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Burundi, trovate fosse comuni con i resti di oltre 6mila vittime della guerra civile

Il rinvenimento annunciato dalla Burundìs Truth and Reconciliation Commission, l'organismo istituito nel 2014 per indagare sulle atrocità commesse nel Paese durante la guerra civile tra i gruppi etnici Hutu e Tutsi che fece oltre 300mila morti
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Le autorità del Burundi hanno annunciato di aver scoperto nella provincia di Karusi i resti di oltre 6mila persone ammassati in sei fosse comuni. I ritrovamenti sono avvenuti grazie a una campagna nazionale lanciata a gennaio dalla Burundìs Truth and Reconciliation Commission.

Venerdì il presidente della commissione, Pierre Claver Ndayicariye, ha spiegato che sono stati recuperati i resti di 6.032 vittime. Vestiti, occhiali e rosari recuperati in mezzo a migliaia di proiettili sono stati utilizzati per tentare di arrivare all'identificazione delle vittime. Le persone dovrebbero appartenere all'etnia Hutu.


La commissione governativa è stata istituita nel 2014 per indagare sulle atrocità commesse a partire dal 1885, quando i colonialisti tedeschi arrivarono in Burundi, fino al 2008, anno in cui un accordo di pace mise fine ufficialmente alla guerra civile. Finora il lavoro della Commissione ha consentito di mappare oltre 4mila fosse comuni in tutto il Paese e identificato oltre 142mila vittime di violenza.

La piccola nazione dell'Africa orientale sta lottando per venire a patti con un passato violento, caratterizzato da occupazione coloniale, guerra civile e decenni di massacri. La popolazione del Burundi è divisa tra i gruppi etnici Tutsi e Hutu. La guerra civile, iniziata nel 1993 e terminata nel 2005, uccise circa 300mila persone.