Economia

Poste Mobile e il rincaro indesiderato

Volevo segnalarvi una truffa mascherata che Poste Mobile sta perpetrando a danno dei suoi clienti.
Ne ho scritto un articolo sul mio blog: http://bit.ly/Postemobile-truffatori
dove, nel caso vi interessasse, potete trovare tutti i dettagli.
 
Simone Renoldi

1 minuti di lettura
Sul blog si apprende che la polemica nasce da un’opzione attivata nonostante il rifiuto dell’utente, da 1 euro alla settimana. 
“Moltiplicate 1 € per il numero di clienti e fate un po' voi i conti di quanti soldi stanno guadagnando alle nostre spalle per un'opzione che nessuno gli ha mai chiesto di attivare e che anzi, in alcuni casi come il mio, gli è stato espressamente chiesto di non attivarla”, si legge.
 
Da Poste fanno sapere: “PosteMobile ha rimodulato l’offerta per i clienti con tariffa a consumo (la nuova opzione prevede 7 cent/min senza scatto alla risposta a 1€/sett a partire dal 18 settembre), in linea con quanto consentito agli operatori di telecomunicazioni dalle disposizioni normative e regolamentari vigenti  (si veda in particolare l'art. 70 del D. Lgs. 259/03) e riportato anche nelle condizioni d'uso che regolano il servizio PosteMobile. A inizio agosto tutta la CB interessata dalla variazione è stata avvisata tramite un SMS in cui veniva anche spiegato che era possibile recedere dall’offerta o passare a un nuovo operatore senza penali chiamando il 160. Il cliente che ha fatto la segnalazione ha infatti chiamato il Call center chiedendo che non venisse attivata la nuova opzione, tuttavia a causa di un problema tecnico la richiesta non è stata purtroppo registrata. Il cliente è stato contattato dal Servizio Clienti, gli è stato spiegato il disguido e gli è stato accreditato l’euro erroneamente scalato”.
Da parte nostra aggiungiamo soltanto che – a parte il caso specifico, dove certo c’è stato un disguido - eventualmente spetterà ad Agcom esprimersi sulla liceità di questa operazione; dovrà stabilire infatti se si tratti di lecita rimodulazione oppure di (illecita) attivazione di una opzione non richiesta. In passato Agcom aveva sanzionato Tim appunto stabilendo che in quel caso non era una rimodulazione – che gli operatori possono fare in ogni momento – ma l’attivazione non richiesta di una opzione.