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Israele - Hamas, le news del 23 ottobre. Morto anche Nir Forti, il terzo italo-israeliano disperso. Hamas annuncia di avere liberato due ostaggi. Israele rinvia le operazioni di terra per favorire le trattative sui prigionieri

Crosetto in visita lampo in Libano. Intensa notte di raid israeliani su Gaza. Nyt: “Hamas rilascerà 50 ostaggi con doppia nazionalità”. Idf: “Colpiti 320 obiettivi di Hamas e Jihad in 24 ore”. Oltre 5mila morti a Gaza
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Non si placano gli attacchi aerei contro decine di obiettivi di Hamas nella Striscia di Gaza: le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno effettuato anche un'altra ondata di bombardamenti su siti Hezbollah nel sud del Libano, tra cui un "complesso militare" e un posto di osservazione.

Continuano le operazioni per la liberazione degli ostaggi con Idf che conferma azioni terrestri nella Striscia per reperire informazioni e Hamas che parla di uno scontro con un commando israeliano durante il quale è rimasto ucciso un soldato.

La Casa Bianca "ha consigliato a Israele di ritardare un'invasione di terra di Gaza" in modo da guadagnare più tempo per i negoziati sul rilascio degli ostaggi.

Punti chiave

Morto anche Nir Forti, il terzo ostaggio italo-israeliano

"Purtroppo anche Nir Forti è deceduto. Era l'ultimo dei 3 italo-israeliani dispersi. Mi stringo al dolore dei suoi genitori, li avevo incontrati durante la visita a Tel Aviv. Morire a 29 anni, barbaramente ucciso dai terroristi, è profondamente ingiusto. Prego per te, giovane Nir". Lo ha su annunciato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Attacco a basi Usa in Siria, Iraq e Arabia Saudita

Basi americane sarebbero state attaccate in Siria, Iraq e Arabia Saudita. Lo riferiscono fonti locali. Il presidente Biden ha interrotto una conferenza stampa.

Biden: “Discuteremo cessate il fuoco dopo rilascio ostaggi”

"Dovremo prima avere gli ostaggi rilasciati, poi possiamo parlare". Lo afferma Joe Biden rispondendo a chi gli chiedeva di un cessate il fuoco a Gaza.

Casa Bianca: “Gli Stati Uniti non dettano termini a Israele sui tempi dell’offensiva a Gaza”

Dopo le voci riportate da organi di stampa secondo cui l'amministrazione Usa avrebbe inviato in Israele un generale dei marines e diversi altri ufficiali militari statunitensi per consigliare la leadership dell’esercito israeliano nelle sue operazioni militari, la Casa Bianca ha smentito che gli Stati Uniti abbiano intenzione di dettare i termini a Israele sui tempi dell’offensiva a Gaza.

Fonti locali, imminente il rilascio di altri 50 ostaggi stranieri

Dopo il rilascio “per ragioni umanitarie” da parte di Hamas di due donne in ostaggio dei miliziani, continua il fermento all’interno della Striscia di Gaza. Fonti locali informano che potrebbero infatti essere liberati nelle prossime ore altri 50 prigionieri stranieri nella zona di Khan Yunis, nel sud della Striscia. Secondo quanto si apprende, gli ostaggi verrebbero consegnati nelle mani della Croce Rossa. Determinante per l’accordo – che sarebbe in dirittura d’arrivo – sarebbe stata la mediazione del Qatar. Secondo fonti interne ci sarebbe stata una pausa negli attacchi aerei israeliani su Gaza proprio per garantire l'arrivo sicuro del personale della Croce Rossa nell'area.

Le due donne rilasciate si chiamano Norit Yitzhak e Yochaved Lifshitz

Come riporta la tv Kan, Israele ha confermato il rilascio di altri due ostaggi da parte dell'ala militare di Hamas, le Brigate al Qassam: si tratta di due donne che si chiamano Norit Yitzhak e Yochaved Lifshitz, rispettivamente di 79 e 85 anni. Entrambe erano state prelevate dalle loro case il 7 ottobre nel kibbutz di Nir Oz. Entrambe hanno la sola cittadinanza israeliana; i loro mariti al momento rimangono a Gaza.

Hamas annuncia di avere liberato altri due ostaggi israeliani

L'ala militare di Hamas, le Brigate al Qassam, hanno liberato di due ostaggi israeliani. Lo ha annunciato il portavoce Abu Obeida in un post su Telegram secondo cui la mediazione è stata compiuta dall'Egitto e dal Qatar. "Abbiamo deciso di rilasciarle - ha detto Hamas - per soddisfare ragioni umanitarie".

Chi era Liliach Lea Havron, l'italiana uccisa da Hamas

Lilach Lea Havron, la donna italo-israeliana la cui morte è stata confermata oggi dalla Farnesina, era la moglie del 65enne Eviatar Moshe Kipnis, anche lui italo-israeliano e rimasto vittima del blitz di Hamas del 7 ottobre. Lilach Lea si trovava con il marito nel kibbutz di Be’eri, a pochi chilometri di distanza dal confine orientale della Striscia di Gaza, lo stesso dove l'organizzazione rabbinica Zaka ha annunciato la scoperta di 108 corpi di israeliani, nel primo giorno di ricerche delle vittime.
Nadav, figlio di Eviatar e Lilach, aveva denunciato il sequestro dei genitori da parte di Hamas insieme ad altri membri della sua famiglia: uno zio e una zia da parte materna e la loro figlia con il marito e i loro due figli, di tre e otto anni. Oltre alla sorella dello zio e sua figlia 12enne.
Lilach Lea Havron era nata nel kibbutz di Be’eri lì e lavorava come assistente sociale mentre il marito, un artista, lottava da anni contro una malattia autoimmune. La madre di Eviatar Moshe Kipnis era nata in Italia, a Livorno, e si era poi trasferita in Tunisia, e da lì in Israele.
Secondo quanto ricostruito da Agensir, la mattina del 7 ottobre Hamas ha attaccato molti kibbutz tra cui Bèeri e la famiglia Kipnis si è rifugiata nella "safe room", uno spazio sicuro che offre protezione dagli attacchi missilistici. L'ultimo contatto dei coniugi con il figlio è stato mentre i terroristi cercavano di aprire la porta del rifugio.

Morta la seconda italo-israeliana dispersa

"Ho appreso del decesso di Liliach Lea Havron, italo-israeliana e moglie di Evitar Kipnis, il cui corpo era stato ritrovato nei giorni scorsi. Entrambi erano scomparsi dopo l'attacco di Hamas. Rinnovo le condoglianze ai figli e alla famiglia. Per l'Italia un altro giorno di lutto". Lo scrive il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani.

Von der Leyen sente Abu Mazen, “Israele protegga i civili”

Telefonata tra la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen e il presidente palestinese Abu Mazen. "Sono tempi molto difficili per il popolo palestinese che è stato tradito da Hamas, ho detto al telefono al Presidente Abbas. Ho trasmesso a lui e alle famiglie di coloro che hanno perso vite innocenti le mie più sentite condoglianze. Ho chiarito che, nei suoi legittimi sforzi per combattere i terroristi di Hamas, Israele deve cercare di proteggere le vite dei civili e rispettare il diritto umanitario internazionale. L'Ue sta collaborando con i partner per rispondere alle esigenze umanitarie", ha dichiarato von der Leyen.

(afp)

Idf a governo Israele, “Offensiva di terra a Gaza necessaria”

Idf a governo Israele, offensiva di terra a Gaza necessaria

I funzionari delle Forze di difesa israeliane (Idf) ritengono "necessaria" un'operazione di terra all'interno della Striscia di Gaza al fine di raggiungere gli obiettivi di guerra fissati dal governo, anche a costo di perdere molti soldati. L'Idf lo ha comunicato al governo su cui sta facendo pressione per ottenere il via libera all'offensiva. L'esercito, come riporta The Times of Israel, ha infatti dichiarato di essere ansioso di ricevere l'ordine di invadere e si è lamentato del fatto che i soldati siano pronti e siano stati schierati al confine per un tempo indefinito.

Norvegia, ok contributi per inchiesta su crimini guerra

Il ministro della Giustizia norvegese, Emilie Enger Mehl, ha condannato gli attacchi contro i civili e ha annunciato che la Norvegia è "pronta a fornire risorse rapidamente" se il Paese riceverà una richiesta di contribuire a un'indagine su possibili crimini di guerra a Gaza e in Israele.
"I crimini di guerra non sono mai accettabili" e "i colpevoli di qualsiasi crimine di guerra devono essere ritenuti responsabili", ha affermato il ministro in una dichiarazione.
"E' disumano il modo in cui i civili vengono colpiti nel sanguinoso conflitto a Gaza e in Israele", ha aggiunto Mehl.
"Migliaia di civili sono già stati uccisi da entrambe le parti. La Norvegia condanna gli attacchi illegali contro i civili, indipendentemente da chi li commette".

Esercito Israele, “Al lavoro per la prossima fase”

L'esercito "si sta preparando a fondo per la prossima fase che sarà un attacco mortale su più fronti: via aria, mare e terra". Lo ha detto il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant anche in riferimento all'annunciata offensiva di terra dentro la Striscia di Gaza.

