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I veleni del Qatargate su Schinas imbarazzano la Commissione Ue

Il vicepresidente della Commissione Ue Margaritis Schinas il 20 novembre con il ministro del Lavoro del Qatar Al-Marri 
Fragile la posizione del numero due della Commissione europea che a novembre aveva incontrato il ministro del lavoro del Qatar. A novembre era volato ad Abu Dhabi con Eva Kaili per un incontro "del tutto improvvisato" con il ministro
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BRUXELLES - Il vicepresidente della Commissione europea, il greco Margaritis Schinas, si era dovuto persino difendere in conferenza stampa: "Dal Qatar ho preso solo un pallone da calcio e dei cioccolatini". Solo imbarazzo, certo. Anche perché il nome di Schinas non compare da nessuna parte nelle carte dell'inchiesta e non risulta tra gli indagati. Così come non è coinvolto nessun altro membro o funzionario dell'esecutivo comunitario.

Ma il ruolo del numero due di Ursula von der Leyen - e prima portavoce di Jean-Claude Juncker - è finito sotto i riflettori dei media perché costretto a giustificarsi del suo viaggio istituzionale a novembre in Qatar e delle sue recenti esternazioni pubbliche favorevoli all'emirato. "Tutti i miei discorsi erano a nome della Commissione, ci basiamo su strategie e documenti preparati dagli uffici". Un segnale che impone una riflessione, secondo gli esperti della Ue.
Rimesse in fila, le …

BRUXELLES - Il vicepresidente della Commissione europea, il greco Margaritis Schinas, si era dovuto persino difendere in conferenza stampa: "Dal Qatar ho preso solo un pallone da calcio e dei cioccolatini". Solo imbarazzo, certo. Anche perché il nome di Schinas non compare da nessuna parte nelle carte dell'inchiesta e non risulta tra gli indagati. Così come non è coinvolto nessun altro membro o funzionario dell'esecutivo comunitario.

Ma il ruolo del numero due di Ursula von der Leyen - e prima portavoce di Jean-Claude Juncker - è finito sotto i riflettori dei media perché costretto a giustificarsi del suo viaggio istituzionale a novembre in Qatar e delle sue recenti esternazioni pubbliche favorevoli all'emirato. "Tutti i miei discorsi erano a nome della Commissione, ci basiamo su strategie e documenti preparati dagli uffici". Un segnale che impone una riflessione, secondo gli esperti della Ue.
Rimesse in fila, le uscite di Schinas - membro del Ppe - sembrano a senso unico. Cominciando dagli ultimi tweet scritti dall'account ufficiale, proprio in occasione di quel viaggio a Doha a fine novembre per il via ai mondiali di calcio. "Qatar il primo paese arabo e il più piccolo al mondo ad aver mai ospitato la coppa, ha attuato riforme e merita il successo globale". Sotto, una foto della cerimonia di inaugurazione del 20 novembre.

Lo stesso giorno, una fotografia con il ministro del lavoro dell'emirato, quel Ali bin Samikh al-Marri citato anche nelle carte dell'inchiesta di Bruxelles per essere il contatto del gruppo di Panzeri sul fronte del Golfo. "L'Ue e il Qatar continueranno ad allargare la loro relazione su mobilità, riforme del lavoro e sicurezza", si legge sul profilo twitter ufficiale. Una girandola di cinguettii che insistono sull'emirato in quelle settimane di autunno. Nella foto datata 27 ottobre, ritratto a Bruxelles con Al Thawadi, segretario generale dell'organizzazione dei mondiali, Schinas commenta: "Abbiamo parlato di progressi nelle riforme dei diritti del lavoro". L'11 novembre, torna a definire questi progressi "considerevoli e tangibili". Una formula pericolosamente simile a quella notata dai magistrati belgi, secondo i quali i fiumi di denaro arrivati a Panzeri servivano proprio a migliorare l'immagine di Doha sui "diritti dei lavoratori" incrinata dalle denunce di abusi e morti nei cantieri per costruire gli stadi della coppa del mondo.

Ancora, a maggio il numero due della Commissione aveva nuovamente incontrato al-Marri: l'occasione per parlare di un altro file legislativo Ue molto importante, ovvero la rimozione dei visti per viaggi brevi in Europa per i cittadini del Qatar: proposta più volte rivendicata da Schinas e ora congelata insieme agli altri temi sensibili per il paese del Golfo. Un'intesa sbandierata e mai nascosta. Accompagnata da una foto ora tornata in voga, quella in cui Schinas era a fianco di Eva Kaili, l'ex vicepresidente del Parlamento Ue anche lei greca. Risale al 18 novembre, ad Abu Dhabi negli Emirati Arabi Uniti. "Una riunione del tutto improvvisata e non pianificata", hanno precisato dall'entourage del vicepresidente.