PARIGI - Mohamed Merah è stato crivellato di colpi, due dei quali fatali: uno alla testa e l'altro all'addome. Lo ha rivelato l'autopsia eseguita a Bordeaux sul corpo del giovane autore delle stragi di Tolosa alla scuola ebraica e contro i tre parà francesi. Durante l'assalto finale delle forze speciali, un proiettile lo ha colpito sul lato sinistro della fronte e un altro lo ha attraversato da fianco a fianco. Lo ha riferito Le Parisien, citando una fonte anonima secondo la quale Merah è stato raggiunto da circa venti colpi, gran parte dei quali agli arti.
A vicenda conclusa con l'uccisione del responsabile, il governo si trova però alle prese con le polemiche piovute sulle autorità francesi. La polizia francese non aveva in mano sufficienti elementi per poter arrestare il killer prima che entrasse in azione, ha affermato il premier François Fillon. "Non c'era un solo elemento che permettesse di arrestare Mohamed Merah", ha dichiarato il capo dell'esecutivo alla radio francese, "senza l'autorizzazione di un giudice in un Paese come il nostro non abbiamo il diritto di monitorare in modo permanente qualcuno che non abbia commesso reati, siamo in uno Stato di diritto".
"Il fatto che appartenesse a un'organizzazione salafita non è di per sé un reato. Non bisogna mischiare il fondamentalismo religioso con il terrorismo, anche se sappiamo bene che ci sono collegamenti tra le due cose", ha spiegato il primo ministro replicando a quanti hanno sostenuto in questi giorni che il giovane avrebbe dovuto essere bloccato prima, visti i suoi precedenti. Merah era finito tra l'altro nella lista nera degli Usa e nella cosiddetta 'No fly list' nel 2010, dopo essere stato fermato in Afghanistan.
La direzione centrale dei servizi di informazione "ha fatto perfettamente il suo lavoro, ha identificato Mohamed Merah quando ha fatto dei viaggi. E l'ha sorvegliato il tempo necessario per giungere alla conclusione che non c'era alcun elemento, alcun indizio che permettesse di sospettare che fosse un uomo pericoloso e che un giorno sarebbe passato all'azione", ha aggiunto il premier. "E' normale che ci si pongano delle domande, ma Merah è stato interrogato, sorvegliato e intercettato. Era un uomo che conduceva una vita normale, che aveva la fedina penale sporca, ma per episodi che non hanno nulla a che fare" con quello che ha commesso negli ultimi giorni, ha aggiunto Fillon.
Sul fronte delle indagini, è stato esteso lo stato di fermo per presunti legami con gli estremisti islamici per i parenti di Mohammed Merah: il provvedimento riguarda la madre ed il fratello del giovane, oltre alla sua compagna. In realtà, quello che i media francesi sottolineano è la totale incertezza su chi realmente fosse Merah, se il piccolo criminale e il detenuto anonimo senza legami o il militante qaedista dei campi paramiliatri in Afghanistan. Il capo del Dcri, i servizi segreti interni francesi, Bernard Squarcini, ha detto che il giovane non faceva parte di Al Qaeda e non aveva seguito il tradizionale percorso degli estremisti islamici. "Non era membro di alcuna rete", ha detto in un'intervista a le Monde, replicando all'accusa mossa da più parti all'Intelligence, di aver ignorato un soggetto così pericoloso.
Oggi a Tolosa è stato fatto brillare un pacco sospetto nella centralissima Place du Capitole. La piazza è stata evacuata e il pacco è stato subito fatto esplodere dagli artificieri. Nella stessa piazza si è svolta oggi una cerimonia in memoria delle vittime di Merah.
A vicenda conclusa con l'uccisione del responsabile, il governo si trova però alle prese con le polemiche piovute sulle autorità francesi. La polizia francese non aveva in mano sufficienti elementi per poter arrestare il killer prima che entrasse in azione, ha affermato il premier François Fillon. "Non c'era un solo elemento che permettesse di arrestare Mohamed Merah", ha dichiarato il capo dell'esecutivo alla radio francese, "senza l'autorizzazione di un giudice in un Paese come il nostro non abbiamo il diritto di monitorare in modo permanente qualcuno che non abbia commesso reati, siamo in uno Stato di diritto".
"Il fatto che appartenesse a un'organizzazione salafita non è di per sé un reato. Non bisogna mischiare il fondamentalismo religioso con il terrorismo, anche se sappiamo bene che ci sono collegamenti tra le due cose", ha spiegato il primo ministro replicando a quanti hanno sostenuto in questi giorni che il giovane avrebbe dovuto essere bloccato prima, visti i suoi precedenti. Merah era finito tra l'altro nella lista nera degli Usa e nella cosiddetta 'No fly list' nel 2010, dopo essere stato fermato in Afghanistan.
La direzione centrale dei servizi di informazione "ha fatto perfettamente il suo lavoro, ha identificato Mohamed Merah quando ha fatto dei viaggi. E l'ha sorvegliato il tempo necessario per giungere alla conclusione che non c'era alcun elemento, alcun indizio che permettesse di sospettare che fosse un uomo pericoloso e che un giorno sarebbe passato all'azione", ha aggiunto il premier. "E' normale che ci si pongano delle domande, ma Merah è stato interrogato, sorvegliato e intercettato. Era un uomo che conduceva una vita normale, che aveva la fedina penale sporca, ma per episodi che non hanno nulla a che fare" con quello che ha commesso negli ultimi giorni, ha aggiunto Fillon.
Sul fronte delle indagini, è stato esteso lo stato di fermo per presunti legami con gli estremisti islamici per i parenti di Mohammed Merah: il provvedimento riguarda la madre ed il fratello del giovane, oltre alla sua compagna. In realtà, quello che i media francesi sottolineano è la totale incertezza su chi realmente fosse Merah, se il piccolo criminale e il detenuto anonimo senza legami o il militante qaedista dei campi paramiliatri in Afghanistan. Il capo del Dcri, i servizi segreti interni francesi, Bernard Squarcini, ha detto che il giovane non faceva parte di Al Qaeda e non aveva seguito il tradizionale percorso degli estremisti islamici. "Non era membro di alcuna rete", ha detto in un'intervista a le Monde, replicando all'accusa mossa da più parti all'Intelligence, di aver ignorato un soggetto così pericoloso.
Oggi a Tolosa è stato fatto brillare un pacco sospetto nella centralissima Place du Capitole. La piazza è stata evacuata e il pacco è stato subito fatto esplodere dagli artificieri. Nella stessa piazza si è svolta oggi una cerimonia in memoria delle vittime di Merah.