Per gli investitori che avevano riposto fiducia e sostanze nelle obbligazioni convertibili emesse dalle quattro banche in risoluzione (Etruria, Chieti, Ferrara e Marche), suonerà come una beffa. Molti di loro sono stati rovinati a causa di investimenti rischiosi e sui quali hanno ricevuto un'informazione poco trasparente (è stato lo stesso presidente della Consob Giuseppe Vegas a definire i prospetti "troppo lunghi e complessi per poter essere pienamente compresi"). Ora scoprono che, a partire dal primo gennaio 2017, entrerà in vigore una nuova normativa europea. Un regolamento che obbligherà a fornire informazioni chiave per i prodotti di investimento e assicurativi al dettaglio, espresse però stavolta in maniera chiara e sintetica. E che, per paradosso, potrebbe ripristinare proprio quelle regole che in Italia sono state abbandonate, come l'uso degli scenari probabilistici per calcolare l'effettiva rischiosità dei titoli. Gli scenari erano stati cancellati dalla Consob nel 2011, sostenendo che era l'Europa a non volerli. Tesi quantomeno imprecisa, dal momento che già nel 2012 le autorità Ue avevano deciso di cambiare rotta nella tutela per i risparmiatori, con l'allora commissario Ue Michel Barnier che affermava: "Gli investimenti devono essere più sicuri e le informazioni più chiare. I moduli da firmare dovranno rendere evidente ad ogni consumatore se può o non può perdere denaro". In Italia non scattarono allarmi. L'iniziativa Ue si è poi tradotta in una serie di studi che spingevano per utilizzare una scala graduata del rischio, una sorta di semaforo con livelli oscillanti tra uno e sette, e dei riquadri nei quali veniva indicato, a seconda dello scenario, che tipo di probabilità avesse un investitore di conservare, aumentare o perdere la liquidità investita. E infine in un regolamento, che entrerà in vigore il primo gennaio prossimo, con lo scopo appunto di fornire informazioni concise sulla possibilità di perdere capitale e sul rendimento. Insomma il contrario di quello che c'è adesso. Ora la Consob, spinta dalla necessità di migliorare i prodotti informativi, ha avviato una consultazione sul mercato, ottenendo già il parere dell'Abi. L'associazione dei banchieri ha espresso apprezzamento e ha condiviso i principi generali, invitando però la Consob a intervenire per chiarire il rapporto tra scheda prodotto, documento informativo e le ultime novità provenienti dalla Ue. Suggerimenti. Non sappiamo se la Consob ne terrà conto, ed eventualmente in che misura. Di sicuro però questa volta non può dimenticarsi che nella partita è un arbitro, e che l'obiettivo primario è la regolarità della partita. Che non prevede di scendere negli spogliatoi a parlare con giocatori e dirigenti prima del match.