Il G7: "Putin via dall'Ucraina". Johnson: "Stop a banche e soldi russi: le nostre sanzioni più dure di sempre"

Il primo ministro britannico Boris Johnson oggi in Parlamento
Il primo ministro britannico Boris Johnson oggi in Parlamento (afp)
I sette Grandi: "Il presidente russo ha reintrodotto la guerra nel continente europeo, e ciò lo mette dalla parte sbagliata della storia". Biden: "Ora sanzioni devastanti". Mentre il Regno Unito e "Londongrad" provano a liberarsi dalla valanga di fondi e asset della Russia e dei suoi oligarchi. Si negozia sull'esclusione di Mosca dal circuito Swift: Londra preme, Berlino frena
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LONDRA - I leader dei G7, tra cui il premier italiano Mario Draghi, si sono detti scioccati e "condannano nei termini più duri l'invasione russa dell'Ucraina", che rappresenta “una minaccia all’ordine mondiale”. E’ stato “un attacco non provocato e ingiustificato, preceduto da false accuse”. Il presidente russo Putin ha “reintrodotto la guerra nel continente europeo, e questo lo mette dalla parte sbagliata della storia". Alla Russia i Grandi chiedono di ritirarsi e “fermare lo spargimento di sangue”. Dopo un vertice in videoconferenza, i leader dei Sette giovedì pomeriggio hanno espresso "sostegno e solidarietà all'Ucraina". I leader, che si sono parlati per un’ora, hanno detto di essere pronti ad agire sul mercati globali dell'energia: "Siamo a favore della stabilità degli approvvigionamenti energetici mondiali e siamo pronti ad agire se necessario per far fronte a eventuali problemi".

Il presidente americano Joe Biden ha annunciato "sanzioni devastanti". Come sembrano essere quelle rivelate da Boris Johnson oggi alla Camera dei Comuni. Il primo ministro britannico ha esposto il piano per colpire al cuore l'economia russa, dopo l'invasione in Ucraina decisa da Putin: in pratica, saranno congelate asset e operazioni delle principali banche e istituzioni finanziarie russe, inclusa Vtb, la seconda banca più grande della Russia con asset pari a circa 190 miliardi di euro e 95mila impiegati. Lo stesso provvedimenti sarà preso anche dagli Stati Uniti d'America.

Ma a finire sotto la tagliola di Londra ci sono anche relazioni commerciali importanti, come con Rostec, la più grande azienda della Difesa russa che esporta più di 12 miliardi all'anno in armi e dà lavoro a due milioni di persone. Al bando anche Uralvagonzavod, ossia uno dei pià grandi costruttori al mondo di carriarmati, oltre alla "Tactical Missile Corporation", strumentale nella fornitura di missili utilizzati per l'attuale invasione in Ucraina e cinque individui del "cerchio magico di Putin", tra cui Kirill Shamalov, ex genero del presidente (era sposato con la figlia Katarina) e il più giovane miliardario di Russia. Ora, in tutto, sono 100 aziende e oligarchi nella lista nera di Londra, colpiti da sanzioni, dice Johnson, dall'impatto di circa 120 miliardi di sterline. 

Non solo. Perché il Regno Unito sembra fare sul serio, nonostante negli anni sia stato accusato, insieme alla City di Londra, di essere l'hub del riciclaggio del denaro sporco degli oligarchi russi: tanto che la capitale britannica è stata chiamata addirittura "Londongrad". In base a questo nuovo pacchetto di sanzioni in dieci punti, infatti, qualunque cittadino russo non potrà avere sul proprio conto in banca inglese più di 50mila sterline (circa 60mila euro). Inoltre, la compagnia aerea di Stato russa, Aeroflot, sarà esclusa dal suolo britannico e non potrà più operare, e ci saranno altre sanzioni contro aziende hi-tech. "Sono i provvedimenti più severi di sempre", dice Johnson, "colpiremo severamente l'economia russa".

In realtà, il primo ministro britannico vorrebbe essere ancora più duro, escludendo la Russia dal circuito finanziario e di pagamento internazionali "Swift": "Ma dobbiamo trovare ancora un accordo con gli altri Paesi", ha commentato diplomaticamente Johnson alla Camera dei Comuni. Il problema è che, secondo il Financial Times e il New York Times, paesi come la Germania e l'Italia non sono d'accordo a imbracciare una misura così pesante, perché creerebbe molti problemi interni, innanzitutto il pagamento delle forniture di gas alla Russia. I negoziati tra i Grandi dell'Occidente continueranno nelle prossime ore. 

Le parole di Draghi
“Siamo tutti molto colpiti da quanto è avvenuto stanotte", ha detto il presidente del Consiglio italiano, Mario Draghi. "Questa crisi potrebbe durare a lungo, dobbiamo essere preparati. Voglio ringraziare gli Stati Uniti e il Presidente Joe Biden per la condivisione di informazioni in queste settimane, e la Commissione Europea per la buona proposta di sanzioni che è sul tavolo. Sulle sanzioni, siamo completamente allineati alla Francia, alla Germania, all’Unione Europea. Dobbiamo essere uniti, fermi, decisi e dobbiamo riaffermare in ogni possibile momento il nostro pieno sostegno all’Ucraina.”