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Israele-Hamas, le news dell’8 novembre. Colloqui in corso per scambio di prigionieri. Casa Bianca: “Non abbiamo prove che ostaggi siano ancora vivi”

Raid Israele vicino Damasco, uccisi 3 miliziani filo-Iran. Hamas: “Il 7 ottobre necessario per rilanciare la questione palestinese”. No della Corte suprema di Israele alle manifestazioni pacifiste
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Il premier israeliano non arretra neppure di fronte all’alleato Usa che si dice “contrario all’occupazione della Striscia”. Apre a “piccole interruzioni tattiche” per permettere la partenza dei civili dal Nord di Gaza, ma riafferma che di cessate il fuoco si parlerà soltanto dopo la liberazione di tutti gli israeliani rapiti da Hamas. Nel frattempo, la Bbc fa sapere che sarebbero in corso discussioni che potrebbero portare al rilascio di 12 ostaggi, la metà dei quali americani, in cambio di una pausa umanitaria di tre giorni.

Punti chiave

Raid Israele vicino Damasco, uccisi 3 miliziani filo-Iran

Tre combattenti filo-iraniani sono rimasti uccisi nei raid israeliani su siti appartenenti al gruppo libanese Hezbollah vicino alla capitale siriana Damasco. "Tre combattenti filo-iraniani non siriani sono stati uccisi negli attacchi israeliani contro fattorie e altri siti appartenenti a Hezbollah vicino ad Akraba e Sayyida Zeinab", ha detto Rami Abdel Rahman, che dirige l'Osservatorio siriano per i diritti umani. Israele ha anche colpito i siti di difesa aerea siriani nel Sud del Paese, ha aggiunto.

Wsj: “No di Al Sisi a direttore Cia su gestione temporanea sicurezza a Gaza”

Il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi avrebbe respinto la proposta del direttore della Cia William Burns di gestire la sicurezza a Gaza fino a quando l'Autorità Palestinese non si assumerà la responsabilità della Striscia. Lo rivela il Wall Street Journal, secondo cui Burns avrebbe fatto la proposta ad al-Sisi nell'incontro che hanno avuto al Cairo, al quale ha partecipato anche il direttore dell'intelligence egiziana Abbas Kamel. Il presidente avrebbe fatto presente che il suo Paese non avrebbe collaborato ai tentativi di destituire Hamas perché ne ha bisogno per mantenere la sicurezza al confine tra l'Egitto e Gaza.


Media, raid Israele su siti militari nel Sud della Siria

Attacchi aerei israeliani hanno colpito siti militari nel sud della Siria, causando danni materiali. "Verso le 22:50 di oggi, il nemico israeliano ha effettuato un attacco aereo dalla direzione di Baalbek in Libano, colpendo alcuni punti militari nella regione meridionale, causando alcune perdite materiali", ha detto l'agenzia di stampa ufficiale Sana, citando una fonte militare.
Israele ha colpito la Siria diverse volte nell'ultimo mese mentre le tensioni regionali ribollono per la guerra tra Israele e Hamas nella Striscia di Gaza. Il mese scorso, gli attacchi israeliani avevano messo fuori servizio più volte in due settimane i due principali aeroporti siriani di Damasco e Aleppo.
Durante più di un decennio di guerra civile in Siria, Israele ha lanciato centinaia di attacchi aerei sul suo vicino settentrionale, prendendo di mira principalmente i combattenti di Hezbollah e altre forze appoggiate dall'Iran, nonchè le posizioni dell'esercito siriano. Israele commenta raramente attacchi alla Siria, ma ha ripetutamente affermato che non permetterà all'arcinemico Iran, che sostiene il governo del presidente Bashar al-Assad, di espandere la sua presenza.

Netanyahu: “Ho detto a Biden che le sue accuse accuse contro i coloni sono infondate”

"Ho detto al presidente Biden che le sue accuse contro i coloni sono infondate". Così il premier israeliano Benjamin Netanyahu in un incontro con i leader delle municipalità in Giudea e Samaria, dopo l'allarme lanciato nei giorni scorsi dal presidente americano, che aveva denunciato "i coloni estremisti che gettano benzina sul fuoco in Cisgiordania”. "C'è una piccola minoranza estrema che non proviene dagli insediamenti, la condanniamo e la affrontiamo nei limiti della legge", ha sostenuto Netanyahu.


Abu Mazen ad Albanese: “Stop genocidio”

Il presidente palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen) ha ricevuto stasera una telefonata dal primo ministro australiano, Anthony Norman Albanese, durante la quale Abbas ha affermato che quello che sta accadendo a Gaza è un genocidio che deve essere fermato immediatamente. Lo scrive l'agenzia palestinese Wafa.

Alto commisario Onu a Rafah: “Porre fine all'incubo a Gaza”

"A Rafah ero alle porte di quello che è un incubo vivente a Gaza. Sento, nel profondo, il dolore e l'immensa sofferenza di ogni persona i cui cari sono stati uccisi. Dobbiamo tutti sentire questo dolore condiviso e porre fine a questo incubo". È quanto scrive sui social l'Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Turk, al termine della sua visita a Rafah, in Egitto, al confine con la Striscia di Gaza. Turk ha aggiunto che i suoi colleghi sono tra i tanti palestinesi che lottano per procurarsi cibo, acqua, elettricità e carburante, rimangono intrappolati e "soffrono notti insonni piene di agonia, angoscia e disperazione". "Siamo caduti in un precipizio. Questo non può continuare", ha concluso.

Netanyahu: “Fra i coloni ci sono estremisti che danneggiano Israele”

“C'è un pugno di estremisti che non rappresenta il gruppo seduto qui e che crea grande danno allo stato di Israele". Lo ha detto il premier Benjamin Netanyahu parlando ai capi degli insediamenti ebraici in Cisgiordania. Se la maggior parte dei coloni rispetta la legge, "c'è una piccola manciata di persone che prende la legge nelle proprie mani".


Israele, Hamas ha perso contatti comandanti sul campo

La leadership interna di Hamas nella Striscia di Gaza ha perso i contatti con i suoi comandanti sul campo. Lo ha detto il portavoce dell'esercito israeliano, Daniel Hagari, secondo quanto riportano i media locali.

Israele, oggi in 50 mila hanno lasciato nord Striscia Gaza

Sono cinquantamila i palestinesi che oggi hanno evacuato il nord della Striscia di Gaza verso il sud tramite un corridoio umanitario istituito dall'esercito israeliano. Lo afferma il Cogat, l'organismo del Ministero della Difesa di Israele, su X, postando anche una fotografia che pare mostrare una carovana di palestinesi in marcia.

