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(ap)

Iraq, ondata di autobombe e kamikaze a Bagdad e Mosul: 56 morti

Dieci le vetture esplose in diversi quartieri della capitale. Secondo polizia e medici il bilancio potrebbe salire. L'attacco è stato coordinato e la raffica delle esplosioni, avvenute in zone popolate, è durata circa mezzora. Un uomo si è fatto esplodere anche nel nord del Paese: 14 vittime

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BAGDAD - Continua ad aggravarsi il bilancio delle vittime di una serie di autobombe esplose in diversi quartieri di Bagdad. Secondo fonti della polizia e ospedaliere, i morti sarebbero almeno 42. Oltre cinquanta i feriti. Dopo quelle esplose in mattinata a
Bagdad, un'autobomba è saltata in aria anche a Mosul, nel nord dell'Iraq. Si è trattato di un attentato suicida che ha colpito soldati a guardia di una strada. Secondo le autorità, riferisce al-Arabiya, ci sarebbero almeno 14 morti.

Quattro poliziotti hanno reso noto che gli ordigni, posizionati in una decina di macchine parcheggiate, hanno preso di mira aree commerciali e parcheggi. Sono esplosi a raffica, in mezzora. Nove esplosioni hanno colpito aree a predominanza sciita. Secondo le fonti, l'attacco peggiore è avvenuto a Nahrawan, con sette morti confermati ma anche nel quartiere settentrionale di Shaab, dove un'esplosione ha ucciso sei civili e ferito altre 15 persone.

Altre detonazioni si sono verificate nei quartieri di Mashtal, Sab al-Bor, Hurriyah, Baladiyat e Ur. Sei funzionari medici hanno confermato il bilancio delle vittime. Tutte le fonti hanno parlato a condizione di anonimato perché non autorizzati a rilasciare informazioni. Non sono giunte immediate rivendicazioni di responsabilità per gli attentati ma attacchi del genere, frequenti negli ultimi mesi, sono tipici di una fazione locale di al-Qaeda. Si allunga così la scia di crescente violenza che attraversa il Paese dal 2008: dall'inizio di aprile sono oltre 4mila le persone uccise in attacchi, tra cui 804 ad agosto, secondo i dati delle Nazioni unite.

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A metà settembre 58 persone erano morte in un'altra ondata di attentati, sempre commessi con autobombe che avevano preso di mira città a maggioranza sciita del centro e del sud del Paese.