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Hamas, le news del 25 novembre. Liberati 13 ostaggi israeliani e 4 thailandesi, sono già in Israele. Nel pomeriggio ritardo nel rilascio, la mediazione di Egitto e Qatar sblocca la crisi

Hamas, le news del 25 novembre. Liberati 13 ostaggi israeliani e 4 thailandesi, sono già in Israele. Nel pomeriggio ritardo nel rilascio, la mediazione di Egitto e Qatar sblocca la crisi
(afp)
Lo stop temporaneo dopo che i miliziani avevano chiesto a Israele di fare entrare tutti i camion di aiuti a Gaza
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Segui la diretta dal conflitto tra Israele e Hamas del 26 novembre

Il previsto rilascio della seconda tranche di ostaggi da parte di Hamas, che avrebbe dovuto iniziare alle ore 16, non è ancora andato in porto. Il motivo è da attribuire a una decisione di Hamas, che ha deciso di ritardare la consegna dei prigionieri fino a quando non saranno stati fatti entrare tutti i camion di aiuti all’interno della Striscia di Gaza. Israele ha risposto con durezza, minacciando di porre fine alla tregua a mezzanotte qualora gli ostaggi non verranno rilasciati entro quell’orario.

Dopo l’entrata in vigore del cessate il fuoco tra Israele e Hamas, ieri sono stati liberati i primi 13 rapiti nelle mani di Hamas. Rilasciati anche 10 thailandesi e un cittadino filippino.

“Ci aspettiamo che altre decine di ostaggi, compresi gli americani, verranno restituite alle loro famiglie", scrive su X il presidente americano, Joe Biden.

Gli ostaggi sono arrivati in Israele

Gli ostaggi liberati oggi da Hamas sono entrati in territorio israeliano.

Gli ostaggi liberati oggi sono arrivati in Egitto

Gli ostaggi liberati oggi da Hamas sono arrivati dal lato egiziano del valico di Rafah, a bordo di mezzi della Croce Rossa.

Reuters: “Hamas ha consegnato 13 ostaggi israeliani e 7 stranieri alla Croce Rossa”

Reuters scrive che Hamas ha consegnato 13 ostaggi israeliani e 7 stranieri alla Croce Rossa.

Hamas: “Tra le nostre detenute rilasciate stasera ci sarà Asra Jabas”

Secondo Hamas, tra le prigionieri palestinesi che oggi rilascerà Israele ci sarà anche Asra Jabas.

Il portavoce dell’Idf: “Progressi significativi sugli ostaggi, ma serve pazienza”

Il portavoce dell'Idf Daniel Hagari ha detto che ci sono "progressi significativi" negli sforzi per liberare stasera i 13 ostaggi previsti dall’accordo con Hamas, ma “ci vuole pazienza: niente è definitivo fino a quando non accade". "Se l'accordo non verrà rispettato, torneremo a combattere".
Lo riporta Times of Israel.

Biden ha parlato con l’emiro del Qatar prima che venisse risolta la crisi degli ostaggi

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha parlato con l'emiro del Qatar Tamim bin Hamad al-Thani e gli ha chiesto di agire per superare il ritardo di Hamas nella liberazione dei 13 ostaggi israeliani prevista per oggi.
La crisi è rientrata in serata e Hamas ha sottolineato il ruolo di Qatar ed Egitto nella mediazione. Si attende a breve la liberazione di 13 ostaggi israeliani e 7 stranieri. Israele rilascerà altri 42 prigionieri palestinesi.

Hamas conferma che rilascerà gli ostaggi previsti per oggi

Hamas ha confermato che rilascerà in giornata gli ostaggi previsti dall’accordo con Israele e ringrazia Egitto e Qatar “per aver garantito la tenuta della tregua temporanea con Israele”. Lo riporta la Bbc.

Un funzionario palestinese alla Bbc: “Crisi risolta”

Un alto funzionario palestinese che segue i negoziati in corso in Qatar ha detto alla Bbc che la disputa sugli ostaggi è stata risolta e che gli ostaggi (13 israeliani e 7 stranieri) verranno consegnati questa sera alla Croce Rossa.

Il ministero degli Esteri del Qatar: “Gli ostaggi liberati saranno 20, 13 israeliani e 7 stranieri”

Il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar ha detto che dopo "un ritardo" il secondo scambio di ostaggi israeliani con prigionieri palestinesi avrà luogo oggi. Hamas rilascerà 13 ostaggi israeliani e 7 stranieri, Israele libererà 39 prigionieri palestinesi.

Il ministero degli Esteri del Qatar: “Problema risolto attraverso le comunicazioni tra noi e l’Egitto”

Il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar ha detto che gli ostacoli al rilascio degli ostaggi sono stati risolti attraverso le comunicazioni tra Doha e l’Egitto.