Israele, sventato attacco Hezbollah contro ebrei Brasile

Gli uffici del premier israeliano Netanyahu hanno annunciato che le forze di sicurezza brasiliane hanno sventato un attacco pianificato dall'organizzazione Hezbollah, sotto la guida e il finanziamento dell'Iran.
Secondo la dichiarazione, la prevenzione dell'attacco è stata effettuata in collaborazione con il Mossad israeliano e i suoi partner, insieme ad altre agenzie internazionali di sicurezza e di controllo.
"Il Mossad elogia le forze di sicurezza brasiliane per l'arresto di una cellula terroristica che agisce per conto dell'organizzazione terroristica Hezbollah, con l'intenzione di effettuare attacchi contro obiettivi israeliani ed ebrei nel Paese", si legge nella nota.
Mercoledì scorso - scrive il quotidiano Haaretz - il Ministero Federale della Giustizia del Brasile ha riferito che la polizia locale ha contrastato i tentativi di reclutare cittadini brasiliani per attività terroristiche all'interno del Paese.
Secondo l'annuncio del Ministero, nell'ambito dell'operazione sono stati arrestati due cittadini brasiliani e sono state condotte ampie perquisizioni in tre stati, tra cui Minas Gerais e San Paolo.

Esercito Isrele: “Hamas ha perso il controllo a Nord di Gaza”

Hamas ha perso il controllo del nord di Gaza mentre migliaia di abitanti dell'enclave si sono spostati verso sud. Lo ha annunciato il portavoce dell'esercito israeliano, il contrammiraglio Daniel Hagari, in una dichiarazione televisiva.

"Abbiamo visto 50mila abitanti di Gaza spostarsi dal nord della Striscia di Gaza al sud. Si stanno muovendo perché capiscono che Hamas ha perso il controllo nel nord - ha affermato - Hamas ha perso il controllo e continua a perdere il controllo nel nord".


Tajani domani a Parigi alla conferenza umanitaria per Gaza 'L'Italia è pronta a fare la sua parte

Il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani sarà domani a Parigi per partecipare alla Conferenza umanitaria internazionale per la popolazione di Gaza, indetta dal presidente francese Macron per coordinare il sostegno della comunità Internazionale ai civili palestinesi. Lo riferisce la Farnesina.

Netanyahu ribadisce no a tregua, senza rilascio ostaggi

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha ribadito che non ci sarà un cessate il fuoco a Gaza senza il rilascio degli ostaggi. "Voglio mettere da parte tutte le voci inutili che sentiamo da tutte le direzioni e ripetere una cosa chiara: non ci sarà cessate il fuoco senza il rilascio dei nostri ostaggi", ha detto citato dal Times of Israel. Netanyahu sembra così respingere una serie crescente di notizie provenienti dal Qatar, dall'Egitto e dalla stessa Hamas secondo cui è imminente un accordo per il rilascio di 10-15 ostaggi da Israele in cambio di una pausa di più giorni nei combattimenti.
I commenti del primo ministro non hanno chiarito se il rilascio di un numero significativo di ostaggi sarebbe sufficiente per una sorta di pausa rispetto a un cessate il fuoco.

Casa Bianca: “Serve più d'una pausa per liberare ostaggi"

Per la Casa Bianca "ci potrebbe volere più di una pausa umanitaria" indicata nei negoziati per liberare gli ostaggi in mano ad Hamas. Lo ha detto uno dei portavoce, John Kirby, rispondendo alle domande dei giornalisti.
Riguardo la possibilità, come ha dichiarato Hamas, di avere una pausa di 48 ore, il tempo necessario per stilare un elenco con tutte le identità degli ostaggi, Kirby ha dichiarato che gli Stati Uniti "hanno una perfetta conoscenza di tutte le identità degli ostaggi". Quelli americani, ha aggiunto, sono un "piccolo numero" ma "di fatto probabilmente ci vorrà più di una pausa umanitaria per tirarli tutti fuori da lì".

Von der Leyen: “No a presenza Israele per sicurezza di Gaza”

"Gaza non può essere un rifugio sicuro per i terroristi e si stanno discutendo diverse idee su come ciò possa essere garantito. In secondo luogo, l'organizzazione terroristica Hamas non può controllare o governare Gaza, solo un'Autorità Palestinese e uno Stato palestinese. Terzo, nessuna presenza di sicurezza israeliana a lungo termine a Gaza, perché Gaza è una parte essenziale di qualsiasi futuro Stato palestinese e il territorio di Gaza non può essere ridotto o amputato". Lo ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, intervenendo alla plenaria del Parlamento europeo.

Casa Bianca: “Non abbiamo prove che ostaggi ancora vivi”

Gli Stati Uniti "non hanno prove" che gli ostaggi in mano ad Hamas, compresi i cittadini Usa, siano ancora in vita. Lo ha detto il portavoce del Consiglio per la Sicurezza nazionale, John Kirby, sottolineando che comunque "non ci sono nemmeno indicazioni del contrario" e che la liberazione degli ostaggi rimane la principale priorità di Washington.

Intera divisione riservisti israeliani controlla l'area a Gaza nord

Per la prima volta dalla prima guerra del Libano del 1982, un'intera divisione di riservisti dell'esercito israeliano sta operando in territorio nemico: l'Idf ha dichiarato che negli ultimi giorni la 252ma ha preso il controllo di Beit Hanoun, area nel nord di Gaza, ha ucciso centinaia di terroristi, compresi membri anziani. Il comandante della divisione, generale Moran Omer, ha affermato che si tratta di un "momento decisivo". "Ci stiamo preparando da anni, è nostro dovere riportare pace e sicurezza ", ha affermato. "I nostri riservisti e le loro famiglie sono espressione della nostra unità, della volontà di difendere il popolo".

Terroristi Hamas interrogati: “Leader si nascondono in ospedale al- Shifa”

"La maggior parte degli alti dirigenti politici e militari di Hamas si nasconde negli ospedali, soprattutto nell'ospedale Al-Shifa". E' quanto avrebbe rivelato uno dei terroristi catturati dalle forze israeliane nel corso degli interrogatori, alcuni estratti dei quali sono stati pubblicati dalle Idf e dallo Shin Bet.
Da questi emergerebbe che Hamas utilizza ambulanze, ospedali, moschee e scuole per attività terroristiche.


Israele, Hamas usa ambulanze per trasferire armi e uomini

Hamas sfrutta "le ambulanze, gli ospedali, le cliniche, le moschee e le scuole a fini terroristici". Lo denuncia il portavoce militare israeliano diffondendo la registrazione di una telefonata di un operativo di Hamas che sostiene di poter lasciare la Striscia "con qualsiasi ambulanza voglia". Hamas, ha aggiunto il portavoce, "usa le ambulanze per trasferire armi e operativi dentro la Striscia" e utilizza strutture civili e gli stessi civili "come scudi umani".

Hamas: “19 morti in raid vicino ospedale nel Nord di Gaza”

Diciannove persone sono state uccise in un raid israeliano vicino a un ospedale nel campo profughi di Jabalia nella Striscia di Gaza. Lo ha riferito il ministero dell'Interno gestito da Hamas, secondo quanto riporta al-Arabiya.
Stando al ministero dell'Interno palestinese, un attacco aereo israeliano ha preso di mira una "casa abitata, vicino all'ospedale al-Yemen al-Saeed" nel mezzo del campo profughi nel nord di Gaza.


