LEOPOLI - Le violenze dell'esercito e della polizia russa sui civili ucraini, nelle città a Est che gli aggressori faticosamente provano a espugnare, trovano testimonianze e video. Ve li offriamo in rassegna, così come riusciamo a raccoglierli da Leopoli, l'Ovest dell'Ucraina ancora libero dalle truppe. Volodymyr Zelensky, presidente ucraino, ha detto: "Sono crimini di guerra e passeranno alla storia".
Fonti del Comune di Mariupol scrivono: "Le truppe occupanti forzano gli ostaggi ad andare in Russia o nei territori occupati del Donbass. Alle 8 di mattina i residenti di Azovstal, quartiere a Est, sono stati illegalmente deportati nei territori nemici. Sono considerati come servi o schiavi, i russi hanno confiscato il loro passaporto e hanno consegnato un pezzo di carta che non è riconosciuto in nessuna parte del mondo civilizzato". Il commento dalla City Hall è: “I russi continuano a usare metodi da nazisti e a rapire la gente di Mariupol”.
Sequestrati nel Donbass
Il governo ucraino sostiene che l'11 marzo le truppe russe hanno aperto il fuoco su una casa per anziani a Kreminna, nella regione ucraina di Luhansk, uccidendo 56 persone: "I russi hanno sparato all'edificio da un carro armato in maniera cinica e deliberata". Secondo le autorità ucraine, ci sono stati 15 sopravvissuti: sono stati "rapiti e portati nel territorio occupato a Svatove, sempre nella regione di Luhansk, non lontano dal confine russo, nella struttura geriatrica locale".
Le storie a nord di Kiev: "Sappiamo di donne violate"
Questo è il racconto diffuso a Leopoli da Lyudmila Pershin, rifugiata venuta via da Irpin, sobborgo a nord-ovest di Kiev: "Ci dicevano che saremmo usciti dalla città, lungo un corridoio umanitario. Alcuni di noi ce l'hanno fatta, altri non sapevano neppure che si poteva venir via. Sulla strada del corridoio, che passa in mezzo alle case di Irpin, gli occupanti russi hanno preso 140 ostaggi. Hanno fatto delle vere atrocità, le donne sono state rapite, gli uomini uccisi. Tutti hanno provato a scappare. Gli occupanti avevano preso Stoyanka, l’unica arteria possibile. Ho visto corpi a terra e macchine distrutte. I russi, poi, ci hanno fatto trascorrere una notte al check point e alcuni abitanti di Irpin, purtroppo, hanno aiutato il nemico".
Ancora, Igor Sapozhko, sindaco di Brovary, quartiere orientale di Kiev, denuncia: "I soldati russi violentano le donne ucraine. Sappiamo che avviene, lo raccontano tanti che scappano dalle zone occupate. E’ un problema grave, ancora non capiamo quanto diffuso, ma siamo già a conoscenza di casi specifici. Dai racconti dei testimoni risulta che alcuni comandanti russi aizzano i loro soldati ad aggredire le mogli e le figlie dei nostri militari o dei volontari civili combattenti che trovano nelle case. In altri frangenti sappiamo, però, che l'esercito nemico ha punito i violentatori. Ci hanno detto da più fonti che almeno in una circostanza hanno violato le nostre soldatesse catturate durante la battaglia all’aeroporto di Hostomel, nei primi giorni della guerra. Dopo la violenza le hanno uccise".
La quindicenne alla frontiera
In un racconto dalla Gazeta Wyborcza, il più importante quotidiano polacco, si raccoglie questa testimonianza di un poliziotto della frontiera ucraino-polacca di Dorohusk, a nord: una quindicenne, la camicetta strappata, gli ha rivelato di essere stata violentata da soldati dell'esercito russo.
Il vicesindaco di Enorgodar rapito, i residenti si ribellano
Ucraina, vice sindaco rapito dai russi a Enorgodar: i manifestanti si avventano sulla polizia di Putin
Anche a Cherson, la prima città caduta sotto l'offensiva dell'esercito con la Z, i cittadini ucraini sono tornati in piazza cantando l'inno e sventolando le bandiere gialle e blu, con i blindati che controllavano a distanza.
Duri gli arresti della polizia russa, in tenuta antisommossa, a Berdyansk, tra Mariupol e Melitopol. In un video diffuso dai cittadini locali si vede un poliziotto calpestare un manifestante già in manette e a terra, a pancia in giù.
Le denunce delle parlamentari ucraine
"Le forze russe stanno aggredendo, stuprando e anche impiccando donne che non riescono a fuggire dalla loro brutale invasione. Alcune, per la disperazione, vengono spinte al suicidio". Parlamentari ucraine hanno affidato la denuncia ad alcuni giornalisti a Londra in occasione di una loro visita a Westminster e oggi il Daily Mail dà conto della questione. Lesia Vasylenko, parlamentare del partito di opposizione Holos, ha affermato che alcune donne oltre i 60 anni si sono tolte la vita dopo l'accusa delle forze di Putin di voler fermare gli attacchi.
L'ambasciatrice Usa all'Onu, Linda Thomas Greenfield, alla Cnn ha detto: "Deportare i civili ucraini in quelli che possiamo immaginare siano campi di concentramento in Russia è inaccettabile". Ha detto, tuttavia, di non poter confermare le notizie diffuse dalla stampa ucraina sulle deportazioni da parte di Mosca degli abitanti di Mariupol.