Fonti palestinesi a Reuters: Il ritardo nel rilascio degli ostaggi è stato risolto dall’Egitto

Il problema alla radice del ritardo nel rilascio degli ostaggi sarebbe stato risolto dall’intervento dell’Egitto, ha detto una fonte palestinese a Reuters.

Il Qatar sta cercando di risolvere il ritardo nel rilascio degli ostaggi al più presto

L’agenzia Reuters riporta che il Qatar sta trattando con Israele e Hamas per risolvere "al più presto" il ritardo nel rilascio degli ostaggi.

Gallant: “L’Idf non lascerà la Striscia di Gaza fino alla completa liberazione degli ostaggi”

Il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant ha detto che le forze israeliane non lasceranno la Striscia di Gaza fino a quando tutti gli ostaggi non saranno restituiti a Israele, e che qualsiasi futuro negoziato con Hamas sarà condotto durante i combattimenti. Le osservazioni di Gallant, riferisce 'The Times of Israel', sono state fatte mentre il ministro visitava la Striscia di Gaza questa mattina, per la prima volta dall'inizio della guerra, incontrando comandanti e soldati. Gallant è entrato nella Striscia di Gaza via mare con il capo della Marina, il vice ammiraglio David Sàar Salama.

"La nostra capacità di portare il primo gruppo di ostaggi deriva dalla pressione esercitata dai militari. Non appena la pressione militare si fa sentire, vogliono una pausa. Quando aumenti la pressione, vogliono un'altra pausa. Quando aumenti ancora di più, sono pronti a venire con un'offerta, e quando aumenti ancora di più, e sono pronti a venire con un'offerta che può essere accettata, questo è l'intero metodo", afferma Gallant.

"Non possiamo lasciare l'operazione e la guerra a Gaza fino a quando non raggiungeremo una situazione in cui riporteremo indietro tutti gli ostaggi, perché ne abbiamo molti di più", dice. Gallant dice che il cessate il fuoco sarà breve. "Qualsiasi ulteriore negoziato sarà fatto durante i combattimenti. Se vogliono continuare a discutere il prossimo accordo, sarà mentre le bombe cadono e le forze combattono, questa è la base".

Hamas: “I camion che hanno raggiunto Gaza Nord sono meno della metà di quelli concordati con Israele”

“Solo 65 dei 340 camion di aiuti umanitari entrati nella Striscia hanno potuto raggiungere Gaza Nord, a causa delle limitazioni imposte da Israele. Si tratta di un numero inferiore di oltre la metà rispetto a quanto convenuto in sede di accordi”. Lo ha fatto sapere un portavoce di Hamas, per chiarire le ragioni dei miliziani in merito al ritardo del rilascio degli ostaggi.

Fonti palestinesi sottolineano la mediazione egiziana

"L'Egitto sta cercando di risolvere il ritardo nel rilascio degli ostaggi" Un funzionario palestinese ha detto all'agenzia Reuters che l'Egitto sta cercando di risolvere il ritardo nel rilascio degli ostaggi israeliani.

Hamas, Israele ha cambiato elenco palestinesi da scarcerare

Un funzionario di Hamas, parlando alla Bbc, ha affermato che Israele ha apportato modifiche significative all'elenco concordato dei prigionieri palestinesi da scarcerare in cambio del rilascio degli ostaggi israeliani. Ha anche affermato che le forze di difesa israeliane hanno ucciso due palestinesi a Beit Hanoun a Gaza, in un'area dove i palestinesi possono spostarsi. Secondo il funzionario, Israele ha permesso solo a tre camion su 100 di raggiungere il nord di Gaza e ha fatto volare droni sul sud della Striscia, violando l'accordo.

In corso i negoziati per arrivare a una soluzione entro questa sera

Funzionari israeliani affermano che sono ancora in corso frenetici negoziati con l'obiettivo di raggiungere una soluzione questa sera. Non c'è certezza se la crisi verrà risolta presto, ma in Israele la gente continua ad essere ottimista sul fatto che l'attuale impulso alla liberazione dei prigionieri verrà attuato nelle prossime ore, entro mezzanotte. In Israele confermano che i due principali punti del contendere sono i camion degli aiuti umanitari nel nord della Striscia di Gaza, e l’elenco di nominativi di prigionieri da scarcerare.

Media, ultimatum di Israele: “Se non ci sarà rilascio entro mezzanotte l’offensiva riprenderà”

Israele minaccia: se gli ostaggi non saranno rilasciati entro mezzanotte, l'offensiva a Gaza riprenderà. A riferirlo è la tv israeliana Channel 12 che cita un funzionario israeliano. "Tutte le affermazioni di Hamas secondo cui Israele avrebbe violato l'accordo sono false. Questo è un tentativo di propaganda di Hamas. Israele ha rispettato tutti i suoi obblighi. Hamas mette in imbarazzo i mediatori di Egitto e Qatar", ha aggiunto.