Gb, marcia pro Palestina ci sarà nonostante opposizione di Sunak

La manifestazione di solidarietà ai palestinesi organizzata a Londra per sabato prossimo, nel Remembrance Day, giorno in cui si commemorano nel Regno Unito i caduti di guerra, si svolgerà come previsto nonostante l'opposizione del governo conservatore di Rishi Sunak per i rischi di profanazione dei monumenti, a partire dal Cenotaph, il memoriale a Whitehall, e di interruzione delle cerimonie. E' quanto emerge dall'incontro svoltosi a Downing Street tra il premier e il comandante di Scotland Yard, sir Mark Rowley, convocato dopo che aveva deciso di non vietare l'evento in quanto non ritenuto pericoloso per l'ordine pubblico.

Usa: “Ci aspettiamo che Israele agisca in rispetto leggi”

"Ci aspettiamo che l'operazione di Israele sia condotta nel rispetto delle leggi internazionali". Lo ribadisce il vice portavoce del Dipartimento di Stato Vedant Patel, sottolineando che "è imperativo distinguere fra i terroristi di Hamas e i civili".

Idf: “Distrutto tunnel Hamas vicino scuola Unrwa a Gaza”

Le Forze di difesa israeliane (Idf) affermano di aver localizzato e distrutto un tunnel di Hamas adiacente a una scuola dell'Unrwa, l'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi, nel nord della Striscia di Gaza. Lo riporta The Times of Israel. Il portavoce dell'Idf, Daniel Hagari, ha aggiunto che le truppe della 551esima Brigata e il battaglione d'élite Yahalom hanno trovato l'ingresso del tunnel nell'area di Beit Hanoun e lo hanno demolito.

Israele: “Partirà il processo a terroristi 7 ottobre, anche per stupro”

Il procuratore generale e il procuratore di Stato per aprire formalmente un'inchiesta sull'assalto di Hamas il 7 ottobre: gli investigatori hanno già raccolto 700 testimonianze di sopravvissuti e denunce per stupro. Lo scrivono i media israeliani.
"Il nostro obiettivo è indagare e avviare procedimenti legali contro coloro che hanno perpetrato, pianificato o preso parte in questi atti atroci, ovunque si trovino", affermano in una nota, "Israele punirà i terroristi di Hamas responsabili con "la massima severità, commisurata ai loro crimini". Sono 200 i terroristi arrestati il 7 ottobre e nei giorni successivi.

Hezbollah, se Israele continua reale rischio estensione guerra

Il secondo in comando di Hezbollah, lo sceicco Naim Qassem, ha affermato alla Bbc che l'uccisione di civili a Gaza da parte di Israele rischia di provocare una guerra più ampia in Medio Oriente. "Nella regione potrebbero verificarsi sviluppi molto gravi e molto pericolosi e nessuno sarà in grado di fermare le ripercussioni", ha detto. "Il pericolo è reale", ha aggiunto, "perché Israele sta aumentando la sua aggressione contro i civili e uccidendo sempre più donne e bambini. È possibile che questo continui e aumenti, senza portare un pericolo reale alla regione? Penso di no". Naim Qassem ha quindi insistito sul fatto che qualsiasi escalation sarebbe stata collegata alle azioni di Israele.

Usa: “Hamas se vuole liberi ostaggi, non rioccupare Gaza”

"Se Hamas è interessata a rilasciare gli ostaggi, dovrebbe farlo". Lo afferma il vice portavoce del Dipartimento di Stato Vedant Patel, ribadendo che gli Stati Uniti si oppongono alla rioccupazione di Gaza da parte di Israele ma anche al trasferimento forzato dei palestinesi "ora e quando il conflitto" finisce.

Houthi: “Distrutto drone Usa, dava sostegno militare a Israele”

I miliziani sciiti Houthi dallo Yemen hanno rivendicato l'abbattimento di un drone di ricognizione americano che stava fornendo "sostegno militare" a Israele nella guerra contro Hamas. Lo sostiene il portavoce degli Houthi Yahya Saria, affermando che il drone stava sorvolando le acque yemenite. "I nostri sistemi di difesa aerea sono riusciti ad abbattere un drone americano Mq-9 che stava effettuando operazioni di ricognizione e di spionaggio ostili nello spazio aereo sopra le acque territoriali dello Yemen come parte del sostegno militare americano al regime israeliano", ha affermato il portavoce sul suo canale Telegram.


Usa, il valico di Rafah chiuso oggi per motivi di sicurezza

Il valico di Rafah resta chiuso oggi per motivi di sicurezza. Lo afferma il vice portavoce del Dipartimento di Stato Vedant Patel.

Idf: “Due feriti da missili Hezbollah al confine con il Libano”

Due soldati israeliani sono stati feriti da un missile anticarro sparato dal Libano verso la zona di Dovev. Lo ha reso noto l'esercito israeliano, che informa di aver risposto al fuoco nemico attaccando diverse posizioni di Hezbollah da cui erano stati lanciati i missili. Dal Libano sono stati lanciati anche due proiettili di artiglieria, ai quali le forze israeliane fanno sapere di aver prontamente risposto.


Von der Leyen vede Cohen: “Dall'Ue piena solidarietà a Israele”

"Ho assicurato al ministro degli Esteri israeliano Eli Cohen la nostra piena solidarietà in seguito all'attacco terroristico di Hamas del ottobre. Ho ribadito il mio appello per l'immediato rilascio di tutti gli ostaggi detenuti a Gaza. Restiamo inoltre concentrati sul miglioramento della fornitura di assistenza umanitaria a Gaza". Lo ha scritto su X la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen dopo aver visto il titolare della diplomazia israeliana, in missione a Bruxelles.


Circa 70 i responsabili di Hamas uccisi finora da Israele

Sarebbero circa 70 i comandanti di Hamas, tra quelli di alto rango e quelli operativi sul campo, uccisi da Israele dall'inizio delle operazioni nella Striscia. Il calcolo - basato su una stima estrapolata dai dati disponibili - è ricavato dalla lista fornita lo scorso fine ottobre dal portavoce militare che ha elencato circa 60 esponenti della fazione islamica, compresi membri dell'Ufficio politico di Hamas. A questi se ne aggiungono altri 10 di cui negli ultimi giorni l'esercito ha dato notizia, relativi a comandanti militari di zona equivalenti a responsabili di battaglione o di brigata.

Casa Bianca, a Gaza: “Né Hamas né Israele”

"Sappiamo cosa non vogliamo vedere a Gaza dopo il conflitto. Non vogliamo vedere Hamas al comando. Non vogliamo vedere una rioccupazione da parte di Israele. Ma quello che vedremo, quello che vogliamo vedere, penso che lo stiamo ancora scoprendo. Dovremo avere conversazioni diplomatiche con la gente della regione per risolvere questo problema". Lo ha detto alla Cnn il portavoce del Consiglio di Sicurezza nazionale, John Kirby.

Brigate Al-Qassam: “Unica via per rilascio ostaggi è scambio di prigionieri”

"Ribadiamo che l'unica strada" per il rilascio degli ostaggi "è un accordo globale per lo scambio totale o parziale dei prigionieri". Lo ha dichiarato il portavoce delle Brigate al-Qassam, l'ala militare di Hamas, Abu Obeida, in un videomessaggio.


