Live

Guerra Ucraina - Russia, le news del 26 marzo

Kiev: “Colpita grande nave anfibia russa”. Confermato ottavo arresto per la strage alla Crocus Hall. A Mosca prolungata fino al 30 giugno la detenzione del giornalista del Wall Street Journal
1 minuti di lettura

Segui la diretta dalla guerra in Ucraina del 27 marzo

L’Fsb, i servizi di sicurezza russi, accusano l’Ucraina di aver addestrato i terroristi della Crocus Hall in Medio Oriente. “Ci sarà rappresaglia”, dicono. E sostengono che ci sia anche il coinvolgimento di Usa e Regno Unito. E anche il segretario del Consiglio di sicurezza russo Nikolai Patrushev punta il dito contro Kiev, in un crescendo allarmante.
Intanto un nuovo attacco missilistico russo è stato lanciato la sera di lunedì contro Odessa, dove tre donne sono rimaste ferite, mentre Kiev ha annunciato di aver colpito un’altra nave nemica.

Gb, senza senso le accuse russe sull'attacco di Mosca

Sono "del tutto insensate" le accuse della Russia su un coinvolgimento dell'Occidente e dell'Ucraina nell'attentato terroristico al Crocus City Hall di Mosca. Lo ha affermato il ministro degli Esteri britannico David Cameron sul suo profilo X, rispondendo così alle affermazioni del direttore dei servizi di sicurezza interni russi, Aleksandr Bortnikov. "Sosteniamo le dichiarazioni degli Stati Uniti secondo cui l'Isis è l'unico responsabile di questo attacco", ha aggiunto Cameron.

Ucraina: colpita nave anfibia "Kostyantyn Olshanskyi" in Crimea

L'Ucraina ha colpito con un missile Nettuno la nave d'assalto anfibia "Kostyantyn Olshanskyi" in Crimea, di cui si erano impadroniti i russi dopo l`occupazione della penisola nel 2014. Lo ha affermato Dmytro Pletenchuk, portavoce della marina delle forze armate ucraine. Secondo Pletenchuk, dopo l'occupazione della Crimea, la nave è rimasta a lungo inattiva nella baia di Sebastopoli ed è stata smantellata per i pezzi di ricambio. Tuttavia, in seguito è stata restaurata e i russi hanno cercato di far passare questa nave per la loro nave d'assalto anfibia restaurata "Minsk" o "minatrice Olenegorsky", che l'esercito ucraino aveva attaccato in precedenza.

Parigi consegnerà a Kiev 78 obici e aumenterà fornitura proiettili

La Francia consegnerà presto 78 obici Caesar all'Ucraina e aumenterà la sua fornitura di proiettili. Lo ha dichiarato in conferenza stampa il ministro della Difesa francese, Sébastien Lecornu, spiegando che la fornitura fa parte di un accordo più ampio che vede coinvolta, oltre a Francia e Ucraina, anche la Danimarca. Nell'intesa, Parigi prevede di consegnare a Kiev 80mila proiettili per i cannoni da 155mm. Lecornu ha poi colto l'occasione per ribadire che i Paesi europei dovrebbero ridurre la loro dipendenza militare dagli Stati Uniti garantendo da soli la sicurezza del continente. Il ministro ha sottolineato di aspettarsi che la questione diventi argomento di campagna elettorale prima delle elezioni del Parlamento europeo di giugno. "Sappiamo che d'ora in poi parte del programma di sicurezza dell'Europa dovrebbe ricadere sugli europei", ha detto Lecornu secondo cui "è una necessità assoluta". "Per me non è giusto che i contribuenti statunitensi debbano pagare così tanto per la sicurezza degli europei", ha concluso il ministro.

