Segui la diretta del conflitto tra Israele e Hamas del 17 febbraio
Le forze di difesa israeliane (Idf) hanno annunciato che le loro truppe continuano a effettuare perquisizioni nell'ospedale Nasser di Khan Yunis e finora hanno dichiarato di aver arrestato più di 20 terroristi che hanno preso parte ai massacri del 7 ottobre. La situazione è "catastrofica", commenta il direttore dell'ospedale Nasser di Khan Yunis, Nahed Abu Taima. "L'energia elettrica è stata interrotta nell'intero complesso. Molti pazienti in terapia intensiva e anche quelli in dialisi vengono lasciati a lottare per la vita.
Immagini satellitari, scattate ieri dalla Maxar Technologies e analizzate da Associated Press, mostrano la costruzione in corso di un muro al confine tra l'Egitto e la Striscia di Gaza. Temendo che un'avanzata militare israeliana nel Sud di Gaza possa scatenare un'ondata di rifugiati, stanno costruendo un muro di 8 miglia nel deserto del Sinai, vicino al confine. È quanto riporta il Wall Street Journal insieme ad altri media.
Mar Rosso: presa di mira nave al largo dello Yemen
Un missile ha preso di mira una nave al largo dello Yemen, nel Mar Rosso. Lo fa sapere l'organizzazione per il commercio marittimo del Regno Unito, Ukmto, spiegando che il capitano della nave ha riferito di un'esplosione nelle vicinanze dell'imbarcazione nel Mar Rosso, al largo della città yemenita di Mocha. Si sospetta che si tratti di un nuovo attacco condotto dai ribelli Houti dello Yemen nel contesto della guerra di Israele contro Hamas nella Striscia di Gaza. Al momento gli Houti non hanno ammesso di aver compiuto l'attacco, tuttavia solitamente trascorrono diverse ore prima che i ribelli yemeniti rivendichino i loro assalti. Da novembre gli houthi hanno ripetutamente preso di mira le navi nel Mar Rosso a causa dell'offensiva di Israele a Gaza.
Migliaia assaltano tir di aiuti a Rafah, la polizia spara
Migliaia di persone hanno manifestato oggi contro Hamas al valico di Rafah, hanno bruciato pneumatici e gridato slogan contro Hamas e il suo leader Sinwar. Lo riferiscono fonti locali. La folla ha sfondato il cancello danneggiando la recinzione che protegge il valico, poi ha assaltato i camion che trasportavano aiuti umanitari portando via derrate alimentari. Gli agenti di polizia hanno usato la forza e sparato contro le persone che prendevano d'assalto i tir. Il dipartimento del valico ha dichiarato in una nota alla stampa che i manifestanti non hanno attaccato il terminal, ma hanno bruciato le gradinate davanti al cancello.
Biden a Netanyahu, cessate fuoco temporaneo
Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha chiesto al premier israeliano, Benjamin Netanyahu, un "cessate il fuoco temporaneo". Biden ricorda che a Gaza ci sono anche ostaggi americani e invita Israele a non attuare "un'invasione di terra" a Rafah.
Ue, Israele non intraprenda un'azione militare a Rafah
"L'Unione europea è molto preoccupata per i piani del governo israeliano per una possibile operazione di terra a Rafah, dove oltre un milione di palestinesi si stanno attualmente rifugiando dai combattimenti. L'Ue riconosce il diritto di Israele a difendersi in linea con il diritto internazionale e il diritto internazionale umanitario. L'Ue chiede al governo israeliano di non intraprendere un'azione militare a Rafah che peggiorerebbe una situazione umanitaria già catastrofica e impedirebbe la fornitura urgentemente necessaria di servizi di base e di assistenza umanitaria". Lo scrive in una nota l'Alto rappresentante Ue per la politica estera Josep Borrell. "L'Ue ribadisce l'importanza di garantire la protezione di tutti i civili in ogni momento in linea con il diritto internazionale umanitario e di rispettare l'ordinanza del 26 gennaio della Corte internazionale di giustizia, che è giuridicamente vincolante - ricorda Borrell -. L'Ue rinnova l'appello ad Hamas per il rilascio immediato e incondizionato di tutti gli ostaggi. Nella riunione di lunedì prossimo, 19 febbraio, il Consiglio Affari Esteri dell'Unione europea farà il punto della situazione".
