MILANO - Seduta in altalena per le Borse. Milano dopo una partenza positiva e uno scivolone a -1%, chiude a -0,3%: colpa, almeno in parte, dei vertici di Fitch che sono tornati a parlare del possibile downgrade del debito italiano a fine gennaio, aggiungendo che il taglio potrebbe essere di due tacche, in linea quindi con quello deciso da Standard & Poor's la scorsa settimana. L'agenzia di rating, però, esclude un default del Paese. A Piazza Affari male Unipol dopo il taglio del rating inflitto da S&P. L'agenzia di valutazione ha tagliato il giudizio sulla compagnia assicurativa di un gradino, a "BBB-" da "BBB", citando tra le motivazioni proprio l'operazione con Fonsai-Premafin, mantenendolo inoltre sotto osservazione con implicazioni negative.
In un contesto di nuovo incerto, Wall Street si muove comunque in crescita con il Dow Jones a +0,5% e il Nasdaq a +0,8%. Francoforte ha guadagnato lo 0,34%, Londra lo 0,15% mentre Parigi ha perso lo 0,15%. Scarso l'impatto sulle contrattazione dell'asta portoghese: Lisbona ha collocato titoli a 3 e 6 mesi e a 11 mesi per il massimo importo prefissato di 2,5 miliardi, con tassi in calo e una buona tenuta della domanda. In particolare per la scadenza dicembre 2012 (1,25 miliardi) il rendimento medio è sceso al 4,986% dal 5,902% dell'ultima asta a 12 mesi dello scorso aprile, mentre la domanda ha registrato un lieve calo superando l'offerta di 2,1 volte contro 2,6 precedente. Gli occhi degli investitori sono rivolti soprattutto alla ripresa dei negoziati per la ristrutturazione del debito greco.
E così il clima d'incertezza ha spinto ancora una volta gli investitori a puntare sulla Germania. Berlino ha collocato 3,4 miliardi di euro di titoli a due anni, con richieste pari a due volte l'offerta e con tassi ai minimi mai registrati. La Bundesbank ha offerto 4 miliardi di euro in buoni del tesoro scadenza dicembre 2013 e ha raccolto 7,596 miliardi di richieste. Sono stati collocati 3,539 miliardi a un tasso medio dello 0,17%, il minimo da quando è stata realizzata la prima operazione di questo tipo nel 2011. Un'operazione simile, nel dicembre 2011, si era chiusa con rendimenti medi dello 0,29%.
Sul fronte italiano continua la flessione dello spread tra Btp e Bund tedeschi, che viaggia intorno a quota 465 punti. In calo al 6,379% il rendimento del decennale italiano. Il quinquennale rende il 5,359%, mentre il biennale si attesta al 3,885%. Le tensioni a livello creditizio restano alte come dimostra l'ennesimo record dei depositi a un giorno delle banche dell'Eurozona presso la Bce: ieri i depositi overnight hanno raggiunto i 528,2 miliardi di euro dai 501,9 del giorno prima.
In ripresa l'euro scambiato a 1,2821 contro il dollaro (1,2736 ieri dopo la chiusura di Wall Street). Lo yen quota 98,47. Il relativo rafforzamento della moneta unica rispetto alla divisa statunitense ha contribuito a far salire le quotazioni del petrolio. All'inizio della seduta a New York, il barile si attesta in rialzo e torna sopra la soglia dei 101 dollari dopo il dato sui prezzi alla produzione in dicembre. I future sul petrolio a febbraio sono scambiati a 101,45 dollari al barile, in rialzo di 74 centesimi rispetto alla chiusura di ieri.
Oro ancora in crescita sui mercati asiatici dove ha guadagnato lo 0,4% e viene scambiato a 1.654,48 dollari l'oncia. L'Agenzia internazionale per l'energia (Aie) ha rivisto in netto calo le previsioni di domanda mondiale di petrolio per il 2012 a causa della crisi economica che sta colpendo l'Europa. Secondo il rapporto mensile, i consumi di greggio si stabiliranno a 90 milioni di barili al giorno quest'anno, 0,2 milioni in meno di quanto previsto il mese scorso. La crescita della domanda rispetto al 2011 è stata così tagliata di 0,2 milioni di barili al giorno e sarà di 1,1 milioni di barili al giorno (+1,2%).
