Regno Unito, condannata infermiera serial-killer di neonati: li uccideva con latte e insulina
di Enrico FranceschiniLONDRA – È la serial-killer di bambini che ha fatto più vittime nella storia moderna del Regno Unito: sette neonati, uccisi dalla donna a cui erano affidati, in un ospedale nel nord-est dell’Inghilterra.
Una serie di reati mostruosa, senza precedenti, su cui da ieri è stata fatta giustizia: “Colpevole”, risponde il presidente della giuria alla domanda del giudice, nei riguardi di Lucy Letby, 33 anni, infermiera specializzata nel reparto di ostetricia del Countess of Chester Hospital.
Fino all’ultimo l’imputata ha continuato a sostenere di essere innocente. Per ragioni di salute, non era in aula alla lettura del verdetto. Poco più tardi, quando un poliziotto in borghese va ad arrestarla nella sua abitazione, una linda casetta ai sobborghi di Liverpool,…
LONDRA – È la serial-killer di bambini che ha fatto più vittime nella storia moderna del Regno Unito: sette neonati, uccisi dalla donna a cui erano affidati, in un ospedale nel nord-est dell’Inghilterra.
Una serie di reati mostruosa, senza precedenti, su cui da ieri è stata fatta giustizia: “Colpevole”, risponde il presidente della giuria alla domanda del giudice, nei riguardi di Lucy Letby, 33 anni, infermiera specializzata nel reparto di ostetricia del Countess of Chester Hospital.
Fino all’ultimo l’imputata ha continuato a sostenere di essere innocente. Per ragioni di salute, non era in aula alla lettura del verdetto. Poco più tardi, quando un poliziotto in borghese va ad arrestarla nella sua abitazione, una linda casetta ai sobborghi di Liverpool, apre la porta in tuta da ginnastica “Lucy? Posso entrare un attimo?” dice il detective, nel filmato girato dalle forze dell’ordine.
Lei lo fa accomodare. Qualche minuto dopo esce dalla stessa porta in manette, viene accompagnata a una macchina, si accomoda sul sedile posteriore. “Sposto in avanti quello anteriore per farle più posto”, le si rivolge una poliziotta. “Bene, perché ho appena avuto un intervento a un ginocchio”. Avrà quanto spazio vuole per allungare le gambe, nella cella dove sconterà probabilmente una sentenza all’ergastolo.
I fatti risalgono al 2015 e al 2016. Letby utilizzava iniezioni di insulina e di altre sostanze (latte, fluidi) per uccidere i bebè appena nati. In tutto, è stata incriminata per l’omicidio o il tentato omicidio di 17 neonati, ma la pubblica accusa è riuscita a dimostrare la sua responsabilità soltanto per il decesso di sette bambini.
“I miei pensieri vanno alle famiglie al centro di questo dramma e al dolore incredibile che hanno sofferto”, commenta Tony Chambers, ex-direttore dell’ospedale. Stephen Breaury, il primario del reparto di ostetricia all’epoca della lunga serie di morti sospette. Accusa tuttavia le autorità della clinica di non avere intrapreso alcuna azione, nonostante i ripetuti allarmi dei medici su quanto stava accadendo ogni volta che Lucy rimaneva per qualche tempo da sola con i neonati.
Le accuse dei dottori di Chester, riportate da un’inchiesta della Bbc, hanno contribuito a incastrare l’infermiera. “Ora che abbiamo avuto la condanna giudiziaria serve un’indagine interna sull’accaduto”, afferma Ian Harvey, ex-direttore sanitario.
“Nelle sue mani, sostanze innocue come il latte o farmaci diventavano armi letali”, ha detto la procuratrice Pascale Jones nell’arringa che ha preceduto il verdetto. “Il suo comportamento è stato una perversione degli studi che aveva svolto, con l’obiettivo di fare del male, causare sofferenza e la morte.
In un ambiente dove i neonati e i loro familiari dovevano sentirsi protetti, questa donna ha seminato l’orrore, offrendo poi ai genitori disperati una curiosità morbosa e una falsa compassione. Molti di quei genitori sono tornati in case dove la stanza preparata per i bebè è rimasta vuota. Molti dei bambini sopravvissuti patiranno per tutta la vita le conseguenze dei suoi assalti.
Le aggressioni di Lucy sono state un completo tradimento della sua missione di infermiera”. Lucy Letby è stata la prima della sua famiglia a laurearsi. Viveva sola. Ha apparentemente deciso di uccidere per frustrazioni personali, scegliendo a caso le vittime.
Poi ha fatto di tutto per nascondere le prove. La sentenza è attesa per lunedì. Il Regno Unito non dimenticherà presto l’infermiera serial-killer, la peggiore assassina di bambini della storia britannica.