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I leader Ue: "Se Putin invade, sanzioni senza precedenti"

Già colpiti i vertici del Cremlino. Biden contro Nord Stream 2
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BRUXELLES - "Non c'è posto nel XXI secolo per l'uso della forza e della coercizione per modificare i confini". Con questa motivazione il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ha convocato i leader dell'Ue a Bruxelles per un summit straordinario. Un incontro che avrà in primo luogo l'obiettivo di lanciare un vero e proprio "ultimatum" a Mosca. Qualunque ulteriore passo verso Kiev delle truppe russe riceverà la massima risposta dalla Ue: ossia il pacchetto di sanzioni più pesante possibile.

RUSSIA-UCRAINA - LA DIRETTA

Ma la riunione improvvisa è soprattutto la dimostrazione che ormai tutti danno quasi per scontato l'attacco vero e proprio all'Ucraina. E l'Ue si prepara al peggio. Le informazioni che arrivano a Bruxelles nei Palazzi dell'Unione e in quello della Nato, infatti, confermano che le truppe del Cremlino si stanno ancora muovendo verso il confine ucraino. Il Continente deve fare i conti con una probabile scelta da parte della Russia che viene considerata "strategicamente e tatticamente incomprensibile, ma effettiva".

Dinanzi all'allarme rosso e alle divisioni che hanno segnato il dibattito tra i 27, l'Unione ha bisogno di mostrarsi compatta. Certe distinzioni emerse nell'ultima settimana non sono piaciute a Washington che nelle ultime ore ha chiesto un segno evidente di unità per non indebolire il fronte occidentale davanti alla minaccia putiniana. Il colloquio tra l'Alto Rappresentante Ue Borrell e il Segretario di Stato Usa Blinken è servito proprio a questo.

Oggi, quindi, il Consiglio europeo lancerà l'ultimo avvertimento a Mosca. Il vertice sarà la sede per dire che qualsiasi altra avanzata farà scattare immediatamente le sanzioni più pesanti: il blocco di quasi tutto l'import-export compreso il gas, la sospensione delle attività in Occidente delle principali cinque banche russe, e misure ad personam nei confronti di tutti gli oligarchi. Anche l'inserimento, già da ieri, del ministro della Difesa Shoigu e di tutto il cerchio magico putiniano - compreso il capo della Wagner (Yevgeny Prigozhine), altri due ministri, i vertici militari e la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova - è stata una sorta di test per far capire il tipo di interventi.

E non è un caso che ieri il presidente americano abbia affiancato le "punizioni" già adottate ad altre che colpiscono il gasdotto Nord Stream 2 e i suoi dirigenti. Proprio questa infrastruttura, ad esempio, era stata fino a 24 ore fa uno dei punti di attrito con la Germania. Perché la dipendenza europea dal gas russo resta comunque un problema. E la Casa Bianca ha così fatto capire che, se tutto precipitasse, parteciperà a risolverlo.

In questa nuova fase di conflitto con Mosca, quindi, l'Ue oggi dovrà dimostrare di essere davvero unita. E se Putin azzardasse la mossa finale mettendo in gioco i risultati che ha comunque conquistato (il ritorno ad una centralità internazionale, il controllo definito del Donbass e quello rafforzato della Crimea), allora l'Unione utilizzerà la riunione straordinaria del Consiglio europeo per non farsi trovare impreparata.