Knesset approva spostamento di 3 mesi delle elezioni locali

La Knesset ha approvato, vista la guerra in corso, lo spostamento di 3 mesi delle elezioni locali in Israele che si sarebbero dovute tenere il 31 ottobre prossimo.

Ministro degli Esteri Israele domani al Consiglio sicurezza Onu

Il ministro degli esteri Eli Cohen partirà questa sera per New York dove domani interverrà al Consiglio di sicurezza dell'Onu. Lo ha fatto sapere il suo portavoce.

Sunak, “Probabile razzo palestinese su ospedale”

La prima ricostruzione dell'intelligence britannica avalla, almeno in termini di "probabilità", la versione israeliana di un razzo palestinese fuori controllo dietro l'esplosione che ha fatto strage in un ospedale della Striscia di Gaza. Lo ha reso noto il primo ministro Rishi Sunak oggi in Parlamento, dove ha riferito sulla sua missione della settimana scorsa fra Israele, Arabia Saudita ed Egitto. "Il governo del Regno Unito - ha detto il premier Tory al riguardo, citando un rapporto dei suoi 007 - ritiene che quella esplosione sia stata causata probabilmente da un missile lanciato dal Gaza verso Israele o da parti di esso".

(afp)

Il Marocco invia aiuti umanitari ai palestinesi

Il Marocco invia aiuti umanitari ai palestinesi Re Mohammed VI dà istruzioni per cibo, medicine e acqua (ANSA) - RABAT, 23 OTT - Re Mohammed VI del Marocco dà istruzioni per l'invio di aiuti umanitari d'urgenza alla popolazione palestinese. Lo si apprende da un comunicato del ministero degli Affari Esteri del Marocco. Gli aiuti comprendono derrate alimentari, medicine e acqua. Le modalità per l'invio di questi aiuti d'urgenza saranno concordate con le autorità egiziane e palestinesi.

(afp)

Sunak, 23 mln euro aiuti extra per civili Gaza

Il Regno Unito incrementerà di 23 milioni di euro (20 milioni di sterline) gli aiuti umanitari per la popolazione civile di Gaza e si impegnerà nella prosecuzione della pressione diplomatica per permettere il passaggio di altri convogli nella Striscia. Lo ha annunciato il premier britannico, Rishi Sunak: "Ci siamo già impegnati a versare 10 milioni di sterline (11,5 milioni di euro; ndr) come sostegno supplementare per aiutare i civili a Gaza e oggi posso annunciare che andremo più lontano: forniremo altri 20 milioni di sterline in aiuti umanitari a Gaza", ha detto il primo ministro in parlamento.

Netanyahu-Gallant-Halevi, “Piena collaborazione tra noi”

Il premier israeliano Benyamin Netanyau, il ministro della Difesa Yoav Gallant e il capo di stato maggiore dell'esercito Herzi Halevi hanno sostenuto in un comunicato congiunto di stare lavorando "in stretta e piena collaborazione", facendo appello ai media che riferiscono in maniera diversa "di evitare pubblicazioni false". C'è - hanno aggiunto - "piena e mutuale fiducia e una chiara unità di intenti".

Medioriente: Usa a Israele, con rinvio offensiva possibile rilascio altri ostaggi

Gli Stati Uniti hanno suggerito ai funzionari israeliani che un ritardo in una possibile offensiva di terra a Gaza permetterebbe agli Stati Uniti di lavorare più a lungo con i loro partner regionali per il rilascio di altri ostaggi. È quanto riferisce un funzionario Usa, che ha parlato a condizione di mantenere l'anonimato, precisando che non è chiaro quanto l'argomento "sposterà l'ago della bilancia" nel pensiero israeliano. Secondo il funzionario statunitense, l'aiuto del Qatar nella mediazione con Hamas ha permesso di ottenere il rilascio delle due israelo-americane in ostaggio, Judith e Natalie Raanan. Il percorso che ha portato al loro rilascio (solo due delle oltre 222 persone che si ritiene siano state prese in ostaggio in Israele negli attacchi di Hamas del 7 ottobre) è iniziato subito dopo l'operazione del gruppo palestinese. La fonte ha riferito che l'organizzazione del rilascio di Judith e Natalie Raanan, madre e figlia, "ha richiesto più tempo di quanto la gente realizzi".

Borrell, “Diritto difesa ha limiti; no al taglio di acqua e luce”

"Sosteniamo la soluzione a due stati e il diritto alla difesa da parte di Israele. Ma il diritto alla difesa ha dei limiti che sono quelli del diritto internazionale. Questo significa che non si possono tagliare l'acqua e l'elettricità per la popolazione civile". Lo ha dichiarato l'Alto rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Josep Borrell, al termine del Consiglio Esteri a Lussemburgo.

(reuters)

Francia, “Israele ha diritto a difendersi ma risparmi i civili”

La premier francese, Elisabeth Borne, ha ribadito davanti al Parlamento che "Israele ha diritto a difendersi", esortando però gli israeliani a "risparmiare i civili".
"Giustificare - ha detto la Borne davanti ai deputati - vorrebbe dire assolvere il terrorismo e accettare che colpisca di nuovo", in Israele o in Francia. Ma, ha aggiunto la Borne, "ogni vita perduta è una sconfitta per la comunità internazionale. I palestinesi non possono essere abbandonati al loro destino". Per questo, la Francia chiede da diversi giorni "una tregua umanitaria".

(afp)

Hamas, 436 uccisi dai raid Israele nelle ultime 24 ore a Gaza

Il ministero della Sanità di Gaza ha dichiarato che 436 persone, tra cui 182 minori, sono state uccise negli attacchi israeliani delle ultime 24 ore sulla Striscia. Lo riporta la Cnn. La maggior parte delle persone uccise proveniva dalla parte meridionale di Gaza, ha aggiunto il ministero. Il bilancio totale delle vittime dall'inizio della guerra è salito a 5.087 morti, tra cui 2.055 bambini e 1.119 donne, e più di 15.000 persone sono rimaste ferite, secondo le autorità palestinesi.

Tajani: “Ue unanime su obiettivo due Stati”

"È la posizione italiana: due popoli, due Stati" per israeliani e palestinesi. Bisogna "dare una prospettiva al popolo palestinese, per far cessare la guerra. Su questo siamo tutti d'accordo: poi ci sono state sfumature differenti su altre questioni, ma su questo mi pare che ci sia l'unanimità tra i Paesi dell'Ue per raggiungere questo obiettivo". Lo dice il ministro degli Esteri Antonio Tajani, al termine del Consiglio Affari Esteri a Lussemburgo. "Vedremo ora come realizzare nel modo migliore l'unità dell'Ue, per poi incidere. Bisogna trasformare questa idea in un fatto concreto", conclude.

Libano, “Non vogliamo la guerra con Israele”

Il governo libanese non vuole una guerra con Israele. Lo ha detto il ministro libanese dell'Informazione a interim, Ziyad Makari, nel corso di un'intervista a Ria Novosti. "Il governo (libanese ndr) non vuole la guerra", ha affermato Makari. Secondo il ministro libanese "Israele non si è mai trattenuto dal lanciare minacce, e quasi ogni settimana l'uno o l'altro funzionario politico o militare israeliano minaccia il Libano e promette di riportare il paese 'all'età della pietra'. Le minacce di Netanyahu sono diventate una costante per Israele".

(afp)

Onu, più della metà abitanti Gaza sono sfollati interni

L'Ufficio per il coordinamento degli affari umanitari delle Nazioni Unite (Ocha) ha affermato che circa 1,4 milioni della popolazione di Gaza, ovvero più della metà degli abitanti totali, sono ora sfollati interni. Molti di loro cercano rifugio nei sovraffollati rifugi di emergenza delle Nazioni Unite. Lo riporta il Guardian. Centinaia e forse migliaia di persone che erano fuggite, ubbidendo all'ordine di evacuazione israeliano, starebbero però ora tornando al nord a causa dell'aumento dei bombardamenti nel sud e della mancanza di ripari.

(afp)

Israele: “Eliminata cellula terroristica nel sud del Libano”

L'esercito israeliano ha detto di aver colpito con un drone una cellula terroristica nel Libano del sud che si apprestava ad un attacco con un missile anti tank nella zona del Monte Dov. Sono in tutto più di 20 "le cellule terroristiche" di Hezbollah che - secondo il portavoce militare Daniel Hagari - sono state eliminate nel Libano del sud dall'inizio della guerra a Gaza dello scorso 7 ottobre.

Anp critica Onu su emergenza umanitaria a Gaza

Il ministero degli Esteri dell'Autorità nazionale palestinese (Anp) ha duramente criticato il Consiglio di sicurezza della Nazioni Unite per non aver affrontato "la catastrofe umanitaria" nella Striscia di Gaza. Lo riporta la Cnn. Secondo il dicastero, il Consiglio "sta annegando in miserabili doppi standard e manca nei suoi doveri e responsabilità sulla catastrofe umanitaria che ha colpito il nostro popolo e che equivale alla nuova Nabka". La Nabka è lo sfollamento di massa dei palestinesi avvenuto negli anni 40 quando nacque lo stato di Israele. "Il ministero respinge fermamente la politicizzazione dell'ingresso degli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza considerandola una palese violazione del diritto internazionale e dei diritti umani", si legge nella dichiarazione. L'Anp ha anche chiesto la creazione di corridoi umanitari permanenti per fornire aiuto e protezione ai palestinesi di Gaza.

