Esteri

Migranti, primi arresti in Ungheria. Merkel bacchetta Italia: "Subito hotspost". E l'Austria ripristina controlli anche sul nostro confine

In vigore la nuova legge ungherese sull'immigrazione, Budapest non esclude muro anche alla frontiera romena. La cancelliera tedesca chiede Consiglio Ue straordinario. Il 22 settembre nuovo vertice dei ministri degli Interni per trovare un'intesa sulla redistribuzione di 120mila rifugiati. Nuovo naufragio in Turchia: 24 morti. Obama: "La sorgente del problema è la guerra in Siria". Assad: "L'Europa smetta di appoggiare i terroristi"

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BUDAPEST - Tensione sempre alta sul fronte migranti. Il governo ungherese ha dichiarato lo stato di emergenza in due contee meridionali al confine con la Serbia a causa dell'arrivo di migliaia di profughi. La polizia avrà ora poteri speciali e la decisione apre le porte all'uso dell'esercito nel controllo della frontiera. Ma la linea dura del governo ungherese prosegue: dopo che ieri il vertice straordinario di Bruxelles si è chiuso senza un accordo sulle quote, oggi è entrata in vigore la nuova legge sull'immigrazione, che prevede fino a tre anni di carcere per chiunque e a qualsiasi titolo tenti di entrare illegalmente nel Paese.

La norma, riferisce la Bbc, rende un crimine anche solo danneggiare la nuova barriera di filo spinato alta 4 metri lungo i 175 chilometri di confine con la Serbia. Ben 30 giudici sono stati messi in stato di allerta, pronti a processare per 'direttissima' chiunque sia colto a non rispettare la legge. E dalla mezzanotte la polizia ha già arrestato 174 migranti entrati dalla Serbia, 45 dei quali subito alla sbarra per essere entrati danneggiando la barriera metallica. Il governo di Budapest intanto non nega l'ipotesi di costruire una recinzione anche al confine con la Romania. Ora l'emergenza travolge la Serbia, dove i migranti continuano ad arrivare e dove rischiano di restare bloccati. Il ministro degli Esteri serbo, Ivica Dacic, esorta l'Ungheria a permettere almeno il passaggio alla frontiera di "donne e bambini".
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Germania, Merkel bacchetta anche l'Italia. Angela Merkel, che vorrebbe un Consiglio europeo straordinario sui profughi già la prossima settimana, bacchetta Italia e Grecia: "È urgente che la Grecia, e anche l'Italia, facciano subito gli hotspot. Diversamente non può esserci la distribuzione equa dei migranti". "E' un problema che riguarda l'intera Unione europea e perciò abbiamo chiesto un vertice straordinario per la settimana prossima", ha spiegato ancora la cancelliera al termine di un incontro con il suo collega austriaco, Werner Faymann. Il presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk, comunicherà giovedì la sua decisione sulla convocazione di un vertice straordinario, mentre viene annunciato un nuovo Consiglio straordinario dei ministri degli Inrterni per il 22 settembre, per arrivare all'approvazione di un meccanismo provvisorio per il ricollocamento di 120mila profughi. Berlino intanto non cambia le stime sull'ingresso dei profughi, che si aspetta arrivino fino a 800 mila. "Non voglio cambiare i numeri", ha detto il ministro del'Interno Thomas De Maiziere, alla ZDF, replicando al vicecancelliere Sigmar Gabriel, che ieri aveva portato la previsione a un milione.

Austria, controlli anche alla frontiera con l'Italia. Seguendo l'esempio della Germania e dopo aver già sospeso ieri la libera circolazione del trattato di Schengen con l'Ungheria, l'Austria introduce controlli anche alle frontiere con Italia, Slovenia e Slovacchia, misura che scatterà dalla mezzanotte, secondo quanto comunicato dal ministero dell'Interno di Vienna alla Commissione Ue.

Si muovono anche gli Stati Uniti. Mentre è preannunciato per il prossimo weekend l'arrivo del segretario di Stato John Kerry a Londra per colloqui con l'omologo britannico Hammond, il presidente Barack Obama, incontrando il re di Spagna, ha affermato che "la crisi dei migranti è peggiorata ed è necessaria la cooperazione tra Usa e tutta la Ue". Soprattutto, ha aggiunto Obama, "è necessario confrontarsi con la sorgente del flusso migratorio: la guerra in Siria". Manco a dirlo, il dittatore siriano Bashar al-Assad è tornato a farsi sentire con un'intervista rilasciata ai media russi. Esponendo candidamente la sua soluzione: "Crisi dei rifugiati? L'Europa smetta di appoggiare i terroristi", che nella terminologia di regime sono gli insorti che vorrebbero abbatterlo.

Ancora naufragi. La stampa turca riferisce di un nuovo naufragio nelle acque antistanti la Grecia in cui hanno perso la vita almeno 24 persone, tra cui quattro bambini e 11 donne. Una imbarcazione lunga 20 metri, partita dalla città di Datca, nella provincia sud-occidentale di Mugla, e diretta all'isola greca di Kos, si è rovesciata in acque internazionali. La Guardia costiera turca, accorsa con cinque imbarcazioni, è riuscita a salvare 211 persone.

La stretta sugli ingressi è condivisa da altri Paesi che si trovano a far fronte al flusso di migranti in arrivo nei Paesi Ue sulla rotta dei Balcani: Germania, Olanda, Austria e Slovacchia hanno annunciano controlli alle frontiere, la Francia si è detta pronta a istituirli (nei confronti dell'Italia), Vienna ha inviato anche l'esercito al confine con l'Ungheria e solo la Slovenia, in controtendenza, si dice pronta ad accoglierne "migliaia" di quelli allontanati da Budapest. Lunedì ne ha accolti la cifra record di 20mila, e altri 5.500 sono già entrati oggi.

Ogni Paese - soprattutto sul fianco Est dell'Unione - sembra dunque determinato a fare per sé. Ieri il vertice dei ministri degli Interni dei 28 si è concluso con un accordo monco sulla redistribuzione di 120mila rifugiati: hanno detto no Ungheria, Slovacchia, Repubblica Ceca e Romania, mentre la Polonia negli ultimi giorni ha ammorbidito le proprie posizioni. La Germania sta ora pensando al taglio dei fondi per chi rifiuta di accogliere quote di rifugiati. E' stato invece approvato il trasferimento di 40mila persone da Italia e Grecia. Il vertice ha anche approvato l'uso della forza militare in mare per bloccare e catturare gli scafisti.

L'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) ha nel frattempo aggiornato i dati di venerdì scorso sulle migrazioni. Sono 464.876 i migranti che hanno attraversato il Mediterraneo per raggiungere l'Europa dall'inizio dell'anno, più del doppio del totale del 2014. Venerdì scorso erano 432mila. Si stima che siano 2.812 i migranti annegati, 72 negli ultimi giorni mentre tentavano di raggiungere la Grecia dalle coste della Turchia. L'Alto commissariato dell'Onu per i rifugiati (Unhcr) riferisce che il numero dei rifugiati siriani in Turchia ad agosto è salito a quasi 2 milioni, a fronte di un lieve calo in Iraq e in Libano. Da giugno sono arrivati in Turchia più di 200mila profughi, 14mila in più rispetto ai tre mesi precedenti. Per l'agenzia per Ue per la gestione delle frontiere esterne (Frontex) nel mese di agosto sono entrati nell'Ue 156mila migranti, portando il totale da inizio anno a oltre 500mila. Il mezzo milione di ingressi in otto mesi è già quasi il doppio rispetto ai 280mila migranti che erano arrivati nell'Ue in tutto il 2014.