Media, incontro segreto Herzog-premier Qatar su ostaggi
Il presidente israeliano Isaac Herzog ha avuto un incontro segreto con il premier del Qatar, Mohammed Bin Abdul Rhaman al-Thani, a margine della Conferenza sulla sicurezza a Monaco. Lo ha riferito il giornalista Barak Ravid, citando due fonti, secondo le quali i due hanno discusso dei negoziati in corso per la liberazione degli ostaggi in mano ad Hamas.
Israele, all'ospedale Nasser farmaci con nomi ostaggi
Farmaci con i nomi degli ostaggi sono stati trovati nell'ospedale Nasser di Khan Yunis dove sta operando l'esercito israeliano. Lo ha detto, citato dai media, l'Idf che "sta indagando sull'origine dei farmaci e il loro uso". Alla metà di gennaio, era stato raggiunto un accordo tra Israele e Hamas mediato dal Qatar per l'ingresso nella Striscia di medicine destinate agli ostaggi insieme ad aiuti per i palestinesi.
Brigate al-Qassam, “il tempo si sta esaurendo rapidamente per gli ostaggi”
"Il tempo si sta esaurendo molto rapidamente" per gli ostaggi israeliani tenuti a Gaza, che "vivono in condizioni difficili e lottano per la vita". Lo dichiara il portavoce del braccio armato di Hamas, le Brigate al-Qassam, Abu Ubaida in un discorso registrato e trasmesso dall'emittente Al Jazeera. Abu Ubaida ha parlato di "grande perdite" tra gli ostaggi, sostenendo di aver "messo in guardia decine di volte sui pericoli" a cui sono esposti, ma la leadership israeliana ha "ignorato i nostri avvertimenti". Le Brigate al-Qassam avevano annunciato qualche giorno fa la morte di tre ostaggi israeliani e il ferimento di altri 5 a seguito dei "barbari attacchi del nemico sionista" su Gaza.
Israele, 12% impiegati Unrwa sono affiliati Hamas o Jihad
Il 12% dei 13mila impiegati dell'Unrwa "sono affiliati a Hamas o alla Jihad islamica palestinese". Lo ha affermato in un incontro con i giornalisti il ministro della Difesa di Israele Yoav Gallant secondo cui "1468 impiegati" dell'Agenzia dell'Onu "sono noti per essere attivi in Hamas e nella Jihad. "185 dipendenti dell'Unrwa - ha spiegato - sono attivi nell'ala militare di Hamas e 51 in quella di Jihad islamica". Gallant ha poi rivelato nomi e foto dei 12 dell'Unrwa - già denunciati in passato da Israele - che "hanno partecipato attivamente al massacro del 7 ottobre". "E ci sono indicazioni che altri 30" siano coinvolti, ha detto.
Gantz, senza ritorno ostaggi raid a Rafah anche in Ramadan
La guerra a Gaza continuerà fino a quando gli ostaggi nelle mani di Hamas non verranno restituiti. Lo ha affermato il ministro israeliano Benny Gantz, sottolineando che "non ci sarà neanche un giorno di cessate il fuoco" fino ad allora. "I combattimenti continueranno finché i nostri obiettivi non saranno raggiunti. Potranno continuare anche nel mese di Ramadan. O gli ostaggi verranno restituiti, oppure estenderemo i combattimenti a Rafah", ha dichiarato l'ex capo di Stato maggiore, aggiungendo che Israele si sta preparando a tale possibilità. "Agiremo in dialogo con i nostri partner, compreso l'Egitto, indirizzeremo la popolazione verso le aree protette".
Nasrallah, colpa degli Usa ogni goccia di sangue versato
"Responsabile di ogni goccia di sangue versata nella regione è l'amministrazione americana. Gli israeliani sono sono uno strumento di attuazione": lo ha detto il leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, in un discorso televisivo. "Se in questo momento gli Stati Uniti smettessero di armare e sostenere Israele, l'aggressione (israeliana) cesserebbe immediatamente, che a Netanyahu piaccia o no", ha detto Nasrallah. "Chi insiste sull'obiettivo di eliminare Hamas è l'America più che Israele", ha aggiunto il leader libanese.
