Un bell’insegnamento a tal proposito ci arriva dal fotografo Alain Laboile. Laboile è padre di sei figli, da qualche anno documenta il tempo passato in aperta campagna nel sud della Francia, assieme a loro, raccogliendo i suoi scatti nell’album La Famille. Da quando questo album è stato reso pubblico sul web, migliaia di persone attendono ogni giorno nuove immagini di questa tribù francese che sembra vivere in un universo parallelo rispetto al nostro. In quel mondo, i figli di Laboile vengono ripresi mentre giocano a cielo aperto fra boschi, stagni, rotolandosi in mezzo al fango, a stretto contatto con animali e con una materia accogliente e primigenia: la terra. Che appare qui metafora di ciò che terrorizza ogni genitore: lo sporco, le sbucciature, le incognite, le cadute. I rischi.
A guardarle, queste foto, a scrutare gli sguardi di questi bambini si scopre una bellezza potente: quella della pura gioia. Sembrano dirci che la felicità non è tanto un luogo, ma un tempo, e che quel tempo dovremmo difenderlo. Viene da chiedersi se non stiamo sbagliando, almeno in parte, affannandoci a fornire continuamente strumenti invece di investire sulla presenza – non sull’ingombranza – cercando di proteggere i nostri figli dal contatto diretto col mondo, limando libertà e spazi oggi nell’illusione che questo potrà consentir loro di riprenderseli un domani. Queste immagini raccontano che la felicità che cerchiamo per i figli si annida, forse, soprattutto nella possibilità di abitare l’adesso, nel respirare, nello sperimentare autonomie, anche corporee, che passano attraverso la libertà e la fiducia. Questo ci suggerisce che il compito degli adulti dovrebbe essere, talvolta, anche quello di sapersi togliere di mezzo, perché gli stumenti per la loro gioia i bambini sanno sceglierseli da soli. E che forse siamo noi, col nostro terrore che non siano sufficientemente armati e protetti, con le nostre aspettative, che li teniamo a volte troppo lontani dal nucleo incandescente della vita.
La loro, che non è la nostra.
(L’autore è un disegnatore. Sulla gioia di essere padre ha scritto Notti in bianco, baci a colazione.
(Einaudi Stile Libero)
Alain Laboile*
Dal 2007 Alain Laboile, fotografo autodidatta e padre di sei figli, ha iniziato a documentare il tempo passato in aperta campagna nel Sud della Francia con i propri bimbi. Da quando i suoi scatti, raccolti nell’album La Famille, sono stati resi pubblici sul web, ogni giorno migliaia di persone attendono nuove immagini di questa speciale tribù. Immagini spensierate, spontanee, non posate, dei ragazzi mentre giocano in casa o all’aperto, a stretto contatto con la natura. Nel 2012 il suo talento è stato celebrato dal New York Times: da allora il suo progetto è stato esposto in Giappone, negli Stati Uniti e in Francia, dove, dal 2014, le sue fotografie fanno parte della collezione del Musée français de la photographie. Ora arriva anche in Italia, nell’ambito dell’Umbria World Fest (a Foligno dal 7 al 9 ottobre). Gli scatti di Laboile si potranno vedere a Palazzo Trinci, dal 7 ottobre al 6 novembre, assieme a molte altre mostre fotografiche che fanno parte della manifestazione