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Ucraina-Russia, cos'è successo oggi: Zelensky alla Knesset evoca l'Olocausto. Le ucraine stuprate e uccise. E Mosca attacca ancora con il missile ipersonico

Mariupol, colpita una scuola: ci sarebbero state 400 persone. Il conto Onu delle vittime civili supera quota 900. La Turchia dice che i negoziati possono portare a un accordo
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Russi sequestrano navi con tonnellate di grano

I militari russi sequestrano cinque navi cariche di decine di migliaia di tonnellate di grano nel porto di Berdyansk, nel Sud dell'Ucraina. Lo denuncia il governatore di Zaporizhzhia, Oleksandr Starukh. Testimoni oculari citati dal Kiev Independent riferiscono che le navi sono state sequestrate da rimorchiatori russi.

Zelensky alla Knesset: "Questa guerra come l'Olocausto". La reazione di Israele: "Scandaloso"

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky interviene in videoconferenza alla Knesset, il parlamento israeliano, chiede armi e sanzioni, ed evoca la Shoah: "Il Cremlino parla di soluzione finale, sono le parole di Hitler". "Nei siti web e nei media ufficiali di Mosca - rintuzza Zelensky - i russi usano contro l'Ucraina termini 'come soluzione finale', gli stessi termini usati ottant'anni fa dai nazisti". Secondo il presidente ucraino, il Cremlino "vuole distr…

Russi sequestrano navi con tonnellate di grano

I militari russi sequestrano cinque navi cariche di decine di migliaia di tonnellate di grano nel porto di Berdyansk, nel Sud dell'Ucraina. Lo denuncia il governatore di Zaporizhzhia, Oleksandr Starukh. Testimoni oculari citati dal Kiev Independent riferiscono che le navi sono state sequestrate da rimorchiatori russi.

Zelensky alla Knesset: "Questa guerra come l'Olocausto". La reazione di Israele: "Scandaloso"

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky interviene in videoconferenza alla Knesset, il parlamento israeliano, chiede armi e sanzioni, ed evoca la Shoah: "Il Cremlino parla di soluzione finale, sono le parole di Hitler". "Nei siti web e nei media ufficiali di Mosca - rintuzza Zelensky - i russi usano contro l'Ucraina termini 'come soluzione finale', gli stessi termini usati ottant'anni fa dai nazisti". Secondo il presidente ucraino, il Cremlino "vuole distruggere tutto ciò che rende ucraini gli ucraini: ecco perché uso il confronto con la vostra Storia". Zelensky cita l'ex premier israeliana nata in Ucraina, Golda Meir, in un parallelo fra la situazione di Kiev e quella israeliana: "Questa è una vera e propria invasione che ha portato via già troppe vite. Questa è la distruzione di un popolo". La reazione di Israele arriva con un tweet del ministro delle Comunicazioni, Yoaz Hendel: "Scandaloso paragone Olocausto". Israele, dice il ministro, "apprezza il presidente dell'Ucraina e sostiene il popolo ucraino nel cuore e nei fatti, ma - ragiona Hendel - è impossibile riscrivere la terribile storia dell'Olocausto, genocidio commesso anche sul suolo ucraino. La guerra è terribile, ma il confronto con gli orrori dell'Olocausto e la soluzione finale è scandaloso".

L'attacco di Mariupol e le deportazioni dalla città verso la Russia

L'assedio della città martire sul mar d'Azov prosegue e Putin continua a martellare i civili in Ucraina. All'alba del 25esimo giorno di guerra le truppe russe hanno attaccato una scuola a Mariupol, la stessa dove avevano trovato rifugio 400 persone secondo quanto riportano sia Bbc sia Sky News, che citano un post su Telegram delle autorità comunali. L'edificio sarebbe stato distrutto: sotto le macerie donne, bambini e anziani. Mariupol è anche la città delle deportazioni segnalate da più parti. Quella dove i residenti vengono obbligati a migliaia a trasferirsi in Russia. Lo denuncia The Kyiv Independent, che cita come fonte il municipio: "I civili verrebbero trasferiti in campi dove i russi controllano i loro cellulari e documenti per poi deportarli verso città remote della Russia", si legge in un tweet del quotidiano ucraino. La reazione degli Usa è affidata alle parole dell'ambasciatrice americana all'Onu, Linda Thomas-Greenfield: "Deportare i civili ucraini in quelli che possiamo immaginare siano campi di concentramento in Russia è inaccettabile", rimarca la diplomatica in un'intervista alla Cnn, nella quale precisa di non poter confermare le notizie diffuse dalla stampa ucraina.

