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Brasile, sfida tra Lula e Bolsonaro: dall'ambiente alle privatizzazioni, quali sono le differenze tra i due candidati

Nel secondo e ultimo dibattito televisivo su Tv Globo, seguito da decine di milioni di telespettatori, tra Jair Bolsonaro e Luiz Inácio Lula da Silva sono volati gli stracci. "Traditore della patria" da una parte, "cleptocrate" dall'altra. Sebbene ieri la star del PSG Neymar abbia invitato a votare per il presidente amico di Trump, postando un video su TikTok, i sondaggi parlano chiaro: Lula potrebbe già vincere al primo turno domenica sera
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Da una parte il "Cleptocrate" dell'ex leader Luiz Inácio Lula da Silva, dall'altra il "bugiardo" del presidente uscente Jair Bolsonaro. Ma anche 'spesa pubblica responsabilè contro 'privatizzazioni'. È iniziato così l'ultimo dibattito prima delle elezioni presidenziali di domenica in Brasile, dove sono volati gli stracci tra i due candidati nel tradizionale confronto televisivo su Tv Globo, in un ping pong di accuse e insulti di corruzione nell'ultima grande occasione per attirare i voti degli indecisi.

Se da una parte l'amico di Trump, infatti, vuole continuare a spingere sul pedale delle privatizzazioni e permettere maggiori libertà al mercato, tenendo comunque sotto controllo l'equilibrio fiscale, dall'altra il leader di sinistra fa tornare in auge temi a lui molto cari e cavalcati durante i suoi governi precedenti: investimenti pubblici su infrastrutture, spesa sociale, crescita in…

Da una parte il "Cleptocrate" dell'ex leader Luiz Inácio Lula da Silva, dall'altra il "bugiardo" del presidente uscente Jair Bolsonaro. Ma anche 'spesa pubblica responsabilè contro 'privatizzazioni'. È iniziato così l'ultimo dibattito prima delle elezioni presidenziali di domenica in Brasile, dove sono volati gli stracci tra i due candidati nel tradizionale confronto televisivo su Tv Globo, in un ping pong di accuse e insulti di corruzione nell'ultima grande occasione per attirare i voti degli indecisi.

Se da una parte l'amico di Trump, infatti, vuole continuare a spingere sul pedale delle privatizzazioni e permettere maggiori libertà al mercato, tenendo comunque sotto controllo l'equilibrio fiscale, dall'altra il leader di sinistra fa tornare in auge temi a lui molto cari e cavalcati durante i suoi governi precedenti: investimenti pubblici su infrastrutture, spesa sociale, crescita inclusiva e stop alle privatizzazioni.

Due modelli che si pongono agli antipodi e che si traducono in uno scontro che va dal terreno nazionale, come la questione del disastro ambientale dell'ecosistema amazzonico, a quello internazionale, con le relazioni commerciali con l'Europa ancora in fase di negoziazione tra Ue e Mercosur.

Bolsonaro ha messo per iscritto che in caso di rielezione continuerà a dare "una mano" al mercato, consolidando la crescita e portando avanti riforme strutturali con l'obiettivo di migliorare soprattutto l'efficenza nella spesa pubblica. L'obiettivo di medio lungo periodo è quello di ridurre il rapporto debito pubblico su pil, arrivato a maggio al 78,2%.

L'ex militare vuole digitalizzare la macchina statale, introdurre la tecnologia 5G nell'istruzione, nella sanità e anche nell'industria agroalimentare, per rendere ancora più competitivo un comparto in cui il Brasile. Qual è il costo da pagare? Probabilmente un progetto di resilienza ambientale, che guardi con maggiore forza alla tutela della foresta Amazzonica.

La proposta di Lula, invece, parte dalla necessità di rimuovere il tetto alla spesa pubblica, con l'impegno a condurre una politica di spesa "responsabile". La mano pubblica dovrà servire anche a "rafforzare l'impresa nazionale pubblica e privata", modernizzandola e rendendola più innovativa, soprattutto nell'ottica di una transizione energetica.

Tra i due non corre per nulla buon sangue da anni, ben oltre il testa e testa che li vede battagliare sugli ultimi voti da raccattare prima del gong di domenica. Poche ore prima della sfida televisiva, era arrivato alle orecchie dei due candidati l'ultimo sondaggio di Datafolha, che aveva rivelato il netto vantaggio dell'ex sindacalista/presidente, con ben 15 punti percentuali in più rispetto a Bolsonaro: il 49% delle intenzioni di voto contro il 34%. Per essere eletto per un terzo mandato già al primo turno di domenica, Lula deve ottenere più del 50% dei voti espressi dai brasiliani. Bolsonaro punta soprattutto sul voto evangelico e imprenditoriale, Lula è sostenuto soprattutto dai ceti popolari, giovani e donne.

La quota degli indecisi, circa il 14%, ha avuto modo di chiarirsi maggiormente le idee dopo l'appuntamento di ieri, il duello televisivo più seguito in Brasile. "Bolsonaro mi accusa di essere il capo di una banda di ladri", ha esordito un Lula combattivo. L'allusione dell'ex sindacalista è chiara: lo scandalo della corruzione Petrobras, per il quale è stato incarcerato per 18 mesi tra il 2018 ed il 2019, prima di vedere annullate le sue condanne dal Supremo Tribunal Federal, la Corte Suprema brasiliana.

"Se ti guardassi allo specchio, sapresti cosa stava succedendo nel tuo governo", ha continuato ad attaccare l'ex presidente, accusando il suo rivale sia dello scandalo di appropriazione indebita del primogenito Flavio Bolsonaro nel suo ex ufficio presso l'Assemblea legislativa dello Stato di Rio, che di aver messo su una "banda vaccinale", facendo riferimento alle irregolarità scoperte l'anno scorso durante l'acquisto di vaccini contro il Covid-19. "Bugiardo, traditore del Paese", ha rilanciato invece l'ex militare Bolsonaro, ricordando gli scandali di corruzione emersi durante i governi del suo Partito dei Lavoratori tra il 2003 e il 2016.

Elezioni in Brasile, primo confronto in tv tra Lula e Bolsonaro: volano accuse e insulti

La campagna di Lula ha invitato i brasiliani al voto "utile" già al primo turno, per cercare i voti di altri candidati come Ciro Gomes (7% dell'intenzione di voto) e la senatrice Simone Tebet (5%), ottenendo anche l'appoggio di figure simboliche come l'ex giudice della Corte Suprema Joaquim Barbosa, ammirato per aver diretto un processo di corruzione politica di alto profilo nel 2012 relativo alla compravendita di voti e che ha portato all'incarcerazione di tre collaboratori di spicco dell'ex presidente del Partido dos Trabalhadores (PT) durante il suo primo governo. Bolsonaro, dalla sua, ha invece ricevuto il sostegno più che simbolico della star del Psg e della "Seleção", Neymar, che ha pubblicato un video per i suoi 8,1 milioni di follower sulla rete TikTok in cui lo si vede ripetere un jingle elettorale del presidente.