BRISBANE - L'obiettivo del G20 è di giungere a una crescita del 2,1% entro il 2018. E' quanto si legge nelle conclusioni del Vertice di Brisbane. Si tratta di un obiettivo leggermente superiore rispetto al 2% prospettato finora. Le misure promesse dai 20 paesi più potenti del mondo per rilanciare l'attività economica "faranno crescere di oltre duemila miliardi di dollari" il Pil mondiale e "creeranno milioni di posti di lavoro".
Il G20, poi, incoraggia i progressi nella lotta contro i paradisi fiscali, l'evasione fiscale e la cosiddetta "ottimizzazione fiscale", cioè le agevolazioni offerte da alcuni paesi per attirare le grandi aziende. Riguardo a questo obiettivo, con tecniche utilizzate tra l'altro dal Lussemburgo come rivelato dalla vicenda Luxleaks, i paesi più ricchi "salutano i progressi significativi" registrati dall'iniziativa dell'Ocse. Il G20 vuole concludere questo cantiere entro il 2015" per garantire "trasparenza" in alcune pratiche giudicate "nefaste".
Il G20 appoggia poi "un'azione forte ed efficace" sui cambiamenti climatici. "Sosteniamo - si legge nelle conclusioni del vertice - un'azione forte ed efficace per far fronte al cambiamento climatico. Ribadiamo il nostro sostegno alla mobilitazione di risorse finanziarie per l'adattamento dei paesi vittime dei cambiamenti climatici, come il Fondo verde" delle Nazioni Unite destinato ad aiutare i paesi vulnerabili.
Ma dietro la parte economica, il G20 lascia uno strascico di tensioni da Guerra fredda, confermate nelle parole dei leader a fine vertice e sottolineata dalla partenza anticipata - seppure a quanto pare prevista - del presidente russo Vladimir Putin.
Il G20, poi, incoraggia i progressi nella lotta contro i paradisi fiscali, l'evasione fiscale e la cosiddetta "ottimizzazione fiscale", cioè le agevolazioni offerte da alcuni paesi per attirare le grandi aziende. Riguardo a questo obiettivo, con tecniche utilizzate tra l'altro dal Lussemburgo come rivelato dalla vicenda Luxleaks, i paesi più ricchi "salutano i progressi significativi" registrati dall'iniziativa dell'Ocse. Il G20 vuole concludere questo cantiere entro il 2015" per garantire "trasparenza" in alcune pratiche giudicate "nefaste".
Il G20 appoggia poi "un'azione forte ed efficace" sui cambiamenti climatici. "Sosteniamo - si legge nelle conclusioni del vertice - un'azione forte ed efficace per far fronte al cambiamento climatico. Ribadiamo il nostro sostegno alla mobilitazione di risorse finanziarie per l'adattamento dei paesi vittime dei cambiamenti climatici, come il Fondo verde" delle Nazioni Unite destinato ad aiutare i paesi vulnerabili.
Ma dietro la parte economica, il G20 lascia uno strascico di tensioni da Guerra fredda, confermate nelle parole dei leader a fine vertice e sottolineata dalla partenza anticipata - seppure a quanto pare prevista - del presidente russo Vladimir Putin.