Onu, in Libano oltre 19mila sfollati al confine israeliano

Oltre 19 mila persone sono state sfollate in Libano dalle località confinanti con Israele, dopo gli scontri a fuoco sempre più frequenti tra Hezbollah e l'esercito dello stato ebraico. "Un incremento di incidenti attraverso la frontiera", ha riferito l'Iom, l'agenzia delle Nazioni Unite per le migrazioni, ha portato allo spostamento di 19.646 persone nel Libano, "sia nel sud sia in altre zone del Paese".

(agf)

Attivisti pro-palestinesi occupano l'ingresso della Corte chiedendo azioni contro il leader israeliano

Le autorità olandesi hanno arrestato 19 attivisti che hanno occupato l'ingresso della Corte penale internazionale dell'Aia. Gli attivisti stavano denunciando il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu per le azioni di Israele durante la guerra con Hamas. Gli attivisti del gruppo Extinction Rebellion hanno occupato un ponte di fronte al tribunale poco dopo mezzogiorno. Il loro striscione recitava "Netanyahu è un criminale di guerra". Il ramo olandese del gruppo di attivisti ha organizzato diverse altre azioni pro-palestinesi da quando Hamas ha attaccato Israele il 7 ottobre.

Raid Israele colpisce moschea a Gaza

Aerei da guerra israeliani hanno colpito un'altra moschea nella Striscia di Gaza, portando a 32 il numero totale di moschee distrutte nel territorio dal 7 ottobre. Lo riferisce il ministero degli Interni dell'enclave, come riporta Al Jazeera. L’aereo ha preso di mira la moschea Al-Noor Al-Mohammedi nel quartiere di Sheikh Radwan a Gaza. Il raid aereo ha preso di mira la moschea Al-Noor Al-Mohammedi nel quartiere di Sheikh Radwan a Gaza.

Israele: “Neutralizzati due droni lanciati da Gaza e uno dal Libano”

L'esercito israeliano ha reso noto di aver distrutto due droni provenienti dalla Striscia di Gaza. I velivoli senza pilota hanno sorvolato le zone di Nir Oz e Ein HaBesor, a sud-est dell'enclave controllata da Hamas, secondo i dettagli forniti dall'esercito su Telegram. L'Idf riferisce inoltre di aver intercettato un terzo drone, questa volta proveniente dal Libano.

Ministro esteri siriano sente collega saudita su crisi a Gaza

Contatti tra Siria e Arabia Saudita a più di due settimane dall'inizio delle ostilità tra Israele e Hamas dopo il terribile attacco del 7 ottobre del gruppo in Israele. Secondo Arab News, il ministro degli Esteri siriano, Faysal Miqdad, ha voluto sentire il capo della diplomazia saudita Faisal bin Farhan bin Abdullah per un colloquio telefonico incentrato sulle relazioni bilaterali e "sull'attuale escalation militare a Gaza", controllata da Hamas. I due ministri, si legge, hanno insistito sulla necessità di ridurre le tensioni, proteggere i civili e contenere le conseguenze della "crisi".

Bozza vertice Ue, leader sostengono pausa umanitaria

"Il Consiglio europeo sostiene l'appello del segretario generale delle Nazioni Unite Guterres per una pausa umanitaria al fine di consentire un accesso umanitario sicuro e aiuti per chi ne ha bisogno". E' quanto si legge nella bozza delle conclusioni del vertice Ue che si terrà giovedì e venerdì a Bruxelles, di cui l'AGI ha preso visione.

Colpito palazzo vicino quartier generale Onu a Rafah, morti e feriti

Un attacco aereo ha colpito un edificio residenziale a circa 200 metri dal quartier generale delle Nazioni Unite a Rafah, nel sud della Striscia di Gaza vicino al confine con l'Egitto, uccidendo e ferendo diverse persone. Lo riferisce un giornalista di Associated Press presente sul posto.

Soldato inglese ucciso in scontri con Hamas

C'è un'altra vittima con cittadinanza britannica nel conflitto tra Israele e Hamas. Si tratta del 22enne Yosef Guedalia, un soldato dell'unità antiterrorismo dell'Idf che è stato ucciso in uno scontro con uomini armati di Hamas nel Kibbutz Kfar Aza lo scorso 7 ottobre. Lo rende noto la Bbc che condivide il ricordo del fratello della vittima, Asher, secondo cui Yosef ha aiutato civili feriti a scappare prima di tornare ad affrontare i miliziani palestinesi. Sale così a 11 il numero dei cittadini britannici uccisi da Hamas, mentre uno è stato rapito e quattro risultano dispersi.

(afp)

Oltre 2.000 bambini tra morti a Gaza

Tra gli oltre 5.000 morti negli attacchi ci sono anche 2.055 bambini, 1.119 donne e 217 anziani. Lo riporta il ministero della Sanità palestinese, secondo cui le forze israeliane hanno commesso 23 massacri nelle ultime 24 ore, causando la morte di 436 persone, tra cui 182 bambini, la maggior parte dei quali provenivano dal sud della Striscia di Gaza. In Cisgiordania invece il bilancio delle vittime è salito a 95 con la morte due palestinesi: Mahmoud Saif Nakhleh e Muhammad Illyan, uccisi questa mattina dalle forze israeliane nel campo profughi di Jalazone, a nord di Ramallah.

Hamas: “In ospedali Gaza manca carburante, evitare catastrofe”

Tutti gli ospedali della Striscia di Gaza "sono a corto di carburante" ed è quinti necessario aprire un corridoio permanente "per evitare una catastrofe umanitaria". Lo ha detto il ministero della Sanità di Hamas, affermando che "l'assedio in corso ha causato gravi carenze di scorte di cibo e medicine. Per non parlare del fatto che tutti gli ospedali della Striscia di Gaza sono a corto di carburante".

Criticando la quantità di aiuti arrivati nella Striscia di Gaza tramite il valico di Rafah, Hamas ha chiesto ai Paesi arabi e alle Nazioni Unite di "aumentare gli sforzi" per aprire un corridoio umanitario. "La Striscia di Gaza è stata vittima di genocidi e crimini contro l'umanità. Se continueranno, sarà una vergogna totale per l'umanità", si legge in una nota del ministero.

(afp)

Anp: “Trovare orizzonte politico per evitare esplosione regione”

È necessario trovare un orizzonte politico "per evitare un'esplosione nell'intera regione". Lo ha detto il portavoce della presidenza palestinese, Nabil Abu Rudeineh, secondo quanto riporta l'agenzia di stampa palestinese Wafa. Secondo il portavoce, "la ragione principale di ciò che sta accadendo è l'assenza di un orizzonte politico e la mancata attuazione delle risoluzioni di legittimità internazionale e della legittimità araba palestinese, che è la ragione della grande esplosione a cui assistiamo oggi". "Abbiamo ripetutamente avvertito della continuazione delle provocazioni israeliane a Gerusalemme, delle incursioni dei coloni nella moschea di Al-Aqsa e dell'assenza del ruolo Usa nel fare pressione su Israele per vincolarlo agli accordi, alla legittimità internazionale e al diritto internazionale", ha dichiarato ancora il portavoce della presidenza palestinese.

(afp)

Iran minaccia Israele: “Attaccheremo la città di Haifa”

Il comandante in seconda della Guardia Rivoluzionaria iraniana Ali Fadavi ha minacciato di attaccare Israele, indicando come obiettivo la città di Haifa. Lo scrive su X Iran International.

5.087 palestinesi uccisi in attacchi israeliani dal 7 ottobre

Almeno 5.087 palestinesi sono stati uccisi in attacchi israeliani dal 7 ottobre, tra cui 2.055 bambini. Lo ha rivelato il ministero della salute di Gaza, aggiungendo che 15.273 sono stati feriti.
Il ministero ha detto che 436 palestinesi sono stati uccisi negli attacchi israeliani nelle ultime 24 ore, tra cui 182 bambini, con la maggior parte delle vittime nel sud della Striscia di Gaza.

Baghdad: “Inaccettabili attacchi milizie filoiraniane contro basi Usa”

L'Iraq giudica "inaccettabili" gli attacchi alle basi della coalizione internazionale a guida statunitense da parte delle milizie filoiraniane, che sostengono di agire in risposta ai bombardamenti di Israele. Il primo ministro iracheno ha ordinato di "perseguire i responsabili", ribadendo però la propria "condanna dell'aggressione sionista" contro la Striscia di Gaza.

436 palestinesi morti nelle ultime 24 ore

436 palestinesi, inclusi 182 bambini, sono morti nei raid israeliani su Gaza delle ultime 24 ore. Lo rivela il ministero della Sanità di Gaza.

Tajani: “Ribadito all'Ue di garantire a Israele diritto a difesa”

"Ho ribadito all'Ue di garantire ad Israele il diritto ad esistere e difendersi. La liberazione degli ostaggi e la sicurezza dei civili a Gaza restano la priorità. Il Governo continuerà il dialogo con i Paesi arabi per una de-escalation. L'obiettivo è la soluzione 2 Popoli 2 Stati".
Lo scrive su X il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Idf: “800 palestinesi arrestati da inizio guerra”

Sono 800 i palestinesi arrestati in Cisgiordania dall'inizio della guerra fra Israele e Gaza lo scorso 7 ottobre. Lo riferisce l'esercito israeliano (Idf), secondo cui oltre 500 di loro sono affiliati di Hamas. Lo riporta il Times of Israel. Secondo l'Idf, nella notte sono stati arrestati 37 membri di Hamas. Nelle ultime due settimane ci sono stati numerosi scontri tra soldati israeliani e palestinesi in Cisgiordania e diversi tentativi di attacchi terroristici, secondo l'esercito. Il ministero della Sanità dell'Autorità Palestinese riferisce che dal 7 ottobre sono almeno 97 i palestinesi della Cisgiordania uccisi dalle forze israeliane e, in alcuni casi, dai coloni.