Esplosioni a Eliat, attivato sistema difesa aerea

Esplosioni si sono sentite nella città di Eliat, nel sud di Israele. Le sirene di allarme aereo non sono risuonate ma il sistema di difesa Iron Dome è stato attivato contro un obiettivo sospetto che si stava avvicinando alla città. Lo riportano i media israeliani. Non è al momento chiaro se si trattasse di un falso allarme.

Una fonte politica israeliana a Ynet: “Israele non ha violato l’accordo”

Una fonte politica israeliana ha negato che "Israele abbia violato l'accordo" come denunciato da Hamas, che sta perciò ritardando la liberazione della seconda tranche di ostaggi prevista oggi. Lo riporta Ynet.

Hamas ritarda il rilascio degli ostaggi

Hamas ritarda il rilascio degli ostaggi fino a che Israele non permetterà a tutti i camion di aiuti di entrare a Gaza

(reuters)

Onu, dal 7 ottobre in Cisgiordania uccisi 221 palestinesi

In Cisgiordania dal 7 ottobre, scrive nel suo sito web l'Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari (Ocha), "213 palestinesi, tra cui 55 bambini, sono stati uccisi dalle forze israeliane. Altri otto, compreso un bambino, sono stati uccisi dai coloni israeliani (sempre) in Cisgiordania, inclusa Gerusalemme Est. Quattro israeliani sono stati uccisi in attacchi da parte di palestinesi".

Cohen incontra i 10 ostaggi thailandesi e il filippino rilasciati ieri

Il ministro degli Esteri israeliano Eli Cohen ha visitato oggi gli 11 ostaggi thailandesi e filippini liberati ieri dalla prigionia di Hamas. "I cittadini israeliani e stranieri hanno avuto un destino comune di fronte a un nemico crudele", afferma Cohen in una nota. Il ministro afferma che Israele continuerà a lavorare per liberare tutti gli ostaggi, compresi oltre una dozzina di lavoratori stranieri che rimangono prigionieri. "Ho promesso a tutti i cittadini stranieri rilasciati ieri che riceveranno la migliore assistenza medica e psicologica", aggiunge Cohen.

Idf: “Ostaggi consegnati da Hamas alla Croce Rossa”

Secondo l’Idf, l’esercito israeliano, sarebbe iniziata la consegna degli ostaggi alla Croce Rossa, dice Haaretz.

Haaretz, Hamas avrebbe localizzato altri 10-20 ostaggi

Hamas avrebbe fatto sapere di aver localizzato altri 10-20 ostaggi che potrebbero essere rilasciati. Lo riporta Haaretz secondo cui, se questo fosse vero, si potrebbe estendere la tregua di uno o due giorni. Secondo le stime dell'intelligence israeliana Hamas avrebbe la capacità di liberare circa 30 ostaggi in più rispetto ai 50 inizialmente concordati nell'intesa.

Ritardo tecnico nel processo di rilascio degli ostaggi

C'è un "leggero ritardo" nel rilascio del secondo gruppo di ostaggi israeliani rapiti nella Striscia di Gaza il 7 ottobre. Lo ha fatto sapere Times of Israel (Toi) ricordando che il processo avrebbe dovuto iniziare alle 16.00 (le 15 in Italia). Il sito ha citato una fonte anonima israeliana che ha definito "tecnico" il ritardo, causato forse dai negoziati sul numero di 13 o 14 ostaggi israeliani da liberare oggi.

Media, ritardo “tecnico” in rilasci degli ostaggi

È un "ritardo tecnico" che sta facendo slittare il rilascio del secondo gruppo degli ostaggi israeliani che sarebbe dovuto iniziare alle 16 ora locale, le 15 in Italia. Lo riferiscono fonti vicine ai negoziati citate da Haaretz che comunque assicurano che il rilascio sarà avviato presto.


Media: “Israele voleva il rilascio del 14esimo ostaggio, Hamas ha negato”

Saranno 13, e non 14 come era stato detto da alcune fonti questa mattina, gli ostaggi israeliani che dovranno essere rilasciati oggi nella seconda giornata di scambio. Secondo quanto ricostruisce Haaretz, Israele aveva chiesto di aggiungere un altro ostaggio alla lista dei 13 identificando un'altra persona che rientrava nei termini fissati dall'accordo, cioè il rilascio di madri e figli insieme, se i figli hanno meno di 19 anni.