Israele, ci coordineremo con Egitto su palestinesi Gaza
Israele si coordinerà con l'Egitto in merito ai rifugiati palestinesi e troverà un modo per non danneggiare gli interessi del Cairo. Lo ha assicurato il ministro degli Esteri israeliano Israel Katz, a margine della Conferenza sulla sicurezza di Monaco, sottolineando che lo Stato ebraico "dovrà occuparsi di Rafah perchè non si può lasciare lì Hamas". Interrogato su dove sarebbero andati i palestinesi in fuga da Rafah, il capo della diplomazia israeliana ha suggerito Khan Yunis, ma ha detto che Israele si coordinerà con l'Egitto per garantire che gli interessi del Cairo non vengano danneggiati. L'annunciata operazione militare israeliana a Rafah preoccupa la comunità internazionale, a cominciare dal Cairo che teme l'esodo di massa di palestinesi nel Sinai. Per affrontare una simile emergenza, ha svelato il Wall Street Journal, lavori sarebbero in corso dal lato egiziano di Rafah per allestire un'enclave circondata da muri alti fino a 7 metri per alloggiare fino a 100 mila sfollati.
Israele: “L’attentatore di Re’em Junction era del campo profughi di Gerusalemme Est”
L'uomo che ha aperto il fuoco contro le persone in attesa dell'autobus a Re’em Junction, 20 km a est di Ashdod, è Fadi Jamjoom, palestinese del campo profughi di Shoafat a Gerusalemme Est. Lo ha riferito la polizia israeliana, precisando che l'uomo apparentemente ha agito da solo. Le forze di sicurezza stanno verificando se avesse un lavoro in Israele.
Iran senza soluzione politica genocidio a Gaza avrà un impatto
"Se non viene raggiunta immediatamente una soluzione politica, l'impatto negativo del genocidio da parte dei sionisti sulla sicurezza e la stabilità a livello regionale sarà inevitabile". Lo ha affermato il ministro degli Esteri iraniano, Hossein Amirabdollahian, durante una conversazione telefonica con l'omologo saudita Faisal bin Farhan al Saud, sottolineando che "l'Iran non vede la guerra come una soluzione". Amirabdollahian ha detto che quello che sta succedendo a Gaza avviene con il via libera degli Stati Uniti e ha ricordato di avere discusso con il segretario generale dell'Organizzazione per la cooperazione islamica (Oic) di tenere una riunione straordinaria urgentemente riguardo alla crisi di Gaza. Secondo quanto riporta l’agenzia di stampa ufficiale Irna, il ministro saudita ha accolto la proposta del vertice straordinario dell'Oic sulla situazione a Gaza e ha criticato il fatto che Israele ignori le richieste a livello internazionale per porre fine al conflitto.
Netanyahu: “L’attentato dimostra che tutto Israele è linea del fronte”
Il premier di Israele, Benjamin Netanyahu, ha inviato le sue condoglianze alle famiglie delle persone rimaste uccise nella sparatoria avvenuta oggi nella città meridionale di Ashdod, a un incrocio nella zona centrale, dove un attentatore palestinese ha aperto il fuoco contro civili israeliani causando 2 morti e 4 feriti. "L'attacco ci ricorda che l'intero Paese" è una linea del fronte e che gli aggressori non provengono solo da Gaza, ha detto Netanyahu.
Nasrallah: “I nostri missili possono arrivare a Eilat”
Israele pagherà un alto prezzo per la morte di civili libanesi. È la minaccia lanciata dal leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, dopo l'attacco sferrato mercoledì dalle forze armate israeliane nel Libano del sud nel quale sono morti 10 civili e 5 miliziani, tra cui un comandante. "I nostri missili di precisione possono raggiungere Eilat", nell'estremo sud dello Stato ebraico, ha sottolineato il leader del gruppo sciita filo-iraniano.
