Exploit della emiliana Cyberoo al debutto nell’Aim premiata per la profittabilità. Brilla tutto il settore
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È stato un successo lo sbarco di Cyberoo a Piazza Affari, sul segmento Aim, mercato dedicato alle piccole e medie imprese. L’azienda di Reggio Emilia, controllata dalla Sedoc, è una delle prime società italiane di cyber security che sceglie questa strada per avere risorse sufficienti a sviluppare i suoi piani di espansione. La quotazione è avvenuta a inizio ottobre. E il mercato ha reagito con entusiasmo. L’operazione ha registrato una domanda pari a circa sei volte l’offerta.
Sono state collocate 2,5 milioni di nuove azioni ad un prezzo di 2,86 euro per azione, per un controvalore di 7,15 milioni di euro. E il primo giorno il titolo ha addirittura segnato a fine seduta un +51,5%% rispetto al valore di collocamento, raggiungendo il prezzo di 4,3 euro. Mentre lo scorso 22 ottobre, la KT&Partners ha avviato la copertura sul titolo con fair value, valutazione, fissata a 4,62 euro. Segno che gli analisti credono nel titolo. L’evoluzione Se Cyberoo ispira fiducia è perché è stata in grado di evolversi da quando è nata nel 2008 come distributore di dispositivi fino a lanciare nel 2019 tre software sviluppati internamente, che promettono secondo KT&Partners, ampia profittabilità.
Il settore è molto dinamico, oggi molte società acquistano, vendono, fanno affari di ogni sorta. Si sfruttano le opportunità concesse dalla rete ma ci si espone a minacce e cyberattacchi che sono sempre più frequenti. idc Secondo i dati dell’istituto di ricerca Idc, la spesa mondiale per ‘proteggersi’, raggiungerà nel 2022 i 133,8 miliardi e già a fine anno dovrebbe sfiorare i 103 miliardi di dollari (+9,4%). Un trend positivo si registra anche in Italia, dove questo mercato ha raggiunto gli 1,19 miliardi di euro nel 2018, con un aumento del 9 per cento su base annua. I software per la sicurezza informatica hanno totalizzato un valore di 380 milioni di euro nel 2018.
Gli apparecchi di sicurezza nel 2018 i 220 milioni. I soli servizi di sicurezza It hanno superato i 500 milioni di euro. Nel 2018 gli attacchi informatici in tutto il mondo con impatto significativo in termini di perdita economica, danni alla reputazione, furto di dati personali e non, sono stati 1.552, in crescita del 38% sul 2017 (1.127), come rivela l’ultimo rapporto Clusit. E nell’epoca in cui tutto, o quasi, viaggia su internet, è qui che si muovono anche ingenti somme di denaro. Il numero delle transazioni effettuate con sistemi di pagamento elettronico entro il 2022 arriverà a quota un miliardo. Anche e soprattutto grazie alla spinta dei mercati emergenti. un hub a kiev Sull’onda di questa grande necessità di proteggere dati e denari, l’obiettivo della società emiliana, guidata da Fabio Leonardi, è ambizioso. «Vogliamo affermarci – spiega l’ad - come uno dei principali player del settore della cyber security, sia a livello nazionale che internazionale».
E già oggi Cyberoo vede crescere i suoi fatturati a doppia cifra: nel 2018 ha registrato un giro d’affari di 5,2 milioni di euro (4,6 milioni di euro vendite) e un Ebitda di 1,7 milioni. «E ora prevediamo di chiudere il 2019 con un fatturato di 6,6 milioni (+27%)», annuncia l’azienda. Dal piano industriale, nel 2023 le aspettative sono ancora più alte. Si mira ad arrivare ai 20,1 milioni di euro. E se a fine di quest’anno la sicurezza dovrebbe pesare per il 22% dei ricavi delle vendite, fra quattro anni dovrebbe arrivare a contare più della metà (59). Se è importante continuare a investire sul fronte dell’analisi dei dati e sull’intelligenza artificiale continuano ad essere determinanti le risorse umane. A Kiev, Cyberoo ha persino creato un suo primo hub arruolando esperti di cyber security, i cosiddetti hacker buoni, per meglio proteggere i clienti dalle minacce sul web.