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I 365 giorni di guerra in Ucraina, un anno fa l'invasione russa
(reuters)

I 365 giorni di guerra in Ucraina, un anno fa l'invasione russa

Così il mondo si è trovato sull’orlo di un conflitto globale. E cosa può succedere ora. Uno speciale digitale sull'anniversario dell'invasione russa in Ucraina. Per ricordare, capire, analizzare e guardare avanti

7 minuti di lettura

Non dimentichiamocelo: da un anno, un anno esatto, c’è una guerra in Europa. Era la notte tra il 23 e il 24 febbraio 2022 quando iniziò l’invasione russa in Ucraina. A questi 365 giorni insanguinati e a come hanno cambiato la Storia Repubblica ha dedicato un inserto cartaceo e molti contenuti esclusivamente digitali. Li trovate tutti in questa pagina.


L'editoriale: attacco al cuore dell'Europa

di Maurizio Molinari - L'anno di guerra in Ucraina è la più grande tragedia europea dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Ed è frutto della volontà di un uomo solo, il presidente russo Vladimir Putin che il 24 febbraio 2022 decide di cancellare una nazione sovrana dalla carta geografica per imporre all'intero Vecchio Continente la logica del "mondo dei russi" (continua a leggere)


Una guerra contro la democrazia

di Ezio Mauro - Niente come la guerra, anche nel nuovo secolo fatta di corpi, sangue, terra e fuoco, ha un potere evocativo e simbolico, capace ogni volta di azzerare il tempo nella tentazione di riscrivere la storia, mentre cambia la geografia. Il conflitto in Ucraina risale addirittura due millenni (continua a leggere)


Così in 365 giorni è cambiato lo scenario internazionale

di Gianni Riotta - L’invasione dell’Ucraina ha ribaltato il quadro della sicurezza internazionale, non solo nel teatro europeo dove, dal 1949, la Nato contrasta la potenza rivale, prima sovietica e poi russa, ma anche nell’Oceano Indiano, nel Pacifico, nelle vie commerciali del Mar Cinese Meridionale (continua a leggere)


La 'tempesta perfetta' dell'eterogenesi dei fini

di Marco Minniti - Wilhelm Wundt, il filosofo tedesco teorico dell’“eterogenesi dei fini” non avrebbe mai potuto immaginare che a poco più di cento anni dalla sua morte ci sarebbe stata una congiuntura della storia e un personaggio che avrebbe inanellato una sequenza perfetta di “conseguenze non intenzionali di azioni intenzionali”. L’“eterogenesi dei fini”, appunto (continua a leggere)


Lo scenario 'coreano' per la pace in Ucraina

di Paolo Garimberti - In pubblico tutti i leader politici dicono che bisogna prepararsi a un lungo conflitto. Ma dietro le quinte sono in molti quelli che cercano uno spiraglio nel quale infilare proposte per un percorso negoziale. Quanto è davvero realistico pensare che una guerra, che di fatto va avanti dal 2014 - prima a bassa intensità e poi, dal 24 febbraio di un anno fa, ad altissima intensità - possa arrivare a una trattativa di pace? (continua a leggere)


Perché la Russia ha deciso di invadere l'Ucraina: le radici di una guerra

di Enrico Franceschini - Le guerre scoppiano spesso per ragioni molteplici e contraddittorie: ciascuno dei belligeranti cita la propria come motivazione cruciale. La Seconda guerra mondiale cominciò per l’invasione tedesca della Polonia nel 1939, ma gli storici ne fanno risalire le radici all’esito della Prima guerra mondiale, alle condizioni imposte dai vincitori all’Impero austro-ungarico, all’ascesa del nazi-fascismo in Europa (continua a leggere)


Le immagini dallo spazio che hanno condizionato il conflitto in Ucraina

a cura di Laura Lucchini - Per diversi mesi prima dell’inizio della guerra le intelligence occidentali hanno denunciato l’imminenza di un’invasione russa in Ucraina. Le denunce hanno scatenato tensioni a livello internazionale. In molti tra analisti, giornalisti, accademici e anche leader di governo stentavano a crederci. Il governo russo insultava apertamente, chi, come questo giornale, avvertiva dei rischi nel breve termine (continua a leggere)


24 febbraio 2022, ore 4.30: il racconto delle 24 ore seguenti che hanno cambiato la Storia

di Fabio Tonacci - Non è un giorno da cravatta. Davanti allo specchio, il presidente dell'Ucraina aggiusta il colletto della camicia bianca e si infila una giacca grigia. Si è rasato in fretta, non ha il tempo di fare la solita colazione con le uova. Riflesso nel vetro osserva il volto di un uomo stanco. Ha potuto riposare solo un paio d'ore, gli occhi sono cerchiati e impastati di sonno. È stato il telefono a svegliarlo, lo squillo che ha chiuso l'ultima notte di pace e spezzato in due la Storia (continua a leggere)