Ritardo nel rilascio secondo gruppo di ostaggi

C'è un evidente ritardo nel rilascio del secondo gruppo di ostaggi israeliani rapiti nella Striscia di Gaza il 7 ottobre, fanno notare i media locali. Secondo Channel 12 News, si sta ancora negoziando se 13 o 14 israeliani verranno rilasciati oggi, anche se non è chiaro se sia questa la causa del ritardo. Mentre Israele ha detto che aspetta 13 ostaggi, il servizio carcerario israeliano ha fatto i preparativi per il rilascio di 42 prigionieri palestinesi; secondo i termini dell'accordo con Hamas, per una pausa nei combattimenti, vengono rilasciati tre prigionieri per ogni ostaggio israeliano.
Channel 12 riporta che il processo di rilascio potrebbe iniziare alle 17 ora locale (le 16 in Italia).

Fuoco israeliano su una pattuglia Unifil

Una pattuglia dell'Unifil, la forza di pace schierata dalle Nazioni Unite al confine tra Libano e Israele, è stata colpita dal fuoco dell'esercito israeliano nei pressi di Aytaroun, nel Sud del Libano. Tutto è successo, dice l'Unifil su X, in un momento in cui non erano in corso combattimenti. Nessun casco blu è rimasto ferito, ma il veicolo è stato danneggiato. Proprio ieri, il capo missione e comandante della Forza dell'Unifil, aveva esortato a fermare ogni ciclo di violenza nella zona demilitarizzata, ricordando a tutti che qualsiasi ulteriore escalation "potrebbe avere conseguenze devastanti".

Egitto, segnali positivi su possibile estensione tregua

L'Egitto afferma di aver ricevuto "segnali positivi" da tutte le parti riguardo a una possibile estensione della tregua a Gaza per uno o due giorni. Diaa Rashwan, capo del Servizio d'informazione statale egiziano (Sis), ha dichiarato in una nota che il Paese sta tenendo colloqui approfonditi con tutte le parti per raggiungere un accordo sull'estensione della tregua concordata di quattro giorni, che "significa il rilascio di più detenuti a Gaza e prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane".

Duecento camion aiuti umanitari entrati nella Striscia da Rafah

Sono 200 i camion con gli aiuti umanitari che sono entrati nella Striscia di Gaza. Lo riferisce il Cogat, il coordinatore delle attività governative nei territori secondo quanto riporta Haaretz. I camion contengono cibo, acqua, attrezzature per rifugi e forniture mediche.

Tv, ostaggi liberati oggi in gran parte del kibbutz Beeri

Gran parte degli ostaggi israeliani che saranno liberati oggi sono del kibbutz di Beeri, uno dei più colpiti dalla razzia di Hamas dello scorso 7 ottobre. Lo ha riferito la tv Canale 12.

Hamas, Israele ha sparato su équipe mediche durante tregua

Le forze israeliane hanno sparato contro le équipe mediche durante la tregua, secondo quanto denunciato da Munir al-Bursh, direttore generale del ministero della Sanità di Gaza, governata da Hamas.
"Le forze israeliane hanno sparato contro le squadre mediche che si erano recate nel cosiddetto corridoio sicuro durante la tregua", ha detto il funzionario ad Al Jazeera. "Non possiamo ripristinare l'operatività dell'ospedale di al-Shifa a meno che non arrivino attrezzature e carburante sufficienti", ha poi aggiunto riferendosi al principale ospedale di Gaza.
"Non ci sono garanzie che le forze israeliane non prenderanno nuovamente di mira gli ospedali", ha poi concluso al-Brush.

Mezzaluna rossa, 100 camion di aiuti e 175 palestinesi a Gaza da Rafah

Sono 100 i camion entrati finora, nel secondo giorno di tregua, nella Striscia di Gaza dal valico di Rafah, di quelli in coda davanti al passaggio - riferiscono fonti della Mezzaluna rossa egiziana - oltre a 175 palestinesi che erano rimasti bloccati in Egitto. Una ventina di egiziani sono invece rientrati in patria, insieme a 22 feriti. Sette cisterne di carburante, di cui 4 di gas e 3 di diesel con un totale di 130.000 litri sono stati scaricati nei magazzini dell'Unrwa, mentre 200 camion di aiuti umanitari sono stati spostati ad Al-Awja, in attesa di poter entrare nella Striscia.
All'aeroporto di Al-Arish sono arrivati questa mattina 4 aerei di aiuti umanitari, attrezzature mediche e cibarie provenienti, rispettivamente, dalla Russia, dall'Arabia Saudita, dagli Emirati e dal Sultanato dell'Oman. Gaza ha ricevuto ieri, primo giorno di tregua, 200 camion di aiuti. Alcuni camion, tuttavia sono ancora in coda tra Egitto e Striscia di Gaza, in attesa di poter entrare.

(reuters)

La figlia dell’ostaggio liberato Hanna Katzir: “Urgente riportarli tutti a casa”

"Mia madre, l'eroina, è con noi. E' fantastica e ha tanto da elaborare. Il suo ritorno a casa ci dice che è possibile e necessario il rilascio immediato di tutti gli ostaggi". Ad affermarlo in un post su Facebook è Carmit Palty Katzir, la figlia dell'ostaggia israeliana Hanna Katzir, 76 anni, che è stata liberata ieri nell'ambito dell'accordo tra Israele e Hamas. "I nostri cuori sono ancora a Gaza, con gli oltre 200 ostaggi e le loro famiglie preoccupate. Sono grata di riavere la mia mamma", scrive ancora.