Polizia israeliana: “Un palestinese l’autore dell’attentato nel Sud di Israele”
È un palestinese del campo profughi di Shuafat nei sobborghi di Gerusalemme l'autore dell'attentato che ha fatto 2 morti nel Sud di Israele. Lo ha fatto sapere la polizia che ha indicato l'uomo in Fadi Jamjoom. La polizia sta indagando se abbia agito o meno da solo e per questo ha chiuso l'ingresso del campo.
Guterres (Onu): “L’offensiva su Rafah sarebbe devastante per i civili”
Un'offensiva globale sulla città di Rafah sarebbe devastante per la popolazione civile palestinese, che è già sull'orlo della sopravvivenza. Lo ha detto il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, durante il suo intervento alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco. "Ho ripetutamente chiesto il rilascio immediato e incondizionato di tutti gli ostaggi e un cessate il fuoco umanitario", ha detto ancora Guterres, sottolineando che ciò deve costituire la base per passi concreti e irreversibili verso una soluzione a due Stati basata sulle risoluzioni delle Nazioni Unite e sul diritto internazionale.
Raid di Usa e Regno Unito contro obiettivi Houti nello Yemen
Gli Stati Uniti e il Regno Unito hanno condotto raid aerei nelle aree di Al Jabana e Al Jah, nel governatorato di Hodeida, nello Yemen. Gli attacchi arrivano mentre il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha reso noto che ieri un missile balistico antinave era stato lanciato nel Golfo di Aden dalle aree controllate dagli Houthi ad Ayman.
La MV Lycavitos, una un mercantile battente bandiera delle Barbados, di proprietà e gestita dal Regno Unito, ha riportato danni molto lievi a causa dell'attacco e nessun ferito, ha riferito il Centcom.
Macron: “Il riconoscimento dello Stato palestinese non è un tabu”
"Il riconoscimento di uno stato palestinese non è un tabù per la Francia": lo ha dichiarato per la prima volta oggi Emmanuel Macron, ricevendo re Abdallah II di Giordania all'Eliseo. Il presidente francese ha anche messo in guardia contro un'offensiva militare israeliana a Rafah che, secondo lui, porterebbe "ad un disastro umanitario senza precedenti e sarebbe una svolta" nel conflitto fra Israele e il movimento islamista palestinese Hamas a Gaza.
Attacco terroristico nel Sud di Israele, due i morti
Sono due le persone morte e altre quattro sono rimaste ferite in un attacco terroristico nel Sud di Israele. Il terrorista è arrivato sulla scena a bordo di un auto e ha aperto il fuoco sulle persone alla fermata dell'autobus a Re’em-Masmiyya finché non è stato colpito e ucciso da un civile sul posto. Lo riporta Times of Israel.
Mezzaluna rossa: 40 feriti da Gaza in Egitto attraverso il valico di Rafah
Prosegue sul versante egiziano del valico di Rafah con la Striscia di Gaza il passaggio, in entrambe le direzioni, di persone e aiuti per la popolazione palestinese. Lo fa sapere il segretario generale della Mezzaluna Rossa nel Nord Sinai, Raed Abdel Nasser, precisando che questa mattina sono entrati in Egitto 40 feriti con 37 accompagnatori, 133 egiziani e 250 persone con doppia nazionalità. Prosegue anche l'invio nella Striscia di aiuti medici, alimentari e carburante.
Questa mattina sono entrati a Gaza 75 camion di aiuti umanitari, medici e alimentari e 5 cisterne di carburante, di cui 4 di gas domestico, tutti consegnati all'Unrwa e alla Mezzaluna Rossa locale sul lato palestinese del valico di Rafah. Altri 150 camion di aiuti umanitari, medici e alimentari sono in fila per l'ispezione da parte israeliana ai valichi di frontiera di Al-Awja e Karam Abou Salem.