Hamas: “Obiettivo 7/10 era sventare normalizzazione rapporti Israele”

L'attacco di Hamas del 7 ottobre scorso aveva l'obiettivo di ostacolare la normalizzazione delle relazioni tra Israele e i Paesi del Medio Oriente. Lo ha ammesso con la dpa Osama Hamdan, membro del politburo di Hamas, parlando da Beirut.

"L'operazione di resistenza ha sventato il tentativo di Israele di penetrare nella regione e di violare i diritti dei palestinesi sotto la copertura della normalizzazione", ha detto Hamdan. Alla domanda se Hamas rifarebbe la stessa operazione contro gli israeliani, ha risposto: "Siamo un movimento di resistenza e finché ci sarà l'occupazione continueremo la nostra lotta". E ha ricordato che "il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu "sta lavorando per porre fine alla causa palestinese". Il rappresentante di Hamas ha ribadito che il 7 ottobre l'intenzione fosse quella di prendere in ostaggio solo i soldati israeliani, mentre i civili vengono presi in ostaggio da "altri".

Stoltenberg: “Nato sostiene pause umanitarie per aiuti”

"Israele ha il diritto di difendersi nell'ambito del diritto internazionale e i civili devono essere protetti. Gli Alleati sostengono le pause umanitarie per permettere che gli aiuti arrivino a Gaza. E' importante che questa crisi non si sviluppi in un conflitto regionale. Iran e Hezbollah e altri gruppi non devono operare per l'escalation".
Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, nel suo punto stampa con la presidente ungherese, Katalin Novak.

Yemen: gli Houthi rivendicano l'abbattimento di un drone Usa

I ribelli filo-iraniani yemeniti Houthi hanno affermato oggi di aver abbattuto un drone militare americano che sorvolava le acque territoriali dello Yemen.
"Abbiamo abbattuto un aereo americano nelle acque territoriali yemenite parte del sostegno militare degli Stati Uniti all'entità israeliana" e "le mosse ostili non scoraggeranno le nostre forze dal continuare a condurre operazioni militari contro l'entità israeliana", ha scritto il gruppo su Telegram, secondo quanto riferisce Al Jazeera online.
Nelle ultime settimane gli Houthi hanno lanciato razzi e droni contro Israele, alcuni dei quali sono stati abbattuti dalle unità della marina statunitense nella regione.

Michel, chiesto a Netanyahu via libera a pause umanitarie

"Qualche giorno fa ho parlato con Benjamin Netanyahu, per chiedergli e incoraggiare queste pause umanitarie, questi corridoi umanitari. Ho parlato con diversi leader del mondo arabo per dire che siamo molto impegnati su questo tema e che dobbiamo ottenere risultati il prima possibile". Lo ha detto il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, intervenendo alla plenaria del Parlamento europeo.

Ministro saudita: “Negoziati con Israele sospesi, accordo rimane sul tavolo”

Arabia saudita e Israele hanno ancora la possibilità di un riavvicinamento, anche dopo l'inizio della guerra a Gaza, ha affermato il ministro per gli Investimenti saudita, Khalid-al-Falih, precisando che il tema "rimane sul tavolo". "I colloqui attualmente sospesi sono subordinati a una soluzione pacifica della questione palestinese", ha aggiunto.


Bbc, colloqui in corso per rilascio ostaggi in cambio di una pausa umanitaria

Sono in corso discussioni che potrebbero portare al rilascio di 12 ostaggi nelle mani di Hamas, la metà dei quali americani, in cambio di una pausa umanitaria di tre giorni. Lo ha riferito una fonte al corrente con i colloqui citata dalla Bbc.

La pausa, evidenzia la fonte, consentirebbe a Hamas di rilasciare gli ostaggi e all'Egitto di fornire aiuti umanitari sia al sud che al nord di Gaza. Il nodo riguarda la durata della pausa e la situazione nel nord, dove si registrano intensi combattimenti.

Portavoce Hamas: “Sola via per ostaggi è scambio prigionieri”

Abu Obeida, il portavoce delle Brigate al Qassam, ala militare di Hamas a Gaza, ha detto che "la strada unica ed evidente per la liberazione degli ostaggi è un accordo che preveda lo scambio di prigionieri totale o parziale". Lo ha riferito la tv pubblica israeliana Kan.

Michel, non accettiamo doppi standard tra i leader Ue

"Il Consiglio europeo in tre diverse occasioni ha fatto alcune dichiarazioni per affermare il diritto di Israele a difendersi, ha condannato fermamente il terribile attacco di Hamas, ma noi non accettiamo doppi standard nel Consiglio europeo. Ci sono valori universali e la protezione della vita civile deve essere qualcosa che viene fatto sempre e ovunque, non solo sulla base di interessi a breve termine". Lo ha detto il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, intervenendo alla plenaria del Parlamento europeo.

Gantz: “Operazione via terra a Gaza non ha limiti di tempo”

Non ci sono limiti di "durata" nell'operazione via terra lanciata dalle forze israeliane nella Striscia di Gaza. Lo ha detto l'ex ministro israeliano della Difesa ed ex capo delle forze di difesa israeliane (Idf), Benny Gantz, membro del gabinetto di guerra israeliano, incontrando i giornalisti a Tel Aviv. Lo riporta The Times of Israel. "Per quanto riguarda la durata dell'operazione - ha spiegato -, non ci sono limiti". La guerra, ha sottolineato, "è per la nostra esistenza e per il sionismo, quindi non posso fornire una stima della durata di ogni fase della guerra e dei combattimenti che ne seguiranno. Non possiamo ritirarci dal nostro obiettivo strategico".

Minacce contro ebrei in aumento negli Usa, molti acquistano armi

Le minacce contro gli ebrei americani sono in netto aumento negli Usa, e molti reagiscono acquistando armi e addestrandosi per proteggere se stessi e le loro famiglie. Lo rivela la Cnn, che ha condotto un'indagine presso operatori di poligoni di tiro, istruttori di armi da fuoco e comunità ebraiche. L'Anti-Defamation League ha dichiarato di aver registrato 312 episodi di antisemitismo negli Stati Uniti nelle prime tre settimane dopo lo scoppio del conflitto tra Israele e Hamas, inclusi casi di molestie e aggressioni.

Michel: “L’Ue sia ossessionata dalla soluzione dei due Statì”

"Se vogliamo che gli altri Paesi del mondo mantengano una fiducia nei nostri confronti dobbiamo essere coerenti. C'è chi strumentalizza dicendo che usiamo due pesi e due misure e non è così. Ho sempre incoraggiato Netanyahu a istituire delle pause umanitarie. Oggi ci sono delle forze reticenti ma noi dobbiamo essere ossessionati dalla pace e dalla soluzione a due Stati". Lo ha detto il presidente del Consiglio Charles Michel parlando all'Eurocamera in sede di replica nel dibattito sull'ultimo Consiglio europeo.


Guterres: “A Gaza numero bimbi morti supera qualunque guerra”

Il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres ha paragonato il numero di bambini uccisi a Gaza con il bilancio dei conflitti nel mondo di cui dà conto ogni anno al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. "Ogni anno, il numero più alto di uccisioni di bambini da parte di qualsiasi attore in tutti i conflitti a cui assistiamo è al massimo di centinaia", ha detto Guterres a Reuters Next. "In pochi giorni a Gaza abbiamo migliaia e migliaia di bambini uccisi, il che significa che c'è anche qualcosa di chiaramente sbagliato nel modo in cui vengono condotte le operazioni militari", ha sottolineato.