Russia: fonte, 2 assalitori sono passati da Turchia “ma radicalizzati a Mosca”

Due dei 4 uomini arrestati in Russia perché sospettati di essere gli esecutori materiali dell'attacco di venerdì a Mosca avevano trascorso "un breve periodo di tempo" in Turchia prima di recarsi insieme in Russia il 2 marzo. È quanto ha riferito un alto funzionario della sicurezza turca, parlando a condizione di mantenere l'anonimato. I quattro, che sono comparsi in tribunale a Mosca domenica con gravi segni di percosse, sono stati identificati dalle autorità russe come cittadini del Tagikistan: Dalerdzhon Mirzoyev di 32 anni, Saidakrami Rachabalizoda di 30 anni, Shamsidin Fariduni di 25 anni e Mukhammadsobir Faizov di 19 anni. Secondo la fonte turca, Fariduni è entrato in Turchia il 20 febbraio, si è registrato in un hotel del quartiere Fatih di Istanbul il giorno successivo e ne è uscito il 27 febbraio, mentre Rachabalizoda si è registrato in un hotel dello stesso distretto il 5 gennaio e ne è uscito il 21 gennaio. Il funzionario sottolinea che le autorità turche ritengono che i due "si siano radicalizzati in Russia" perché non sono rimasti a lungo in Turchia. Non essendoci un mandato d'arresto, è stato permesso loro di viaggiare liberamente tra la Russia e la Turchia, ha dichiarato la fonte. I 4 in Russia rischiano l'ergastolo.

(afp)

Mosca, distrutti due droni Kiev su regione russa Belgorod

Il ministero della Difesa russo ha reso noto che le forze armare di Mosca hanno distrutto due droni ucraini sulla regione russa di Belgorod. Lo riporta l’agenzia di stampa Ria Novosti.

Varsavia, Nato potrebbe abbattere missili russi vicino ai suoi confini

La Nato sta valutando la possibilità di abbattere i missili russi che si avvicinano troppo ai propri confini. Lo ha dichiarato il viceministro degli Esteri polacco, Andrzej Szejna, al media polacco Rmf24. "Diversi scenari vengono analizzati all'interno della Nato, incluso l'abbattimento di tali missili quando sono molto vicini al confine dell'Alleanza", ha aggiunto Szejna, sottolineando che tale eventualità richiederebbe comunque l'approvazione ucraina. Le parole del rappresentante dell'esecutivo di Varsavia sono state pronunciate dopo che le forze armate polacche hanno affermato che la Russia ha violato lo spazio aereo della Polonia alle 4,23 ora locale domenica mattina con un missile da crociera lanciato contro obiettivi dell'Ucraina occidentale.

Russia, mandato d’arresto per direttore dello Sbu ucraino, l’accusa è “terrorismo”

Un tribunale di Mosca ha spiccato un mandato di arresto nei confronti del direttore dei servizi di sicurezza ucraini (Sbu), Vasyl Malyuk, con l'accusa di terrorismo. Malyuk è stato subito aggiunto alla lista dei ricercati in Russia. La notizia è stata diffusa dal quotidiano Kommersant poche ore dopo che il direttore dell'Fsb, Aleksandr Bortnikov, ha chiesto che lo Sbu sia considerato come una organizzazione terroristica e che il direttore dei servizi militari ucraini (Gur), Kyrylo Budanov, un bersaglio dalle forze militari russe "come chiunque commette crimini contro la Russia". Le accuse alla base del mandato di arresto scaturiscono, ha scritto il quotidiano russo, dall'ammissione, lo scorso anno da parte di Mayuk, del coinvolgimento dell'Sbu nell'attacco dell'ottobre del 2022 contro il Ponte di Crimea. Non sembrano quindi esserci riferimenti, nell'atto giudiziario, al terribile attentato contro il Crocus City Hall, alle porte di Mosca, di venerdì in cui hanno perso la vita almeno 139 persone, anche se Bortnikov, come anche il segretario generale del Consiglio di sicurezza Patrushev, e nei giorni scorsi Vladimir Putin, hanno lasciato intendere un coinvolgimento dei servizi ucraini. Alla base delle accuse fatte circolare dai vertici russi, l'uso ucraino a tali azioni. Insomma, il Ponte di Crimea, a loro dire, sullo stesso piano della Crocus City Hall.

