BUJUMBURA - Ancora alta la tensione in Burundi dopo il golpe annunciato dal generale Godefroid Nyombare e smentito dal Capo dello Stato Pierre Nkurunziza. I soldati, che si sono schierati dalla parte del presidente, hanno ripreso il controllo dell'aeroporto internazionale della capitale Bujumbura, che era stato prima preso dai militari golpisti. Lo riferiscono fonti a Xinhua.
Golpisti si impossessano della radio. Scontri si sono registrati attorno alla sede della radiotelevisione nazionale tra militari fedeli al presidente e golpisti, con raffiche di mitragliatrice e colpi di razzi. La radio ha interrotto le trasmissioni, che sono poi riprese dopo alcune ore. Un generale dei golpisti ha annunciato alla France Presse l'avvio di un'operazione per prendere il controllo dell'emittente. Secondo il generale, due delle principali unità dei golpisti "hanno appena ricevuto l'ordine di prendere il controllo di Rtnb e deve essere fatto rapidamente perché ne abbiamo i mezzi". L'attacco è stato lanciato subito dopo la trasmissione di un discorso del presidente.
Violenze in strada. Intensi combattimenti sono scoppiati a Bujumbura fra l'esercito regolare e i soldati che hanno appoggiato il tentativo di colpo di Stato, raccontano alcuni testimoni, spiegando che le strade sono perlopiù deserte e si sentono spari e forti esplosioni.
Paese nel caos. A far precipitare il Paese nel caos è stata la decisione del presidente di candidarsi per un terzo mandato alle elezioni di giugno, nonostante questo sia proibito dalla Costituzione. Ma pressioni esercitate sui membri della Corte Costituzionale hanno portato a una modifica della Carta e quindi a legittimare la terza candidatura di Nkurunziza. Il vice presidente della Corte aveva rassegnato le dimissioni e sarebbe fuggito all'estero per evitare rappresaglie. Da quando le proteste sono iniziate a fine aprile, sono morte almeno 20 persone.
Presidente rientrato nel Paese. Data la situazione, che ha causato la chiusura delle frontiere e dell'aeroporto da parte del generale golpista Godefroid Niyombare, il presidente del Burundi è rimasto in una località segreta a Dar Es Salaam, in Tanzania, ma in serata il suo ufficio ha fatto sapre che è tornato nel suo Paese. "È in Burundi dopo il tentato colpo di Stato. Saluta esercito, polizia popolo del Burundi", ha affermato un messaggio testuale telefonico. In precedenza una fonte della presidenza della Tanzania aveva detto che si trovava a Dar Es Salaam: "Le proteste in corso e in particolare nella capitale del nostro paese hanno causato enormi danni", aveva detto Nkurunziza in un messaggio, annunciando che perdonerà qualunque soldato deciderà di abbandonare la ribellione. "Ringrazio i soldati che stanno mantenendo l'ordine e perdono quelli che decideranno di arrendersi".
Casa Bianca: "Nkurunziza capo di Stato legittimo". Il capo di stato del Burundi Nkurunziza resta il presidente "legittimo", nonostante la confusione che regna al momento nel Paese, ha fatto sapere la Casa Bianca, ribadendo l'autorità del presidente.
Appello Ue. "Ci aspettiamo che tutti gli attori in Burundi diano prova di moderazione, evitino la violenza e prendano tutte le iniziative in loro potere per assicurare il rispetto dei diritti umani di tutti i burundesi" è l'appello lanciato dall'Alto rappresentante Ue Federica Mogherini. Da qui la richiesta di "ristabilire le condizioni" per "elezioni inclusive, credibili e trasparenti". È "essenziale", ha sottolineato Mogherini, "che la situazione non vada fuori controllo".
Golpisti si impossessano della radio. Scontri si sono registrati attorno alla sede della radiotelevisione nazionale tra militari fedeli al presidente e golpisti, con raffiche di mitragliatrice e colpi di razzi. La radio ha interrotto le trasmissioni, che sono poi riprese dopo alcune ore. Un generale dei golpisti ha annunciato alla France Presse l'avvio di un'operazione per prendere il controllo dell'emittente. Secondo il generale, due delle principali unità dei golpisti "hanno appena ricevuto l'ordine di prendere il controllo di Rtnb e deve essere fatto rapidamente perché ne abbiamo i mezzi". L'attacco è stato lanciato subito dopo la trasmissione di un discorso del presidente.
Violenze in strada. Intensi combattimenti sono scoppiati a Bujumbura fra l'esercito regolare e i soldati che hanno appoggiato il tentativo di colpo di Stato, raccontano alcuni testimoni, spiegando che le strade sono perlopiù deserte e si sentono spari e forti esplosioni.
Paese nel caos. A far precipitare il Paese nel caos è stata la decisione del presidente di candidarsi per un terzo mandato alle elezioni di giugno, nonostante questo sia proibito dalla Costituzione. Ma pressioni esercitate sui membri della Corte Costituzionale hanno portato a una modifica della Carta e quindi a legittimare la terza candidatura di Nkurunziza. Il vice presidente della Corte aveva rassegnato le dimissioni e sarebbe fuggito all'estero per evitare rappresaglie. Da quando le proteste sono iniziate a fine aprile, sono morte almeno 20 persone.
Presidente rientrato nel Paese. Data la situazione, che ha causato la chiusura delle frontiere e dell'aeroporto da parte del generale golpista Godefroid Niyombare, il presidente del Burundi è rimasto in una località segreta a Dar Es Salaam, in Tanzania, ma in serata il suo ufficio ha fatto sapre che è tornato nel suo Paese. "È in Burundi dopo il tentato colpo di Stato. Saluta esercito, polizia popolo del Burundi", ha affermato un messaggio testuale telefonico. In precedenza una fonte della presidenza della Tanzania aveva detto che si trovava a Dar Es Salaam: "Le proteste in corso e in particolare nella capitale del nostro paese hanno causato enormi danni", aveva detto Nkurunziza in un messaggio, annunciando che perdonerà qualunque soldato deciderà di abbandonare la ribellione. "Ringrazio i soldati che stanno mantenendo l'ordine e perdono quelli che decideranno di arrendersi".
Casa Bianca: "Nkurunziza capo di Stato legittimo". Il capo di stato del Burundi Nkurunziza resta il presidente "legittimo", nonostante la confusione che regna al momento nel Paese, ha fatto sapere la Casa Bianca, ribadendo l'autorità del presidente.
Appello Ue. "Ci aspettiamo che tutti gli attori in Burundi diano prova di moderazione, evitino la violenza e prendano tutte le iniziative in loro potere per assicurare il rispetto dei diritti umani di tutti i burundesi" è l'appello lanciato dall'Alto rappresentante Ue Federica Mogherini. Da qui la richiesta di "ristabilire le condizioni" per "elezioni inclusive, credibili e trasparenti". È "essenziale", ha sottolineato Mogherini, "che la situazione non vada fuori controllo".