Economia

Arriva il Btp Più: cosa attendersi dai rendimenti e a chi conviene

L'insegna della Banca d'Italia sulla sede milanese

L'insegna della Banca d'Italia sulla sede milanese

 (fotogramma)

Attualmente il titolo tradizionale con l’analoga scadenza a otto anni rende il 3,4%. Possibilità di uscita anticipata, ma con rinuncia all’extra-rendimento

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Il Tesoro prova a sfruttare l’appeal del debito pubblico italiano lanciando sul mercato un nuovo prodotto, il “BTp Più”, con scadenza a otto anni, ma la possibilità di uscita anticipata, con rimborso integrale del capitale. Proviamo a capire come funziona e quali sono i parametri da considerare per saggiarne la convenienza o meno.

A chi è destinato?

Il BTp Più è destinato ai piccoli risparmiatori (non a caso è previsto il taglio minimo di mille euro), che potranno sottoscriverlo in collocamento tra il 17 e il 21 febbraio, a meno che un boom delle richieste non spinga il Tesoro a decidere per una chiusura anticipata. Dunque c’è un mese di tempo per prendere confidenza con questo strumento di investimento e valutare le liberare parte delle proprie risorse per investirle in questa direzione.

Quando si conosceranno i rendimenti?

Ovviamente ogni decisione d’investimento non può che prescindere dai rendimenti offerti, che saranno resi noti – come sempre - il venerdì precedente all’emissione, quindi il 14 febbraio, per essere poi fissati in via definitiva alla chiusura dell’operazione. La scadenza è a lungo termine (otto anni) e questo lascia immaginare, complice il rialzo generalizzato dei tassi di mercato nelle ultime settimane, a un rendimento non trascurabile. Per avere un termine di paragone un Btp tradizionale con scadenza 2033 in questo momento rende a scadenza il 3,4% annuo.

Possibile l’uscita anticipata, ma con penalizzazione

Il nuovo prodotto consente a chi lo compra nella settimana dell’emissione di uscire anticipatamente, con rimborso integrale del capitale investito dopo quattro anni. Chi sfrutta questa opzione, tuttavia, rinuncia al meccanismo di “step up”, che prevede rendimenti inferiori nei primi quattro anni di vita del BTp Più rispetto ai successivi quattro.

Perché manca il premio fedeltà?

Concretamente, la decisione di uscita anticipata potrà essere comunicata all’inizio del 2029, in una finestra temporale che sarà comunicata dal Mef. Gli risparmiatori potranno chiedere la restituzione dell’intero capitale versato, a prescindere dalla quotazione del momento. Dunque questa opzione potrà essere sfruttata, oltre che da chi avrà necessità di incassare la somma, anche in caso di calo della quotazione rispetto al prezzo di emissione fissato a 100. Questa possibilità verrà concessa solo a chi acquisterà il titolo in fase di emissione tra un mese e non a chi lo farà sul mercato.

La presenza di questa possibilità è stata introdotta dal Tesoro in alternativa al tradizionale premio di fedeltà previsto per chi comprava i titoli destinati al retail in fase di emissioni e li manteneva in portafoglio fino a scadenza (nella misura dello 0,8% aggiuntivo in occasione dell’ultima emissione del Btp Valore da sei anni di durata).

Quando vengono staccate le cedole?

Lo stacco sarà trimestrale, come negli ultimi bond governativi per famiglie, con l’obiettivo di avere appeal presso le famiglie che magari utilizzano le entrate periodiche per pagare le bollette, la rata dell’auto o altre scadenze. Il titolo fa parte della famiglia del Valore, inaugurata nel giugno del 2023 e proseguita con una serie di collocamenti record, ma che nell’ultima emissione della scorsa primavera ha dato qualche segnale di stanchezza.

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