Usa, rogo durante rave a Oakland. Lo sceriffo della contea: "Forse 40 le vittime"
di PAOLO GALLORI
Venerdì sera in un capannone che ospita gli studi di artisti di varia estrazione era in corso un evento "a sorpresa" di musica elettronica quando sono divampate le fiamme. Bilancio ufficiale ma provvisorio: 9 morti e 25 dispersi. Incerto il numero dei presenti al concerto. Il capo del dipartimento dei vigili del fuoco: assente sistema antincendio
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OAKLAND - Pareti che bruciano, cavi accartocciati dal calore, il fumo che invade ogni spazio, vie di fuga ostruite. Il beat elettronico sommerso, prima del silenzio, dalle pulsazioni impazzite di cuori terrorizzati, braccati da un pezzo di giungla urbana in fiamme. Fino al crollo del soffitto incandescente, a fondere detriti e rottami con i corpi di quanti restano prigionieri dell'inferno. E' lo spaventoso epilogo di un rave party in un capannone di Oakland, nella Bay Area di San Francisco, California. Il bilancio è al momento di 9 vittime e 25 dispersi. Ufficiale ma provvisorio, considerando che buona parte della struttura crollata deve essere ancora ispezionata. Come conferma in conferenza stampa un portavoce dello sceriffo della contea di Alameda: "Si temono 40 morti". Lo stesso portavoce, il sergente Ray Kelly, fa notare come non vi siano feriti, dando una spiegazione che, nella sua semplicità, dice tanto del labile confine tra vita e morte su cui venerdì notte si è ballato, in quel magazzino adattato a sala da concerto: "Chi c'era o è riuscito subito a scappare o è rimasto dentro".
Il magazzino su due livelli, noto come "The Ghost Ship", il vascello fantasma, era situato nel distretto di Fruitvale. Artisti di varia estrazione ne avevano occupato e suddiviso gli spazi, avevano creato i loro studi e lì vivevano e lavoravano. Era stato scelto come location "a sorpresa", ovvero rivelata solo il giorno dell'evento, per una tappa del "100% Silk Tour", che allineava in console nomi della scena elettronica come Golden Donna, Russell E.L. Butler, Cherushii e Nackt. Il rave era in corso quando sono divampate le fiamme, che in breve hanno raggiunto il soffitto divorandolo e provocandone il collasso.
Usa, incendio in un locale a Oakland: le immagini dei vigili del fuoco
Le autorità non si esprimono sulle possibili cause dell'incendio. Ma la descrizione che del luogo e delle sue caratteristiche fa il capo del dipartimento dei vigili del fuoco di Oakland, Teresa Deloach-Reed, è come lo schema di una trappola. La struttura non era dotata di sistemi antincendio ed era priva di autorizzazioni. Elettricità e acqua erano rubate al vicinato con allacci clandestini. Ad aggravare il quadro, prosegue l'analisi dell'ufficiale, il capannone era pieno di mobili, manichini e statue, affastellati a creare come un labirinto. Inoltre, le vie di entrata o uscita dai locali non erano chiaramente indicate. Deloche-Reed spiega anche che l'unica via di fuga dal secondo piano del capannone era una scala di fortuna realizzata artigianalmente con legname di bancali. Proprio al secondo piano, secondo il capo dei pompieri, dovrebbe trovarsi il maggior numero di vittime. Dovrebbe perché, come spiega il sergente J.D. Nelson, altro portavoce dello sceriffo, gli addetti dell'ufficio del coroner non sono riusciti a recuperare alcun cadavere perché ciò che resta dell'edificio è considerato ancora "non sicuro".
Il capannone-studio prima dell'incendio (fonte: Google Street View)
Un vigile del fuoco di Oakland, G. Plasencia, racconta che il suo dipartimento ha risposto alla chiamata intorno alle 23,30 di venerdì sera, sabato mattina le squadre erano ancora al lavoro. Secondo le autorità della Bay Area, all'interno del capannone al momento dell'incendio erano presenti tra le cinquanta e le cento persone e, secondo la polizia locale, molti erano "stranieri". Ma sul dato dell'affluenza non vi è certezza : la pagina Facebook creata per l'evento di Oakland riportava "176 partecipanti" e "447 interessati". Prima che Facebook attivasse il "safety check" (il dispositivo attraverso il quale chi possiede un profilo può comunicare ai suoi contatti di essere al sicuro), la stessa pagina dedicata al rave si era già trasformata in una bacheca carica delle richieste di informazioni da parte di amici e parenti di persone irreperibili e presumibilmente presenti al concerto. Per avere o fornire notizie sui dispersi, la polizia di Oakland invita a chiamare l'ufficio del coroner presso lo sceriffo della contea di Alameda.
Usa, incendio a rave party a Oakland: i vigili del fuoco all'opera
Le fiamme hanno distrutto un capannone dove dj e artisti della scena musicale di San Francisco avevano i loro studi di produzione. Nel locale era in corso un concerto di musica elettronica: una tappa a sopresa comunicata su internet solo poco prima dell'evento. I vigili del fuoco: "Assente l'impianto anticendio"
La testimonianza all'East Bay Times del fotografo Bob Mule, uno degli artisti residenti nel capannone, che ha riportato solo qualche lieve ustione: "Il caldo era insopportabile, c'era tantissimo fumo. Sono riuscito a venir fuori di lì. Sentivo la pelle letteralmente sbucciarsi e i polmoni soffocati. Non sono riuscito a raggiungere un estintore".
Il 22 novembre Golden Donna, al secolo Joel Shanahan, annunciava così, sul suo profilo Facebook, la partenza per il tour promosso dall'etichetta 100% Silk: "Sono a pezzi, sull'orlo di un esaurimento nervoso, ma eccitatissimo di andare in posti nuovi, vedere amici e condividere la mia musica con la gente. Sarà il mio ultimo tour come Golden Donna per un bel po' di tempo, anche se farò qualche data extra nei prossimi due anni. Per cui accorrete, con ogni mezzo, perché non so quando ritornerò".
Dopo la tragedia, i profili social di Golden Donna tacciono per molte ore. Finché su Facebook compare un segnale di vita: "Joel è al sicuro, ma come molte altre persone ha il cuore spezzato e diversi amici tra i dispersi. Per favore, evitate di inviare messaggi in questa pagina o sui canali personali di Joel, a meno che non abbiate informazioni sulle vittime dell'incendio di Oakland. Inviate amore a tutti quelli colpiti da questo terribile evento".
Quello che segue è invece il tweet con cui un altro artista in programma nella serata, Russel E.L. Butler, lanciava l'allarme: "Il locale è in fiamme. L'attrezzatura è bruciata. Ho amici che potrebbero essere ancora dentro. Pregate per loro".
There's a fire blazing at the venue rn. I friends that still might be inside. All gear is toast. Pray for my friends
La cronaca "social" di Butler prosegue il mattino dopo, trasmettendo tutta l'incredulità e la disperazione del musicista. "Sotto shock. Non ci posso credere". "Ho ancora tanti amici tra i dispersi. Creativi, donatori di luce, amore, benessere".