Immagini satellitari mostrano la costruzione di un muro tra Egitto e Gaza
Immagini satellitari, scattate ieri dalla Maxar Technologies e analizzate da Associated Press, mostrano la costruzione in corso del muro al confine tra l'Egitto e la Striscia di Gaza. La costruzione sta avvenendo lungo la strada Sheikh Zuweid-Rafah a circa 3,5 chilometri a ovest della frontiera. Le immagini mostrano gru, camion e quelle che sembrano essere barriere di cemento prefabbricate che vengono installate lungo la strada
Israele: “L’esercito continua l’operazione all'ospedale Nasser. Arrestati 20 terroristi del 7 ottobre”
L'esercito israeliano sta continuando ad agire nell'ospedale Nasser di Khan Yunis in "un'operazione precisa e limitata contro l'organizzazione terrorista di Hamas". Lo ha detto il portavoce militare secondo cui l'operazione si basa su informazioni "dell'intelligence che indicano che l'attività di Hamas è condotta dall'interno dell'ospedale". La fonte ha confermato che "finora sono stati arrestati oltre 20 terroristi che hanno partecipato al massacro del 7 ottobre e decine di sospetti sono stati presi per essere interrogati". "Sono stati trovati nell'area dell'ospedale - ha continuato - mortai, granate e altre armi di Hamas"
Medici senza Frontiere: “Perse le tracce di un nostro collega dopo l’attacco all’ospedale Nasser”
"Dopo il bombardamento di ieri mattina, il nostro personale ha riferito di un clima di caos, con un numero imprecisato di morti e feriti. Il destino di uno dei nostri colleghi rimane sconosciuto dopo l'attacco". Lo ha scritto su X Medici senza Frontiere, riferendosi all'ospedale Nasser di Gaza. Msf ha affermato che il suo personale è stato costretto a fuggire e a lasciare i pazienti in ospedale. "Le forze israeliane hanno istituito un posto di blocco per le persone che lasciavano il complesso e uno dei nostri colleghi è stato arrestato. Chiediamo di preservare la sua sicurezza e di proteggere la sua dignità. Chiediamo di fermare immediatamente questo attacco, che minaccia il personale medico e i pazienti intrappolati all'interno della struttura"
Ministero della Sanità di Gaza: “Dal 7 ottobre 28775 morti nella Striscia”
Sono 28.775 i morti e 68.552 i feriti nella Striscia di Gaza dal 7 ottobre. Questo il nuovo bilancio diffuso dal ministero della Sanità di Gaza, sotto il controllo di Hamas, passati oltre quattro mesi dall'inizio delle operazioni israeliane nell'enclave palestinese. Secondo la fonte, solo nelle ultime 24 ore a Gaza si contano 112 "martiri" e 157 feriti
Hamas: 4 pazienti morti per blackout all’ospedale Nasser
Il ministero della Sanità della Striscia di Gaza, governata da Hamas, ha annunciato che quattro pazienti nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale Nasser di Khan Yunis sono morti questa mattina presto in seguito al blackout verificatosi durante un raid israeliano, che ha comportato anche l'interruzione dell'erogazione di ossigeno.
Il ministero aveva precedentemente avvertito che sei pazienti in terapia intensiva e tre neonati nelle incubatrici erano in pericolo perché il carburante per i generatori era sul punto di esaurirsi. "L'occupazione israeliana è responsabile della vita dei pazienti e del personale poiché il complesso ora è sotto il suo pieno controllo", afferma il ministero.
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Israele: “Colpito complesso di Hezbollah, uccisi terroristi”
Nella notte scorsa - dopo i razzi lanciati su Kiryat Shmona dal Libano – l'aviazione israeliana ha colpito oltre confine un "complesso militare di Hezbollah" nella città di Qantara nel Sud del Paese. Lo ha detto il portavoce militare secondo "sono stati uccisi veri terroristi". La stessa fonte ha aggiunto che è stata "colpita un'altra struttura militare di Hezbollah nell'area della città".
