Esteri

Minniti: "Corridoi alimentari per il grano o il Maghreb rischia la carestia"

È l'allarme lanciato dall'ex ministro degli Interni e presidente della Fondazione Med-Or nel corso di un intervento questa mattina al Senato francese
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"Senza corridoi alimentari 'immediati' per il grano proveniente dall'Ucraina, si rischia una carestia nei Paesi del Maghreb". È l'allarme lanciato da Marco Minniti, presidente della Fondazione Med-Or, nel corso di un intervento questa mattina al Senato francese in occasione della "Conference interparlementaire sur les defis migratoires". Alla conferenza sulle sfide della migrazione hanno partecipato i rappresentanti delle Camere francesi e dei parlamenti nazionali europei.

La maggior parte dei Paesi del Maghreb - Libia, Tunisia, Algeria e Marocco - dipende dal grano proveniente dall'Ucraina e dalla Russia per oltre il 90%. La guerra scoppiata il 24 febbraio ha generato il rischio di una crisi alimentare globale per tutto il pianeta, ma soprattutto per questi Paesi.

"Abbiamo poco tempo - ha ammonito l'ex ministro dell'Interno -. Questo può portare a crisi sociali molto grandi, a rivolte per il pane. La crisi alimentare può diventare crisi sociale. L'Europa potrebbe essere stretta in una tenaglia umanitaria con un ramo a nord-est, in Ucraina, e un ramo a sud, in Africa".

Minniti ricorda come le migrazioni siano state spesso usate come arma di pressione politica, motivo che deve spingere ad affrontare questa situazione per tempo. "Ci deve essere un doppio movimento, dobbiamo avere in mente un paradigma: le migrazioni non sono un'emergenza. Sono un dato strutturale della vita del nostro pianeta: ci sono state, ci sono e ci saranno. L'Europa infatti deve gestire i flussi migratori promuovendo quelli legali e contrastando quelli illegali. Questa sfida non è facile da vincere".

Il presidente della Fondazione MedOr ha ricordato come in Africa "si giochi una partita cruciale: dobbiamo ricordare che altri grandi Paesi, Cina e Russia, hanno una politica per l'Africa. Anche l'Europa deve averne una. Abbiamo quindi bisogno di un progetto: sono stati stanziati 100 miliardi di euro , ma dobbiamo fare qualcosa subito. Dobbiamo creare un migration compact specifico per l'Africa settentrionale oggi, non tra sei mesi, ma entro poche settimane".

Serve un aiuto economico significativo da parte dell'Ue che ci permetta di affrontare questa crisi alimentare e di affrontare le tensioni sociali che si presenteranno. "Un patto molto semplice - ha continuato Minniti - noi vi aiutiamo per la stabilità sociale, per la crescita economica e per la prosperità, e voi vi impegnate a contrastare il traffico di esseri umani. Se c'è un profugo che scappa dalla guerra o dalla fame arriva in Europa non portato dai trafficanti di esseri umani, ma con i corridoi umanitari, gestiti dall'Europa. Ma se ci sono territori in Nord Africa, che sono nelle mani dei trafficanti di esseri umani, dobbiamo 'riconquistarli' alla legalità internazionale".

 

Secondo Minniti, occorre cambiare la dimensione interna delle politiche migratorie dell'Unione. "Il regolamento di Dublino deve essere modificato. È evidente che l'idea di caricare tutti i problemi sui Paesi di primo ingresso non regge più - ha concluso - Ma se vogliamo cambiare la dimensione interna, dobbiamo partire da quella esterna. Possiamo ridistribuire gli arrivi solo se riusciamo a gestire i flussi. Proprio perché le decisioni, ancora, a livello europeo, vengono prese all'unanimità. Questo è il modo, forse l'unico, per conciliare tutte le nostre sensibilità nazionali".