Israele: “Valutiamo zona umanitaria speciale nel sud per civili Gaza”

Una "zona umanitaria speciale" è "in corso di istituzione" ad al-Mawasi, a ovest di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza, vicino alla costa mediterranea, per i civili palestinesi. È quanto ha affermato Mark Regev, alto consigliere del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, parlando alla Bbc. "Lungo la costa, lungo il Mediterraneo, dove non ci sono infrastrutture di Hamas, stiamo parlando di creare una zona umanitaria sicura con ospedali da campo", ha detto. L'area è vicina al valico di frontiera con l'Egitto di Rafah e consente un "facile accesso" alle forniture di aiuti, ha aggiunto Regev, sottolineando che Israele "sta facendo del suo meglio per ridurre al minimo i danni collaterali".

Israele: “Corte suprema conferma divieto di manifestare contro guerra a Gaza”

La Corte Suprema israeliana oggi ha rigettato un ricorso presentato contro il divieto di manifestare contro il conflitto nella Striscia di Gaza, confermando la misura adottata dalla polizia contro le dimostrazioni convocate in località con forti comunità arabo-israeliane. Il ricorso era stato presentato dal partito di sinistra Hadash e dall'organizzazione per i diritti umani Adalah che si erano rivolte ai sommi giudici israeliani per ottenere l'autorizzazione alle dimostrazioni a Sakhin e Umm al Fahm.

Von der Leyen: “Territorio Gaza non venga amputato”

"Credo in cinque principi che possano costruire un terreno comune per il post-guerra. Innanzitutto, Gaza non può essere rifugio per i terroristi e ci sono diverse idee su come assicurare questo. Secondo, l'organizzazione terroristica di Hamas non può controllare o governare Gaza. Ci deve essere un unico Stato palestinese e un'unica Autorità palestinese. Terzo, nessuna presenza di sicurezza di Israele a lungo termine a Gaza, perché Gaza è parte essenziale di ogni futuro Stato palestinese e il territorio di Gaza non può essere amputato o ridotto in alcun modo". Lo ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo discorso in plenaria al Parlamento europeo. "Quarto, nessuno spostamento forzato di palestinesi da Gaza: questo sarebbe una tragedia umanitaria e anche una ricetta per avere più instabilità regionale. E, infine, nessun blocco di Gaza perchè uno Stato palestinese sia sostenibile anche dal punto di vista economico", ha aggiunto.

Cohen: “Sconfiggere Hamas per evitare che l’occidente sia il prossimo obiettivo”

"Dobbiamo vincere questa guerra" contro Hamas "per evitare che l'Occidente sia il prossimo obiettivo" perché "il terrorismo è come un cancro". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri israeliano Eli Cohen incontrando a Bruxelles i parlamentari europei, affermando che Hamas ha utilizzato gli aiuti inviati nella Striscia di Gaza per costruite tunnel e fabbricare i razzi, mentre ha lanciato i palestinesi "morire di fame".


Tv Egitto: “Vicino accordo per pausa e rilascio ostaggi”

Una tv egiziana ha segnalato che il Cairo è vicino al raggiungimento di un accordo per una pausa umanitaria a Gaza e il rilascio di ostaggi. Lo ha riferito Haaretz.

Appello Trudeau per "significativa pausa umanitaria"

Fa appello per una "significativa pausa umanitaria" nel conflitto a Gaza il primo ministro canadese, Justin Trudeau, auspicando che ciò possa consentire anche il rilascio di tutti gli ostaggi. Il governo canadese aveva già esortato a uno stop nei combattimenti per consentire l'accesso degli aiuti nella enclave palestinese della Striscia.

(reuters)

Michel: “Chiediamo pause e corridoi, l’assedio di Gaza è contro il diritto internazionale”

"Sosteniamo il diritto di Israele a difendersi e questo deve essere fatto in linea con il diritto internazionale umanitario. L'Ue è a favore della protezione delle vite dei civili in modo inequivocabile, ogni vita di un civile ha valore sempre e ovunque. Un assedio totale non è in linea con il diritto internazionale. Chiediamo delle pause umanitarie e dei corridoi umanitari a Gaza perchè gli aiuti umanitari devono arrivare con urgenza a chi ne ha bisogno. Più la situazione peggiora, più sarà difficile lavorare per una pace duratura in futuro". Lo ha dichiarato il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, nel dibattito nella plenaria del Parlamento europeo sui risultati del vertice di fine ottobre.

No della Corte suprema di Israele alle manifestazioni pacifiste

La Corte Suprema israeliana ha respinto la richiesta di autorizzazione per alcune manifestazioni contro la guerra. Come riporta la testata israeliana Haaretz, secondo la Corte "malgrado il diritto di protesta abbia un'elevata importanza, la complicata realtà in cui ci troviamo incide su quanto possa essere equilibrato". Le richieste erano state presentate dal partito Hadash e dall'organizzazione Adalah per organizzare proteste contro la guerra nelle città arabe di Sachnin e Umm al-Fahm. Secondo il parere della polizia depositato presso il tribunale, le manifestazioni hanno un'alta probabilità di danneggiare la sicurezza e il benessere pubblico

Israele: “Distrutti 130 tunnel a Gaza”

Le forze armate israeliane affermano di avere trovato e distrutto circa 130 tunnel nella Striscia di Gaza dall'inizio dell'operazione di terra il mese scorso. Tutti i tunnel sono stati distrutti, aggiunge l'Idf

Scontri vicino a Betlemme: feriti sei palestinesi

Sei palestinesi sono rimasti feriti da colpi di arma da fuoco negli scontri con le forze israeliane vicino a Betlemme, in Cisgiordania. Lo ha riferito Haaretz citando la Mezzaluna Rossa, secondo la quale altri tre sono stati colpiti da schegge e 17 hanno inalato gas lacrimogeni

Hamas al Nyt: “Abbiamo agito così per rilanciare la questione della Palestina”

Era necessario "cambiare l'intera equazione e non solo avere uno scontro. Siamo riusciti a rimettere sul tavolo la questione palestinese, e ora nessuno nella regione è più tranquillo": così Khalil al-Hayya, alto dirigente di Hamas, spiega in una intervista al New York Times da Doha lo scopo dell'attacco senza precedenti in Israele. "Spero che lo stato di guerra con Israele diventi permanente su tutti i confini e che il mondo arabo sia al nostro fianco", gli ha fatto eco Taher El-Nounou, consigliere per i media di Hamas

Israele: “Scovati e distrutti circa 130 tunnel a Gaza”

Gli ingeneri dell'esercito israeliano hanno trovato e distrutto circa 130 imbocchi di tunnel dall'inizio dell'operazione dentro la Striscia. Lo ha fatto sapere il portavoce militare secondo cui in molti casi sono state trovate accanto agli imbocchi strutture con batterie d'auto che si ritiene fossero collegate al sistema di filtraggio dell'aria dei tunnel.

