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Israele - Hamas, le news del 4 febbraio. Hamas verso il no all’intesa

Israele - Hamas, le news del 4 febbraio. Hamas verso il no all’intesa
Polemiche sul ministro israeliano Ben-Gvir che critica Biden: “Meglio Trump”. Netanyahu: “Israele è riconoscente per il sostegno degli Usa”. Stati Uniti e Gb: "Colpiti 36 obiettivi Houti in Yemen"
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Hamas e le altre fazioni palestinesi di Gaza sono in procinto di respingere la proposta di mediazione su tregua e ostaggi. Lo riferiscono i media arabi.

Israele "è molto riconoscente all'amministrazione Usa per il sostegno avuto sin dall'inizio della guerra". Lo ha detto il premier Benjamin Netanyahu dopo le parole del ministro Itamar Ben Gvir, secondo cui "con Trump la condotta Usa della guerra a Gaza sarebbe stata diversa" da quella di Joe Biden.

Casa Bianca: “L’accordo sugli ostaggi non è dietro l’angolo”

L'accordo sugli ostaggi "non è dietro l'angolo". Lo ha detto il consigliere americano per la Sicurezza Nazionale Jake Sullivan all'emittente Abc, sottolineando che questo tipo di negoziati può procedere molto lentamente fino a quando non comincia ad avanzare molto in fretta, per questo è "difficile avere tempi precisi".

Blitz nel quartier generale della Brigata Khan Yunis di Hamas

L'esercito israeliano ha compiuto un 'raid mirato' a Khan Yunis (nel sud della striscia di Gaza) nella base al-Qadsia, roccaforte della Brigata Khan Yunis di Hamas che fungeva da centro di addestramento militare e dove si trovavano gli uffici di Mohammed Sinwar, il fratello del leader locale di Hamas Yihia Sinwar. Entrambi sono tuttora ricercati.
Da quella sala di comando, ha riferito il portavoce militare, sono stati progettati i massacri del 7 ottobre.
La base era protetta da ordigni disposti per tempo da Hamas, "anche all'interno delle pareti". I militari della brigata israeliana Givati sono riusciti a disinnescarli e anche a neutralizzare "i terroristi" barricati all'interno ricorrendo al fuoco di tiratori scelti e di carri armati, nonché dell'aviazione. A Khan Yunis i combattimenti proseguono con forza, in particolare nel suo settore Ovest.

Media: Hamas non darà risposta stasera su tregua

Contrariamente alle attese, Hamas non risponderà questa sera alla proposta di una tregua e del rilascio degli ostaggi elaborata nei giorni scorsi a Parigi e proposto con la mediazione di Egitto e Qatar. È quanto si legge sulla stampa israeliana e palestinese. Secondo il canale tv Channel 12, in particolare, il leader di Hamas da Gaza, Yahya Sinwar, chiederà solide garanzie per la fine della guerra e il ritiro delle truppe israeliane, ma è già noto che Israele non ha intenzione di accettare. La rete di informazioni palestinese Quds cita una fonte di Hamas secondo cui le parti non sono vicine a un accordo e che conferma la richiesta di fine della guerra da parte del movimento palestinese.

Media arabi: Hamas respinge la mediazione su tregua e ostaggi

Hamas è pronto a rifiutare l'accordo mediato a Parigi per gli ostaggi e il cessate il fuoco a Gaza. Lo riferisce il media saudita Al-Arabiya, ripreso anche dagli israeliani Ynet e Jerusalem Post. Hamas chiederebbe, secondo le fonti citate dal media saudita, un maggior numero di detenuti palestinesi da liberare da parte di Israele.
La risposta scritta a Egitto e Qatar dovrebbe essere inviata "contemporaneamente" nelle prossime ore e - secondo fonti citate da un altro quotidiano saudita, Al-Sharq - conterrebbe anche la richiesta di un totale cessate il fuoco, da sempre rifiutato da Israele.