Il Congresso Usa condanna le violenze sessuali di Hamas. La dem Tlaib si astiene
Il Congresso degli Stati Uniti ha approvato una risoluzione che condanna la violenza sessuale e di genere usata da Hamas nell'attacco del 7 ottobre. Lo riferisce Haaretz, spiegando che il voto è passato con 418 sì e nessun no, ma che l'unico legislatore a non votare a favore della risoluzione è stata la deputata Rashida Tlaib, che ha votato "presente". Scrivendo sulla piattaforma di social media X, Tlaib ha affermato che "tutti noi abbiamo la responsabilità di denunciare la violenza sessuale in tutte le sue forme, indipendentemente da chi sia il responsabile. I crimini di guerra non possono giustificare altri crimini di guerra. Questa risoluzione è ben lontana dal riconoscere anche gli abusi sessuali sui palestinesi".
Gli Usa hanno condotto un cyberattacco contro una nave spia iraniana
Gli Stati Uniti hanno condotto un cyberattacco contro una nave spia iraniana. Lo rivela in esclusiva Nbc news. L'operazione, avvenuta oltre una settimana fa secondo tre funzionari americani, aveva l'obiettivo di impedire alla MV Behshad di trasferire informazioni strategiche ai ribelli Houti.
La Russia invita a Mosca Hamas e Jihad islamica
La Russia ha invitato 14 fazioni palestinesi, tra cui Hamas e la Jihad Islamica, a prendere parte a una conferenza intrapalestinese che si terrà a Mosca dal 29 febbraio al 2 marzo. Lo ha detto l'inviato speciale per il Medio Oriente Mikhail Bogdanov, citato dall'agenzia Tass.
La Jihad islamica sarà ai colloqui inter-palestinesi a Mosca
Il movimento della Jihad islamica ha ricevuto un invito per un incontro inter-palestinese a Mosca alla fine di febbraio e intende inviare una delegazione, ha detto a Ria Novosti il rappresentante ufficiale del gruppo in Libano, Muhammad al-Haj Musa. "Il movimento ha ricevuto un invito ufficiale a visitare Mosca alla fine di febbraio, invieremo una delegazione ufficiale all'incontro", ha detto Musa. Il rappresentante ha osservato che il movimento ha partecipato regolarmente agli incontri inter-palestinesi dal 2005, ma i risultati dei precedenti colloqui sono stati deludenti e le raccomandazioni che ne sono derivate non sono mai state attuate.
Israele, almeno 25 razzi lanciati su Kiryat Shmona dal Libano
Sono stati almeno 25 i razzi lanciati dagli Hezbollah in serata su Kiryat Shmona nel nord di Israele. Lo ha fatto sapere l'esercito spiegando che l'artiglieria ha risposto colpendo oltre confine le aree da dove sono stati tirati i razzi. Alcune parti della città - e anche dell'Alta Galilea - sono rimaste al buio a causa della caduta di un pilone dell'elettricità colpito da un razzo.
Morto un altro soldato israeliano a Gaza, bilancio sale a 234
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno annunciato che un altro soldato è morto nei combattimenti nel sud della Striscia di Gaza. Il militare si chiamava Noam Haba, aveva 20 anni, originario di Gerusalemme e apparteneva al 202esimo battaglione della brigata paracadutisti. Sale così a 234 il numero dei soldati uccisi a Gaza dall'inizio dell'operazione di terra.
Media: sei morti in bombardamenti israeliani a Rafah
Sei persone sono state uccise a causa dei bombardamenti israeliani nei pressi di Rafah. Lo riferisce il Jerusalem Post citando i media arabi.
Casa Bianca: Kamala Harris vedrà Herzog alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco
La vicepresidente degli Stati Uniti Kamala Harris incontrerà il presidente israeliano Isaac Herzog e il primo ministro iracheno Mohammed Shia al-Sudani alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco di Baviera. Lo ha dichiarato la Casa Bianca.
Biden ribadisce a Netanyahu: no offensiva Rafah senza tutela civili
Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, nel corso della nuova telefonata con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha manifestato ulteriormente la sua contrarietà al lancio da parte di Israele di un'operazione sulla città di Rafah, nella Striscia di Gaza, senza un piano per la sicurezza dei civili. "Il Presidente ha ribadito la sua opinione che un'operazione militare non dovrebbe procedere senza un piano credibile ed eseguibile per garantire la sicurezza e il sostegno ai civili a Rafah", si legge in una nota della Casa Bianca.
