invece Nexi (-1,1%), Terna (-0,75%), Poste (-0,7%), Recordati (-0,61%) e Tim (-0,59%). In campo bancario si evidenzia banco Bpm (+0,62%), seguita da Mps (+0,34%), Unicredit (+0,27%) e Intesa (+0,22%), mentre restano indietro Bper (-0,48%) e Mediobanca (-0,14%).
Positive Moncler (+0,75%), Saipem (+0,55%), Cucinelli (+0,47%) ed Eni (+0,4%), favorita dal rialzo del greggio (Wti +1,7% a 79,49 dollari al barile) e soprattutto del gas (+6,1% a 58,92 euro al MWh). Prosegue la corsa solitaria di Tisg (+16,4%) dopo l'avvio della gara per selezionare nuovi investitori, disponibili a rilevare attività del gruppo degli yacht o in alternativa entrare nel libro soci.
Europa sopra la parità, effetto Hormuz sul gas
Si portano sopra la parità le principali Borse europee mentre i future Usa appaiono contrastati, in vista dell'inflazione americana attesa per mercoledì. La migliore è Francoforte (+0,3%), seguita da Milano (+0,15%), Madrid (+0,1%) e Parigi (+0,05%), mentre Londra (-0,2%) si conferma fiacca. I mercati scontano il blocco dei negoziati tra Usa e Iran e l'accordo fra Teheran e l'Oman, che secondo l'Iran non prevede la riapertura dello stretto di Hormuz. In rialzo il greggio (Wti +0,0,98% a 78,94 dollari al barile) e soprattutto il gas naturale, che guadagna il 5,15% a 58,4 euro al MWh ad Amsterdam. Sale l'oro (+0,52% a 4.338 dollari l'oncia), mentre il dollaro si mantiene stabile a quasi 1,16 sull'euro. Si rafforza invece la sterlina a 1,17 euro e a 1,35 dollari. Stabile a 76,4 punti lo spread tra Btp e Bund decennali tedeschi, con il rendimento annuo italiano in rialzo di 0,2 punti al 3,9%, quello tedesco di 0,6 punti al 3,14% e quello francese di 0,7 punti al 3,92%.
Adnoc studia alternative per evitare lo stretto di Hormuz
Adnoc Gas, società controllata da ontrollata da Abu Dhabi National Oil Company, sta valutando alternative che consentano di evitare lo stretto di Hormuz per le esportazioni di gas naturale liquefatto. Lo rivela il direttore finanziario Peter van Driel, intervistato da Bloomberg Tv, anche se al momento, secondo il manager, "non è stata presa ancora una decisione". Driel spiega che la domanda di gas "cresce soprattutto in Asia" e per questo Adnoc gas prevede "investimenti strutturali per 8,2 miliardi di dollari (7,1 miliardi di euro) in infrastrutture per il gas che stiamo realizzando". Tra il 2023 e il 2030 Adnoc Gas, ricorda il manager, ha messo sul piatto 28 miliardi di dollari (24,23 miliardi di euro) in investimenti.
La guerra ha colpito duramente i conti del colosso. La compagnia emiratina, che si occupa dell'estrazione e della vendita di petrolio e gas, ha chiuso il secondo trimestre con un sonoro -52% alla voce dell’utile netto, sceso a 665 milioni di dollari proprio a causa della flessione delle vendite dovuta alla chiusura dello stretto di Hormuz.
Milano torna in parità, vola Italian Sea Group
Si riporta in parità Piazza Affari dopo oltre due ore e mezza di scambi, con l'indice Ftse Mib invariato a 53.722 punti. Scende a 76,1 punti il differenziale tra Btp e Bund decennali tedeschi, con il rendimento annuo italiano in calo di 0,5 punti al 3,89% e quello tedesco in crescita di 0,3 punti al 3,13%.Corrono Prysmian (+2,62%) ed Stm (+2,34%), entrambe esposte nel settore dei data center, mentre frenano Diasorin (-1,03%), Italgas (-1%), Terna e Snam (-0,95% entrambe). Segno meno anche per Poste (-0,7%), Tenaris e Tim (-0,55% entrambe). Cedono anche Ferrari (-0,58%), Inwit (-0,54%), Campari (-0,44%), Bper (-0,38%) e Mediobanca (-0,3%).
Invariata Unicredit, in lieve rialzo Mps e Intesa (+0,1% entrambe), positiva Banco Bpm (+0,25%).
Positiva Avio (+0,65%), più caute Moncler (+0,4%) e Leonardo (+0,3%), mentre fa il botto Tisg (+10,23%) dopo l'avvio della gara per selezionare nuovi investitori, disponibili a rilevare attività del gruppo degli yacht o in alternativa entrare nel libro soci.
Germania, Ifo: shock dei prezzi in medio Oriente colpisce le famiglie più povere
Secondo un recente studio dell'Istituto Ifo, gli aumenti dei prezzi derivanti dal conflitto in Medio Oriente stanno avendo un impatto molto maggiore sulle famiglie a basso reddito in Germania rispetto a quelle più benestanti. "Constatiamo che le famiglie più povere sono meno in grado di resistere a uno shock dei prezzi proveniente da migliaia di chilometri di distanza e subiscono maggiori perdite di potere d'acquisto", afferma Tiphaine Wibault, ricercatrice dell'ifo.
Secondo l'analisi, la crisi in Medio Oriente sta causando un aumento della spesa al consumo delle famiglie tedesche pari a circa 16,8 miliardi di euro. Di conseguenza, le famiglie nel decile di reddito più basso perdono in media il 2,87% del loro reddito disponibile, mentre le famiglie con il reddito più alto perdono solo lo 0,65%.