Chiusura positiva, in mattinata, per Tokyo dove l'indice Nikkei archivia la seduta in progresso dello 0,99% a 8.550,58 punti. Hong Kong ha guadagnatp lo 0,30%, Shanghai ha perso l'1,39, Seul ha chiuso piatta (-0,02%). Gli scambi sono ridotti in molti paesi dell'Asia in vista sia dei festeggiamenti per il capodanno cinese che di un possibile intervento della banca centrale di Pechino prima delle festività in programma all'inizio della prossima settimana.
In un contesto di nuovo incerto, Wall Street si muove comunque in crescita con il Dow Jones a +0,5% e il Nasdaq a +0,8%. Francoforte ha guadagnato lo 0,34%, Londra lo 0,15% mentre Parigi ha perso lo 0,15%. Scarso l'impatto sulle contrattazione dell'asta portoghese: Lisbona ha collocato titoli a 3 e 6 mesi e a 11 mesi per il massimo importo prefissato di 2,5 miliardi, con tassi in calo e una buona tenuta della domanda. In particolare per la scadenza dicembre 2012 (1,25 miliardi) il rendimento medio è sceso al 4,986% dal 5,902% dell'ultima asta a 12 mesi dello scorso aprile, mentre la domanda ha registrato un lieve calo superando l'offerta di 2,1 volte contro 2,6 precedente. Gli occhi degli investitori sono rivolti soprattutto alla ripresa dei negoziati per la ristrutturazione del debito greco.
E così il clima d'incertezza ha spinto ancora una volta gli investitori a puntare sulla Germania. Berlino ha collocato 3,4 miliardi di euro di titoli a due anni, con richieste pari a due volte l'offerta e con tassi ai minimi mai registrati. La Bundesbank ha offerto 4 miliardi di euro in buoni del tesoro scadenza dicembre 2013 e ha raccolto 7,596 miliardi di richieste. Sono stati collocati 3,539 miliardi a un tasso medio dello 0,17%, il minimo da quando è stata realizzata la prima operazione di questo tipo nel 2011. Un'operazione simile, nel dicembre 2011, si era chiusa con rendimenti medi dello 0,29%.
Sul fronte italiano continua la flessione dello spread tra Btp e Bund tedeschi, che viaggia intorno a quota 465 punti. In calo al 6,379% il rendimento del decennale italiano. Il quinquennale rende il 5,359%, mentre il biennale si attesta al 3,885%. Le tensioni a livello creditizio restano alte come dimostra l'ennesimo record dei depositi a un giorno delle banche dell'Eurozona presso la Bce: ieri i depositi overnight hanno raggiunto i 528,2 miliardi di euro dai 501,9 del giorno prima.
In ripresa l'euro scambiato a 1,2821 contro il dollaro (1,2736 ieri dopo la chiusura di Wall Street). Lo yen quota 98,47. Il relativo rafforzamento della moneta unica rispetto alla divisa statunitense ha contribuito a far salire le quotazioni del petrolio. All'inizio della seduta a New York, il barile si attesta in rialzo e torna sopra la soglia dei 101 dollari dopo il dato sui prezzi alla produzione in dicembre. I future sul petrolio a febbraio sono scambiati a 101,45 dollari al barile, in rialzo di 74 centesimi rispetto alla chiusura di ieri.
Oro ancora in crescita sui mercati asiatici dove ha guadagnato lo 0,4% e viene scambiato a 1.654,48 dollari l'oncia. L'Agenzia internazionale per l'energia (Aie) ha rivisto in netto calo le previsioni di domanda mondiale di petrolio per il 2012 a causa della crisi economica che sta colpendo l'Europa. Secondo il rapporto mensile, i consumi di greggio si stabiliranno a 90 milioni di barili al giorno quest'anno, 0,2 milioni in meno di quanto previsto il mese scorso. La crescita della domanda rispetto al 2011 è stata così tagliata di 0,2 milioni di barili al giorno e sarà di 1,1 milioni di barili al giorno (+1,2%).
Chiusura positiva, in mattinata, per Tokyo dove l'indice Nikkei archivia la seduta in progresso dello 0,99% a 8.550,58 punti. Hong Kong ha guadagnatp lo 0,30%, Shanghai ha perso l'1,39, Seul ha chiuso piatta (-0,02%). Gli scambi sono ridotti in molti paesi dell'Asia in vista sia dei festeggiamenti per il capodanno cinese che di un possibile intervento della banca centrale di Pechino prima delle festività in programma all'inizio della prossima settimana.