Crosetto: “Hamas non è popolo palestinese, no a guerra tra Occidente e Islam”

"Sono qui per dimostrarvi l'attenzione, il rispetto e la vicinanza dello Stato. Ma anche per vedere di persona come state, come si fa con le persone a cui si tiene. Perché così si fa nella nostra grande famiglia della Difesa". Lo ha detto il Ministro della Difesa Guido Crosetto, oggi in Libano nella base di Shama sede del Comando del Contingente Italiano, su base Brigata Meccanizzata 'Granatieri di Sardegna', impiegato nell'Operazione 'Leonte XXXIV'.
"La maggior difesa che abbiamo è il rispetto che ci siamo guadagnati, che vi siete guadagnati. Il rapporto che si è instaurato con il popolo libanese, con le Forze Armate libanesi e con tutti gli attori in campo. Il patrimonio di cui noi godiamo - ha continuato - è quello del rispetto che ci siamo costruiti qui, come in Kosovo, con il lavoro quotidiano, con quello che voi date. Io dico sempre che la forza maggiore che abbiamo è il rispetto che si è guadagnato l'Italia".

Nell'approfondire il ruolo della missione il Ministro ha aggiunto che "i Caschi Blu hanno un fondamentale ruolo di pacificazione e di protezione della popolazione. È ancora più fondamentale preservare questa presenza per tutto il mondo che crede nella pace. I Caschi Blu hanno oggi più difficoltà rispetto ai mesi precedenti in questa missione delle Nazioni Unite che ha lo scopo di tutelare la pace".

A conclusione della sua visita il Ministro ha voluto sottolineare che "è necessario fare una chiara distinzione tra Hamas, che è una organizzazione terroristica che ha come scopo quello di distruggere Israele, e il destino del popolo palestinese. L'Italia, da parte sua, si sta muovendo a 360 gradi perché ci sia una de-escalation del conflitto. Sarebbe drammatico se queste vicende infiammassero il mondo islamico e scatenassero una nuova guerra tra occidente e islam. E' la prima volta che vedo un attivismo così corale per evitare che la situazione peggiori".

Media: “Turchia ha chiesto a leader Hamas di lasciare il Paese dopo attacchi”

La Turchia avrebbe chiesto al capo dell'ufficio politico di Hamas, Ismail Haniyeh, e ad altri leader del gruppo di resistenza islamico di lasciare il Paese dopo gli attacchi del 7 ottobre contro Israele. Lo rivela il sito americano Al-Monitor.

Haniyeh: “Hamas andrà avanti fino a grande vittoria contro Israele”

“Hamas andrà avanti fino a una grande vittoria contro Israele e non ha quindi alcuna intenzione di arrendersi, come aveva invece suggerito il portavoce internazionale delle Forze di difesa israeliane (Idf) Jonathan Conricus in una intervista all'Abc”. Lo chiarito il leader politico di Hamas, Ismail Haniyeh, denunciando che: "i massacri compiuti dall'occupazione cercano di nascondere il loro fallimento di fronte alla resistenza".

Haniyeh ha quindi definito gli attacchi del 7 ottobre scorso contro Israele come "un colpo devastante" e "un atto glorioso", ma anche "una pietra miliare e una svolta nella storia del conflitto" israelo-palestinese. I miliziani di Hamas, ha sottolineato, "hanno demolito la dottrina della sicurezza dell'entità sionista". Insomma, prosegue, Israele è stato "superato a livello militare, di sicurezza e di intelligence" ed è stato "inferto un duro colpo agli alleati dell'occupazione che hanno sostenuto questa storica ingiustizia contro il popolo palestinese".

(reuters)

Portavoce: “Von der Leyen incolpa Hamas non palestinesi”

"La Commissione e il collegio condividono pienamente la forte condanna contro l'attacco di Hamas, contro i civili, la perdita di vite e la presa di ostaggi. Durante il suo incontro con il premier Netanyahu il 13 ottobre, la presidente Von der Leyen ha affermato molto chiaramente che 'solo Hamas è responsabile di ciò che sta accadendo. Gli atti di Hamas non hanno nulla a che fare con le legittime aspirazioni del popolo palestinese. Al contrario, l'orrore scatenato da Hamas non fa altro che portare ancora più sofferenze ai palestinesi innocenti. Anche loro sono minacciati. Le azioni spregevoli di Hamas sono il segno distintivo dei terroristì", ha spiegato la portavoce della Commissione europea, Arianna Podestà.

Portavoce Unifil: “Situazione tesa ma non c’è voglia di innalzare il confitto a un livello insostenibile”

"La situazione è tesa, potrebbe portare a un conflitto più vasto ma allo stesso tempo, nelle conversazioni che come Unifil abbiamo con entrambe le parti (autorità libanesi e israeliane), non c'é una vera voglia di innalzare il conflitto a un livello insostenibile". Lo dice all'Adnkronos il portavoce di Unifil, Andrea Tenenti.

Nyt: “Da Hamas ancora no prove sulla responsabilità di Israele nell’attacco all’ospedale di Gaza”

“Da Hamas non è ancora arrivata alcuna prova di una eventuale responsabilità di Israele nell'attacco contro l'ospedale di Gaza in cui la scorsa settimana sono state uccise centinaia di persone”, scrive il New York Times. Hamas ha ammesso, rispondendo a una domanda del quotidiano americano, che non sono stati in grado di localizzare componenti di munizioni sul sito bombardato.

Un rappresentante di rango dell'organizzazione al potere nella Striscia di Gaza ha spiegato che il missile che ha colpito l'ospedale "si è dissolto come sale nell'acqua", è vaporizzato. Il ministero della Salute locale non ha inoltre fornito indicazioni in sostegno del bilancio dei morti, 471, denunciato. Israele ha denunciato che ad avere un impatto sull'ospedale è stato un missile della Jihad islamica che non ha raggiunto l'obiettivo.

Hamas riprende il lancio di razzi sul Sud di Israele

Hamas ha ripreso il lancio di razzi dalla Striscia di Gaza contro il sud di Israele circa. Il precedente lancio di missili era avvenuto 14 ore fa.

Ai residenti della città portuale meridionale di Ashkelon, così come a coloro che sono rimasti nelle città di confine di Gaza come Yad Mordechai, Erez, Karmia e Nativ HàAsara, è stato ordinato di ripararsi nei rifugi.

Israele, lanciato razzo contro obiettivo aereo dal Libano

L'esercito israeliano ha fatto sapere di aver lanciato un razzo intercettore in direzione di "obiettivo aereo sospetto" che era entrato dal Libano in territorio dello stato ebraico. A seguito della intercettazione le sirene di allarme sono state attivate in aree aperte del nord di Israele.

Gb, governo contro polizia: “Pochi arresti filo-palestinesi dopo raduni imponenti”

E' polemica nel Regno Unito fra il governo conservatore di Rishi Sunak e i vertici della polizia per il limitato numero di arresti eseguiti dagli agenti durante l'imponente manifestazione pro Palestina svoltasi sabato a Londra e in altre città sullo sfondo della rappresaglia militare di Israele sulla Striscia di Gaza in risposta al devastante attacco di Hamas del 7 ottobre. Iniziativa senza pari per partecipazione in occidente nelle ultime settimane e che nella sola capitale britannica ha visto sfilare circa 100.000 persone.
Il raduno si è svolto in larghissima parte senza incidenti, con un totale di non più di 10 fermi per possesso di mortaretti o infrazioni minori all'ordine pubblico; ma senza alcun arresto per sospetti d'istigazione all'odio o all'antisemitismo. Un bilancio del quale l'esecutivo chiede ora 'conto' ai responsabili di Scotland Yard, la Metropolitan Police di Londra, il cui comandante, Mark Rowley, è stato convocato oggi dalla ministra dell'Interno, Suella Braverman, super falco della compagine e della destra Tory.

(reuters)


Terzo convoglio aiuti entra in Striscia Gaza

La Mezzaluna Rossa egiziana afferma di aver consegnato aiuti umanitari attraverso il valico di frontiera di Rafah, che collega l'Egitto con la Striscia di Gaza. Si tratta del terzo convoglio che entra in territorio palestinese. "La Mezzaluna Rossa egiziana ha consegnato aiuti umanitari alla Striscia di Gaza da consegnare alla Società della Mezzaluna Rossa Palestinese come terza fase", ha pubblicato su Instagram, aggiungendo che "gli aiuti sono stati preparati con le necessità mediche e di soccorso di base". Nella dichiarazione non è specificato il numero di camion che compongono il convoglio.