Danilov, “grato a Zelensky, crediamo nell'Ucraina, Mosca perirà”

"Quattro anni, cinque mesi e 24 giorni come segretario del Consiglio di sicurezza e difesa nazionale dell'Ucraina. Un lavoro dedicato agli ultimi. Giorni di cui non mi vergogno. Ore che sono volate come fulmini". Così inizia un lungo messaggio dell'ormai ex segretario del Consiglio di sicurezza e difesa nazionale dell'Ucraina Oleksiy Danilov dopo l'annuncio della sua destituzione dall'incarico, in cui si dice "grato al presidente dell'Ucraina per la sua fiducia e per l'opportunità di essere stato coinvolto nella scrittura della Grande Storia nel momento della più grande sfida e della più grande edificazione". "Non importa quanto sia stato difficile, non importa quanto la situazione sembrasse disperata, abbiamo lavorato e continueremo a lavorare per l'Ucraina e per il bene dell'Ucraina, abbiamo creduto e crediamo nella nostra Vittoria", ha proseguito Danilov. "Il mostro russo verrà annientato, la bizzarra creatura crollerà e perirà nell'oscurità della storia - e a farlo sarà un guerriero ucraino che ha la nostra storia, il nostro destino e la nostra missione - 'essere una spada nell'oscurità; una sentinella sulle Mura; scudo a guardia del regno dei popoli’! Grazie a tutti! Gloria all'Ucraina!", conclude il messaggio.

(reuters)

Fsb, informazioni ricevute da detenuti confermano traccia Ucraina

"Le prime informazioni ricevute dalle persone detenute in merito all'attentato terroristico" avvenuto a Mosca "confermano la traccia ucraina". Lo ha affermato il direttore dell'Fsb, il servizio di sicurezza interno russo, Aleksandr Bortnikov. Lo riporta Ria Novosti. “Pertanto – ha aggiunto Bortnikov – affineremo ulteriormente le informazioni che dovrebbero mostrarci se la presenza e la partecipazione della parte ucraina è reale o meno. In ogni caso, per ora c'è motivo di dire che è proprio così”.

Tajani, accuse a Kiev, Usa e Gb su attentato sono fantascienza

Le accuse di Mosca a Usa, Regno Unito e Ucraina in merito all'attacco terroristico avvenuto nella capitale russa "sono palesemente infondate, è fantascienza". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a Tagadà su La7. "In questo momento il mondo non ha bisogno di benzina buttata sul fuoco - ha aggiunto - Putin dovrebbe avere senso di responsabilità e non utilizzare questo attentato tragico per inasprire gli attacchi contro l'Ucraina. Anche in guerra bisogna essere responsabili".

Fonti Nato, “le accuse russe a Kiev ridicole, zero prove”

"Le ipotesi della Russia di un legame con l'Ucraina per quanto riguarda l'attentato a Mosca sono ridicole". Lo dichiara una fonte diplomatica alleata all'Ansa. "Non è stata presentata alcuna prova: si tratta di un altro esempio della disinformazione del Cremlino", precisa.

Zelensky silura Danilov dal Consiglio di sicurezza ucraino

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha sollevato Oleksiy Danilov dall'incarico di segretario del Consiglio di sicurezza e difesa nazionale dell'Ucraina: lo sostiene l'Ukrainska Pravda citando un decreto presidenziale ucraino di oggi. Zelensky ha nominato al suo posto Oleksandr Litvinenko, che finora ha ricoperto l'incarico di capo dei servizi segreti esteri dell'Ucraina. In quest’ultima posizione l’incarico è stato affidato a Oleg Ivashchenko.

Lukashenko: “I terroristi di Mosca hanno tentato la fuga in Bielorussia”

I terroristi che hanno compiuto l'attacco a Mosca hanno provato a entrare in Bielorussia ma "nei primi minuti" dopo il fatto "proprio come in Russia una parte della regione è passata a un regime di sicurezza rafforzata" pertanto "si sono allontanati e si sono diretti verso la sezione del confine ucraino-russo". Lo ha affermato il presidente della Bielorussia, Alexander Lukashenko. Lo riporta Ria Novosti. Quanto ai mandanti "abbiamo dei sospetti, chiamerò Putin e glieli dirò", ha aggiunto

(afp)

Kiev: “Dopo Putin ancora menzogne da Patrushev e Fsb”