Trump contro Israele: “Si sono defilati nell’operazione Soleimani”

L'ex presidente americano Donal Trump ha ripetuto l'accusa a Israele di essersi defilato all'ultimo momento dall'operazione americana in cui è stato ucciso in Iraq il generale iraniano Qassem Soleimani nel gennaio 2020. "Quando abbiamo preso Soleimani, sapete che Israele avrebbe dovuto essere con noi. Ma due giorni prima hanno detto che non potevano più farlo", si è lamentato Trump, intervistato da Fox News. Già dopo l'attacco di Hamas il 7 ottobre, Trump aveva dichiarato di "non aver mai dimenticato che Bibi Netanyahu ci ha mollato", riferendosi all'uccisione di Soleimani. Proprio oggi il Wall Street Journal ha pubblicato un'intervista con il ministro israeliano della Sicurezza nazionale, il politico di estrema destra Itamar Ben Gvir, secondo il quale Trump tratterebbe molto meglio Israele di quanto faccia l'attuale presidente americano Joe Biden

Media: “Ancora nessuna conferma della consegna dei medicinali agli ostaggi”

Ancora non è arrivata nessuna conferma della consegna di farmaci agli ostaggi rapiti da Hamas, a quasi tre settimane dal loro invio. Lo scrive Times of Israel, spiegando di aver chiesto informazioni in proposito all'ufficio del primo ministro ma di non aver ricevuto nessuna risposta sostanziale. Anche il Forum delle famiglie degli ostaggi ha detto di non sapere nulla. In seguito ad un accordo mediato da Egitto e Qatar, con la partecipazione della Francia, Doha ha annunciato il 16 gennaio che la consegna di medicine per gli ostaggi sarebbe iniziata il giorno successivo insieme alla fornitura di farmaci e aiuti umanitari per la popolazione civile di Gaza. La Croce Rossa internazionale, che non ha mai potuto vistare gli ostaggi, ha chiarito di non essere coinvolta nell'accordo e la sua realizzazione. Alcuni ostaggi, fra cui degli anziani, soffrono di malattie croniche mentre altri sono stati feriti durante il loro rapimento. il Forum delle famiglie aveva chiesto di poter avere una prova visiva della consegna di farmaci ai loro cari

Media: “Raid di Israele a Deir al-Balah colpiscono una casa e una moschea: 15 morti, inclusi bambini, e 45 feriti”

È di almeno 15 morti e 45 feriti il bilancio di raid israeliani che a Deir al-Balah, nel centro della Striscia di Gaza, hanno colpito una casa e una moschea. Lo riferisce un giornalista di Associated Press sul posto, aggiungendo che tra i feriti ci sono bambini

Idf: “Dopo 15 razzi lanciati dal Libano, Israele ha colpito una serie di siti di Hezbollah”

Dopo 15 lanci di razzi da dal Libano, Israele ha colpito una serie "siti di Hezbollah" oltre confine. Lo ha detto il portavoce militare secondo cui i raid aerei hanno centrato postazioni "a Blida e Mays al-Jabal, incluso un sito di lancio gestito da operativi di Hezbollah". Secondo la stessa fonte un tank israeliano ha colpito "una cellula di Hezbollah e Blida" e i soldati ora stanno rispondendo verso "la fonte dei lanci di razzi" dall'altra parte del confine

Manifestanti per Gaza protestano fuori dalla casa di Blinken: “Criminale di guerra”

Da qualche giorno fuori dalla residenza di Antony Blinken nel Nord della Virginia, stazionano oltre 100 manifestanti pro-Gaza che si sono accampati lungo la strada con tende e sedie da campeggio. Lo riporta il New York Times. Il segretario di Stato parte oggi per la sua missione in Medio Oriente e in settimana farà tappa in Israele e Cisgiordania per la quinta volta dagli attacchi del 7 ottobre. Tuttavia le proteste contro di lui continuano con tanto di cartelli che lo accusano di essere un "criminale di guerra". "Qui abita Blinken il sanguinario", si legge su un altro, mentre sul marciapiede qualcuno ha scritto: "Segretario del genocidio". "Sfidiamo il freddo, il vento e la pioggia 24 ore al giorno per implorare Blinken a sostenere un cessate il fuoco immediato a Gaza", hanno scritto in una nota gli organizzatori della protesta chiamata “Occupy Blinken”, dal nome della protesta fuori dalla Borsa di New York di qualche anno fa “Occupy Wall Street”. Il segretario di Stato non è stato l'unico preso di mira dai manifestanti in questi mesi: proteste sono state organizzate anche davanti alla residenza del segretario alla Difesa Lloyd Austin e del Consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan

Usa: “Ci saranno nuovi raid contro i gruppi pro-Iran”

"Ci saranno nuovi raid Usa contro i gruppi affiliati all'Iran". Lo ha detto il consigliere per la sicurezza nazionale americana, Jake Sullivan, in un'intervista alla Cnn. "Se attaccheranno noi risponderemo", ha insistito il funzionario della Casa Bianca

Medico arrestato in ospedale a Gaza: “Subiti abusi dall’Idf per 45 giorni”

