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Biden contro Trump, atto secondo. L’America al voto scruta il suo futuro

(reuters)

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Una vittoria anche parziale dei repubblicani paralizzerebbe il Paese per due anni e rimetterebbe “The Don” in corsa per la Casa Bianca
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NEW YORK - Il controllo del Congresso subito, quindi la paralisi legislativa americana per un paio di anni, con conseguenze pesanti dall’Ucraina alle nomine dei giudici, e le basi per la corsa alla Casa Bianca nel 2024, sfida finale del trumpismo. Sono gli elementi chiave in palio nelle elezioni di midterm dell’8 novembre. Tra poco meno di un mese gli americani voteranno per rinnovare tutti i 435 seggi della Camera; 35 su 100 al Senato; i governatori di 36 stati e tre territori. Secondo il sito Fivethirtyeight, i repubblicani hanno il 70% di possibilità di riconquistare la maggioranza alla Camera, mentre i democratici hanno il 67% di possibilità di conservare il Senato. In base alle stime del Cook Political Report, tra i seggi ancora incerti alla Camera ce ne sono 58 democratici e 26 repubblicani, e questo spiega perché il Gop ha buone probabilità di strappare le 5 poltrone di cui ha bisogno per togliere la carica di Speaker a Nancy Pelosi, prob…

NEW YORK - Il controllo del Congresso subito, quindi la paralisi legislativa americana per un paio di anni, con conseguenze pesanti dall’Ucraina alle nomine dei giudici, e le basi per la corsa alla Casa Bianca nel 2024, sfida finale del trumpismo. Sono gli elementi chiave in palio nelle elezioni di midterm dell’8 novembre. Tra poco meno di un mese gli americani voteranno per rinnovare tutti i 435 seggi della Camera; 35 su 100 al Senato; i governatori di 36 stati e tre territori. Secondo il sito Fivethirtyeight, i repubblicani hanno il 70% di possibilità di riconquistare la maggioranza alla Camera, mentre i democratici hanno il 67% di possibilità di conservare il Senato. In base alle stime del Cook Political Report, tra i seggi ancora incerti alla Camera ce ne sono 58 democratici e 26 repubblicani, e questo spiega perché il Gop ha buone probabilità di strappare le 5 poltrone di cui ha bisogno per togliere la carica di Speaker a Nancy Pelosi, probabilmente avviata a diventare ambasciatrice in Italia.

Al Senato invece le gare più incerte sono quattro: Pennsylvania e Wisconsin, dove sono in palio seggi del Gop; Georgia e Nevada, dove invece l’Asinello rischia due poltrone. Siccome al momento i due partiti sono in perfetta parità, 50 seggi a 50, e la differenza la fa il voto della vice presidente Harris, qualunque di queste corse può fare la differenza. In Pennsylvania il vice governatore democratico Fetterman è leggermente in vantaggio sul medico repubblicano Oz, fortemente voluto da Trump, ma le distanze si stanno accorciando. In Wisconsin il senatore in carica Johnson è insidiato dal vice governatore Mandela Barnes. In Georgia il democratico in carica Warnock, pastore della chiesa dove predicava Martin Luther King, deve vedersela con l’ex stella del football Walker, piagato dagli scandali familiari perché aveva pagato l’aborto a una fidanzata.

In Nevada la senatrice Cortez Masto è scivolata 2 punti indietro allo sfidante repubblicano Adam Laxalt, forse perché gli ispanici non sono più elettori scontati per i democratici. Interessanti poi la sfida che l’ex poliziotta democratica Val Demings ha lanciato in Florida all’uscente Marco Rubio, e quella dell’estremista trumpiano Blake Masters contro l’ex astronauta Mark Kelly in Arizona. Qui la destra radicale punta anche alla poltrona di governatrice con Kari Lake, mentre in Florida desta interesse la corsa alla conferma di Ron DeSantis, che vincendo in maniera convincente si confermerebbe come la più solida alternativa repubblicana a Trump nel 2024. Il Gop ha puntato tutto su inflazione, sicurezza, migrazione e l’insoddisfazione per Biden; i democratici su aborto e impopolarità di Donald. Anche solo prendendo la Camera, i repubblicani paralizzerebbero l’agenda legislativa del presidente. I risultati dei candidati voluti da Trump decideranno poi quanta forza avrà “The Don” per ripuntare alla Casa Bianca nel 2024.