17 feriti palestinesi trasferiti in Egitto

Oggi sono stati 17 i palestinesi feriti trasferiti in Egitto attraverso il valico di Rafah. Lo rendono noto fonti del governo egiziano alla Cnn, specificando che dalla parte egiziana del valico sono passati 340 camion di aiuti che però non avrebbero ancora raggiunto Gaza perché devono passare prima i controlli degli israeliani. Tra questi camion vi sono sette autocisterne per il carburante e quattro per il gas.


Hamas, “Israele ha violato intesa, aperti a nuove proposte”

Hamas ha sostenuto che "ci sono molte violazioni dell'accordo da parte di Israele" e si è detto "aperto alle proposte dei mediatori e pronto a esaminare proposte di nuovi accordi". Ad affermarlo all'emittente al-Jazeera è stato Taher al-Nunu, consigliere del capo dell'ufficio politico di Hamas, alla luce dell'arrivo di una delegazione del Qatar in Israele, che dovrebbe discutere possibili sviluppi dell'intesa per la liberazione degli ostaggi nelle mani del Movimento islamico a Gaza.
Secondo al-Nunu, le forze armate israeliane non hanno rispettato gli accordi relativi al rilascio dei prigionieri e all'ingresso dei camion con gli aiuti umanitari nella Striscia. "Se Israele non si impegna a fornire aiuti al nord di Gaza, mette a rischio l'intero accordo", ha affermato, aggiungendo che "Israele ha anche violato l'accordo facendo aprire il fuoco ai soldati in diverse località e provocando la morte di due persone".

Diffuso video di Ohad Munder, l'abbraccio con il padre dopo 50 giorni

Ohad Munder, 9 anni, 49 giorni nei tunnel di Hamas, ha riabbracciato oggi il padre nell'ospedale pediatrico Schneider a Petah Tikva dopo essere stato rilasciato nel primo gruppo dello scambio tra Israele e i terroristi. La famiglia ha chiesto di diffondere il video dell'incontro: Ohad, magro magro con la sua maglietta grigia e gli occhiali da vista, corre verso il padre che lo raccoglie in un abbraccio liberatorio. Ohad, che ha compiuto nove anni mentre era a Gaza, è stato liberato ieri insieme alla madre Keren Munder, 55 anni, e alla nonna Ruti Munder, di 78 anni. Il nonno, Avraham Munder, è ancora ostaggio dei miliziani.

Hamas: “Israele viola accordo ma siamo aperti a nuove intese”

Il consigliere del capo dell'ufficio politico di Hamas, Taher al-Nunu, ha dichiarato ad Al Jazeera che "ci sono molte violazioni dell'accordo da parte di Israele", sottolineando in ogni caso che i miliziani sono "aperti alle proposte dei mediatori e siamo pronti per esaminare proposte di nuovi accordi". Lo riporta Haaretz. Le sue parole giungono mentre una delegazione del Qatar si trova in Israele per discutere - secondo quanto riferito - i possibili sviluppi dell'accordo per la liberazione dei sequestrati.


Delegazione Qatar in Israele perchè accordo prosegua bene

L'aereo privato del Qatar arrivato in Israele ha portato una delegazione ristretta di Doha impegnata a far sì che l'accordo sulla liberazione degli ostaggi nelle mani di Hamas a Gaza e la scarcerazione di detenuti palestinesi prosegua senza problemi. La visita è stata progettata per "coordinare le parti sul campo e le loro controparti a Doha in modo da garantire che l'accordo continui a progredire senza intoppi e per discutere maggiori dettagli sull'accordo in corso", ha spiegato un diplomatico citato dai media israeliani.

Idf intercetta a nord di Israele un oggetto aereo dal Libano

Le sirene di allarme sono di nuovo risuonate nel nord di Israele al confine con il Libano. Lo ha fatto sapere il portavoce dell'esercito (Idf) aggiungendo che l'aviazione ha intercettato con un missile un "sospetto obiettivo aereo entrato dal Libano". E' la seconda volta che succede oggi.

