Esteri

Germania, preso il siriano che preparava attentato. Polizia conferma legami con Isis

Jaber Albakr era andato a Lipsia e aveva chiesto aiuto a due connazionali che lo hanno fatto andare a casa loro ma subito lo hanno segnalato alla polizia. Le forze dell'ordine al loro arrivo hanno trovato il 22enne già legato. Avevano tutti lo status di rifugiato. Ai due siriani che hanno consentito la cattura sono andati i ringraziamenti della Merkel
2 minuti di lettura
BERLINO - "Siamo esausti, ma molto felici”: alle 6.06 di stamane è stato un tweet della polizia della Sassonia a dare la notizia dell’arresto a Lipsia di Jaber Albakr, il siriano 22-enne che da subito era stato sospettato di essere collegato a Isis e di aver preparato un attentato in Germania, forse ad uno dei due aeroporti di Berlino. E poche ore dopo il capo della polizia sassone, Joerg Michaelis, ha confermato che esiste un nesso fra il giovane e lo stato islamico. 
 
A consegnarlo alla polizia sono stati due connazionali cui il giovane aveva chiesto aiuto. Una portavoce di Angela Merkel ha ringraziato in particolare il siriano che ha denunciato Albakr: "I nostri ringraziamenti vanno in particolare all'uomo originario della Siria che ha informato la polizia sul luogo in cui si trovava il sospettato. Ha dato un contributo essenziale all'arresto".
L’operazione è scattata poco dopo la mezzanotte, nel quartiere di Paunsdorf, a casa dei siriani (la polizia ha confermato che si è trattato di più di un connazionale di Albakr). Un dettaglio non irrilevante, ora che è emerso che il presunto terrorista era arrivato in Germania nell’”anno dei profughi” 2015 e che da mesi gli era stato riconosciuto lo status di rifugiato. Prevedibilmente, il presunto terrorista islamico diventerà carne da cannone dell’Afd e della destra del partito di Merkel; ma il fatto che sia stato consegnato alla polizia da due connazionali è un elemento importante.
 
Jabel Albakr poco prima della cattura (foto Bild Zeitung) 
Albakr si era rivolto ai due siriani alla stazione principale di Lipsia e loro lo hanno invitato a dormire a casa loro. Ma quando hanno capito che si trattava del latitante, hanno immediatamente informato la polizia. Che ha trovato ieri notte il militante islamico, legato, nel loro appartamento. 
 
Mohammed A., il siriano che ha bloccato il connazionale (foto Bild Zeitung) 
E a due giorni dalla spettacolare caccia all’uomo cominciata sabato mattina in un quartiere della periferia di Chemnitz, sono ormai emersi molti dettagli. Alle 7.04 di sabato mattina Albakr è uscito dal suo appartamento, riuscendo a sfuggire per un pelo alla polizia che aveva già circondato e sgomberato gli appartamenti intorno e si stava preparando al blitz. Non è ancora chiaro, però, se sia uscito per caso a quell’ora o se si fosse reso conto dell’accerchiamento e se sia scappato in tempo.

Ma ora per lui è finita. Albakr sarà trasferito nel corso della giornata a Karlsruhe, sede della procura federale tedesca, competente per le questioni di terrorismo. "Tutto indica che il sospetto avesse intenzione di compiere un attentato di matrice islamica", sostiene la procura, mentre i media tedeschi insistono nell'ipotizzare che l'obiettivo del terrorista dovesse essere un aeroporto o un altro luogo di transito.
 
Nell'appartamento di Chemnitz, dove le forze speciali sono entrate sabato mattina pochi minuti dopo la fuga del giovane, sono stati ritrovati circa 500 grammi di Tatp (più di un chilo secondo altre fonti), l'esplosivo utilizzato dai jihadisti dell'Isis per creare ordigni artigianali, la stessa sostanza utilizzata per gli attentati di Parigi e Bruxelles. "Si può supporre - ha detto il capo della polizia della Sassonia - che il materiale esplosivo, sotto forma di una cintura esplosiva, fosse praticamente pronto per essere utilizzato".

La polizia ha inoltre spiegato di non aver fatto irruzione nell'edificio perché consapevole del rischio esplosivo all'interno e per la stessa ragione di non aver potuto evacuare prima gli abitanti del complesso. Albakr è riuscito poi a prendere la fuga sotto il naso degli agenti, che hanno sparato in aria per non colpirlo. I 35 chili di equipaggiamento che le teste di cuoio indossano hanno impedito loro di inseguirlo di corsa.

Secondo lo Spiegel il siriano ricercato era arrivato come profugo in Germania nel febbraio 2015. Dopo l'ingresso illegale era stato registrato a Rosenheim. Due mesi dopo aveva presentato domanda di asilo, poi accettata in giugno. Albakr avrebbe reperito su Internet tutte le informazioni per costruire l'ordigno e sempre sul web si sarebbe procurato il necessario.
 
Intanto la procura di Dresda ha reso noto di aver confermato la custodia cautelare in carcere per il primo siriano arrestato sabato scorso alla stazione di Chemnitz. È sospettato di essere complice di Albakr. L'uomo, un 33enne anche lui di nazionalità siriana, aveva preso in affitto l'appartamento in cui era stato trovato l'esplosivo. Anche lui, come Alkbar, era registrato in Germania come profugo.