Idf: “Intercettato obiettivo sospetto dal Libano”

Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno intercettato "un obiettivo sospetto" lanciato nello spazio aereo israeliano dal territorio libanese. Lo ha scritto in un tweet il portavoce militare dell'Idf Daniel Hagari. "Dopo l'intercettazione è stata attivata un'allerta in una zona aperta nel nord del Paese", ha aggiunto Hagari.

Russia: “In corso intenso sforzo per liberazione ostaggi”

È in corso "un intenso sforzo diplomatico" e verranno compiuti "tutti gli sforzi necessari" per riportare a casa i cittadini russi che sono stati presi in ostaggio da Hamas in Israele. Lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov nel corso di una conferenza stampa, aggiungendo che "non è possibile entrare nei dettagli" della questione. "Ribadisco ancora una volta che abbiamo attivato alcuni contatti, i nostri diplomatici stanno lavorando. Naturalmente, nella situazione attuale, è difficile dare informazioni dettagliate, ma i nostri diplomatici stanno facendo tutti gli sforzi necessari", ha detto Peskov ai giornalisti.

Ynet: “Tre ministri israeliani verso dimissioni contro Nethanyahu”

Tre ministri del governo israeliano stanno valutando di dimettersi in polemica con il primo ministro Benjamin Netanyahu, ritenendolo responsabile per l'attacco sferrato da Hamas contro Israele lo scorso 7 ottobre. Lo scrive il quotidiano Yedioth Ahronoth, che ha pubblicato un sondaggio secondo il quale il 75 per cento degli israeliani ritiene che Netanyahu sia responsabile della mancata protezione delle comunità del sud di Israele al confine con la Striscia di Gaza.

Radio Militare: “Rinvio dell’operazione di terra a Gaza”

Israele avrebbe deciso di "ritardare" l'offensiva di terra in attesa dell'arrivo di altre forze Usa nella regione. Lo ha riferito la Radio militare israeliana secondo cui gli Usa hanno fatto sapere a Israele la loro intenzione di schierare altre forze in Medio Oriente in vista dell'operazione di terra a causa delle minacce dell'Iran di agire su vari fronti". La Radio militare ha detto che questa non è l'unica ragione del rinvio ma che ce ne sono anche altre, tra cui la presenza nel nord della Striscia di Gaza di 350mila civili palestinesi.

Allarme bomba al secondo canale pubblico tedesco

Il secondo canale pubblico tedesco, la Zdf, ha dovuto evacuare diversi edifici della propria sede centrale a Magonza a causa di un allarme bomba facendo uscire "un totale di 600 dipendenti". L'emergenza è rientrata dopo un paio d'ore, poco dopo le dieci. Lo riferiscono vari media tra cui il sito dell'Allgemeine Zeitung, un quotidiano regionale della stessa Magonza.

Prime limitate incursioni Israele a Gaza, muore soldato

Un soldato israeliano è rimasto ucciso durante una mini-incursione terrestre di Israele dentro la Striscia di Gaza: lo ha reso noto Tsahal, aggiungendo che altri tre militari sono rimasti feriti. Il portavoce militare, Daniel Hagari, che ha dato la notizia, ha spiegato che la 'task force' israeliana penetrata nel territorio governato da Hamas stava cercando gli ostaggi portati dentro l'enclave.

Terzo convoglio di aiuti entra nella Striscia dal valico di Rafah

Un nuovo convoglio di aiuti, il terzo, ha superato il valico di Rafah dall’Egitto per entrare nella Striscia di Gaza

Ripreso il lancio di razzi da Gaza verso Israele

Dopo molte ore di calma sono riprese le sirene di allarme per i razzi da Gaza nel sud e nel centro del Paese, in particolare nella città costiera di Ashkelon. Lo ha fatto sapere il portavoce militare.

Rutte e Mitsotakis oggi in Israele, domani la missione di Macron

Il primo ministro olandese, Mark Rutte, sarà oggi in Israele per incontrare Benjamin Netanyahu al quale chiederà di moderare la forza militare nella Striscia di Gaza e di creare un corridoio umanitario sostenibile. Rutte incontrerà anche il leader palestinese Abu Mazen. Prevista oggi anche la visita del premier greco Kyriakos Mitsotakis. Domani in Israele si recherà il presidente francese Emmanuel Macron

(afp)

Israele, missioni segrete a Gaza per cercare ostaggi

Al confine tra Israele e Gaza, ci sono operazioni transfrontaliere dei commando israeliani per "cercare informazioni" sugli ostaggi: lo ha reso noto il portavoce militare israeliano Daniel Hagari, che ha confermato che i soldati israeliani nelle ultime ore hanno effettuato raid terrestri all'interno di Gaza. Hagari ha anche spiegato che si è trattato di incursioni "delle forze corazzate e di fanteria" per "uccidere le cellule terroristiche che si stanno preparando per le prossime fasi della guerra". Quasi in contemporanea l'ala armata di Hamas, le Brigate di Ezzedin al-Qassam, ha reso noto che i suoi uomini si sono scontrati con un commando israeliano che, nella notte, si era infiltrato nell'enclave palestinese; e sono poi tornati alla loro base dopo aver distrutto alcune attrezzature militari israeliane

Hamas rivendica uno scontro con un commando israeliano nella Striscia

Hamas rende noto uno scontro, ieri, con un commando israeliano penetrato nella Striscia di Gaza, rivendicando di aver distrutto equipaggiamento militare di Tsahal, riporta Haaretz

Inviato cinese: “C’è rischio di un conflitto ai confini con Israele”

La Cina considera la situazione a Gaza "molto seria" per il rischio di "un crescente conflitto terrestre" su larga scala e la diffusione di scontri armati lungo i confini vicini. E' la valutazione dell'inviato speciale per il Medio Oriente Zhai Jun che, in visita nell'area, che ha partecipato sabato alla conferenza di pace del Cairo. Gli effetti di ricaduta nella regione e a livello internazionale si stanno ampliando, ha aggiunto Zhai nel resoconto del network statale Cctv, dato che il conflitto lungo i confini israelo-libanese e israelo-siriano si sta diffondendo, "rendendo le prospettive preoccupanti".

Esercito: “In Israele trovati corpi di 1000 terroristi Hamas”

"Dall'inizio del conflitto abbiamo recuperato oltre mille cadaveri di terroristi di Hamas in territorio israeliano", nella zona prossima alla striscia di Gaza e lungo la barriera di sicurezza. Lo ha detto il portavoce militare Daniel Hagari. "Le ricerche proseguono ed è possibile che questo non sia il numero definitivo". "Questo dato - ha aggiunto Hagari - dà la misura dell'asprezza dei combattimenti avvenuti in quella zona, e dell'eroismo e del coraggio dimostrato dai combattenti israeliani, maschi e femmine, nonché dei civili e di altre forze di sicurezza "che hanno affrontato assassini barbari e assetati di sangue".

(afp)

Crosetto in visita lampo in Libano

Il ministro della difesa italiano Guido Crosetto è in visita in Libano per incontrare gli oltre mille militari italiani dispiegati nel sud del paese a ridosso della linea di demarcazione con Israele.

Nella base militare di Shamaa il ministro è stato accolto dal generale Giovanni Brafa Musicoro, a capo del contingente italiano composto principalmente dalla Brigata 'Granatieri' di Sardegna.

(fotogramma)

Onu: “Gaza ha bisogno urgente di carburante”

Gaza ha bisogno "urgente" di carburante quanto di "acqua e cibo". Lo ha detto alla Cnn Tamara Alrifai, direttrice per le comunicazioni dell'Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l'occupazione dei rifugiati palestinesi (Unrwa).
"Senza carburante non sarà possibile girare per Gaza o alimentare l'impianto di desanilizzazione che consente di ottenere acqua pulita, o alimentare gli ospedali e le attrezzature mediche salvavita", ha spiegato Alrifai.

Tajani: “Cessate il fuoco? Hamas lancia missili, non possiamo chiedere a Israele di non difendersi”

"Vediamo quello che accade. Non possiamo lasciare che Hamas faccia ciò che vuole. Se Hamas è una organizzazione criminale, terroristica, non può essere lasciata agire contro Israele con il lancio di missili: continuano a lanciarli da Gaza. Israele ha il diritto di difendersi, senza coinvolgere la popolazione civile". Così il ministro degli Esteri Antonio Tajani risponde, a margine del Consiglio Affari Esteri a Lussemburgo, a chi gli chiede se sia ora di chiedere un cessate il fuoco nella guerra tra Israele e Hamas, come ha detto la presidenza del Consiglio Ue per bocca del ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares Bueno, o se invece sia troppo presto.

Israele: “Sale a 222 il numero degli ostaggi in mano Hamas”

È salito a 222 il numero degli ostaggi israeliani in mano di Hamas a Gaza. Lo ha detto il portavoce militare Daniel Hagari secondo cui "il numero complessivo è aggiornato di volta in vota in base a informazioni di intelligence". "In particolare - ha aggiunto - c'è voluto tempo perché tra gli ostaggi ci sono non pochi cittadini stranieri e la loro identificazione ha richiesto tempo aggiuntivo".

Nyt: “Hamas rilascerà 50 ostaggi con doppia nazionalità”

I miliziani di Hamas rilasceranno 50 ostaggi con doppia nazionalità. Lo scrive il New York Times citando un funzionario dell'esercito israeliano. Hamas, ha proseguito la fonte, ha avvertito Israele che un'invasione di terra della Striscia di Gaza ridurrà le possibilità che gli ostaggi vengano liberati.