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Hamas contro Unrwa: “Complici in esodo forzato popolo”

Hamas ha accusato l'Unrwa, l'agenzia Onu per i palestinesi, di essere "complice" nel "trasferimento forzato" della popolazione di Gaza. Israele ha sollecitato gli abitanti della zona nord della Striscia, dove sono più intensi i bombardamenti, a trasferirsi nella zona sud, e ha accusato il Movimento islamico di bloccare coloro che ci provano.

Wafa, bombardata scuola Unrwa a Gaza, decine di morti

Decine di civili palestinesi sono stati uccisi e altri sono rimasti feriti dopo che aerei da guerra israeliani hanno bombardato una scuola affiliata all'Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l'occupazione dei rifugiati (UNRWA) nella parte occidentale di Gaza. Il corrispondente dell'agenzia palestinese Wafa ha detto che l'aereo d'occupazione ha preso di mira una scuola dell'UNRWA vicino al raccordo di Al-Ansar, a ovest della città di Gaza, che comprende migliaia di sfollati, uccidendo dozzine e ferendone altri con ferite varie. Il corrispondente ha aggiunto che gli equipaggi delle ambulanze non possono raggiungere l'area a causa dei continui bombardamenti di artiglieria nella zona occidentale di Gaza City.

Hamas al Nyt: “Agito così per rilanciare questione Palestina”

Era necessario "cambiare l'intera equazione e non solo avere uno scontro. Siamo riusciti a rimettere sul tavolo la questione palestinese, e ora nessuno nella regione è più tranquillo": così Khalil al-Hayya, alto dirigente di Hamas, spiega in una intervista al New York Times da Doha lo scopo dell'attacco senza precedenti in Israele.
"Spero che lo stato di guerra con Israele diventi permanente su tutti i confini e che il mondo arabo sia al nostro fianco", gli ha fatto eco Taher El-Nounou, consigliere per i media di Hamas.

Ministro Israele: “Non escluso ripristino colonie a Gaza”

Il ministro dell'Istruzione israeliano Yoav Kisch non ha escluso che Israele possa ricostruire insediamenti ebraici nella Striscia di Gaza, quasi vent'anni dopo il ritiro dall'enclave palestinese. In un'intervista con la radio dell'esercito, il deputato del Likud ha sottolineato che non esclude "nessuna decisione" e che "non esiste lo status quo e nulla è sacro". Israele, ha proseguito, può "certamente ripristinare gli insediamenti e ridisegnare i confini", tutto ciò che è necessario affinchè "sia chiaro che non vi è alcuna minaccia contro Israele proveniente dalla Striscia di Gaza". Sottolineando che lo Stato ebraico non potrà lasciare l'enclave palestinese subito dopo la fine della guerra, per assicurarsi che chiunque controlli la Striscia non porti avanti attività militari contro Israele, Kisch ha anche sostenuto che lo Stato ebraico non è interessato a controllare Gaza a tempo indeterminato.

Distrutta la moschea simbolo di Khan Yunes, nel Sud di Gaza

Un bombardamento israeliano ha provocato la distruzione della moschea Khaled Ben al-Walid, uno dei simboli della città di Khan Yunes, a Sud di Gaza. Lo riferiscono fonti locali. La moschea si trova in un campo profughi. Al momento dell'attacco era a quanto pare vuota, ma mezzi di soccorso stanno egualmente accorrendo sul posto.

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Onu: “Le case di Gaza distrutte sistematicamente, è un crimine contro l’umanità”

Il bombardamento diffuso e sistematico delle abitazioni e delle infrastrutture civili a Gaza costituisce un crimine di guerra e un crimine contro l'umanità. Lo afferma Balakrishnan Rajagopal, relatore speciale delle Nazioni Unite per il diritto all'alloggio, sottolineando che circa il 50% di tutte le unità abitative sono state distrutte o danneggiate durante i raid israeliani durati un mese. "Condurre le ostilità con la consapevolezza che distruggeranno e danneggeranno sistematicamente abitazioni e infrastrutture civili - rendendo un'intera città come Gaza City inabitabile per i civili - è un crimine di guerra", ha affermato Rajagopal. Quando tali atti sono "diretti contro una popolazione civile, costituiscono anche crimini contro l'umanità", ha sottolineato.

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Oms, a Gaza 108 attacchi a strutture ospedaliere

Sono 108 gli attacchi alle strutture sanitarie a Gaza dal 7 ottobre che l'Organizzazione Mondiale della Sanità afferma di aver documentato. Lo riporta Haaretz. "Gli attacchi hanno provocato 512 morti, 654 feriti, danni a 39 strutture e colpito 36 ambulanze", ha aggiunto l'Oms.

Israele proroga di un’ora il corridoio di evacuazione

L'esercito israeliano ha dichiarato che oggi estenderà l'orario in cui consentirà ai residenti di Gaza nel nord della Striscia di evacuare verso sud, dalle 14 alle 15 (ora locale). In un messaggio pubblicato sui social media in lingua araba da un portavoce dell'Idf, si legge che "abbiamo deciso di estendere di un'altra ora il funzionamento del corridoio sicuro sulla Salah al-Din Road per il movimento dei residenti a sud di Gaza! Per la vostra sicurezza, unitevi alle migliaia di persone che si sono dirette verso l'area meridionale di Gaza sin dalle ore del mattino, quindi cogliete l'opportunità fino alle tre del pome

Centinaia nel corridoio umanitario a Gaza con bandiere bianche

L'esercito ha diffuso immagini del passaggio della popolazione palestinese dal nord al sud della Striscia nel corridoio umanitario aperto anche oggi dall'esercito lungo la strada Salah ad Din che taglia Gaza.
Dalle immagini si vedono centinaia di persone in cammino e anche in questa occasione, come avvenuto ieri, sono state innalzate dai palestinesi bandiere bianche. Il corridoio umanitario terminerà alle 14 (ora locale).

Mezza Luna Rossa, “Chiuse le strade per l'ospedale al-Quds”

Tutte le vie di accesso all'ospedale Al-Quds nella Striscia di Gaza sono chiuse e "le squadre mediche non possono lasciare l'ospedale per raggiungere i feriti". Lo segnala la Mezza Luna Rossa palestinese (Prcs) in un messaggio.
"Il bombardamento israeliano è in corso da ieri sera nei pressi dell'ospedale Al-Quds, dal lato occidentale", segnala l'organizzazione umanitaria. "Tutte le strade per l'ospedale sono chiuse. Le équipe mediche non possono lasciare l'ospedale per raggiungere i feriti".

Netanyahu vedrà leader insediamenti in Cisgiordania

Il Gabinetto di guerra israeliano, presieduto dal primo ministro Benjamin Netanyahu, terra una riunione questa sera dove ci sarà un incontro con con i capi del consiglio degli insediamenti in Cisgiordania. Lo riporta Haaretz. L'ufficio di Netanyahu ha spiegato che l'incontro avrà luogo "alla luce dell'avvertimento dei funzionari della sicurezza di una grave escalation della sicurezza" nella zona.

