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Carige, segnali positivi sui bond subordinati

Secondo indiscrezioni finanziarie Generali e Intesa avrebbero aderito alla conversione volontaria, Unipol era sembrata ben intenzionata fin dai giorni scorsi. Oggi cda per gli aggiornamenti sullo stato dell'arte anche delle cessioni immobiliari e di Creditis. il titolo vola in Borsa
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MILANO - Carige alle battute finali per la prima tranche (quella più importante) di conversione volontaria dei bond subordinati in bond senior. Secondo indiscrezioni di fonte finanziaria - praticamente certe - due grandi singoli sottoscrittori (Intesa e Generali) avrebbero aderito all'offerta. Il terzo, Unipol, sembrava ben intenzionato a far la stessa cosa già nei giorni scorsi. In realtà c'è tempo fino al 18 ottobre per aderire all'offerta, ma chi lo farà entro domani riceverà un prezzo migliore. Ovvio quindi che, tra i grandi investitori, chi ha deciso di aderire lo farà entro questa prima scadenza.

"Ci stiamo muovendo su valutazioni che portino a minimizzare l'impatto per la banca ed è ragionevole pensare che la conversione sia la soluzione che comporta il minor impatto", ha poi precisato l'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina. La banca dovrebbe avere circa 50 milioni di bond subordinati.

Le indiscrezioni favorevoli hanno messo le ali al titolo in Borsa, mentre a Genova in mattinata si è riunito il cda (ora concluso) per un'informativa sullo stato dell'arte. In particolare era previsto un aggiornamento da parte dell'ad Paolo Fiorentino sulla conversione dei titoli subordinati, ma anche sulle cessioni dei immobili (da quello di via Vittorio Emanuele a Milano ci si aspetta un incasso intorno ai 100 milioni) nonché dalla vendita di Creditis (credito al consumo) e della piattaforma di gestione degli Npl.

In particolare su Creditis sembra siano arrivate manifestazioni di interesse da parte di tre gruppi industriali come Santander, Compass (Mediobanca) e Agos Ducato (jv tra Credit Agricole e Banco Bpm) e da fondi internazionali, tra cui gli americani di Blackstone e Varde partners oltre agli inglesi di Crc (Christofferson, Robb & company) e Chenavari investment managers.

Cessioni, conversione dei bond subordinati e aumento di capitale sono le tre gambe del rafforzamento patrimoniale totale (per un miliardo) che la banca deve portare a termine entro la fine dell'anno. Più volte è stato sottolineato che il piano è complessivo e che tutte le caselle devono andare al loro posto, per far sì che la banca rispetti le indicazioni dettate dalla Bce. Le due banche advisor (Credit Suisse e Deutsche bank) hanno posto tra le condizioni per sottoscrivere il contratto vincolante del consorzio di garanzia dell'aumento di capitale proprio l'esito soddisfacente della conversione dei bond subordinati.