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Turchia: il ministro delle Finanze, genero di Erdogan, si dimette per "motivi di salute"

Il ministro dimissionario delle Finanze Berat Albayrak (ansa)
La decisione Berat Albayrak annunciata con un post su Instagram, ma non confermata ufficialmente, arriva dopo che il presidente ha licenziato il governatore della Banca centrale Murat Uysal, il secondo in 16 mesi. La caduta della lira e le condizioni difficili dell’economia stanno provocando smottamenti all’interno del governo
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La caduta della lira, che dall’inizio dell’anno ha perso circa il 30% del suo valore rispetto al dollaro, e le condizioni difficili dell’economia, stanno provocando smottamenti all’interno del governo del presidente turco Erdogan. Il ministro delle Finanze e genero di Erdogan, Berat Albayrak, si è dimesso, annunciando la decisione con un post su Instagram, ma adducendo motivazioni personali: "Ho deciso che non posso continuare come ministro, cosa che svolgo da quasi cinque anni, a causa di problemi di salute”. 

Il profilo Twitter di Albayrak è stato cancellato e per ora dal governo turco non è arrivata nessuna comunicazione ufficiale. Ma la notizia è stata confermata alla Reuters da una fonte del ministero del Tesoro e al giornale Middle East Eye da più di un funzionario in maniera anonima.  

Berat Albayrak era stato ribattezzato lo "zar dell'economia turca", per via del grande potere accumulato in questo anni - è stato anche titolare dell'Energia - ed è un personaggio forte all’intero del partito Akp che governa il Paese. Il suo post arriva il giorno dopo la decisone del presidente Erdogan di licenziare il governatore della banca centrale Murat Uysal - il secondo in 16 mesi e il quarto in cinque anni - e di dare l’incarico a Naci Agbal, che nel 2018 era stato sostituto al ministero delle Finanze proprio da Albayrak. 

In questi due anni, i giornali turchi non hanno fatto mistero dei disaccordi tra i due: Agbal non condivideva alcune scelte di politica economica di Albayrak che avrebbero contributo a non tenere sotto controllo l’inflazione, rimasta a doppia cifra nonostante l’obiettivo del governo di portarla al 5%.

Sullo sfondo dei continui cambi al vertice della banca centrale c’è la battaglia per l’indipendenza dell'istituto: l’interventismo di Erdogan, che è contrario ad alzare i tassi di interesse nonostante tutte le banche centrali considerino questa la strada per contenere l’inflazione, preoccupa gli investitori e viene indicato come uno dei principali fattori della debolezza della lira turca.  

Le dimissioni di Albayrak dovranno essere approvate da Erdogan ma il caso rischia di diventare politico: all’intero del partito di governo Akp si sono alzate le prime voci contrarie. Il vice ministro dei Trasporti Omer Fatih Sayan ha scritto su Twitter che spera che le dimissioni di Albayrak vengano respinte: ”il nostro paese, la nostra gente e la nostra comunità hanno bisogno di te". Così pure Mehmet Mus, il vicepresidente del gruppo parlamentare dell’Akp.