Autorità Gaza, già 10.500 morti, 4.300 bambini

Sale ancora il bilancio delle vittime nella Striscia di Gaza a seguito dell'operazione militare israeliana nell'enclave palestinese. Secondo il locale ministero della Sanità sinora sono morte 10mila e 569 persone, tra cui 4mila e 324 bambini. Lo riporta Al Jazeera.

Scontri a fuoco tra Hezbollah e Idf lungo la linea del fronte con il Libano

Uno scambio di fuoco è in corso tra Israele e gli Hezbollah libanesi lungo la linea del fronte aperta da un mese tra il nord di Israele e il sud del Libano. Lo riferiscono media libanesi e fonti locali nei pressi della linea di demarcazione tra i due paesi. In queste ore le aree più colpite dallo scambio di fuoco sono il settore centrale e occidentale della linea di demarcazione. Non si registrano al momento vittime.

Unrwa: “Uccisi 90 nostri dipendenti dall’inizio della guerra”

Sono oltre 90 i dipendenti dell'Unrwa, l'Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l'occupazione dei rifugiati palestinesi in Medio Oriente, uccisi nell'offensiva lanciata da Israele contro la Striscia di Gaza. "Mi addolora enormemente che 92 colleghi dell'Unrwa siano stati uccisi a Gaza. Non saremo mai più gli stessi senza di loro", ha affermato il commissario generale Philippe Lazzarini, che ha chiesto ancora una volta "un cessate il fuoco, per il bene dell'umanità". "È passato un mese dagli abominevoli attacchi in Israele, dalla brutale guerra e dal duro assedio contro Gaza", ha lamentato Lazzarini. Secondo l'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha), circa 725mila, sui 1,5 milioni di sfollati interni a Gaza stanno trovando rifugio nelle strutture dell'Unrwa.

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Borrell, “Situazione a Gaza molto grave, proteggere civili”

"La situazione attuale a Gaza è molto grave dal punto di vista umanitario, ma dobbiamo fare del nostro meglio per cercare di proteggere i civili. Sosteniamo fortemente - l'Unione europea sostiene fortemente - l'apertura di corridoi umanitari e le pause umanitarie per rendere possibili gli aiuti e il rilascio degli ostaggi". Lo ha detto l'Alto rappresentante Ue per la politica estera, Josep Borrell, nel suo intervento al G7 dei ministri degli Esteri a Tokyo.

"Dobbiamo fare del nostro meglio per proteggere i civili. So che fermare e diminuire l'attuale escalation sembra difficile, ma dobbiamo fare del nostro meglio per liberare gli ostaggi, per permettere ai binazionali di uscire da Gaza, per aumentare l'assistenza umanitaria. L'Unione Europea ha fornito 100 milioni di euro in aiuti umanitari - aumentandoli negli ultimi giorni. Ma l'importante non è solo avere risorse finanziarie, ma la capacità di entrare a Gaza. E per questo la frontiera deve garantire una maggiore capacità di trasporto degli aiuti umanitari", ha aggiunto.

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Hamas smentisce progressi truppe Israele a Gaza

Il portavoce di Hamas, Gazi Hamad, parlando da Beirut, ha negato che le truppe israeliane abbiano compiuto progressi significativi e stiano avanzando in profondità nella città di Gaza. "Non dicono mai la verità alla gente", ha detto Hamad. Ha aggiunto che lunedì numerosi soldati israeliani sono stati uccisi e "molti carri armati sono stati distrutti". I palestinesi, ha aggiunto, "combattono, combattono e combattono contro Israele, finché non porremo fine all'occupazione". L'esercito israeliano afferma di aver ucciso migliaia di combattenti di Hamas nel corso di un mese di guerra. L'Associated Press non ha potuto verificare in modo indipendente le affermazioni di nessuna delle due parti.

Blinken, “No a spostamento forzato palestinesi da Gaza”

"Guardando al dopoguerra gli elementi chiave non dovrebbero includere lo spostamento forzato dei palestinesi da Gaza". Lo ha detto il segretario di Stato americano Antony Blinken, in una dichiarazione al termine della ministeriale Esteri del G7 a Tokyo. Allo stesso tempo Gaza non deve essere utilizzata "come piattaforma per il terrorismo o altri attacchi violenti".

Il rabbino Goldischmidt: “Il Papa ha parlato dell’antisemitismo in Europa”

Nel corso dell’udienza concessa alla conferenza rabbinica europea lunedì scorso “il Papa si è soffermato anche sulle manifestazioni antisemite in Europa”: lo riferisce il rabbino Pinchas Goldschmidt, a capo dell’organizzazione rabbinica. In quell’occasione Francesco ha scelto di non leggere il discorso scritto (che conteneva, tra l’altro, una condanna dell’antisemitismo) ed ha preferito salutare i rabbini ed intrattenersi con loro informalmente. “Nei giorni scorsi”, racconta ora il rabbino alla rivista tedesca The European, “il Papa ha più volte parlato della tragedia che si sta verificando in Terra Santa. Ha parlato anche della necessità di liberare gli ostaggi (israeliani nelle mani di Hamas, ndr.). Abbiamo scambiato delle idee su come accelerare”. Goldshmidt, che è stato rabbino capo di Mosca sino al momento in cui è stato espulso per avere criticato la guerra in Ucraina, racconta anche che è la sesta volta che ha incontrato Francesco: “L’ultima volta che sono stato da solo con lui, abbiamo discusso se Putin avrebbe usato o meno armi nucleari”. In questo frangente Bergoglio, sottolinea il rabbino, oltre ad essere una “voce morale nel mondo”, ha “canali diplomatici con diverse autorità religiose, anche musulmane”. Per Goldschmidt, in generale, “ciò che stiamo vedendo in Europa dal sette ottobre è che l’antisemitismo è tornato ad essere politicamente corretto”.

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Israele apre ancora corridoio per evacuare fino alle 14

L'esercito israeliano ha annunciato di aver di nuovo aperto fin alle 14 di oggi (ora locale) un corridoio umanitario dal nord al sud della Striscia lungo la via Salah ad Din che taglia l'intera Gaza. Lo ha annunciato il portavoce dell'esercito Avichay Adraae, che ha sollecitato i cittadini di Gaza a spostarsi a sud. "Se tieni a te stesso e ai tuoi cari - ha sottolineato - dirigiti a sud".

Media, forze israeliane a 700 metri dall’ospedale al-Shifa

L'esercito israeliano è a 700 metri dall'ospedale al-Shifa di Gaza dove, sostengono gli israleiani, si trova il centro di comando di Hamas. Lo riferiscono fonti locali citate da al-Jazeera.

Tajani, “Violenza coloni può ritorcersi contro Israele”

"Già da tempo abbiamo invitato i coloni israeliani a non compiere atti di violenza che poi si ritorcerebbero contro Israele stessa". Lo ha detto il ministro degli esteri Antonio Tajani a Tokyo. Nel documento finale del G7, si legge che "l'aumento della violenza estremista commessa dai coloni contro i palestinesi è inaccettabile, mina la sicurezza in Cisgiordania e minaccia le prospettive di una pace duratura".