Le donne stuprate e uccise dai militari russi

La denuncia è della vicepremier ucraina Olha Stefanishyna, che a Sky News parla di "storie orribili" che riguardano donne "violentante per ore e poi uccise" da militari di Mosca. "Ogni singolo soldato che abbia commesso questo crimine di guerra verrà chiamato a risponderne", assicura. Alle parole della vice di Zelensky si aggiungono quelle delle deputate di Kiev: "Le forze russe stanno aggredendo, stuprando e anche impiccando donne che non riescono a fuggire dalla loro brutale invasione. Alcune, per la disperazione, vengono spinte al suicidio", sostengono alcune parlamentari ucraine davanti ai giornalisti di Londra in occasione di una visita a Westminster. Ne dà conto il Daily Mail. In particolare Lesia Vasylenko, parlamentare del partito di opposizione Holos, spiega che alcune donne oltre i sessant'anni si sono tolte la vita dopo l'accusa delle forze di Putin di voler fermare gli attacchi. Kiev e le periferie di Bucha e Irpin sono lo sfondo delle violenze sessuali di cui parla Vasylenko insieme con le colleghe Olena Khomenko, Maria Mezentseva e Alona Shkrum. "Il problema principale è che le vittime e le famiglie non hanno la forza e la capacità di farsi avanti e denunciare", osserva Mezentseva. "Alcune delle donne stuprate sono anche state impiccate. E questi sono fatti che stiamo raccogliendo come prove di crimini di guerra".

Svelato l'attacco alla casa di riposo, il vicesindaco rapito

Una casa di riposo finisce sotto i colpi dell'artiglieria di Mosca. È accaduto lo scorso 11 marzo a Kreminna, nell'Ucraina orientale, ma la notizia è rimbalzata soltanto oggi: le vittime sarebbero 56 e gli altri 15 ospiti sarebbero stati portati nel territorio occupato a Svatove, stando a quanto annunciato su Telegram dal capo delle forze armate del Lugansk, Serhiy Haidai, ripreso da Ukrinform. "L'11 marzo - scrive - gli occupanti russi hanno sparato da un carro armato cinicamente e deliberatamente". Secondo le forze di polizia, non è ancora impossibile raggiungere il luogo della tragedia. A Enerhodar, 500 chilometri a ovest di Kreminna, invece, il sindaco Dmitry Orlov denuncia su Facebook il rapimento da parte dei russi del suo vice, Ivan Samoydyuk, spiega l'agenzia di stampa Unian. "Gli occupanti, che non hanno ottenuto alcuna collaborazione dalle autorità cittadine - afferma Orlov - hanno commesso atti criminali a titolo definitivo. Oggi abbiamo ricevuto informazioni confermate che è stato cinicamente rapito".

Il cane artificiere di Chernihiv che ha fiutato novanta ordigni inesplosi

I nuovi missili Kinzhal e Kalibr lanciati dai russi, il vicecomandante ucciso

Un nuovo missile ipersonico Kinzhal e i missili da crociera Kalibr, lanciati dal mar Nero e dal mar Caspio, segnano i cieli ucraini. Dopo il primo lancio di sabato 19 marzo da un Mig dell'aviazione di Mosca, un altro Kinzhal colpisce l'Ucraina assieme ad alcuni missili da crociera Kalibr. I bersagli sono un deposito di carburante e di lubrificanti a Kostiantynivka - una novantina di chilometri a nord di Donetsk - che riforniva le forze armate ucraine nelle aree in cui si sta combattendo in base a quanto sostiene il ministero della Difesa russo, ripreso dall'agenzia Interfax. Mosca aggiunge che i missili cruise Kalibr sono partiti da navi nel Mar Caspio, mentre il missile Kinzhal dal Mar Nero, nella zona della Crimea. I missili da crociera partiti dal Caspio hanno colpito anche un'officina a Nizhyn che riparava i blindati ucraini danneggiati in battaglia, secondo il portavoce della difesa di Mosca Igor Konashenkov. In un altro attacco aereo, inoltre, le truppe russe colpiscono anche villaggio di Zabuyannia, distretto di Bucha, nella regione di Kiev: lo ha reso noto la polizia, secondo quanto riporta l'Ukrainska Pravda. Ma le forze ucraine uccidono il vicecomandante della flotta russa nel Mar Nero, Andrey Paliy. La notizia, diffusa dai media ucraini, è stata confermata anche dai russi come riporta il Guardian. Paliy sarebbe morto durante i combattimenti nella regione di Mariupol e stava per essere promosso contrammiraglio.

