Unione Europea: per il dopo Ursula Tajani possibile carta del patto Ppe-destre
dal nostro inviato Claudio TitoSTRASBURGO - "Più democrazia per l'Europa significa poter scegliere un candidato o una candidata con contenuti e idee. Questo vale per i sindaci, per i governi e fino alla presidenza della Commissione europea". Una frase pronunciata nella distrazione generale. Come se non avesse importanza. Eppure le parole scandite nell'aula del Parlamento europeo dal capogruppo popolare, il tedesco Manfred Weber, sono state tutto tranne che casuali.
Un vero e proprio attacco alla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen. Anch'essa tedesca e ieri assente perché in missione in Ucraina. Sferrato con l'intenzione di realizzare un disegno politico sempre più preciso per il leader del Ppe: evitare un mandato bis alla sua connazionale. E magari creare le condizioni che al suo posto arrivi un altro popolare. Uno come l'attuale ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani.
STRASBURGO - "Più democrazia per l'Europa significa poter scegliere un candidato o una candidata con contenuti e idee. Questo vale per i sindaci, per i governi e fino alla presidenza della Commissione europea". Una frase pronunciata nella distrazione generale. Come se non avesse importanza. Eppure le parole scandite nell'aula del Parlamento europeo dal capogruppo popolare, il tedesco Manfred Weber, sono state tutto tranne che casuali.
Un vero e proprio attacco alla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen. Anch'essa tedesca e ieri assente perché in missione in Ucraina. Sferrato con l'intenzione di realizzare un disegno politico sempre più preciso per il leader del Ppe: evitare un mandato bis alla sua connazionale. E magari creare le condizioni che al suo posto arrivi un altro popolare. Uno come l'attuale ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani.
Il capo dei popolari ricorda implicitamente che Von der Leyen non venne scelta attraverso l'elezione dei cosiddetti "Spitzenkandidaten", concorrenti ufficiali in corsa al Parlamento, ma con un accordo tra governi nazionali: "Non si è dato seguito alle proposte di questo Parlamento e alle liste transnazionali". E i popolari sanno che l'attuale esecutivo di Berlino, a guida socialdemocratica, preferirebbe mantenere l'attuale vertice della Ue che risponde a un equilibrio politico fondato sull'intesa tra popolari e socialisti.
Anche oggi, ad esempio, sebbene non si voti, nell'assemblea di Strasburgo si terrà un dibattito su agricoltura e transizione ecologica in cui i popolari non faranno mancare critiche e osservazioni al pacchetto predisposto dalla Commissione.
"Sappiamo - ha detto ieri a chiare lettere la capogruppo socialista, Iratxe Garcia Perez - da che parte sta Weber: è molto più a suo agio con Meloni che con il Cancelliere Scholz. Ognuno deciderà da che parte stare". Il nodo, del resto, si stringe proprio intorno alle relazioni sempre più intense tra Ppe e Conservatori. E nei summit riservati dei popolari è iniziato il confronto tra chi potrebbe essere il successore di "Ursula".
Una riflessione nata anche dall'ipotesi che l'attuale presidente della Commissione possa essere il nome prescelto per guidare la Nato nei prossimi mesi. Se così fosse, per almeno sei mesi Palazzo Berlaymont sarebbe gestito dal vicepresidente esecutivo più anziano, che viene indicato nella figura del socialista olandese Frans Timmermans. A quel punto il quadro cambierebbe totalmente. E il nome che più circola nelle riunioni popolari è quello di Antonio Tajani.
Prevedibilmente, infatti, il Ppe si confermerà il primo partito europeo. Un altro tedesco viene considerato improbabile. Mentre il ministro degli Esteri italiano potrebbe diventare il simbolo migliore per legittimare l'eventuale nuova coalizione di centrodestra in Europa. Tajani è nel governo Meloni ma è popolare. Conosce le istituzioni comunitarie avendo già ricoperto il ruolo di Commissario e di presidente del Parlamento Ue. E soprattutto il rapporto con Weber, il primo degli "anti-Von der Leyen", è da sempre solidissimo.