“Virus letali usati come armi”, il report del Pentagono sulle minacce da Cina e Russia
di Massimo BasileNEW YORK - C’è una minaccia più grave e imminente dell’intelligenza artificiale: quella biologica. Secondo un report rilasciato dal Pentagono le forze armate americane si trovano di fronte a un “momento chiave” nella biodifesa e devono agire "con urgenza" per affrontare possibili future catastrofi umanitarie, incluse nuove pandemie.
Le teorie complottiste che indicavano il Covid 19 creato dalla Cina nei suoi laboratori di Wuhan, sembrano trovare il sigillo del governo americano, anche se nel report, di cui parla il Washington Post, non si dice. Ma il quadro che emerge dalla analisi dei vertici militari Usa porta a una conclusione: la Cina rappresenta una minaccia crescente in campo biologico, al pari di Russia, Corea del Nord, Iran e organizzazioni estremiste, e gli Stati Uniti non sono preparati a contrastarla.
NEW YORK - C’è una minaccia più grave e imminente dell’intelligenza artificiale: quella biologica. Secondo un report rilasciato dal Pentagono le forze armate americane si trovano di fronte a un “momento chiave” nella biodifesa e devono agire "con urgenza" per affrontare possibili future catastrofi umanitarie, incluse nuove pandemie.
Le teorie complottiste che indicavano il Covid 19 creato dalla Cina nei suoi laboratori di Wuhan, sembrano trovare il sigillo del governo americano, anche se nel report, di cui parla il Washington Post, non si dice. Ma il quadro che emerge dalla analisi dei vertici militari Usa porta a una conclusione: la Cina rappresenta una minaccia crescente in campo biologico, al pari di Russia, Corea del Nord, Iran e organizzazioni estremiste, e gli Stati Uniti non sono preparati a contrastarla.
Iprite, lewisite, ricina, fosgene, cloropicrina sono termini poco conosciuti eppure usati da decenni come elementi di armi chimiche. La nuova generazione potrebbe nascere da modificazioni genetiche create in laboratorio per ottenere effetti ancora più devastanti.
L’analisi del Pentagono disegna scenari preoccupanti da qui al 2035 e indica la Cina come il Paese che, più di tutti, sta accelerando i programmi di ricerca per integrare le ricerche sulla biologia civile a quella militare. Virus letali usati come armi, pandemie pensate come strategie militari, il rischio di contagi globali perenni.
Secondo gli Stati Uniti, i quattro Paesi, Cina, Russia, Iran e Corea del Nord “hanno mantenuto la capacità di produrre un ampio raggio di nuove tossine con effetti disabilitanti e letali”. “Non sarei sorpresa - ammette al Washington Post Asha George, direttrice esecutiva della commissione bipartisan sulla biodifesa - se entro il prossimo anno diranno che la Cina ha qualche programma sulle armi biologiche”.
Anche la Russia viene considerata una minaccia. “È possibile - aggiunge George - che il dipartimento Difesa metta la Cina al primo posto per i miliardi e miliardi di dollari che stanno investendo. E probabilmente non hanno raccolto prove che la Russia stia mettendo tutto quel denaro in termini di bio-economia”.
Nell’ultimo decennio ha investito in modo pesante per creare una rete di laboratori in grado di testare agenti patogeni sempre più pericolosi. L’obiettivo del Dragone è diventare leader mondiale in questo campo. Ma se gli americani accusano i cinesi di non giocare con le stesse carte degli occidentali, le stesse accuse vengono rimandate indietro.
Pechino non solo ha dichiarato di essere “in modo fermo contro il proliferare di armi biologiche” ma chiesto agli Stati Uniti di rilasciare dettagli sulle sue ricerche in questo campo. Mosca ha accusato il Pentagono di aver finanziato laboratori ucraini dove si sperimentano armi biologiche, il presidente Volodymyr Zelensky ha accusato la Russia di aver sganciato bombe a dispersione di fosforo bianco, il Cremlino ha rimpallato le accuse, attribuendo all’Ucraina la volontà di usare armi non convenzionali.