Dieci milioni di ucraini fra sfollati e profughi, 902 le vittime civili  

Sale a 10 milioni il totale delle persone fuggite dalle loro case in Ucraina a causa della guerra. I dati sono forniti dall'Alto commissario dell'Onu per i rifugiati, Filippo Grandi. Dall'inizio della guerra almeno 902 civili sono stati uccisi e 1.459 feriti in Ucraina, per lo più vittime dei bombardamenti e degli attacchi missilistici per l'ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani (Ohchr), citato dal Guardian. Si ritiene che il bilancio effettivo sia considerevolmente più alto poiché l'ufficio dell'Onu, che ha un ampio team di monitoraggio nel Paese, non è ancora stato in grado di ricevere o verificare i rapporti sulle vittime da diverse città gravemente colpite, tra cui Mariupol.

Il discorso del presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, rilanciato a Tel Aviv (ansa)

L'intelligence ucraina: "L'élite russa si prepara a eliminare Putin". I minori-soldato

"Avvelenamento, malattia improvvisa, incidente: nell'élite russa si sta formando un gruppo di persone contrarie a Vladimir Putin che starebbero considerando la sua eliminazione". Lo rivela su Facebook la direzione principale dell'intelligence del ministero della Difesa ucraino, citata dalle agenzie di stampa ucraine Unian e Ukrinform. "Un gruppo di figure influenti contrarie al capo del Cremlino si sta formando tra l'élite politica e imprenditoriale russa. Il loro obiettivo è rimuoverlo dal potere il prima possibile e ripristinare i legami economici con l'Occidente a causa della guerra in Ucraina". Secondo l'intelligence ucraina, una certa parte dell'élite politica russa considera Alexander Bortnikov, il direttore dei Servizi di Mosca (Fsb), come il successore di Putin. Sempre in Russia continuano le purghe. Del resto, secondo molti osservatori, "il fronte è praticamente fermo, i combattimenti sono tattici e visto che il nemico non è stato in grado di sopraffarci militarmente in Russia è iniziata la fase repressiva". È quanto dicono fonti dell'intelligence Ucraina.

"Secondo i nostri dati, il Servizio federale per la sicurezza russo controlla migliaia di ufficiali e cerca i colpevoli, anche militari di alto rango come generali e comandanti. Li accusa di vigliaccheria, spirito debole, mancanza di carattere. Ad esempio - è quanto riferito dal briefing di Arestovych, consigliere dell'ufficio del presidente Zelensky - un ufficiale dei servizi informativi è stato accusato di non essere riuscito a creare la Repubblica popolare di Kherson. Tutto ciò contribuisce a demoralizzare l'esercito russo". E c'è un altro fronte aperto. Quello dei minori-soldato: "Il presidente Vladimir Putin e il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu si preparano a utilizzare i minorenni nella guerra contro l'Ucraina, ipotizzando di impiegare una riserva di giovani tra i 17 e i 18 anni. Lo riporta l'agenzia Unian citando fonti dell'intelligence di Kiev su Telegram.

L'appello del Papa: "Questa guerra è ripugnante"

Netta la condanna del conflitto da parte del Papa nel corso dell'Angelus. Francesco torna a parlare della guerra facendo appello perché si trovi una soluzione pacifica: "È un massacro insensato, cessi questa guerra ripugnante". Il dolore è naturalmente per le vittime innocenti, per "chi non riesce a scappare dalle bombe".

La Turchia si offre per un vertice Putin-Zelensky

La Turchia si offre di ospitare un vertice trilaterale fra i presidenti Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky, e l'omologo turco Recep Tayyip Erdogan: lo scrive l'agenzia russa Tass, che cita un'intervista del ministro degli esteri turco Mevlut Cavusoglu al quotidiano Hurriyet. "Se si raggiunge la pace, i tre presidenti s'incontreranno senz'altro". Il ministro turco sostiene che i leader russo e ucraino "non escludono affatto questa possibilità" né che l'incontro possa avvenire in Turchia. Ankara - dice Cavusoglu, secondo quanto riferisce la Tass - "vuole tenere il vertice trilaterale". Che può essere convocato "su richiesta di due dei leader". La Turchia assicura che Russia e Ucraina hanno fatto progressi nei negoziati per fermare la guerra.

"Vediamo che le parti sono vicine a un accordo", aggiunge ancora Cavusoglu, che questa settimana è stato a Mosca e a Kiev. La Turchia, inoltre, sarebbe in contatto con i due team di negoziatori, ma Cavusoglu si è rifiutato di dare dettagli dei colloqui. In un'intervista a Hurriyet, il portavoce della presidenza turca Ibrahim Kalin spiega che le parti stanno negoziando su sei punti: neutralità, disarmo e garanzie di sicurezza dell'Ucraina, la cosiddetta "de-nazificazione", rimozione degli ostacoli all'uso della lingua russa in Ucraina, lo status della regione separatista del Donbass e lo status della Crimea, annessa alla Russia nel 2014.