✕

Cina, massimo due ore di telefono al giorno per i minorenni. Il Partito contro la dipendenza dagli smartphone

(afp)
I cellulari saranno obbligati ad avere una "modalità minore" che limiti il tempo trascorso sullo schermo. Maggiori controlli anche sui contenuti: dovranno promuovere “i valori fondamentali del socialismo e la cultura cinese”
2 minuti di lettura

PECHINO - Il Partito decide quanto i ragazzi cinesi possono stare davanti allo schermo del telefonino, per combattere “il problema della dipendenza da Internet dei minori”. Due ore online al giorno per chi ha tra i 16 e i 18 anni, che si accorciano ad un’ora nella fascia d’età tra gli 8 e i 16 anni e a 40 minuti per i bimbi sotto gli 8 anni.

Vietato inoltre per tutti i minorenni stare incollati allo smartphone nelle ore notturne, dalle 22 alle 6. Ogni 30 minuti si riceverà un promemoria per “riposare” e staccare gli occhi dal telefono.

Sono le nuove proposte contenute nella bozza appena presentata dall’Amministrazione per il Cyberspazio (l’organo che regola l’Internet mandarino) che oltre ai limiti di tempo mirano a controlla…

PECHINO - Il Partito decide quanto i ragazzi cinesi possono stare davanti allo schermo del telefonino, per combattere “il problema della dipendenza da Internet dei minori”. Due ore online al giorno per chi ha tra i 16 e i 18 anni, che si accorciano ad un’ora nella fascia d’età tra gli 8 e i 16 anni e a 40 minuti per i bimbi sotto gli 8 anni.

Vietato inoltre per tutti i minorenni stare incollati allo smartphone nelle ore notturne, dalle 22 alle 6. Ogni 30 minuti si riceverà un promemoria per “riposare” e staccare gli occhi dal telefono.

Sono le nuove proposte contenute nella bozza appena presentata dall’Amministrazione per il Cyberspazio (l’organo che regola l’Internet mandarino) che oltre ai limiti di tempo mirano a controllare anche i contenuti che i giovani possono consumare in Rete. Che devono promuovere “i valori fondamentali del socialismo e la cultura socialista avanzata, la cultura rivoluzionaria e l'eccellente cultura tradizionale cinese”, come si legge nel testo.

Alle aziende tecnologiche viene chiesto che tutti i dispositivi mobili, le applicazioni e gli app store abbiano una "modalità minore" integrata che limiti il tempo giornaliero trascorso sullo schermo. Starà poi ai genitori attivarle tramite password, impronte digitali o riconoscimento facciale. Le aziende tech saranno responsabili dell'applicazione delle norme, e in Borsa già risentono negativamente delle nuove proposte. I titoli di Alibaba, Bilibili, Tencent sono scesi.

Solo alcuni servizi, come le chiamate di emergenza, le app o le piattaforme ritenute adatte allo sviluppo fisico e mentale dei minori e quelle che forniscono servizi educativi saranno esentate dai limiti di utilizzo. Ai gruppi tecnologici è stato dato tempo fino al 2 settembre per presentare dei contributi alle proposte contenute nella bozza, ma non c’è ancora una tempistica su quando entrerà in vigore la legge.

“I fornitori di servizi di informazione su Internet devono fornire contenuti adatti all'età dei minori”, si legge nella bozza. Ad esempio: “meno di 3 anni, canzoni per bambini; sopra i 12 anni e meno di 16 conoscenza e divulgazione delle scienze, contenuti di intrattenimento con orientamento positivo e notizie e informazioni adatte alle capacità cognitive di questa fascia d’età”.

Tutti i contenuti, oltre ai “valori socialisti”, devono “forgiare un forte senso di comunità tra la nazione cinese, coltivare i sentimenti dei minori per la famiglia e il Paese e la buona morale e guidare i minori a sviluppare buone abitudini di vita”.

La Cina non è nuova a misure del genere. Ma la natura ampia di questa nuova proposta è più restrittiva di qualsiasi legge attualmente in vigore, notano gli analisti. Gli algoritmi non potranno più promuovere contenuti che potrebbero "indurre i minori a diventare dipendenti da Internet". Sui siti educativi, inoltre, sarà vietata la pubblicità che non sia legata all'apprendimento.

Nell’agosto del 2021 l’Economic Information Daily, giornale affiliato all’agenzia di stampa ufficiale Xinhua, aveva definito i videogiochi “oppio dello spirito, droghe elettroniche”. In quei giorni Pechino aveva anche deciso che i minorenni potevano giocare soltanto un’ora al giorno, tre giorni alla settimana.

La dipendenza da videogiochi (e la miopia) è, in effetti, un problema serio nel Paese ed è per questo che già dal 2019 ai minori di 18 anni era permesso giocare solamente un’ora e mezzo al giorno (tre nei weekend) con un vero e proprio coprifuoco dalle 22 alle 8.

Da anni piattaforme di condivisione video come Bilibili, Kuaishou e ByteDance offrono "modalità adolescenti" che limitano l'accesso degli utenti ai contenuti e la durata dell’utilizzo. Douyin, la versione cinese di TikTok, dal 2021 impedisce ai minori di 14 anni di utilizzare il social per più di 40 minuti al giorno.

Leggi i commenti