Un medico palestinese afferma che le forze israeliane a Gaza lo hanno arrestato dopo aver fatto irruzione in ospedale e lo hanno sottoposto ad abusi durante i 45 giorni di prigionia, inclusa la privazione del sonno, lasciandolo incatenato e bendato per tutto il tempo, prima di rilasciarlo la scorsa settimana. Lo scrive Reuters online. Il dottor Said Abdulrahman Maarouf stava lavorando all'ospedale al-Ahli al-Arab di Gaza City quando questo è stato circondato dalle forze israeliane a dicembre. Ha raccontato di essere stato ammanettato, con le gambe incatenate e gli occhi bendati per le quasi sette settimane della sua prigionia. Ha aggiunto di essere stato costretto a dormire su ciottoli, senza materasso, cuscino o coperta e con musica ad alto volume. L'esercito israeliano non ha risposto alla richiesta di commento della Reuters, limitandosi a dire che avrebbe rilasciato una dichiarazione più tardi. In precedenza ha negato di aver preso di mira o di aver abusato di civili e accusa Hamas di utilizzare gli ospedali per operazioni militari, cosa che Hamas nega

(reuters)

Netanyahu: “Non accetteremo ogni accordo né a ogni prezzo”

"I nostri sforzi per liberare gli ostaggi procedono incessantemente. Come ho già detto non accetteremo ogni accordo né ad ogni prezzo". "Molte cose che sono state dette nei media come se le avessimo accettate, ad esempio la liberazione dei terroristi, non le accettiamo". Netanyahu ha poi confermato che Israele non metterà fine alla guerra fino "all'eliminazione di Hamas, il ritorno di tutti gli ostaggi e che Gaza non rappresenti più una minaccia per Israele"

Unrwa: “Gaza è senz'acqua, rischi per le persone vulnerabili”

L'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (Unrwa) ha affermato che l'accesso all'acqua pulita e ai servizi igienico-sanitari è molto limitato a causa dei bombardamenti incessanti a Gaza. "La crisi umanitaria, aggravata dalle limitate consegne di aiuti e dalla distruzione delle infrastrutture, mette migliaia di persone vulnerabili a rischio di malattie - ha affermato l'Unrwa su X - L'acqua è vita e Gaza è senz'acqua"

(afp)

Netanyahu: “Israele è riconoscente per il sostegno degli Usa”

Israele "è molto riconoscente all'amministrazione Usa per il sostegno avuto sin dall'inizio della guerra". Lo ha detto il premier Benjamin Netanyahu dopo le parole del ministro Itamar Ben Gvir, secondo cui "con Trump la condotta Usa della guerra a Gaza sarebbe stata diversa" da quella di Joe Biden. "Questo non vuol dire - ha aggiunto - che con gli Usa non possano esserci divergenze di opinioni. Le abbiamo superate con decisioni ponderate e determinate". Netanyahu ha poi detto "di non aver bisogno di nessuno" nel gestire i rapporti con gli Usa nel contesto "della difesa degli interessi di sicurezza di Israele"

Media: “Due bambini uccisi in un bombardamento sull’asilo di Rafah”

Almeno due bambini sono stati uccisi in un attacco israeliano contro un asilo nella città di Rafah, nella parte meridionale di Gaza, ha detto il ministero della Sanità della Striscia citato dall'agenzia Wafa. L'attacco è avvenuto durante la notte. Ci sarebbero anche decine di feriti. Nell'asilo avevano trovato rifugio molti sfollati

Aperto il valico di Rafah per il passaggio di aiuti umanitari

Il valico di frontiera di Rafah, tra l'Egitto e la Striscia di Gaza è stato aperto questa mattina per il passaggio di aiuti umanitari, cibo, medicinali e carburante, nonché per l'uscita di palestinesi feriti, stranieri e persone con la doppia cittadinanza da Gaza. Lo rende noto Raed Abdel Nasser, segretario generale della Mezzaluna Rossa nel Sinai del Nord. Le autorità egiziane continuano a mantenere aperto il valico e questo ha permesso il passaggio di 120 camion di aiuti umanitari, medici e alimentari e 6 camion di carburante, consegnati poi all'Unrwa e alla Mezzaluna Rossa palestinese

L’Iran accusa Usa e Regno Unito di alimentare "caos e disordine"

In Iran, il ministero degli Esteri ha accusato gli Stati Uniti e il Regno Unito di alimentare il caos in Medio Oriente con gli ultimi bombardamenti effettuati nello Yemen, un'azione che Teheran ha descritto come una violazione della sovranità e l'integrità territoriale di quel Paese. "Gli Stati Uniti e il Regno Unito con le loro azioni militari nella regione stanno alimentando il caos, il disordine, l'insicurezza e l'instabilità con l'obiettivo di dare respiro a questo regime criminale (Israele) accusato di genocidio dei palestinesi", ha affermato in una conferenza stampa il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Nasser Kanani