"Dopo la menzogna di Putin", ora "le menzogne ;;vengono ufficialmente diffuse da Patrushev e poi dal capo dell'Fsb Bortnikov... Domanda: perché questa manifestazione dimostrativa di inadeguatezza collettiva?". Lo scrive su X il consigliere presidenziale ucraino Mykhailo Podolyak, dopo le accuse dei servizi russi sul coinvolgimento di Kiev, Usa e Regno Unito nell'attacco a Mosca. "Ci sono fatti inconfutabili, comprensione comune (in diversi Paesi) delle cause e delle conseguenze e completa incredulità anche da parte dei Paesi neutrali riguardo alla 'pista ucraina nell'attacco terroristicò", ha aggiunto Podolyak.

Fsb: “Attentatori di Mosca erano attesi in Ucraina”

Gli attentatori responsabili dell'attacco di venerdì al Crocus City Hall "intendevano andare all'estero, in particolare nel territorio dell'Ucraina. Secondo le nostre informazioni operative preliminari, erano attesi lì" e "vi svelo un piccolo segreto: volevano essere accolti come eroi dall'altra parte". Lo ha detto il capo dell'agenzia di sicurezza russa Fsb, Aleksandr Bortnikov, secondo quanto riporta l'agenzia di stampa russa Ria Novosti.

L'Fsb accusa: “Usa e Regno Unito sono coinvolti nell'attacco a Mosca”

I risultati preliminari dell'inchiesta indicano un coinvolgimento degli Usa e della Gran Bretagna nell'attacco a Mosca. Lo ha detto il direttore dei servizi di sicurezza interni russi, Aleksandr Bortnikov, citato dalla Tass.

L'Fsb accusa i servizi ucraini per l'attentato di Mosca: “Hanno addestrato i terroristi. Ci sarà rappresaglia”

Il direttore dell'Fsb Aleksandr Bortnikov ha dichiarato che i servizi segreti dell'Ucraina hanno contribuito all'attentato terroristico di Mosca che è stato perpetrato da islamisti radicali: “Gli attentatori del Crocus City Hall sono stati addestrati da Kiev in Medio Oriente. Ci sarà rappresaglia". Lo riferisce l'agenzia Ria Novosti.

(ansa)

Polonia: “Valutiamo se abbattere missili che volano verso le zone Nato”

Il viceministro degli Esteri polacco Andrzej Szejna, in un'intervista a Radio Rmf24, "ha ammesso che si sta valutando la possibilità di abbattere i missili che volano verso il territorio della Nato", come riporta il sito dell'emittente. "Nella Nato si stanno analizzando vari concetti, tra cui quello di abbattere tali missili quando sono già molto vicini al confine della Nato: questo dovrebbe avvenire con il consenso della parte ucraina e con la considerazione delle conseguenze internazionali; poi i missili della Nato colpirebbero quelli russi al di fuori del territorio del Patto", ha osservato Szejna, riferisce ancora radio Radio Rmf24.

Patrushev, segretario del Consiglio di sicurezza russo: “L’Ucraina dietro l’attentato a Mosca”

Nikolaj Patrushev, segretario del Consiglio di sicurezza russo e stretto alleato del presidente Vladimir Putin, ha detto che l'Ucraina è "ovviamente" dietro l'attacco di venerdì alla Crocus Hall di Mosca, in cui sono morte almeno 139 persone. Il canale Shot ha pubblicato il video di un fugace scambio di battute in cui un giornalista chiede a Patrushev "Isis o Ucraina?" mentre passava. "Certamente l'Ucraina", ha risposto Patrushev. Kiev ha negato qualsiasi coinvolgimento nell'attacco.

Confermato ottavo arresto per la strage a Mosca

La Corte di Mosca che si occupa della strage al Crocus City Hall ha tramutato in arresto il fermo di un ottavo sospetto nell'attacco. Si tratta di Alisher Kasimov, originario del Kirghizistan ma cittadino russo. L'uomo è accusato di avere affittato un appartamento ai presunti terroristi, ma lui ha detto di averlo fatto senza sapere di chi si trattasse.

