Nanterre, banlieue in fiamme per Naël ucciso a diciassette anni dalla polizia
dalla nostra inviata Anais GinoriNanterre
(afp)NANTERRE — Nel quartiere Pablo Picasso, i carri attrezzi rimuovono le carcasse di auto bruciate. Una ventina in tutto, al termine di una notte incendiaria, che forse non sarà l’ultima.
I pompieri sono ancora al lavoro tra le macerie di un centro ricreativo colpito da molotov. “Fermiamo questa spirale distruttiva” implora il sindaco di Nanterre, Patrick Jarry, volto scavato, quando sta tramontando il sole e la tensione che si respira tra le case popolari a nord di Parigi, grandi torri pensate come improbabili nuvole in omaggio al celebre pittore spagnolo, non annuncia niente di buono.
"La nostra città ha sempre saputo unirsi, supereremo anche questa terribile prova” dice Jarry, cresciuto nelle file del partito comunista, e non si sa se ci creda davvero.
NANTERRE — Nel quartiere Pablo Picasso, i carri attrezzi rimuovono le carcasse di auto bruciate. Una ventina in tutto, al termine di una notte incendiaria, che forse non sarà l’ultima.
I pompieri sono ancora al lavoro tra le macerie di un centro ricreativo colpito da molotov. “Fermiamo questa spirale distruttiva” implora il sindaco di Nanterre, Patrick Jarry, volto scavato, quando sta tramontando il sole e la tensione che si respira tra le case popolari a nord di Parigi, grandi torri pensate come improbabili nuvole in omaggio al celebre pittore spagnolo, non annuncia niente di buono.
"La nostra città ha sempre saputo unirsi, supereremo anche questa terribile prova” dice Jarry, cresciuto nelle file del partito comunista, e non si sa se ci creda davvero.
La Francia tiene il fiato sospeso per una possibile rivolta delle banlieue. È la madre di Naël, il ragazzo ucciso a bruciapelo da un poliziotto martedì mattina, a usare questa parola. “Venite alla marcia bianca per mio figlio, sarà la marcia della rivolta”, dice Mounia, in un video sui social, dando appuntamento per un corteo previsto oggi pomeriggio.
Secondo la versione ufficiale, consegnata subito dopo l’incidente, il giovane di 17 anni aveva rifiutato di fermarsi per un controllo stradale chiesto da due agenti in moto e avrebbe poi tentato di investirli con la sua macchina. Ma la ricostruzione fatta dalle autorità è stata spazzata rapidamente via da un video ripreso al momento dei fatti.
Nelle immagini si vedono i due poliziotti parlare animatamente con Naël, appoggiati alla portiera del lato guida. La Mercedes gialla del ragazzo è ferma. “Ti spareranno in testa”, si sente urlare, mentre il poliziotto punta la pistola a pochi centimetri dal conducente. Pochi secondi dopo l’automobile riparte lentamente per andare via. Un agente spara verso la macchina che sbanda e finisce contro un palo. Il giovane, colpito al torace, è morto prima di arrivare in ospedale.
“Inspiegabile” e “ingiustificabile”, dice Emmanuel Macron dalla sua trasferta a Marsiglia. Le parole del capo dello Stato sono nette, pesanti, suscitano proteste nell’estrema destra schierata per principio con le forze dell’ordine. Ma l’allerta è alta in un Paese che l’anno scorso ha contato almeno tredici persone morte dopo aver ignorato l’alt a un controllo di polizia. E c’è un video che inchioda gli agenti.
"Sono immagini scioccanti”, ammette il ministro dell’Interno, Gérald Darmanin. I due agenti sono stati fermati dall’Ispettorato nazionale di polizia. Il poliziotto che ha sparato deve spiegare come sia arrivato ad aprire il fuoco contro un giovane automobilista mentre non correva alcun pericolo di essere ferito dall’auto.
L’agente di 38 anni è ora indagato per omicidio volontario. Un’altra indagine era stata aperta nelle ore successive al decesso del ragazzo per “rifiuto di ottemperare” all’alt e tentato omicidio contro la polizia. La famiglia di Naël chiede ora di archiviare subito questo fascicolo, altro motivo di rabbia contro le autorità.
“Da quando è stato diffuso il video è diventato chiaro che l’accusa di tentato omicidio non è più valida”, sostiene uno degli avvocati, Yassine Bouzrou. In un comunicato stampa, i famigliari della vittima hanno annunciato la presentazione di una denuncia contro il poliziotto. “Non c’è dubbio che avesse intenzione di causare la morte”, hanno sottolineato. Una seconda denuncia riguarderà anche il suo collega, per complicità in omicidio volontario.
“La pena di morte non esiste più in Francia. Nessun agente ha il diritto di uccidere se non per legittima difesa”, ha commentato il leader di sinistra Jean-Luc Mélenchon. “Ho male per la mia Francia”, ha twittato il campione Kylian Mbappé, capitano della nazionale di calcio. “Giustizia per questo ragazzo”, dice l’attore Omar Sy. Intanto gli appelli alla rivolta e i messaggi di odio si diffondono in Rete. Due autisti di ambulanze intervenute a Nanterre sono stati fermati dopo aver diffuso alcuni filmati in cui si sentivano poliziotti insultarli.
Naël non aveva precedenti penali, solo due rifiuti di ottemperare a un controllo stradale, l’ultima volta il weekend scorso. Ieri sera i focolai della protesta si sono estesi ad altre banlieue, tra cui Nantes, Tolosa, Lille. Il ministro dell’Interno ha schierato duemila agenti in tutta la Francia per fronteggiare la collera.
Fatima Dadi vive all’ottavo piano di una delle torri più alte del complesso residenziale Pablo Picasso. A dicembre un uomo è morto per un regolamento di conti tra spacciatori. Conosce la madre di Naël. “Poverina, l’ha cresciuto da sola e ora dovrà seppellirlo da sola”. Con rassegnazione aggiunge: “Spero non ci saranno altre violenze, è inutile, e noi saremo sempre peggio".