Considerando tutte le famiglie, la perdita media è dell'1,15%. ½Dato che non esiste un tetto massimo europeo ai prezzi per questo shock, come accadde durante la crisi energetica del 2022, l'onere ricade quasi interamente sulle famiglie, e in particolare su quelle a basso reddito», spiega Andreas Peichl, ricercatore dell'ifo.
Europa fiacca
Borse europee fiacche in avvio di settimana, con i listini in lieve calo ad eccezione di Francoforte (+0,1%). Londra cede lo 0,1%, Milano lo 0,15% e Madrid lo 0,3%, mentre Parigi appare invariata. Contrastati i future sui listini Usa, con il Dow Jones in lieve calo ed il Nasdaq in speculare rialzo.
Digeriti i dati sul mercato del lavoro americani di venerdì scorso, che hanno fatto correre in particolare Tokyo, gli investitori guardano all'inflazione Usa attesa per mercoledì.
Entrambi gli indicatori sono determinanti per le prossime decisioni della Fed sui tassi Usa. Prosegue in parallelo il blocco dei negoziati tra Usa e Iran. Lo spiraglio che si è aperto con l'accordo fra Teheran e l'Oman tiene fermo il greggio (Wti +0,1% a 78,26 dollari al barile) ma non il gas naturale, che guadagna il 4,11% a 57,85 euro al MWh ad Amsterdam. Sale l'oro (+0,92% a 4.356 dollari l'oncia), mentre il dollaro si mantiene stabile a 1,15 sull'euro e a 1,35 sulla sterlina. Poco mosso anche lo spread tra Btp e Bund decennali tedeschi a 76,5 punti, con il rendimento annuo italiano in calo di 0,4 punti al 3,89%, quello tedesco di 0,1 punti al 3,13% e quello francese di 0,4 punti al 3,91%.
Acquisti sui produttori di semiconduttori Nordic (+5,45%), Soitec (+4,35%), Infineon (+3,25%) ed Stm (+2,6%). Bene il lusso con Richemont (+1,82%), Swatch (+1,59%) ed Lvmh (+1,4%), spinte dalle previsioni degli analisti di Bloomberg sulla Cina. Più caute Cucinelli (+0,33%) e Moncler (+0,16%). Segno meno per gli automobilistici Volkswagen (-0,9%), Stellantis (-0,65%) e Ferrari (-0,5%) e per i bancari Bnp (-0,6%), Mediobanca (-0,55%), Bper (-0,5%), Unicredit (-0,4%), Mps (-0,3%), Intesa (-0,2%) e Commerzbank (-0,15%).
Borse europee incerte in avvio
Le Borse europee aprono all'insegna della prudenza: Milano oscilla sulla parità, Parigi e Londra sono deboli -0,05% e Francoforte avanza dello 0,15%. Gli investitori sono scettici riguardo a sviluppi concreti per quanto riguarda i colloqui di pace in Medioriente, preoccupati del fatto che i prezzi del petrolio hanno ricominciato a crescere: stamane il Brent veniva scambiato a 84 dollari sui circuiti asiatici. C'è anche cautela in attesa dei dati sull'inflazione americana: un eventuale rialzo, che comunque non è atteso, alimenterebbe le probabilità di un rialzo dei tassi a settembre. La settimana scorsa i dati sul mercato del lavoro che mostravano qualche crepa avevano invece rassicurato gli investitori
Petrolio in rialzo
l prezzo del petrolio è in rialzo in avvio di giornata. Il Brent con consegna ad ottobre è quotato a 83,92 dollari al barile in aumento dello 0,44% mentre il Wti con consegna a settembre è a 78,41 dollari in progresso dello 0,29%.
Asia positiva
Seduta brillante per le principali borse di Asia e Pacifico dopo i dati sul mercato del lavoro negli Usa diffusi venerdì scorso. Con l'ipotesi che i 23mila posti di lavoro in luglio possa aprire la strada per un prossimo taglio dei tassi da parte della Fed Tokyo ha guadagnato il 2,08%, Taiwan l'1,59%, Seul lo 0,65%, mentre Sidney ha ceduto lo 0,33%. Ancora aperte Hong Kong (+0,76%), Shanghai (+0,44%), Mumbai (+0,11%) e Singapore (+1,05%). Negativi i contratti future sull'Europa e su Wall Street per effetto dello stallo nei negoziati tra Usa e Iran, con lo stretto di Hormuz che continua a restare chiuso spingendo le quotazioni del gas naturale (+2,2% a 56,77 euro al MWh). Piatto invece il greggio (Wti -0,22% a 78,01 dollari al barile). In rialzo l'oro (+0,72% a 4.349
dollari l'oncia), stabile il dollaro a 1,56 sull'euro e 1,35 sulla sterlina, mentre si rafforza a 158,42 yen. Sale a 76,7 punti lo spread tra Btp e Bund decennali tedeschi, con il rendimento annuo italiano in rialzo di 0,6 punti al 3,9%, quello tedesco di 0,7 punti al 3,14% e quello francese di 0,6 punti al 3,92%.
Sugli scudi sulla piazza di Tokyo il comparto dei semiconduttori con Disco Corporation (+7,77%), Advantest (+6,03%) e Tokyo Electron (+4,07%). Lo yen debole favorisce gli automobilistici Suzuki (+3,81%), Nissan (+3,14%) e Subaru (+1,75%).