BERLINO – No all’aumento dei biglietti a causa del caro-energia. E una parola d’ordine: discontinuità. Il piano industriale di Ferrovie dello Stato che il nuovo ad Gianpiero Strisciuglio è pronto a presentare «entro la fine dell’anno» si muove su questi binari. Il livello degli investimenti resta a quota 100 miliardi in cinque anni tra infrastrutture, treni, rinnovabili e strade. La priorità, però, è «l’attività core». Il manager che ha scalato FS nel luglio scorso è chiaro: «Sono un ferroviere e la mia impronta sarà ferroviaria», dice dall’Innotrans di Berlino, fiera che ogni due anni raccoglie operatori del settore da tutto il mondo.
In cima all’elenco ci sono sicurezza e servizio ai viaggiatori. Certo, i cantieri restano. A cominciare…
BERLINO – No all’aumento dei biglietti a causa del caro-energia. E una parola d’ordine: discontinuità. Il piano industriale di Ferrovie dello Stato che il nuovo ad Gianpiero Strisciuglio è pronto a presentare «entro la fine dell’anno» si muove su questi binari. Il livello degli investimenti resta a quota 100 miliardi in cinque anni tra infrastrutture, treni, rinnovabili e strade. La priorità, però, è «l’attività core». Il manager che ha scalato FS nel luglio scorso è chiaro: «Sono un ferroviere e la mia impronta sarà ferroviaria», dice dall’Innotrans di Berlino, fiera che ogni due anni raccoglie operatori del settore da tutto il mondo.
In cima all’elenco ci sono sicurezza e servizio ai viaggiatori. Certo, i cantieri restano. A cominciare da quelli per la manutenzione della rete, la metà dei 1.300 totali messi su la scorsa estate, nuove opere comprese. E naturalmente restano quelli in corso: dall’alta velocità Bari-Napoli a quelli per l’attivazione del nodo di Verona, per esempio. «L’obiettivo è sviluppare nuovi servizi che aumentano i collegamenti e la connettività nel Paese, lo renderemo compatibile con le risorse disponibili», rimarca l’ad. Secondo quanto filtra nei corridoi di Innotrans, il modello Rab per finanziare gli investimenti – leggi: possibile apertura del capitale ai privati valutata dalla precedente gestione – non è sul tavolo. «Ma deciderà l’azionista», cioè il Mef, osserva Strisciuglio. Che punta a «consolidare e poi rafforzare i servizi all’estero». È il caso del Frecciarossa Milano-Monaco al via in primavera, stando alla tabella di marcia.
Per tornare ai binari di casa, invece, l’ad non si sbilancia sull’ipotesi di un ricorso contro la multa da 1,7 milioni che l’Autorità dei trasporti ha spedito a Rfi per il chiodo che, nell’ottobre 2024, ha mandato in tilt la stazione Termini di Roma. «Mi piace affrontare i temi regolatori nelle sedi giuste». Capitolo Intercity. Sfumata la possibilità di un’unica gara per il servizio, Strisciuglio assicura: «Confermiamo la nostra presenza, teniamo tantissimo a questo servizio. Valuteremo le condizioni di gara e proveremo a vincere tutto quello che c’è da vincere».