Interattivo: la timeline della guerra in Ucraina

a cura di Laura Lucchini - Questo speciale di Repubblica ricostruisce le tappe più importanti a un anno dall'invasione russa in Ucraina. A ripercorrerle, era chiaro cosa sarebbe successo e bastava seguire via via il filo della Storia per indovinare come sarebbe andata nei mesi seguenti. In questa guerra c’è tutto: dalla lotta nelle trincee tra la neve e i colpi d’artiglieria come nella Prima guerra mondiale alle operazioni dei partigiani, dalla tecnologia militare più sofisticata al racconto delle comunità e del dolore, dal fallimento inaudito di Putin ai suoi tentativi continui di recuperare (continua a leggere)


Gli obiettivi di Putin: lo spettro delle presidenziali russe sul conflitto

dalla nostra inviata Rosalba Castelletti - C'è una data che potrebbe spiegare le scelte passate e condizionare le decisioni future di Vladimir Putin ed è il 17 marzo 2024, giornata delle prossime presidenziali russe. Quando il 24 febbraio di un anno fa il leader del Cremlino dichiarò contro l'Ucraina quella che chiama con un ipocrita eufemismo "operazione militare speciale", molti esperti di quell'arte quasi esoterica che è la cremlinologia rimasero sorpresi. Alcuni dissero persino che Putin era "impazzito". (continua a leggere)


L'analisi: il Cremlino e la lezione finlandese

di Gianluca Di Feo - “Negli attacchi frontali nessun nemico può sperare di paragonarsi a noi. Con una serie di assalti diretti lo obbligheremo a grondare sangue; in altre parole a perdere qualcosa che ha meno di noi. Ovviamente, avremo anche noi perdite enormi: in guerra però non bisogna calcolare i propri caduti ma quelli del nemico”. Sono le prime parole pronunciate dal maresciallo Timoshenko quando nel gennaio 1940 prese la guida dell’esercito sovietico sconfitto in Finlandia. (continua a leggere)


Focus: una Norimberga per Putin e i suoi generali è davvero possibile?

di Tonia Mastrobuoni - Quanto è realistico che i generali russi e gli aguzzini che stanno decimando gli ucraini finiscano un giorno sul banco degli imputati? E si può istituire una Norimberga per Putin? (continua a leggere)


La mossa Usa per costringere Putin a trattare

da New York il nostro corrispondente Paolo Mastrolilli - Accelerare le forniture militari all’Ucraina ora, per costringere Putin ad accettare il negoziato entro la fine dell’anno. È la strategia che si sta consolidando a Washington, anche in considerazione delle prospettive per la tenuta della coalizione degli alleati di Kiev (continua a leggere)


La Cina in trappola: deve trovare una via d'uscita per Putin

da Pechino il nostro corrispondente Gianluca Modolo - La Cina invita di nuovo a "promuovere il dialogo" in Ucraina, dicendosi "molto preoccupata" e di temere che il conflitto "possa andare fuori controllo". "Continueremo a promuovere i colloqui di pace - dice questa mattina il ministro degli Esteri Qin Gang, a poche ore dall'arrivo a Mosca del capo della diplomazia del Partito Wang Yi - e lavoreremo con la comunità internazionale per affrontare le preoccupazioni di tutte le parti e perseguire la sicurezza comune". (continua a leggere)


L'Unione Europea con la guerra alle porte di casa

da Bruxelles il nostro corrispondente Claudio Tito  - L'Ucraina non è solo una sfida bellica ed economica. Per l’Unione europea è un test. È la prima grande prova – da quando è nata – sulla sua tenuta politica. Rappresenta l’avvio di una transizione da una comunità quasi esclusivamente economica e monetaria a una anche politico-militare (continua a leggere)


Macron sogna di fare la pace in Ucraina (e magari vincere il Nobel)

da Parigi la nostra corrispondente Anais Ginori - Difendere la strada della pace. È il ruolo che Emmanuel Macron si è scelto dall'inizio dell'aggressione russa in Ucraina. Il presidente francese lo ha fatto tra molte ambiguità e contraddizioni, con qualche passo falso e cambio di strategia in corsa ma senza rinunciare a una linea diplomatica che, in fondo, segue una tradizione gollista. (continua a leggere)


E nel conflitto Erdogan studia da mediatore

di Gabriella Colarusso - La guerra in Ucraina che ha scombussolato l’economia del mondo e acceso nuove tensioni tra le potenze globali si è rivelata una occasione per Erdogan. Quando è iniziata l’invasione russa, il presidente turco era al minimo storico dei suoi consensi, pressato da una profonda crisi economica interna e in conflitto con Europa e Stati Uniti per le sue ambizioni espansionistiche nel Mediterraneo. Ma è riuscito a ritagliarsi il ruolo di unico mediatore tra Mosca e Kiev (continua a leggere)


L'Ucraina, granaio d'Europa: il conflitto e l'emergenza grano

di Eugenio Occorsio - Kristalina Georgieva, numero uno del Fondo Monetario Internazionale, sembrava lei stessa incredula mentre raccontava ai microfoni della Cnn la sua visita a Kiev del 20 febbraio, nelle stesse ore di quella di Biden. "È una straordinaria manifestazione di resilienza. I negozi e le banche sono aperti, la gente va al lavoro, i servizi funzionano, le agenzie governative raccolgono le tasse e pagano regolarmente i dipendenti. Malgrado le sfide tremende che sono chiamati a superare ogni giorno" (continua a leggere)


