La realtà lombarda entra nel network continentale di cui fanno parte nove analoghe iniziative. E in questo modo offre nuove chance di finanziamento alle sue 121 startup
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In soli due anni di vita il Fintech District di Milano ha visto crescere da 32 a 121 il numero delle sue startup e ora si appresta a compiere un vero e proprio balzo in avanti grazie alla creazione di un network europeo, l’European Fintech Discovery Program, di cui farà parte assieme ad altre nove, analoghe realtà: Fintech Scotland, Holland Fintech, Copenhagen Fintech, B-Hive (Belgio), The Lhoft (Lussemburgo), Le Village (Francia), Portugal Fintech, TQ (Germania) e Innsomnia (Spagna).
Una storia giovane
Nato nel 2017 su iniziativa di Sellalab, il polo di innovazione di Banca Sella, e di Copernico, la piattaforma di spazi per lo smart working, il Fintech District ha l’obiettivo di favorire lo sviluppo di startup nel campo dei servizi finanziari high tech, basandosi su tre pilastri: il know-how, la tecnologia e i capitali. Le neonate imprese hanno accesso alla consulenza di studi commerciali e legali, di agenzie di marketing e di società di consulenza; possono contare sui migliori strumenti tecnologici e su un canale diretto con potenziali investitori, acceleratori, business angel e fondi di venture capital. Adesso le startup del Fintech District milanese potranno beneficiare anche dell’alleanza su scala continentale, il cui obiettivo è mettere in collegamento i poli dell’innovazione finanziaria in Europa coinvolgendo sia il mondo delle startup che quello di aziende banche interessate ai nuovi servizi.
Un investitore potrà ora avere un interlocutore unico per visitare oltre 1.500 startup, tante sono quelle che fanno capo ai dieci distretti. «Le numerose attività che hanno caratterizzato i nostri primi due anni di vita e le decine di occasioni e opportunità di business definitesi all’interno della community, ci confermano la forza del progetto - spiega Alessandro Longoni, responsabile del Fintech District di Milano - Oltre al lancio dell’European Fintech Discovery Program, per i membri della community ci sarà anche la possibilità di entrare in contatto con l’ecosistema statunitense a San Francisco e in Cina. Abbiamo in serbo altri progetti per il 2020 tra cui un lavoro rivolto ai Venture Capital per attrarre investimenti in Italia e attività di collaborazione con le istituzioni come il Comune di Milano».
Un’offerta varia
Gli investitori che guarderanno al polo milanese avranno un’ampia scelta: fra le 121 startup, ce ne sono 22 che si sono specializzate in smart payments & money transfers, altre 21 operanti nel campo del lending & solutions for credit, 19 con soluzioni per il wealth management & solutions for financial markets, 13 attive nell’equity & reward crowdfunding, 10 che hanno scelto l’insurtech, 5 neo banks, 4 che sviluppano piattaforme per il personal finance management, 4 che offrono applicativi per l’invoice & tax management, 4 attive nella cybersecurity, 3 nella regulatory technology e 2 nel chatbot, con le restanti 14 che non rientrano in nessuno dei precedenti settori.
Il Fintech sarà anche uno dei protagonisti del Salone dei pagamenti (6-8 novembre, MiCo Milano Congressi), occasione in cui l’amministratore delegato di Fabrick, Paolo Zaccardi, dialogherà con Nikolay Storonsky, ceo di Revolut, per analizzare i fattori che stanno determinando il successo globale della fintech britannica e le sfide e opportunità poste oggi dalla tecnologia in ambito finanziario. L’appuntamento rientra nel percorso tematico “Fintech e Open Innovation”, curato proprio dal Fintech District milanese.