"Un alto funzionario militare israeliano ha affermato che, sulla base dei colloqui tra Stati Uniti e Qatar, Hamas potrebbe rilasciare circa 50 cittadini con doppia nazionalità separatamente da qualsiasi accordo più ampio", si legge sul giornale.


(ansa)

Media: “Almeno 120 arrestati nei raid israeliani in Cisgiordania”

Continuano stamattina gli arresti di palestinesi in Cisgiordania da parte dell'esercito israeliano, con decine di persone prese in custodia da ieri. L'agenzia di stampa palestinese Wafa ha dichiarato in un rapporto diffuso stamattina che sono stati arrestati almeno 120 cittadini, tra cui 40 lavoratori di Gaza

Tajani: “Nessun allarme attentati in Italia ma vigilare”

"Non abbiamo segnali di attentati possibili nel nostro Paese. Ma questo non significa che non si debba alzare la guardia e non aumentare la vigilanza soprattutto nei luoghi frequentati dai nostri concittadini di religione ebraica". Lo ha dichiarato il ministro degli Affari esteri, Antonio Tajani, al suo arrivo al Consiglio Affari esteri dell'Ue a Lussemburgo. "Stiamo lavorando anche per garantire la sicurezza all'interno del territorio nazionale. Ecco perchè abbiamo deciso di sospendere Schengen al confine tra Italia e Slovenia, proprio perchè sappiamo che nell'area dei Balcani i trafficanti di esseri umani sono gli stessi che trafficano in armi. Quindi non possiamo permetterci di correre rischi di ingressi di persone armate che possano compiere attentati nel nostro Paese. Come stiamo vigilando sul fatto che possa esserci qualche folle che si radicalizza da solo, via internet", ha spiegato il ministro.

Autorità Gaza: “60 morti in ultimi raid su Striscia”

Gli attacchi israeliani della scorsa notte nella Striscia di Gaza avrebbero provocato la morte di almeno 60 palestinesi. Lo riporta Al Jazeera che cita le autorità della Striscia. Complessivamente, secondo i funzionari palestinesi, nelle ultime 24 ore di bombardamenti sarebbero morte più di 400 persone in quello che viene definito il peggiore raid dall'inizio della guerra, lo scorso 7 ottobre, tra Hamas e Israele.

Borrell: “Prioritario ingresso aiuti, 20 camion non bastano”

"La cosa più importante è far entrare gli aiuti umanitari. Al Cairo il segretario generale dell'Onu ha fatto un appello drammatico per fare in modo che gli aiuti entrino. Il primo giorno 20 camion sono stati autorizzati ad entrare. Ieri altri 20. Ma in tempi normali, in assenza di guerra, cento camion ogni giorno entrano a Gaza: quindi, è chiaro che 20 non sono sufficienti". Lo ha dichiarato l'Alto rappresentante dell'Ue per la politica estera e di sicurezza, Josep Borrell, al suo arrivo al Consiglio Affari esteri dell'Ue a Lussemburgo. "Abbiamo invitato a partecipare alla riunione il mio collega, il commissario agli aiuti umanitari e alla gestione delle crisi, Janez Lenarcic. Ho parlato con lui e mi ha spiegato che è importante più sostegno umanitario", ha aggiunto.

Colloqui Iran-leader di Hamas su sviluppi situazione a Gaza

Il ministro degli Esteri iraniano, Hossein Amirabdollahian, ha discusso degli ultimi sviluppi riguardo alla situazione a Gaza con Ismail Haniyeh, presidente dell'ufficio politico di Hamas e tra i suoi più importanti leader. Lo rende noto l'agenzia di stampa Irna, aggiungendo che i due hanno esaminato "tutte le possibili vie per porre fine ai crimini dei sionisti".

Tajani: “Vi sono rischi di un allargamento del conflitto”

I rischi di un allargamento del conflitto in Medio Oriente "ci sono" ed è per questo che stiamo lavorando perché "ciò non si trasformi in realtà". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani arrivando in Lussemburgo per il Consiglio Esteri. "Tutti noi, Usa e Ue, ci stiamo impegnando sulla via diplomatica e l'Italia ha assunto un ruolo di primo piano: l'obiettivo è evitare l'incendio del Medio Oriente", ha aggiunto Tajani. "La via diplomatica è quella che premia sempre", ha precisato Tajani.

17 morti in bombardamento campo profughi a Gaza

Almeno 17 persone sono rimaste uccise stamane in un bombardamento israeliano nell'affollato rione di Jabalya, a nord di Gaza. Lo riferisce il ministero degli Interni di Gaza, secondo cui si tratta di membri del clan familiare el-Batash, parenti di uno dei leader politici della Jihad islamica. A quanto pare, secondo testimoni sul posto, sotto le macerie ci sono altre vittime.
Fonti locali aggiungono che gli abitanti di Jabalya hanno finora ignorato i ripetuti appelli giunti dalle forze armate di Israele di spostarsi nel sud della Striscia, oltre il Wadi Gaza.

Hamas: “Almeno 60 morti negli attacchi notturni di Israele a Gaza”

Hamas afferma che nella notte gli attacchi aerei israeliani sulla Striscia di Gaza hanno ucciso almeno 60 palestinesi, mentre funzionari palestinesi affermano che più di 400 persone sono state uccise nelle ultime 24 ore.

Secondo le autorità di Gaza, dal 7 ottobre sono state uccise più di 4.650 persone nell'enclave assediata.

Tajani: “Seguiamo minuto per minuto situazione italiani”

"Stiamo seguendo minuto per minuto la situazione dei nostri connazionali" in Israele e nella Striscia di Gaza. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, arrivando al Consiglio Affari esteri a Lussemburgo. Nel nord di Israele, ha spiegato Tajani, "c'è più di una famiglia italiana". Ci sono poi "due ostaggi e abbiamo un altro gruppo di italiani nel sud della Striscia di Gaza che ci auguriamo possano uscire il prima possibile dal corridoio di Rafah", ha aggiunto.

Borrell: “Attenzione ai doppi standard, Mosca osserva”

"La guerra in Israele e Ucraina hanno diverse radici e conseguenze ma causano egualmente scosse telluriche in tutto il mondo. La Russia si sta certamente avvantaggiando di questa situazione. Le accuse di doppi standard c'erano prima della guerra e ora ritornano: dobbiamo essere molto attenti a mostrare la stessa preoccupazione per ogni civile ucciso. Certo, diamo forte sostegno a Israele perché ha patito uno degli attacchi più forti contro il popolo ebraico, ma dobbiamo anche prendere in considerazione l'uccisione dei palestinesi, anche loro sono vittime di Hamas". Lo ha detto Josep Borrell arrivando in Lussemburgo.

Media: “Crisi fiducia fra Netanyahu ed esercito”

Una profonda crisi di fiducia si è creata fra il premier Benjamin Netanyahu ed i vertici delle forze armate e questa situazione si riflette negativamente nella conduzione del conflitto con Hamas a Gaza e con gli Hezbollah nel Libano sud. Lo sostiene oggi in prima pagina Yediot Ahronot.
"Israele ha bisogno di una leadership efficiente e concentrata sugli obiettivi da raggiungere", scrive il giornale, ma questo stato di cose impedisce a suo parere che vengano prese decisioni essenziali. Il giornale sostiene che i rapporti fra Netanyahu e Yoav Gallant sono particolarmente tesi al punto che, durante la visita in Israele di Joe Biden, il premier avrebbe impedito al suo ministro della Difesa di illustrare al presidente Usa le proprie analisi.
Netanyahu, aggiunge il giornale, "nutre risentimento verso i comandanti dell'esercito" per non aver saputo impedire l'attacco di Hamas del 7 ottobre. "Egli reagisce con impazienza alle analisi dei generali e non si affretta ad accogliere i loro suggerimenti".
Questo articolo ha destato immediate reazioni nel mondo politico rafforzando fra quanti da mesi già si opponevano al governo Netanyahu la richiesta che egli si faccia adesso da parte per lasciare spazio a forze nuove.

Idf: “Hamas riconsegni ostaggi e si arrenda, così la guerra finirà”

"Hamas si arrenda senza condizioni, riconsegni gli ostaggi e la guerra finirà". Lo ha assicurato il portavoce internazionale delle Forze di difesa israeliane (Idf), Jonathan Conricus, che in una intervista all'Abc ha detto che le truppe di terra "probabilmente" entreranno nella Striscia di Gaza nei prossimi giorni "a meno che Hamas non si arrenda incondizionatamente".

Evitando di rispondere a una domanda sul rinvio dell'operazione di terra, Conricus ha spiegato che "se Hamas uscisse dai nascondigli sotterrani nei quali nasconde i civili israeliani, se restituisse i nostri ostaggi, che sono 212, e si arrendesse senza condizioni, allora la guerra finirebbe". Ma "se non lo faranno, probabilmente dovremo intervenire e portare a termine" l'operazione di terra a Gaza.