 

Reportage: ritorno nella Mariupol occupata

dal nostro inviato Luca Steinmann - MARIUPOL - Lungo un vicolo fangoso ricoperto di macerie e carcasse di missili, Artiom, 11 anni, avanza zigzagando, pedalando sulla sua bicicletta. Le basse villette che costeggiano la strada, tra cui quella in cui abita, sono tutte distrutte. Sulla sua destra, qualche centinaio di metri più in là, si alzano gli altissimi comignoli dell'Azovstal, l'acciaieria simbolo del martirio di Mariupol. (continua a leggere)


 

Reportage: a Kherson, città ucraina simbolo della controffensiva

dal nostro inviato Daniele Raineri - KHERSON - La vita nelle strade di Kherson era uno spettacolo schizofrenico: le persone aspettavano alla fermata dei bus, spingevano i carrelli nelle porte dei supermercati, si mettevano in coda per comprare il caffè ai chioschi vicino a piazza della Libertà come se la cosa non li riguardasse. Il rumore dei colpi di artiglieria rimbombava fra le strade, ma la popolazione di Kherson era convinta di essere immune e pretendeva di mantenere un’aria di normalità (continua a leggere).


Reportage: Bucha prova a vivere dopo il massacro

dal nostro inviato Paolo G. Brera - BUCHA - Vasja era a Bucha quando le case avevano i tetti. Era lì, alla finestra in via Vokzalna, quando i russi sfilavano in divisa; e mentre la sua strada diventava l'icona di questa guerra folle, lui tremava nel seminterrato. Mise il naso fuori, insieme agli altri fantasmi delle cantine, appena si fece silenzio. (continua a leggere)


 

L'altro volto di Olena Kurylo, la donna della foto simbolo dell'inizio della guerra

dalla nostra inviata Brunella Giovara - KATOWICE - Con una certa delicatezza, si può anche sfiorare il volto di Olena Kurylo, e quindi sentire certe punte dure sottopelle, proprio all’attaccatura dei capelli. Sono schegge di vetro, e nessuno potrà mai toglierle da questa faccia, che è poi la faccia dell’Ucraina. E quante donne si sono viste in lei, donna qualunque, ma appena sopravvissuta a un missile (continua a leggere)


Se la guerra ci costringe a imparare i nomi delle armi

di Floriana Bulfon - Javelin anti-tank di ultima generazione e sitemi di guerra elettronica. Ma anche razzi con apparato gps e droni-kamikaze: cosa c'è da sapere sulle dotazioni militari impegnate al fronte (continua a leggere)


 

Il grande rischio: torna l'incubo nucleare in Europa

di Luca Fraioli - L’ultimo a evocare lo spettro di una guerra nucleare innescata dal conflitto in Ucraina è stato il ministro degli Esteri cinese Wang Yi alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco pochi giorni fa: “Non ci devono essere guerre nucleari, non sarebbero vinte da nessuno. Va evitata una catastrofe nucleare. Vogliamo lasciarci alle spalle la mentalità della Guerra Fredda”, ha aggiunto il capo della diplomazia di Pechino (continua a leggere)


Il lento rientro di 8 milioni di rifugiati in Europa, ma l'Ucraina ha già cambiato geografia

di Corrado Zunino - Prima dell’invasione da tre lati, dei paracadutisti su Kiev, dei missili sui supermercati e i luoghi di produzione, l’Ucraina era un Paese di 43,8 milioni di abitanti. Su un territorio largo il doppio dell’Italia. Molto rapidamente - nei primi sette giorni di guerra sulle autostrade in uscita verso Occidente c’erano code anche di trenta chilometri - l’Ucraina si è svuotata (continua a leggere)


Gas alle stelle e inflazione al supermercato: la guerra è arrivata in Italia

di Eugenio Occorsio - C’è un termine in voga presso gli analisti finanziari: appiccicosa, in inglese “sticky”. Si riferisce all’inflazione, che è aumentata in modo strutturale e a questo punto, anche se le cause sono state (in parte) risolte, rimane fra di noi e non vuole scendere. (continua a leggere)


Putiniani d'Italia o "né-né": da Berlusconi a Orsini chi sono i critici di Zelensky

di Concetto Vecchio - È incredibile, ma a un certo punto un pezzo di società italiana ha cominciato a dividersi su Alessandro Orsini. È giusto che vada in tv? Vale la pena guardarlo o è meglio cambiare canale?  Discussioni accanite. Su Orsini. La Rai voleva pagarlo per le sue ospitate a Carta Bianca. Pagare Orsini? Altro dibattito. (continua a leggere)


La guerra in Ucraina in Italia è un talk show

di Stefano Cappellini - Preceduta da un ritornello in cui esperti, politologi e agitatori assicuravano che la Russia non avrebbe mai invaso l’Ucraina, la guerra ha avuto tra i suoi effetti collaterali quello di farci scoprire un Paese ancora più fragile, debole, esposto a ogni genere di subdolo condizionamento (continua a leggere)