La battaglia di Verbove, villaggio decisivo per spezzare l’esercito russo
di Gianluca Di FeoCi sono piccoli luoghi passati alla Storia per avere segnato la sorte delle battaglie più grandi. La fattoria “La Haye Sainte” a Waterloo ha marcato il momento in cui Napoleone sembrava vicino alla vittoria, mentre la sconfitta è arrivata nel casale “La Belle Alliance”. La fabbrica “Ottobre Rosso” invece è il simbolo della resistenza sovietica a Stalingrado che ha umiliato il Terzo Reich. Le sorti della controffensiva ucraina adesso paiono legate al villaggio di Verbove: un pugno di case all’incrocio tra due torrenti, dove prima dell’invasione vivevano 1.216 persone.
Verbove è un borgo spettrale, devastato dalle cannonate, che da tre giorni è diventato il fulcro dei combattimenti: se cede, le truppe del presidente Zelensky potrebbero aprire una breccia e spingersi fino al mare, conquistando un successo determinante entro l’autunno. Secondo Wargonzo, uno dei più popolari blogger militari russi, i soldati di Kiev sono già penetrati nella periferia. Cosa significa? È stata superata anche…
Ci sono piccoli luoghi passati alla Storia per avere segnato la sorte delle battaglie più grandi. La fattoria “La Haye Sainte” a Waterloo ha marcato il momento in cui Napoleone sembrava vicino alla vittoria, mentre la sconfitta è arrivata nel casale “La Belle Alliance”. La fabbrica “Ottobre Rosso” invece è il simbolo della resistenza sovietica a Stalingrado che ha umiliato il Terzo Reich. Le sorti della controffensiva ucraina adesso paiono legate al villaggio di Verbove: un pugno di case all’incrocio tra due torrenti, dove prima dell’invasione vivevano 1.216 persone.
Verbove è un borgo spettrale, devastato dalle cannonate, che da tre giorni è diventato il fulcro dei combattimenti: se cede, le truppe del presidente Zelensky potrebbero aprire una breccia e spingersi fino al mare, conquistando un successo determinante entro l’autunno. Secondo Wargonzo, uno dei più popolari blogger militari russi, i soldati di Kiev sono già penetrati nella periferia. Cosa significa? È stata superata anche la seconda linea della barriera fortificata costruita dal generale Surovikin e solo cinque chilometri e mezzo separano le avanguardie ucraine dal terzo e ultimo bastione russo: dopo non ci saranno più ostacoli.
Questa visione strategica deve però affrontare una realtà sul campo più complessa. Penetrare oltre le trincee e i fossati anticarro non significa che le brigate di Putin siano state battute: la tattica russa è dinamica, basata su continui contrattacchi e azioni di fanti, tank ed elicotteri ben coordinati tra loro. Ma da una settimana la reazione appare sempre più debole, incapace di respingere l’avanzata ucraina: dopo avere abbandonato il villaggio di Rabotyne, anche Verbove è già sotto assedio. Questa è la grande novità. Finora, ogni metro di terreno era stato difeso con ostinazione e con abbondanza di forze. Adesso invece il contrasto ha perso incisività e le posizioni paiono molto più sguarnite.
In parte è l’effetto della superiorità raggiunta dall’artiglieria di Kiev grazie alle munizioni consegnate in abbondanza dagli Usa dalla fine di luglio: i famigerati proiettili “cluster”, che stanno dimostrando una terribile efficacia contro le trincee scavate nei boschetti. I rifugi russi sono stati costruiti per proteggere dall’esplosione dei colpi convenzionali mentre la pioggia dei grappoli di piccoli ordigni spazza via gli alberi e semina morte persino nelle buche. Diversi analisti sostengono che i tre mesi esatti di lotta ininterrotta sul fronte, sommati alla campagna di raid missilistici contro le retrovie, abbiano logorato l’armata di Mosca nel settore di Zaporizhizhia, mettendo a dura prova le scorte di proiettili e la capacità di trasferire materiali in prima linea. In pratica, dopo avere tentato di applicare gli schemi della Nato, subendo gravi perdite, i pianificatori di Kiev hanno rinunciato a lanciare operazioni in profondità. Hanno inventato un modello ibrido di combattimento, adattando i mezzi occidentali alle tattiche sovietiche: l’obiettivo principale non è sfondare rapidamente, ma ottenere l’attrito delle forze nemiche, sgretolandole lentamente. E, almeno in questi ultimi giorni, stanno ottenendo risultati più incisivi.
Se Verbove dovesse cadere, la situazione per i russi potrebbe diventare critica. Il villaggio controlla strade fondamentali per i rifornimenti con il rischio di paralizzare tutta la rete logistica. Inoltre offrirebbe la possibilità di aggirare e isolare Tokmak, la città-fortezza cardine della difesa, aprendo un varco in direzione del porto di Berdiansk tale da tagliare in due lo schieramento di Mosca. L’ipotesi è che gli ufficiali di Zelensky stiano modificando il piano originario per sfruttare i punti deboli nel dispositivo degli invasori: Mariupol e Melitopol sono troppo protette e allora stanno puntando su una zona meno blindata.
A testimonianza della crisi, il generale Gerasimov sta facendo costruire di corsa altri bunker e affluire nuovi reparti. I parà della 76ma divisione sarebbero già entrati in azione proprio intorno a Verbove mentre stanno arrivando dall’Estremo Oriente alcune unità del 25mo corpo d’armata, creato poco prima dell’estate. Sembra che vadano a potenziare proprio la cerniera a nord tra la zona più calda e la regione di Donetsk. C’è però una crescente carenza di munizioni e soprattutto di razzi, denunciata da diverse testimonianze di militari russi diffuse su Telegram: una difficoltà a cui potrebbero supplire i colossali arsenali nordcoreani, oggetto di un corteggiamento serrato del Cremlino.
Queste manovre vanno inquadrate in uno scenario più vasto, in cui entrambi gli eserciti si sfidano lungo 800 chilometri di fronte. A nord, Mosca insiste nell’assalto contro Kupiansk mentre Kiev due giorni fa ha lanciato un triplice attacco nel Donetsk. Ma lo scacchiere principale rimane quello di Zaporizhzhia. Settembre sarà un altro mese di scontri sanguinosi. E non si esclude che gli ucraini possano usare presto le riserve per scatenare un’azione a sorpresa, tentando di ripetere l’affondo che un anno fa liberò la regione di Karkhiv.