Guterres condanna raid Israele su ospedale Khan Yunis
Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha condannato il raid israeliano di ieri contro il complesso ospedaliero di Khan Yunis. "Ribadiamo ancora una volta che gli ospedali devono essere tenuti fuori dai combattimenti, non devono essere soggetti ad alcun tipo di azione militare. Qualsiasi tipo di azione militare contro un ospedale deve essere condannata", ha affermato il portavoce Stephane Dujarric citato dai media internazionali.
Gaza, fonti sanitarie: 12 morti in raid Israele su campo profughi di Nuseirat
Almeno 12 persone sono morte ieri in seguito a un attacco aereo israeliano sul campo profughi di Nuseirat, nel centro della Striscia di Gaza. Lo rende noto un portavoce dell'ospedale dei Martiri di Al Aqsa, citato dai media internazionali. Dieci delle vittime erano donne e bambini, specifica la fonte.
Netanyahu: Israele rifiuta diktat su Stato palestinese
Dopo aver parlato con il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha rilasciato una dichiarazione nel cuore della notte, insistendo sul fatto che Israele non subirà pressioni per accettare uno Stato palestinese. Lo riferiscono i media israeliani. "Le mie posizioni possono essere riassunte nelle seguenti due frasi: Israele rifiuta categoricamente i dettami internazionali per quanto riguarda un accordo permanente con i palestinesi. Tale accordo sarà raggiunto solo attraverso negoziati diretti tra le parti, senza precondizioni", ha affermato Netanyahu in un post su X. Inoltre, ha spiegato il primo ministro, "Israele continuerà a opporsi al riconoscimento unilaterale di uno Stato palestinese. Tale riconoscimento, sulla scia del massacro del 7 ottobre, darebbe un'enorme ricompensa a un terrorismo senza precedenti e impedirebbe qualsiasi futuro accordo di pace".
Wall Street Journal: l'Egitto costruisce recinto per gli sfollati da Gaza
L'Egitto sta costruendo un sorta di mega recinto chiuso da alte mura nel deserto del Sinai vicino al confine nel caso in cui si dovesse verificare un esodo degli sfollati palestinesi. Lo rivelano funzionari egiziani al Wall Street Journal precisando che nel caso di un grande afflusso di palestinesi da Gaza, l'Egitto cercherebbe di limitare il numero di rifugiati ben al di sotto della capacità dell'area a circa 50.000-60.000 persone. Le autorità egiziane però negano che stanno costruendo l'opera. Per settimane, l'Egitto ha cercato di rafforzare la sicurezza lungo la frontiera per tenere lontani i palestinesi, schierando soldati e carri armati. Nel nuovo campo, circondato da muri in cemento, potrebbero essere ospitate più di 100.000 persone, hanno detto funzionari egiziani precisando che sul posto è stato consegnato anche un gran numero di tende, non ancora montate. Il Cairo da settimane cerca di evitare che un'ondata di rifugiati si riversi oltre i confini egiziani, minacciando anche di uscire dal trattato di pace decennale con Israele se ciò dovesse verificarsi a seguito della sua offensiva contro Hamas. Il fatto che Il Cairo stia ora procedendo con i piani di emergenza segnala che i funzionari egiziani vedono questo pericolo sempre più vicino. Il governatore del Nord Sinai ha smentito le notizie sulla costruzione di un campo profughi per i palestinesi, affermando che l'attività nell'area rientra in un progetto di inventario delle case distrutte durante la campagna militare egiziana contro gli estremisti dello Stato islamico nella zona.
Gaza, media: 8 morti in raid Israele su Rafah e Jabalia
L'agenzia di stampa palestinese Wafa riferisce che almeno sei persone sono morte e diverse altre sono rimaste ferite in un bombardamento israeliano che nelle prime ore di oggi ha colpito una casa nel quartiere di Al-Nasr a Rafah, nel sud della Striscia di Gaza. Altre due persone hanno perso la vita in un raid lanciato nella tarda serata di ieri dalel forze israeliane contro due abitazioni a est di Jabalia, nel nord dell'enclave palestinese.