Israele, "leader Hamas sono morti che camminano"

Jonathan Conricus, uno dei portavoce dell'esercito israeliano, ha definito la 'cupola' di Hamas, tanto dentro che fuori Gaza, come "dead men walking', morti che camminano. "L'indicazione è sicuramente quella di uccidere o catturare tutti i leader di Hamas", ha detto, intervistato da Sky News in Australia, "coloro che hanno pianificato, facilitato ed eseguito il massacro omicida del 7 ottobre in Israele. L'abbiamo detto chiaramente: sono tutti morti che camminano. Ed è solo una questione di tempo all'interno e all'esterno di Gaza, prima che questi leader di Hamas vengano catturati o uccisi da Israele".

Tajani, “Civili siano tenuti fuori da attacchi Israele”

"Abbiamo ancora una volta ribadito che la popolazione civile deve essere tenuta fuori dai legittimi attacchi di Israele contro le centrali militari di Hamas": lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in una conferenza stampa al termine della riunione dei ministri degli Esteri G7 a Tokyo.

G7: bilaterale Tajani-Blinken, illustrate priorità presidenza Italia

A margine della ministeriale Esteri del G7 a Tokyo in Giappone il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha illustrato le priorità della prossima presidenza italiana del G7 al Segretario di Stato Usa, Antony Blinken. "Continuiamo a lavorare insieme per garantire la sicurezza di Israele e risolvere la crisi umanitaria a Gaza", le parole di Tajani. "Piena sintonia su prospettiva di de-escalation nell'ottica di una soluzione politica: 2 popoli 2 Stati", ha aggiunto.

Il G7: l’unica via verso la pace in Medio Oriente è quella che porta a due Stati

"Sottolineiamo che una soluzione a due Stati, che prevede che Israele e uno Stato palestinese vivano fianco a fianco in pace, sicurezza e riconoscimento reciproco, rimane l'unica via verso una pace giusta, duratura e sicura". E' quanto si legge nella dichiarazione finale adottata al termine della ministeriale Esteri del G7 di Tokyo.

Israele, ucciso capo della produzione delle armi di Hamas

L'esercito israeliano ha ucciso nella notte, in un attacco aereo mirato, Mohsen Abu Zina, capo della produzione di armi di Hamas. Lo ha fatto sapere il portavoce militare, secondo cui Abu Zina è stato "uno dei principali sviluppatori di armi di Hamas ed era un esperto nello sviluppo di armi strategiche e razzi utilizzati dai terroristi". Il portavoce ha poi aggiunto che la notte scorsa è stata eliminata "una cellula terroristica che progettava di lanciare missili anti tank contro i soldati".

Identificati corpi di 843 persone uccise il 7 ottobre

La polizia ha identificato i corpi di 843 cittadini israeliani uccisi nell'attacco di Hamas dello scorso 7 ottobre ai kibbutz di frontiera. Lo ha fatto sapere la stessa polizia.

Israele, 31 i soldati morti in combattimento a Gaza

Sono saliti a 31 i soldati israeliani morti dall'avvio dell'operazione terrestre a Gaza in risposta all'attacco di Hamas del 7 ottobre scorso. L'ultimo in ordine di tempo - ha fatto sapere l'esercito - è stato Yaacov Ozeri (28 anni) della 410/a Brigata corazzata ucciso ieri nel nord della Striscia. Inoltre - secondo la stessa fonte - ci sono anche tre soldati che sono stati feriti in modo grave sempre durante i combattimenti di ieri.Sono saliti a 31 i soldati
israeliani morti dall'avvio dell'operazione terrestre a Gaza in risposta all'attacco di Hamas del 7 ottobre scorso. L'ultimo in ordine di tempo - ha fatto sapere l'esercito - è stato Yaacov Ozeri (28 anni) della 410/a Brigata corazzata ucciso ieri nel nord della Striscia. Inoltre - secondo la stessa fonte - ci sono anche tre soldati che sono stati feriti in modo grave sempre durante i combattimenti di ieri.

Israele: la Cia al lavoro con noi per gli ostaggi

La Cia sta lavorando con l'intelligence israeliana su piani per salvare gli ostaggi nelle mani di Hamas, secondo le Forze di difesa israeliane (Idf). Il direttore dell'agenzia di spionaggio americana Bill Burns ha discusso ieri dell'argomento con il capo di stato maggiore dell'Idf, Herzi Halevi, ha detto il portavoce dell'esercito israeliano Daniel Hagari. Durante l'incontro tra Burns e Halevi in Israele sono stati presentati materiali di intelligence e pianificazione operativa per aiutare il rilascio degli ostaggi, secondo Hagari.

Msf annuncia la morte di uno dei suoi uomini a Gaza

Medici senza frontiere ha fatto sapere che uno dei suoi collaboratori è rimasto ucciso con molti suoi parenti in un bombardamento sul campo profughi di Chati.

Esercito israeliano: in un mese colpiti 14mila obiettivi di Hamas

A un mese dall'inizio dell'operazione militare contro Hamas le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno effettuato attacchi su più di 14.000 obiettivi nella Striscia di Gaza. In una conferenza stampa il portavoce dell'esercito Daniel Hagari ha detto che sono stati demoliti oltre 100 ingressi di tunnel, distrutte più di 4.000 armi di vario tipo e "uccisi molti terroristi di Hamas, anche comandanti". Hagari ha spiegato che molti degli obiettivi colpiti sono stati localizzati in moschee, asili e quartieri residenziali. "Ciò dimostra che Hamas sta cinicamente usando la sua popolazione come scudo umano", ha detto il portavoce dell'esercito israeliano.

Metropolis/441 - Israele, Di Feo: "Vittime, ostaggi, costi. Il primo bilancio di un mese di conflitto"

Israele: colpiti siti di Hezbollah nel sud Libano

Le forze di difesa israeliane affermano che aerei da combattimento hanno colpito i siti di Hezbollah nel sud del Libano in risposta al lancio di razzi sul nord di Israele in precedenza. Lo riporta 'The Times of Israel'. I siti includevano un deposito di armi, posizioni di lancio di razzi, infrastrutture e siti in cui sono immagazzinati "mezzi tecnologici", ha fatto sapere l'Idf in un aggiornamento sui social.

Almeno 500 persone hanno lasciato Gaza ieri

Almeno 500 persone, la maggior parte delle quali straniere o con doppia nazionalità e i loro familiari a carico, hanno lasciato nella giornata di ieri la Striscia di Gaza attraverso l'Egitto. Lo riferisce Reuters citando fonti di sicurezza egiziane.

Biden chiede a Netanyahu una pausa di tre giorni nei combattimenti

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha chiesto premier Benyamin Netanyahu tre giorni di pausa nei combattimenti per consentire di fare progressi nel rilascio di alcuni degli ostaggi nelle mani di Hamas. Lo riporta Axios citando alcune fonti, secondo le quali la richiesta è stata avanzata nella telefonata di ieri. Secondo la proposta che si sta discutendo in quest ore fra Stati Uniti, Israele e Qatar, Hamas rilascerebbe 10-15 ostaggi e userebbe i tre giorni per verificare l'identità di tutti gli ostaggi e consegnare un elenco con i nomi.

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