Tajani: “Diplomazia al lavoro per evitare escalation”

Sulla crisi in Medioriente si sta svolgendo una "operazione diplomatica" con l'Italia "molto presente e che ha assunto un ruolo di primo piano". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, arrivando al Consiglio Affari esteri a Lussemburgo. "Cerchiamo di fare in modo", ha aggiunto, di "evitare un'escalation" del conflitto, in questo momento ci sono "tanti interlocutori del mondo arabo e musulmano" che "possono svolgere un ruolo per evitare la deflagrazione del conflitto e convincere Hamas ed Hezbollah a non lanciare missili contro Israele e a lavorare per la liberazione degli ostaggi".


(ansa)

Media: “Israele detiene 59 palestinesi a Hebron”

I raid israeliani contro i palestinesi, iniziati nella notte, continuano questa mattina con decine di persone arrestate nella Cisgiordania occupata. Lo riferiscono i media palestinesi, secondo cui gli ultimi arresti sono avvenuti nella città di Hebron, dove 59 cittadini sono stati portati via dalle forze israeliane, tra cui 40 lavoratori della Striscia di Gaza, aggiunge l'agenzia di stampa ufficiale palestinese Wafa.

Il raid israeliano più violento ha avuto luogo nel campo profughi di Jalazone vicino a Ramallah, dove due persone sono state uccise e altre 20 sono state arrestate dopo gli scontri, secondo il ministero della Sanità palestinese.

Borrell: “Su tavolo ministri Ue necessaria pausa umanitaria”

"Discuteremo dell'appello delle Nazioni Unite per la pausa umanitaria a Gaza, che è necessaria anche per il rilascio degli ostaggi. Gli attacchi di razzi e missili da Hamas da Gaza devono fermarsi, gli ostaggi devono essere rilasciati. Questo è ovvio, fa parte di qualsiasi passo verso l'abbassamento delle tensioni. E dobbiamo iniziare a pensare a come rivitalizzare il processo politico. Ma la priorità è fare sì che il sostegno umanitario entri a Gaza”.
La Commissione e l'Ue hanno aumentato il sostegno, ma chilogrammi e chilogrammi di forniture che aspettano al confine egiziano devono entrare". Lo ha dichiarato l'Alto rappresentante dell'Ue per la politica estera e di sicurezza, Josep Borrell, al suo arrivo al Consiglio Affari esteri dell'Ue a Lussemburgo.

Israele avverte: “Campagna a Gaza potrebbe durare mesi”

Il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant ha avvertito che la campagna militare a Gaza "potrebbe richiedere un mese, due o tre. Ma alla fine -ha assicurato- non ci sarà più Hamas". Gallant ha parlato dopo un briefing operativo presso il Centro di Comando e Controllo delle operazioni dell'aeronautica militare israeliana.

Israele: “Nessuna tregua durante negoziati su ostaggi”

“Non ci sarà nessun cessate il fuoco a Gaza mentre Usa e Qatar lavorano per liberare gli oltre 200 ostaggi detenuti da Hamas nell'enclave assediata”. Lo ha detto alla Cnn un portavoce dell'esercito israeliano, Jonathan Conricus. Il funzionario ha affermato che "non erano a conoscenza" delle richieste degli Stati Uniti per un rinvio della prevista operazione di terra di Israele a Gaza, aggiungendo che sia Israele sia gli Stati Uniti vogliono che tutti gli ostaggi vengano rilasciati "il più rapidamente possibile". "Non si può permettere che gli sforzi umanitari abbiano un impatto sulla missione di smantellare Hamas", ha sottolineato.

(ansa)

Madrid: “Serve conferenza internazionale di pace”

"Dobbiamo avere la forza di promuovere una conferenza internazionale di pace che porti alla creazione di uni stato palestinese". Lo ha detto il ministro degli Affari esteri spagnolo, José Manuel Albares, arrivando in Lussemburgo (la Spagna detiene la presidenza di turno dell'Ue).
"L'Ue deve parlare con una sola voce e dobbiamo condannare sia la violenza di Hamas che gli attacchi alla popolazione civile di Gaza", ha aggiunto. "Questo è il momento di una tregua: che si fermi la violenza e si guardi avanti"

Almeno 400 morti in ultimo giorno di raid su Gaza

Almeno 400 persone sarebbero morte in tutta la Striscia di Gaza nell'ultimo giorno di bombardamenti da parte delle forze israeliane. Lo riporta Al Jazeera citando media palestinesi. Si tratterebbe dunque del "bombardamento più pesante" dall'inizio della guerra, il 7 ottobre, tra Hamas e Tel Aviv. Secondo l'agenzia di stampa palestinese Wafa, sono stati registrati almeno 25 attacchi aerei israeliani contro aree residenziali del territorio palestinese, che ospita più di 2 milioni di persone. Wafa ha aggiunto che molti degli attacchi hanno colpito case civili senza alcun preavviso.

(reuters)

Idf: “Colpiti 320 obiettivi di Hamas e Jihad in 24 ore”

Nelle ultime 24 ore le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno colpito 320 obiettivi di Hamas e della Jihad Islamica nella Striscia di Gaza. Lo riferiscono le stesse Idf spiegando che ci si sta concentrando su obiettivi terroristici che potrebbero causare danni alle forze israeliane.

Durante la notte, si legge in una nota dell'Idf condivisa sulla rete X, l'aeronautica israeliana ha colpito i tunnel dove si nascondevano gli agenti di Hamas e della Jihad islamica, siti militari, punti di osservazione e postazioni di mortai e missili anticarro.

Inoltre, aggiunge l'Idf, le forze di fanteria, artiglieria e carri armati hanno colpito un certo numero di cellule terroristiche di Hamas a Gaza, inclusa una che pianificava di effettuare un attacco missilistico al confine.

2 palestinesi uccisi negli scontri in Cisgiordania

Due palestinesi sono stati uccisi e altri quattro sono rimasti gravemente feriti questa mattina negli scontri con i soldati israeliani nel corso di un'operazione nel campo profughi di di Jalazone vicino a Ramallah. Lo riporta l'agenzia palestinese Wafa citando il ministero della Salute gestito dall'Autorità nazionale palestinese. Secondo fonti locali i militari israeliani avrebbero fatto irruzione nel campo per arrestare alcuni attivisti. Durante il raid i residenti hanno lanciato pietre contro i soldati di Tel Aviv che hanno risposto aprendo il fuoco e uccidendo due palestinesi idenificati come Mahmoud Saif Nakhleh e Mohammad Nidal Ilian. Nel blitz sono state anche arrestate 20 persone.

Usa a Israele, "Rinvio operazione terra per ostaggi"

La Casa Bianca "ha consigliato a Israele di ritardare un'invasione di terra di Gaza" in modo da guadagnare più tempo per i negoziati sul rilascio degli ostaggi. Lo scrive il New York Times, aggiungendo che un altro obiettivo degli Stati Uniti nel chiedere il rinvio è quello di consegnare altri aiuti ai palestinesi, cercare di capire come evitare un bagno di sangue dei civili e prepararsi agli attacchi delle milizie filo-iraniane contro obiettivi statunitensi.
Il quotidiano – che ha sentito diverse fonti dell'amministrazione Biden- aggiunge che gli Stati Uniti continuano a sostenere l'ingresso israeliano nella Striscia di Gaza per smantellare Hamas. "Ma quel che è accaduto dopo il rilascio delle due donne statunitensi ha indotto l'amministrazione Biden a far pressing sugli israeliani perché concedano il tempo di negoziare il rilascio degli altri 212 ostaggi".

Israele, 'No cessate il fuoco a Gaza, priorità ostaggi e annientare Hamas”

Non ci sarà "nessun cessate il fuoco" a Gaza, come ha chiesto Hamas e mentre gli Stati Uniti e il Qatar lavorano per liberare più di 200 ostaggi che si trovano nell'enclave assediata. Lo ha dichiarato un alto funzionario israeliano alla Cnn, aggiungendo di "non essere a conoscenza" delle richieste degli Stati Uniti per rinviare la prevista operazione di terra a Gaza. Israele e gli Stati Uniti vogliono che tutti gli ostaggi vengano rilasciati "il più rapidamente possibile", ha aggiunto. "Non si può permettere che gli sforzi umanitari abbiano un impatto sulla missione di smantellare Hamas", ha affermato il funzionario

Ministro Esteri Iran sente leader Hamas e Jihad: “La resistenza è con voi”

Il ministro degli Esteri iraniano Hosein Amirabdollahian ha avuto un colloquio telefonico con il leader di Hamas Ismail Haniyeh e con il numero uno della Jihad Islamica Ziad Nakhale. Lo scrive lo stesso Amirabdollahian in un tweet, affermando che "la resistenza è forte dalla parte della Palestina". Il capo della diplomazia iraniana aggiunge che "la struttura politica e della sicurezza del regime israeliano è crollata e la sua macchina da guerra funziona solo contro i civili".

Raid soldati Israele in Cisgiordania,14 arresti e 1 ferito

Almeno 14 persone sono state arrestate in raid dell'esercito israeliano a Ramallah e Nablus, in Cisgiordania, e una è rimasta ferita al petto da colpi d'arma da fuoco. Lo riferisce Al-Jazeera, precisando che i militari hanno preso d'assalto il campo profughi di Jalazoun, a nord di Ramallah

Ministero degli Esteri di Bangkok: “Trenta thailandesi uccisi da Hamas”

Sono 30 i thailandesi rimasti uccisi in Israele da Hamas e 19 quelli presi in ostaggio e portati a Gaza. E’ l'ultimo bilancio fornito dal ministero degli Esteri di Bangkok.