Media: “Stasera la risposta di Hamas sull’accordo per gli ostaggi”

Hamas e le altre fazioni palestinesi di Gaza rilasceranno stasera alle 19 (le 18 in Italia) una dichiarazione congiunta di risposta alla proposta di accordo sugli ostaggi. Lo ha riferito il quotidiano israeliano Maariv che cita il canale tv saudita Al-Hadath. Secondo Maariv, questa sera dovrebbe riunirsi anche il Gabinetto di guerra israeliano.

Hamas consegnerà la sua risposta sull’accordo in serata, secondo una Tv saudita

Hamas e le fazioni palestinesi daranno la loro risposta alla proposta di accordo sugli ostaggi formulata a Parigi alle 19 ora locale. Lo riferisce il canale saudita Al-Hadath. La notizia, che non è stata confermata dai diretti protagonisti, non è apparso su altri media del mondo arabo. Per oggi in Israele è prevista la convocazione anche del gabinetto di guerra del governo.

Anp: “Ministri di Israele responsabili degli sputi a Gerusalemme”

Il ministero degli Esteri palestinese ha condannato i due ebrei ortodossi che ieri hanno sputato su un sacerdote cristiano in Città Vecchia a Gerusalemme insultando anche Gesù. Ed ha addossato la responsabilità "all'istigazione" da parte dei ministri israeliani di estrema destra Itamar Ben Gvir e Bezalel Smotrich come espressione di una "cultura coloniale razzista" che "nega l'esistenza dell'altro".
Il ministero ha poi sostenuto che "milizie di coloni" si sentono incoraggiate da un "senso di impunità politica e legale" che le incoraggia a persistere nel "seminare odio" e nel "provocare cittadini palestinesi e membri di altre religioni".

Gaza, il bilancio dei palestinesi uccisi sale a 27.365

Sono almeno 27.365 i palestinesi uccisi nella Striscia di Gaza dall'inizio dell'offensiva israeliana il 7 ottobre scorso. È il nuovo aggiornamento delle vittime fornito dal ministero della Sanità di Gaza, che aggiunge che i feriti sono 66.630. Solo nelle ultime 24 ore sono state uccise almeno 130 persone, aggiunge il ministero.

Gantz critica Ben-Gvir per l’attacco a Biden: "Irresponsabile"

In Israele, Benny Gantz, il leader centrista membro del gabinetto di guerra, ha fortemente criticato il ministro Itamar Ben-Gvir per aver attaccato il presidente degli Stati Uniti Joe Biden in un'intervista al Wall Street Journal. "I disaccordi con il nostro più importante alleato -ha detto- non dovrebbero essere gestiti con dichiarazioni irresponsabili nei media che danneggiano le relazioni strategiche di Israele, la sicurezza nazionale e lo sforzo bellico".
Gantz ha invitato il primo ministro Benjamin Netanyahu a "richiamare all'ordine" Ben-Gvir, "che, invece di occuparsi di questioni di sicurezza interna, sta causando enormi danni alle relazioni estere di Israele". Anche il leader dell'opposizione Yair Lapid ha criticato il ministro della Sicurezza nazionale, leader del partito di estrema destra Otzma Yehudit (Potere Ebraico): "L'intervista di Ben-Gvir è un colpo diretto alla posizione internazionale di Israele, un colpo diretto allo sforzo bellico, danneggia la sicurezza di Israele e soprattutto dimostra che non capisce nulla di politica estera. Chiederei al primo ministro di fermarlo, ma Netanyahu non ha alcun controllo sugli estremisti del suo governo".

Il ministro israeliano Ben-Gvir: "Trump meglio di Biden. Con lui la linea Usa a Gaza sarebbe stata diversa"

