A consegnarlo alla polizia sono stati due connazionali cui il giovane aveva chiesto aiuto.
Germania, bloccato da connazionali il siriano che preparava attentato: le foto esclusive
Aveva contatti con lo Stato islamico il siriano Jaber Albakr. E stava pianificando un attentato. E' stato arrestato a Lipsia dopo una caccia all'uomo durata due giorni e iniziata sabato dopo un raid nella città di Chemnitz. Ad aiutare le forze dell'ordine nella cattura sono sono stati due connazionali, anche loro profughi siriani. Il presunto terrorista, che ha 22 anni e aveva ottenuto lo status di rifugiato, li ha contattati ieri verso mezzogiorno per chiedere ospitalità. Ma i due uomini in serata hanno capito, anche grazie a un messaggio diffuso in arabo dalla polizia, che si trattava di un ricercato. A questo punto uno è andato in commissariato, mentre l'altro ha legato Albakr sul divano del loro appartamento. In queste immagini - del quotidiano tedesco Bild, che pubblichiamo in esclusiva per l'Italia - l'uomo prima della cattura e poi immobilizzato. E il filo di una prolunga usato per bloccarlo. A casa del giovane a Chemnitz le forze speciali hanno trovato lo stesso esplosivo utilizzato dai jihadisti dell'Isis per per gli attentati di Parigi e Bruxelles
Ma ora per lui è finita. Albakr sarà trasferito nel corso della giornata a Karlsruhe, sede della procura federale tedesca, competente per le questioni di terrorismo. "Tutto indica che il sospetto avesse intenzione di compiere un attentato di matrice islamica", sostiene la procura, mentre i media tedeschi insistono nell'ipotizzare che l'obiettivo del terrorista dovesse essere un aeroporto o un altro luogo di transito.
Nell'appartamento di Chemnitz, dove le forze speciali sono entrate sabato mattina pochi minuti dopo la fuga del giovane, sono stati ritrovati circa 500 grammi di Tatp (più di un chilo secondo altre fonti), l'esplosivo utilizzato dai jihadisti dell'Isis per creare ordigni artigianali, la stessa sostanza utilizzata per gli attentati di Parigi e Bruxelles. "Si può supporre - ha detto il capo della polizia della Sassonia - che il materiale esplosivo, sotto forma di una cintura esplosiva, fosse praticamente pronto per essere utilizzato".
La polizia ha inoltre spiegato di non aver fatto irruzione nell'edificio perché consapevole del rischio esplosivo all'interno e per la stessa ragione di non aver potuto evacuare prima gli abitanti del complesso. Albakr è riuscito poi a prendere la fuga sotto il naso degli agenti, che hanno sparato in aria per non colpirlo. I 35 chili di equipaggiamento che le teste di cuoio indossano hanno impedito loro di inseguirlo di corsa.
Secondo lo Spiegel il siriano ricercato era arrivato come profugo in Germania nel febbraio 2015. Dopo l'ingresso illegale era stato registrato a Rosenheim. Due mesi dopo aveva presentato domanda di asilo, poi accettata in giugno. Albakr avrebbe reperito su Internet tutte le informazioni per costruire l'ordigno e sempre sul web si sarebbe procurato il necessario.
Intanto la procura di Dresda ha reso noto di aver confermato la custodia cautelare in carcere per il primo siriano arrestato sabato scorso alla stazione di Chemnitz. È sospettato di essere complice di Albakr. L'uomo, un 33enne anche lui di nazionalità siriana, aveva preso in affitto l'appartamento in cui era stato trovato l'esplosivo. Anche lui, come Alkbar, era registrato in Germania come profugo.