Al-Jazeera: “La peggiore notte di bombardamenti a Gaza”

Al-Jazeera ha riferito che quella trascorsa è "la più sanguinosa" notte di bombardamenti su Gaza dal massiccio attacco di Hamas in Israele il 7 ottobre. I caccia israeliani hanno intensificato il livello e la portata dei raid, prendendo di mira diverse aree all'interno dell'enclave palestinese. Uno degli attacchi è avvenuto nel campo profughi di Jabalia, un'area densamente popolata dove vivono più di 120 mila palestinesi. Bombardate anche le vicinanze degli ospedali di Al Shifa e Al Quds. Secondo l'agenzia di stampa palestinese Wafa, sono almeno 400 i morti nelle ultime 24 ore, con attacchi alle case civili senza alcun preavviso.

Usa: “Americani che vogliono lasciare Libano partano ora”

Washington ha consigliato ai cittadini americani che desiderano lasciare il Libano di "partire ora, a causa dell'imprevedibile situazione della sicurezza". "Ci sono ancora voli commerciali disponibili, ma la capacità è ridotta. Si prega di verificare le opzioni di volo all'aeroporto internazionale di Beirut-Rafic Hariri", ha fatto sapere il dipartimento di Stato

Israele: “Crimini guerra? Accusatori non sono democratici”

“I Paesi che accusano Israele di aver commesso crimini di guerra non sono democrazie”. Lo ha affermato il portavoce internazionale delle forze armate dello Stato ebraico, Jonathan Conricus, in un'intervista con Abc Australia citata da Yedioth Ahronoth. Questi Paesi, ha aggiunto, "non sono nella posizione di dare lezioni a Israele, soprattutto sulle questioni umanitarie". Per Conricus, i manifestanti contro Israele "sono pieni di odio verso Israele sulla base di cose che non hanno nulla a che fare con ciò che sta accadendo a Gaza in questo momento"

Griffiths: “Bene nuovi aiuti a Gaza, ne servono di più”

Il capo umanitario dell'Onu, Martin Griffiths, si è rallegrato per l'ingresso nella Striscia di Gaza di ulteriori aiuti umanitari attraverso il valico di Rafah. Si tratta di "un altro piccolo raggio di speranza per migliaia di persone che hanno un disperato bisogno di aiuti umanitari", ha commentato, sottolineando che la popolazione dell'enclave palestinese ha "bisogno di molto di più". Griffiths si è detto particolarmente grato agli operatori umanitari che "sono entrati immediatamente in azione" per scaricare gli aiuti "malgrado i rischi", descrivendoli come "veri eroi". "Anche loro hanno bisogno di protezione", ha aggiunto.

Biden e alleati: “Israele si difenda ma protegga civili”

Il presidente americano Joe Biden ha discusso della guerra tra Israele e Hamas con i leader delle principali potenze occidentali, mentre le forze armate dello Stato ebraico intensificano gli attacchi contro Gaza.
Secondo quanto riferito dalla Casa Bianca, Biden ha parlato con i leader di Gran Bretagna, Canada, Francia, Germania e Italia - Rishi Sunak, Justin Trudeau, Emmanuel Macron, Olaf Scholz e Giorgia Meloni - i quali "hanno ribadito il loro sostegno a Israele e al suo diritto di difendersi dal terrorismo e hanno chiesto il rispetto del diritto internazionale umanitario, compresa la protezione dei civili". I leader hanno anche discusso dei propri cittadini intrappolati nel conflitto, "in particolare di coloro che desiderano lasciare Gaza"

Al-Jazeera: “30 morti in bombardamento campo Jabalya a Gaza”

I soccorritori hanno estratto i corpi di una trentina di persone da sotto le macerie nel campo profughi di Jabalya, nel nord della Striscia di Gaza, bombardato dagli israeliani. Lo ha riferito l'emittente Al-Jazeera, precisando che la maggior parte delle vittime sarebbero donne e bambini.

Inviato speciale della Cina per il Medio Oriente: “La Cina continuerà a fornire assistenza umanitaria d’emergenza ai palestinesi”

“La Cina ha fornito e continuerà a fornire assistenza umanitaria d’emergenza ai palestinesi attraverso i canali bilaterali dell’Onu per contribuire ad alleviare la crisi umanitaria”. I media di Stato cinesi riportano le dichiarazioni dell’inviato speciale della Cina per il Medio Oriente Zhai Jun e aggiungono che “La Cina è disponibile a fare tutto ciò che sia favorevole alla promozione del dialogo al raggiungimento del cessate il fuoco e al ripristino della pace”.

Trudeau sente Herzog: “Ostaggi siano subito rilasciati”

Il premier canadese Justin Trudeau ha parlato con il presidente israeliano Isaac Herzog degli attacchi di Hamas e degli oltre 200 ostaggi nelle mani del Movimento islamico a Gaza. "Abbiamo parlato degli ostaggi tenuti da Hamas e della necessità del loro rilascio immediato", ha scritto Trudeau su X.

Herzog: “Hamas voleva usare cianuro contro civili”

Hamas intendeva usare il cianuro sui civili israeliani: lo ha affermato il presidente israeliano Isaac Herzog, facendo riferimento a chiavette Usb trovate sui corpi dei miliziani che hanno attaccato Israele il 7 ottobre nelle quali c'erano istruzioni su come creare un dispositivo per emettere cianuro. Le indicazioni erano tratte da una guida di Al-Qaeda del 2003.

Netanyahu, Israele non fornirà aiuti umanitari a Gaza

"Israele non fornirà alcun aiuto umanitario a Gaza e impedirà qualsiasi fornitura non controllata da parte di altri". Lo ha sottolineato l'ufficio del premier israeliano Benjamin Netanyahu dopo che Washington ha annunciato un flusso continuo di aiuti a Gaza con il benestare delle autorità israeliane, scatenando le critiche dell'estrema destra israeliana.

Israele bombarda obbiettivi intorno agli ospedali di Al Shifa e Al Quds a Gaza

Aerei da guerra israeliani hanno preso di mira i dintorni degli ospedali di Al Shifa e Al Quds nella zona assediata di Gaza con "diversi missili", ha detto lunedì l'agenzia di stampa ufficiale palestinese WAFA.

Israele, colpita struttura militare di Hezbollah in Libano

Le Forze di Difesa israeliane hanno annunciato su Telegram di aver colpito alcuni obiettivi di Hezbollah in Libano, tra cui anche una struttura militare e un posto di osservazione. Inoltre un aereo dell'Idf ha colpito una cellula terroristica che operava lungo il confine

Netanyahu presiede un vertice delle forze di sicurezza

"Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu sta attualmente tenendo una valutazione della sicurezza al Kirya di Tel Aviv (il quartier generale delle Forze di difesa israeliano), insieme a membri del gabinetto di guerra e alti funzionari delle istituzioni di sicurezza", si legge sul profilo X del premier israeliano.

Israele, colpite altre due cellule Hezbollah in Libano

Le forze armate israeliane hanno colpito altre due cellule di Hezbollah nel sud del Libano prima che potessero effettuare attacchi contro lo Stato ebraico. Secondo quanto riferito dallo stesso esercito, una delle cellule, nell'area del Monte Dov, intendeva lanciare razzi mentre la seconda, vicino alla città settentrionale di Mattat, voleva lanciare un missile anticarro.

Ben-Gvir critica Netanyahu per flusso aiuti a Gaza

Il ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir ha criticato il premier Benjamin Netanyahu dopo l'annuncio della Casa Bianca secondo cui il presidente degli Stati Uniti Joe Biden e il leader del Likud sono d'accordo sul "flusso continuo" di assistenza umanitaria nella Striscia di Gaza.
"Qualsiasi accordo sul 'flusso continuo' di assistenza a Gaza che non includa il rilascio di tutti i nostri prigionieri è una continuazione dell'approccio che ci ha portato alla situazione attuale. Gli aiuti umanitari dovrebbero essere forniti solo in cambio del rilascio di tutti i prigionieri", ha affermato il leader dell'estrema destra israeliana.

Colloquio Hamas-Iran su "brutali crimini Israele" a Gaza

Il leader dell'ufficio politico di Hamas Ismail Haniyeh e il ministro degli Esteri iraniano Hossein Amirabdollahian hanno discusso i mezzi per fermare i "crimini brutali" israeliani a Gaza. Lo ha riferito il Movimento islamico in una nota. In un post su X, il capo della diplomazia di Teheran ha fatto sapere di aver parlato anche con il ministro degli Esteri egiziano Sameh Shoukry "sull'invio di aiuti umanitari" e con il leader della Jihad Islamica Ziad Nakhale.
"La resistenza è forte da parte della Palestina. La struttura politica e di sicurezza del regime israeliano è crollata e solo la sua macchina da guerra funziona contro i civili", ha sottolineato Amirabdollahian

Palestinesi: 13 morti in attacchi alla Striscia di Gaza

Tredici persone sarebbero rimaste uccise ieri sera durante gli attacchi delle forze israeliane sulla Striscia di Gaza. Lo riferisce l'agenzia palestinese Wafa. Caccia israeliani, riferisce Wafa, hanno lanciato diversi attacchi aerei contro due case nel campo profughi di Jabalia e la moschea albanese, nel nord della Striscia di Gaza.

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