Convoglio con aiuti umanitari e carburante arrivato a Gaza

Un convoglio di camion carichi di aiuti umanitari è entrato questa mattina a Gaza dall'Egitto. Il Coordinamento israeliano delle attività governative nei territori (Cocat) ha affermato che quattro cisterne di carburante e quattro cisterne di gas da cucina sono state trasferite dall'Egitto alle organizzazioni umanitarie delle Nazioni Unite attraverso il valico di Rafah. "Il carburante e il gas da cucina sono destinati al funzionamento delle infrastrutture umanitarie essenziali a Gaza", ha affermato. Venerdì gli aiuti hanno raggiunto il nord di Gaza per la prima volta in più di un mese. Un convoglio delle Nazioni Unite ha consegnato farina a due strutture che ospitavano gli sfollati a causa dei combattimenti. L'Onu ha affermato che la pausa ha permesso di aumentare la consegna di cibo, acqua e medicine per un volume molto più grande dalla ripresa dei convogli di aiuti umanitari il 21 ottobre. Sono stati forniti 129.000 litri di carburante - poco più del 10% del volume giornaliero prebellico - oltre a gas da cucina, per la prima volta dall'inizio della guerra.

Ostaggi thailandesi: “Iran ha facilitato il rilascio”

L'Iran ha facilitato il rilascio dei dieci cittadini thailandesi che erano tenuti in ostaggio da Hamas nella Striscia di Gaza dal 7 ottobre. Lo scrive sui social media l'ambasciata di Teheran a Bangkok, spiegando di aver fornito a Hamas la lista con i nomi dei dieci thailandesi come concordato con il ministero degli Esteri e con il presidente del Parlamento della Thailandia. "Questa richiesta è stata accettata da Hamas e 10 ostaggi tailandesi sono stati rilasciati dopo il cessate il fuoco", si legge in una nota dell'ambasciata.


Vicepremier belga conferma le parole di de Croo: “Le uccisioni a Gaza devono finire”

Dopo le proteste formali di Israele, la vicepremier belga, Petra de Sutter, conferma le parole del premier Alexander de Croo che, in una conferenza stampa ieri a Rafah con Pedro Sánchez, ha chiesto la fine degli attacchi israeliani contro la Striscia di Gaza.


Consigliere Khamenei: “Israele perderà sicuramente la guerra”

"Il regime sionista non ha raggiunto nessuno dei suoi obiettivi nell'attacco militare contro Gaza e i suoi piani sono certamente stati un fallimento". Lo ha dichiarato Yahya Rahim-Safavi, consigliere militare del leader iraniano Ali Khamenei, citato dall'agenzia Tasnim.
"L'unico risultato ottenuto da Israele è stato il massacro dei palestinesi", ha accusato il consigliere. "Hamas continua ad esistere poiché il popolo di Gaza ha resistito eroicamente al genocidio israeliano", ha aggiunto.

Hamas: “Stop genocidio a Gaza, mondo sostenga causa palestinese”

È un appello alla comunità internazionale, al "mondo" perché "sostenga la causa palestinese e stia dalla parte dei palestinesi" quello rivolto da Hamas nel secondo giorno della tregua con Israele. "Va fermato il genocidio a Gaza", ha aggiunto Hamas, affermando che "vanno riconosciute le responsabilità dell'occupazione che commette il crimine di uccidere i bambini, i civili".

Sindacato: “66 giornalisti uccisi a Gaza dal 7/10”

Sono 66 i giornalisti uccisi nella Striscia di Gaza dall'inizio della guerra tra Israele e Hamas lo scorso 7 ottobre. Lo rende noto il Sindacato dei giornalisti palestinesi spiegando che "tra le vittime si contano anche sei giornaliste".


Due palestinesi uccisi in Cisgiordania con l’accusa di aver collaborato con Israele

Due cittadini palestinesi di Tulkarem, in Cisgiordania, sono stati giustiziati nel centro della città dal "battaglione Tulkarem" con l'accusa di aver collaborato con l'intelligence israeliana. Lo riferiscono media palestinesi, secondo i quali i cadaveri dei due uomini sono stati appesi a un palo della luce ed esposti alla popolazione come avvertimento.

Famiglie ostaggi, in piazza stasera: “50 giorni d'inferno”

Il Forum delle famiglie ha indetto alle 19 (le 18 in Italia) di stasera a Tel Aviv una manifestazione per marcare i 50 giorni "di inferno" in cattività degli ostaggi, circa 200, ancora nelle mani di Hamas dallo scorso 7 ottobre. Lo ha fatto sapere lo stesso Forum aggiungendo che si prevede una partecipazione di circa 50.000 persone da tutta Israele, comprese le parti più lontane come Eilat. La manifestazione si svolgerà in quella che è stata rinominata 'Piazza degli ostaggi', di fronte al Museo di Tel Aviv e davanti al Ministero della Difesa.

Egitto ha ricevuto la lista dei 14 ostaggi da liberare oggi

L'Egitto ha ricevuto dal gruppo dei miliziani palestinesi Hamas una lista di 14 ostaggi che saranno rilasciati oggi. Lo hanno detto fonti della sicurezza citate dal Guardian.

La prima foto di Daniel e Emilia Aloni, appena rilasciate da Hamas

Emilia Aloni, 6 anni, e sua madre Daniel dopo la loro liberazione dalla prigionia di Hamas, venerdì sera. Foto per gentile concessione della famiglia.
Credits: Portavoce del Centro medico pediatrico Schneider.

