Timidi segnali di ripresa per il mercato dell'automobile, anche se il numero di immatricolazioni registrate prima della pandemia resta un miraggio. A giugno, secondo la rilevazione mensile di Energy&Strategy (E&S) Group del Politecnico di Milano, sono state vendute 150,3 mila vetture, oltre seimila in più rispetto a maggio. Prendendo come riferimento giugno 2019 invece, prima dello scoppio dell'emergenza Coronavirus, dal confronto emerge un pesante -13,3%.
Come nei precedenti monitoraggi, prosegue il calo delle vendite dei veicoli a benzina e diesel: a giugno, rispetto agli stessi trenta giorni del 2019, le immatricolazioni di queste due categorie di auto sono scese rispettivamente del -38,7% e del -53,8%. Si chiude in positivo invece il raffronto delle vetture a gpl (+2,5%) e a metano (+1,5%).
Chi invece fa faville rispetto a due anni fa, complice una maggiore sensibilità dei clienti nei confronti della sostenibilità ambientale, è il mercato dell'auto ibrida. Un segmento che tra giugno 2019 e giugno 2021 è cresciuto del 344,5%. Discorso analogo per i veicoli elettrici puri: durante il mese appena terminato le concessionarie ne hanno venduti 7.025, il 383,5% in più rispetto agli stessi giorni dell'ultimo anno non toccato dalla pandemia.
Le scelte degli acquirenti influenzano anche l'incidenza, più o meno dannosa, dei mezzi sull'ambiente che ci circonda. Le immatricolazioni fatte a giugno permetteranno di risparmiare 136mila tonnellate di CO2 l'anno. Un inquinamento minore ottenuto grazie al basso impatto provocato dai veicoli ibridi (che fanno risparmiare il 37,1% del totale delle emissioni), a benzina (23,8%) e diesel (19,4%). Un apporto significativo arriva anche dalle auto 100% elettriche, che nel risparmio di CO2 "pesano" per il 10,4%, nonostante il volume delle immatricolazioni della categoria sia solo il 4,7% del totale.