Economia

Le misure

Cashless, la nuova spinta del governo

Incentivi per chi accetta le carte nelle operazioni di pagamento e sanzioni agli esercenti che le rifiutano. L’esecutivo giallorosso contro l’evasione fiscale.

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Sanzioni per chi non accetta carte di credito e bancomat, ma anche un credito di imposta – fino al 30% - sulle commissioni pagate dai commercianti, e rimborsi ed estrazioni speciali della Lotteria degli Scontrini dedicati esclusivamente a chi acquista in cashless. Il governo torna a spingere su moneta elettronica e Pos, per modernizzare il sistema dei pagamenti italiano e migliorare la tracciabilità delle transazioni in chiave antievasione. Per raggiungere questo duplice obiettivo, vengono introdotti una serie di interventi di penalizzazione ma anche di incentivi – ribattezzata piano “Italia Cashless” - che mira a dare nuovo impulso alle transazioni elettroniche.

Che sono ancora indietro rispetto ai nostri partner europei: nel nostro paese i pagamenti elettronici raggiungono complessivamente 200 miliardi, mentre la quota di acquisti effettuati in contante è di 7 punti percentuali sopra la media dell’aera euro. Un gap degno di nota, che l’esecutivo vuole ridurre anche e soprattutto per dare una stretta ai fenomeni di evasione ed elusione delle imposte nella rete commerciale, in base all’assunto che dove c’è più utilizzo del contante, c’è anche maggiore ‘infedeltà’ fiscale. Secondo le stime condotte dall’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano in collaborazione con Agenzia delle Entrate, l’evasione sugli acquisti è in effetti da addebitare soprattutto ai pagamenti in contanti, responsabili di 24 miliardi di euro su 27 complessivi di mancato gettito per il fisco. Per spostare l’equilibrio verso carte e bancomat, sono previsti interventi sia sul fronte dei consumatori che di quello dei commercianti.

A partire dall’introduzione di sanzioni per gli esercenti che si rifiutano pagamenti elettronici. Un intervento atteso da tempo: l’obbligo di accettazione di carte e bancomat è in vigore da giugno 2014, e ha sempre previsto sanzioni per i commercianti che non avessero ottemperato. Ma lo schema di regolamento emesso dal Ministero dello Sviluppo Economico in concerto con il Mef, che introduceva sanzioni con riferimenti al Codice penale, non è mai stato attuato, ed è stato definitivamente bocciato dal Consiglio di Stato nel giugno del 2018, quattro anni dopo l’avvio dell’obbligo di Pos. La stretta del nuovo regime sanzionatorio sugli esercenti sarà però in parte attenuata dall’introduzione di un credito d’imposta pari al 30% delle commissioni sulle transazioni effettuate con bancomat, carte di credito, di debito, prepagate.

La misura non varrà per tutti, ma solo per attività che nell’anno d’imposta precedente abbiano dichiarato ricavi e compensi pari o inferiori a 400mila euro annui. Il credito sarà utilizzabile esclusivamente in compensazione, a partire dal mese successivo a quello in cui è stata sostenuta la spesa. Ai consumatori, invece, andranno solo incentivi: bocciata l’idea di una tassa sui prelievi, la nota di aggiornamento del Def che ha anticipato la manovra ha previsto il cosiddetto Bonus Befana: un rimborso del 19% - fino a 2.500 euro – per le spese in moneta elettronica in specifici settori come ristorazione, ricettività, servizi per la casa e la persona, considerati ad elevato rischio di evasione fiscale, che verrà probabilmente accreditato a gennaio di ogni anno. Sempre da gennaio, per i consumatori, arriverà anche la Lotteria degli Scontrini: un’estrazione a premi dei tagliandi pensata per invogliare i consumatori a chiedere la certificazione fiscale degli acquisti.