Patriarca Gerusalemme: “Liberare ostaggi primo passo per la fine del conflitto”

“La liberazione di alcuni ostaggi è il primo passo verso la fine del conflitto in corso tra Israele e Hamas”. Lo afferma il patriarca di Gerusalemme dei latini, il cardinale Pierbattista Pizzaballa. Il fatto che si sia arrivati ad un accordo sulla liberazione di almeno alcuni degli ostaggi è positivo, perché finora - dice ai media vaticani- l'unico canale di comunicazione era quello militare. Invece, in questo modo si fa un primo passo innanzitutto verso l'allentamento della tensione sia interna che internazionale. Poi è anche un modo per cominciare ad avviare altre soluzioni che non siano quelle militari: intendo soluzioni per la fine del conflitto".

Media, aereo con funzionari del Qatar atterrato in Israele

Un aereo con funzionari del Qatar è atterrato in Israele a poca distanza di ore del rilascio di altri 14 ostaggi israeliani per 42 detenuti palestinesi. Lo ha riferito Haaretz segnalando quanto sia "inusuale" il fatto. Il Qatar - che non ha relazioni diplomatiche con Israele - è stato tra i principali protagonisti dell'intesa che ha portato alla tregua tra Hamas e Israele e allo scambio di ostaggi con detenuti.

Nave di proprietà israeliana attaccata da presunto drone iraniano

Una nave portacontainer, la Cma Cgm Symi, di proprietà di un miliardario israeliano, è stata attaccata da un presunto drone iraniano nell'Oceano Indiano. Lo ha riferito all'Associated Press un funzionario della difesa americano. Il funzionario ha riferito che si sospetta che la nave battente bandiera di Malta sia stata presa di mira da un drone Shahed-136 che trasportava bombe mentre si trovava in acque internazionali. Il drone è esploso, causando danni alla nave ma senza ferire nessuno dell'equipaggio. "Continuiamo a monitorare attentamente la situazione", ha detto ancora il funzionario.

Mezzaluna Rossa: “196 camion con aiuti entrati ieri da Rafah”

Sono 196 i camion con aiuti umanitari entrati ieri nella Striscia di Gaza tramite il valico di Rafah e consegnati alla Mezzaluna Rossa palestinese. I camion contengono medicinali e forniture mediche, ma anche acqua e cibo, spiega la Mezzaluna Rossa palestinese in un tweet. Dal 21 ottobre ad oggi sono 1.759 i camion ricevuti dalla Mezzaluna Rossa palestinese, spiega l'organizzazione su 'X'.

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Hamas oggi libererà 14 ostaggi, Israele 42 palestinesi

Le autorità israeliane hanno annunciato che oggi libereranno 42 detenuti palestinesi mentre Hamas rilascerà 14 ostaggi tenuti a Gaza. I termini dell'accordo raggiunto prevedono la scarcerazione di 3 palestinesi per ogni israeliano liberato, insieme a una tregua di quattro giorni entrata in vigore ieri mattina.

Palestinese ucciso in raid israeliano vicino Jenin

Un cittadino palestinese è stato ucciso nel corso di un raid israeliano a Qabatiya, vicino a Jenin nel nord della Cisgiordania. Lo rende noto l'emittente al-Jazeera citando fonti mediche secondo le quali la vittima è stata colpita al torace.


Aiuti umanitari distribuiti a Nord di Gaza per la prima volta da inizio guerra

Per la prima volta dall'inizio della guerra lo scorso 7 ottobre vengono distribuiti aiuti umanitari alla popolazione palestinese nel nord della Striscia di Gaza. Lo conferma l'Ocha, l'Agenzia delle Nazioni Unite che si occupa degli affari umanitari. La distribuzione degli aiuti era stata finora impedita a Gaza City e nel nord dell'enclave palestinese perché considerata zona di guerra.

Le Nazioni Unite stanno quindi distribuendo aiuti a quelle persone che si erano nascoste negli ospedali e nelle scuole.


Yoni Asher riabbraccia moglie e figlie: “Farò risorgere la mia famiglia dal trauma”

È "determinato a far risorgere la mia famiglia dal trauma e dal terribile lutto che abbiamo attraversato, per il futuro delle mie bambine e per quello di Doron".
Sono le prime parole di Yoni Asher che ieri, dopo 40 giorni, ha potuto riabbracciare la moglie Doron, 34 anni e cittadinanza tedesca, e le figlie Raz e Aviv, cinque e due anni, rapite lo scorso 7 ottobre da Hamas mentre si trovavano nel kibbutz di Ni-Oz per far visita alla nonna. L'anziana è stata uccisa dai miliziani di Hamas proprio il giorno dell'assalto e del sequestro.


