Economia

Turismo e lavoro: dal pizzaiolo al gestore di centri per “workation”. Ecco le professioni più richieste e quelle del futuro

Turismo e lavoro: dal pizzaiolo al gestore di centri per “workation”. Ecco le professioni più richieste e quelle del futuro

Barista in cima al podio dei più ricercati, poi chef e cameriere. Pizzaioli in risalita. Dal “glamping” allo spazio: ecco i trend in ascesa

3 minuti di lettura

MILANO – Il turismo è un pilastro fondamentale dell'economia italiana, con un impiego di 1,7 milioni di lavoratori e una contribuzione al pil del 4%. Negli ultimi anni, il settore ha subito profonde trasformazioni grazie alla digitalizzazione, alla sostenibilità e al turismo esperienziale. Questi cambiamenti hanno influenzato non solo le preferenze dei viaggiatori, ma anche le competenze richieste agli operatori del settore.

Un nuovo panorama turistico

“Le abitudini dei turisti stanno cambiando: i soggiorni sono più brevi, emergono nuove destinazioni e le esperienze offerte si diversificano. Questi mutamenti comportano la necessità di nuove professioni nel settore, come evidenzia il nostro nuovo rapporto "Viaggio nel turismo del prossimo decennio"”, commenta Emilio Colombo, coordinatore del comitato scientifico di Randstad Research. Il turismo sta affrontando sfide significative, come l'overtourism e il predominio delle piattaforme online. Tuttavia, queste sfide si accompagnano a opportunità promettenti, come lo sviluppo di località meno conosciute e l'offerta di servizi personalizzati. “Il settore – continua Colombo - ha bisogno di competenze nuove che sono difficili da trovare. Il turismo non è attraente per molti giovani a causa degli orari irregolari, e l'offerta formativa è spesso insufficiente”.

Le nuove rotte del turismo esperienziale stanno guadagnando terreno, offrendo esperienze uniche come il turismo del benessere, enogastronomico, religioso e dello shopping. Queste forme di turismo stanno diventando sempre più popolari, contribuendo a diversificare l'offerta e attrarre nuovi viaggiatori.

Estate 2024: boom di opportunità lavorative

Secondo l'Osservatorio professioni estive di InfoJobs, piattaforma per la ricerca di lavoro online, la stagione estiva ha portato quasi 5.600 annunci di lavoro nel settore turismo e ristorazione tra aprile e metà giugno 2024. La ristorazione domina la scena con oltre 4.300 annunci, seguita dall'hotellerie e dai viaggi.

L'Osservatorio ha individuato le professioni estive più richieste. Il podio vede al primo posto la figura del barista, seguita dallo chef e dal cameriere. Seguono l’assistente di cucina e il cuoco. La figura del pizzaiolo ha visto una notevole ascesa, passando dal 12° posto nel 2023 al 6° nel 2024. Altri ruoli importanti includono il lavapiatti, l’addetto alle pulizie delle camere, l’esercente di negozio e il responsabile di cibi e bevande. Anche figure specializzate come l'operatore di bed and breakfast, il bagnino, l'addetto alla reception e la wedding planner sono molto richieste.

Esempi di innovazione

Nonostante le difficoltà, alcune piccole realtà hanno trovato risposte creative e innovative. Questi esempi possono costituire la base per un nuovo modello turistico, in grado di rispondere alle esigenze future del settore.

Il rapporto di Randstad Research ha identificato dieci nuove professioni che potrebbero emergere nel settore turistico nei prossimi anni:

  1. Destination Manager: Sviluppa strategie innovative utilizzando tecnologie avanzate come l'intelligenza artificiale e la realtà aumentata per promuovere le destinazioni turistiche, con un focus sulla sostenibilità.
  2. Esperto di turismo sostenibile: Guida pratiche responsabili e resilienti, collaborando con le comunità locali per sviluppare un turismo equo e inclusivo.
  3. Gestore di centri per workation (neologismo per unire il lavoro – work – e le vacanze – vacation): Crea ecosistemi dinamici per professionisti che lavorano da remoto, integrando soluzioni di benessere e sviluppo personale.
  4. Gestore di glamping: Sviluppa esperienze open air di lusso e sostenibilità, collaborando con designer e architetti.
  5. Consulente di viaggi virtuali: Organizza esperienze di viaggio immersive utilizzando realtà virtuale e aumentata, personalizzando gli itinerari per i clienti.
  6. Guide esperienziali: Offre tour personalizzati e autentici, utilizzando narrazioni coinvolgenti e attività interattive.
  7. Agente di turismo olfattivo: Crea esperienze di viaggio multisensoriali, utilizzando gli odori per arricchire l'esperienza turistica.
  8. Esperto in salute e sicurezza dei viaggiatori: Utilizza tecnologie avanzate per valutare e predire rischi per la salute, offrendo consulenza personalizzata e servizi di telemedicina.
  9. Gestore di esperienze ecoturistiche: Integra tecnologie avanzate per monitorare e proteggere gli ecosistemi, collaborando con le comunità locali per iniziative sostenibili.
  10. Gestore di viaggi spaziali: Organizza viaggi spaziali, collaborando con agenzie e fornitori aerospaziali per rendere il turismo spaziale accessibile.

Formazione e domanda di lavoro

Secondo dati aggregati da Randstad Reserch, gli istituti tecnici dedicati al turismo sono stati scelti dal 2,8% degli studenti iscritti alle scuole secondarie di secondo grado per l’anno scolastico 2023/2024 (per un totale di 16.070), gli istituti professionali dal 4% (per un totale di 22.957), risultando la scuola professionale con la maggioranza delle preferenze. Tuttavia, tra tecnici e professionali del turismo, il bacino totale di 39.027 studenti è basso rispetto alle previsioni occupazionali Excelsior. Per il solo mese di marzo 2024 i lavoratori in entrata previsti per i servizi turistici sono 81.680 unità, il doppio degli iscritti ad un percorso di studi quinquennale. Per il trimestre marzo-maggio le entrate previste sono pari ad un quinto del totale di tutte le entrate previste in tutti i settori.

“La formazione nel settore turistico è ancora carente – conclude Colombo -, con un basso numero di studenti iscritti a corsi tecnici e professionali specifici. Questo gap formativo rende difficile soddisfare le previsioni occupazionali, che richiedono un numero di lavoratori molto superiore agli attuali iscritti ai corsi di studi”.

I commenti dei lettori