Itamar Ben-Gvir, il ministro israeliano per la Sicurezza e leader del partito di estrema destra Otzma Yehudit (Potere ebraico) ha concesso un'intervista al Wall Street Journal: ha criticato il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, sostenendo che Donald Trump sarebbe meglio per Israele, e ha spiegato il suo piano di ricollocamento dei palestinesi di Gaza.
"Invece di darci pieno appoggio, (Biden) è impegnato a fornire aiuti umanitari e carburante a Gaza, che va ad Hamas. Se Trump fosse al potere, il comportamento dell'America sarebbe completamente diverso", ha detto il leader della destra religiosa israeliana.
Inoltre, Ben-Gvir ha delineato il suo piano per l'emigrazione volontaria dei residenti di Gaza, osservando che incoraggiare gli abitanti di Gaza a migrare volontariamente in luoghi di tutto il mondo attraverso incentivi finanziari è "la vera soluzione umanitaria". Il ministro ha anche sostenuto che alcuni palestinesi sarebbero aperti a discuterne, e che lo dice basandosi in parte sul materiale di intelligence che ha ricevuto come membro del gabinetto di guerra, ma non ha spiegato meglio.
[[(gele.Finegil.Image2014v1) epaselect MIDEAST ISRAEL PALESTINIAN CONFLICT]]

Israele, morto un altro soldato in battaglia, il bilancio sale a 225

L'esercito israeliano ha annunciato la morte di un altro soldato in combattimento nel sud di Gaza. L'ha fatto sapere il portavoce militare aggiungendo che si tratta del riservista Shimon Yehoshua (24 anni). Il bilancio dei soldati morti in battaglia dall'inizio del conflitto è ora di 225.

Usa mette in guardia gli Houthi, "Cessino azioni ostili"

Il segretario alla Difesa Usa, Lloyd Austin, ha detto che gli attacchi contro gli Houthi in Yemen continueranno se i ribelli non cesseranno le loro azioni ostili.
"E' un'azione collettiva", ha detto in riferimento all'operazione condotta nella tarda serata da Usa e Gb contro obiettivi Houthi in Yemen, che "invia un chiaro messaggio agli Houthi": ci saranno "ulteriori conseguenze se non porranno fine ai loro attacchi illegali contro i navi marittime internazionali e navi militari".

Usa, distrutto missile antinave Houthi nello Yemen

Un missile antinave Houthi è stato distrutto nello Yemen. Lo riporta la Bbc. Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom), in un post sui social, afferma che le sue forze "hanno condotto un attacco per legittima difesa contro un missile da crociera antinave Houthi pronto a essere lanciato contro le navi nel Mar Rosso. Le forze statunitensi hanno identificato il missile da crociera nelle aree dello Yemen controllate dagli Houthi e hanno stabilito che rappresentava una minaccia imminente per le navi della marina americana e le navi mercantili nella regione".

Londra, ultimi attacchi nello Yemen non sono escalation

Gli ultimi attacchi nello Yemen "non sono un'escalation". Lo afferma il segretario alla Difesa britannico Grant Shapps alla Bbc. Gli attacchi degli Houthi alle navi commerciali e militari nel Mar Rosso sono "illegali e inaccettabili" aggiunge. "E' nostro dovere proteggere vite innocenti e preservare la libertà di navigazione" spiega il segretario alla Difesa giustificando l'operazione condotta insieme agli Usa come "proporzionata e mirata contro obiettivi militari Houthi nello Yemen".

Houti: aggressione Usa e Gb non resterà senza risposta

Il bombardamento da parte della coalizione anglo-americana "non cambierà la nostra posizione, e affermiamo che le nostre operazioni militari contro Israele continueranno fino a quando i crimini di genocidio a Gaza non saranno fermati e l'assedio sui suoi residenti non sarà tolto, qualunque sia la situazione e i sacrifici che ci costa". Lo scrive su X Mohammed al-Bukhaiti, membro dell'ufficio politico degli Houthi. "L'aggressione americano-britannica contro lo Yemen non rimarrà senza risposta" e "risponderemo a un'escalation con un'escalation".

Usa e Gb, bombardati 13 diversi luoghi dello Yemen

Gli Stati Uniti e il Regno Unito hanno bombardato 36 obiettivi houthi in 13 diversi luoghi dello Yemen "in risposta ai continui attacchi degli Houthi contro il traffico marittimo internazionale e commerciale e le navi da guerra che navigano nel Mar Rosso", si legge in un comunicato congiunto dei due Paesi e degli alleati che hanno sostenuto l'operazione. Questi raid aerei avvengono il giorno dopo una serie di attacchi americani contro le forze di èlite iraniane e dei gruppi armati pro-iraniani in Siria e Iraq, risposta alla morte di tre militari Usa in Giordania il 28 gennaio. "Questi attacchi di precisione hanno l'obiettivo di perturbare e degradare le capacità utlizzate dagli Houthi per minacciare il commercio mondiale e le vite di marinai innocenti", si legge ancora nella nota. Gli obiettivi erano "arsenali sotterranei, sistemi e lanciatori di missili, sistemi di difesa antiaerea e radar".

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