Centro medico: “Ostaggi sono in condizioni stabili”

Il centro medico Wolfson a Holon, nella zona centrale d'Israele, ha fatto sapere che i cinque ostaggi rilasciati ieri e ricoverati nella struttura sono in condizioni mediche stabili. In tutto ieri Hamas ha liberato 24 sequestrati, tra cui 13 israeliani - donne, bambini e anziane - 10 thailandesi e un filippino. Per oggi è atteso un nuovo gruppo di rilasciati, mentre prosegue la tregua di quattro giorni entrata in vigore ieri mattina alle 7.

Possibile drone da Libano, sirene nel nord Israele

Sirene sono risuonate nel nord di Israele, nella zona dell'Alta Galilea vicino al confine con il Libano. Secondo quanto riferito dalle forze armate, ad attivarle è stata l'infiltrazione di un possibile drone contro il quale i soldati hanno lanciato un intercettattore. L'episodio è avvenuto nelle comunità di Yiftah e Mevòot Hermon.
Poco prima l'esercito israeliano aveva dichiarato di aver abbattuto un missile terra-aria lanciato dal territorio libanese prendendo di mira siti di Hezbollah in risposta all'attacco.

Gaza: Oms preoccupata per la sorte del direttore dell'ospedale Al-Shifa

L'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha dichiarato di non avere informazioni sulla sorte del direttore dell'ospedale Al-Shifa di Gaza, arrestato il 22 novembre, e ha chiesto che i suoi diritti siano "pienamente rispettati". In un comunicato, l'OMS informa che il direttore del più grande ospedale della Striscia di Gaza, Mohammed Abou Salmiya, è stato arrestato insieme ad altri cinque operatori sanitari, mentre partecipavano a una missione delle Nazioni Unite per evacuare i pazienti. Da allora, "due dei sei membri sono stati rilasciati", indica l'Oms, ma "non abbiamo informazioni sullo stato di salute dei quattro, compreso il direttore dell'ospedale". L’OMS “chiede che i loro diritti legali e umani siano pienamente rispettati durante la loro detenzione”. Israele aveva annunciato giovedì l'arresto di Salmiya.

Thailandia, ancora venti cittadini in ostaggio a Gaza

Il ministero degli Esteri thailandese stima che siano circa venti i cittadini thailandesi ancora in ostaggio a Gaza. In precedenza si pensava che almeno 26 cittadini della Thailandia fossero stati rapiti, comprese le dieci persone rilasciate ieri. Tuttavia, del gruppo dei dieci liberati, quattro non erano stati in precedenza confermati come ostaggi.

Media: 8 bambini tra 13 ostaggi che saranno liberati oggi

Funzionari israeliani hanno confermato che otto dei 13 ostaggi israeliani che saranno rilasciati oggi sono bambini. Lo scrive il portale Ynet.

Padre bimbe rilasciate: “Festeggio quando tutti ostaggi saranno liberi”

"Sono felice di aver riaccolto la mia famiglia, è permesso provare gioia ed è permesso versare una lacrima. Questa è una cosa umana. Ma non festeggio, non festeggerò finché l'ultimo degli ostaggi non tornerà a casa".
Sono le parole di Yoni Katz Asher, la cui moglie e figlie sono tornate questa sera in Israele dopo 49 giorni di prigionia a Gaza.
"La mia famiglia: Doron, Raz e Aviv sono tornate a casa dalla prigionia. Sono determinato ad aiutare la mia famiglia a riprendersi dal terribile trauma e dalla perdita che abbiamo subito, per il futuro delle mie figlie e di mia moglie. Mi aspettano ancora giorni difficili", dice l'uomo in un video rilanciato dal Forum delle famiglie degli ostaggi, ringraziando le autorità israeliane.

Biden: ci aspettiamo rilascio altre decine di ostaggi

"A partire da oggi, in base all'accordo raggiunto tra Israele e Hamas, i combattimenti a Gaza si fermeranno per quattro giorni. Tredici ostaggi israeliani sono stati rilasciati insieme a diversi cittadini thailandesi. E ci aspettiamo che altre decine, compresi gli americani, verranno restituiti alle loro famiglie". Lo scrive su X il presidente americano, Joe Biden.

(afp)

Pediatra: ostaggi in buone condizioni fisiche

Il direttore del Centro medico pediatrico Schneider, Efrat Baron Har Lev, ha affermato che "quattro bambini, tre madri e una nonna che sono finalmente nelle mani migliori e più premurose" sono arrivati al centro medico, scrive Haaretz.
Har Lev ha spiegato che "le loro condizioni fisiche sono buone e attualmente sono sottoposti ad una valutazione medica ed emotiva". Il direttore ha aggiunto che "stiamo facendo di tutto per prenderci cura della salute fisica e mentale di tutti coloro che ritornano da noi".

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