MILANO - L'assemblea di Carige dà il via al rafforzamento patrimoniale dell'istituto. Nell'assise si sono presentati soci per il 31% del capitale sociale: calcolando che la famiglia Malacalza ha poco più del 17%, Volpi il 6% e altre piccole quote fanno capo a Spinelli e a quel che resta delle Fondazioni, i piccoli sono sono stati praticamente assenti. "Voltiamo l'ultima pagina di una storia travagliata", ha auspicato l'amministratore delegato Paolo Fiorentino, aprendo i lavori che porteranno a votare un aumento di capitale da 560 milioni (di cui 60 a disposizione della conversione volontaria di bond subordinati in azioni). Altri 480 verranno dalle cessioni e dalla conversione di bond subordinati in bond senior (per un valore nominale nettamente più basso).
L'assemblea ha approvato la richiesta di Malacalza di varare un aumento di capitale in opzione agli azionisti. Il giorno prima era arrivato l'ok della Bce alla manovra di rafforzamento. Fiorentino ha ricordato che Francoforte ha chiesto un aumento almeno da 500 milioni da realizzarsi entro il 2017. Nel caso in cui l'aumento di capitale non andasse a buon fine, "è evidente che la banca non riuscirà a rispettare i parametri, per cui dovremo prendere la valigia e andare a Francoforte a discutere il futuro della banca", ha aggiunto Fiorentino. Per quanto riguarda il piano di conversione dei bond, l'Lme, se l'operazione non raggiungesse i parametri indicati, Banca Carige dovrà presentare un ulteriore piano di rafforzamento entro marzo 2018.
Per quanto riguarda la terza gamba del rafforzamento patrimoniale, le cessioni, Fiorentino ha detto di aspettarsi di raggiungere "un prezzo a tre cifre" con la vendita dell'immobile di Milano in corso Vittorio Emanuele, iscritto a bilancio per 55 milioni. "Vogliamo e, ritengo, possiamo, farcela da soli - ha detto Fiorentino - stiamo comunicando con estrema trasparenza quali sono le condizioni di partenza, che evidentemente sono molto critiche" però il punto di arrivo dovrebbe essere ben diverso. "Stiamo scrivendo una pagina un po' storica, di rinnovamento definitivo", ha detto rivolto agli azionisti.
L'assemblea ha approvato la richiesta di Malacalza di varare un aumento di capitale in opzione agli azionisti. Il giorno prima era arrivato l'ok della Bce alla manovra di rafforzamento. Fiorentino ha ricordato che Francoforte ha chiesto un aumento almeno da 500 milioni da realizzarsi entro il 2017. Nel caso in cui l'aumento di capitale non andasse a buon fine, "è evidente che la banca non riuscirà a rispettare i parametri, per cui dovremo prendere la valigia e andare a Francoforte a discutere il futuro della banca", ha aggiunto Fiorentino. Per quanto riguarda il piano di conversione dei bond, l'Lme, se l'operazione non raggiungesse i parametri indicati, Banca Carige dovrà presentare un ulteriore piano di rafforzamento entro marzo 2018.
Per quanto riguarda la terza gamba del rafforzamento patrimoniale, le cessioni, Fiorentino ha detto di aspettarsi di raggiungere "un prezzo a tre cifre" con la vendita dell'immobile di Milano in corso Vittorio Emanuele, iscritto a bilancio per 55 milioni. "Vogliamo e, ritengo, possiamo, farcela da soli - ha detto Fiorentino - stiamo comunicando con estrema trasparenza quali sono le condizioni di partenza, che evidentemente sono molto critiche" però il punto di arrivo dovrebbe essere ben diverso. "Stiamo scrivendo una pagina un po' storica, di rinnovamento definitivo", ha detto rivolto agli azionisti.