(afp)

Kiev: “Colpita la nave anfibia russa Kostyantyn Olshansky”

La Marina ucraina ha reso noto di aver messo fuori combattimento con un missile Neptune la grande nave russa da sbarco Kostyantyn Olshansky, che la Federazione russa aveva sottratto a Kiev nel 2014. Lo riferiscono i media nazionali. Il portavoce della Marina Dmytro Pletenchuk ha dichiarato che "oltre a due grandi navi anfibie - la Yamal e l'Azov e la nave da ricognizione Ivan Khurs - anche la Kostyantyn Olshansky è stata danneggiata". "Non abbiamo avuto scelta. Abbiamo usato un Neptune e il danno è stato inflitto", ha detto Pletenchuk.

Russo pro-Kiev si fa esplodere durante l’arresto: secondo Mosca pianificava un attentato nella regione di Samara

Un militante russo pro-ucraino che stava organizzando un attacco terroristico nella regione russa di Samara ha azionato l'esplosivo che aveva addosso durante l'operazione di arresto. Lo ha fatto sapere il Servizio di sicurezza federale.

Ordine d'arresto di Mosca per il capo dei servizi ucraini

La Corte Basmanny di Mosca ha emesso un ordine d'arresto con l'accusa di terrorismo nei confronti del capo dei servizi segreti ucraini (Sbu), Vasily Malyuk, ma il provvedimento non è legato all'inchiesta sulla strage al Crocus City Hall, di cui si occupa la stessa Corte. Lo riferisce l'agenzia Tass.

Kuleba: “Dateci quei maledetti Patriots”

"Dateci quei maledetti Patriots": è la richiesta, senza mezzi termini, del ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba. "Se avessimo abbastanza sistemi di difesa aerea, vale a dire i Patriots, saremmo in grado di proteggere non solo la vita della nostra gente, ma anche la nostra economia dalla distruzione", ha aggiunto durante un'intervista a Politico

Kiev sull’invio delle truppe Nato: “Questo giorno potrebbe arrivare”

Sebbene l'Ucraina non abbia mai chiesto "truppe da combattimento europee sul terreno", i leader dell'Ue devono abituarsi all'idea che questo "giorno potrebbe arrivare": lo ha detto il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, in un'intervista a Politico. "Sono perfettamente consapevole che gli europei non sono abituati all'idea della guerra", ha proseguito. "Ma questa è una disattenzione che gli europei non possono permettersi, né per loro stessi né per i loro figli", ha sottolineato Kuleba . "L'Ucraina può vincere. Ma se l'Ucraina perde, Putin non si fermerà

Kiev: “Nella notte 12 droni russi sull'Ucraina, tutti abbattuti”

Le forze russe hanno lanciato la notte scorsa un totale di dodici droni kamikaze sull'Ucraina: lo ha reso noto su Telegram l'Aeronautica militare di Kiev, sottolineando che tutti i velivoli senza equipaggio nemici sono stati abbattuti. I droni, di tipo Shahed, provenivano da Capo Chauda, nella Crimea occupata, dalla regione russa di Kursk e sono stati distrutti nelle regioni di Mykolaiv e Kharkiv. I russi hanno lanciato inoltre due missili guidati antiaerei S-300 in direzione della regione di Donetsk, nell'Ucraina orientale

Peskov: “Impossibile risolvere la questione ucraina senza la partecipazione russa”

Qualsiasi vertice di pace globale sull'Ucraina che escluda la Russia è semplicemente "assurdo" e fallirà. Lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov in un'intervista pubblicata oggi. Peskov ha aggiunto ad Argumienty i fakty: "È possibile risolvere il problema ucraino senza la partecipazione russa? La risposta è chiara: non è possibile". L'intervista è stata rilasciata giovedì scorso, un giorno prima della strage in una sala da concerto fuori Mosca.

Zelensky: “Putin è malato e cinico”

Putin "ancora una volta ha accusato l'Ucraina. Una creatura malata e cinica. Nella sua mente, tutti sono terroristi tranne lui stesso, nonostante il fatto che sia stato alimentato con il terrore per due decenni. Putin è la più grande vetrina del terrore. Lui e i suoi servizi speciali. Quando lui sparirà, sparirà anche la domanda di terrore e violenza, perché è sua. Non è di nessun altro". Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in un videomessaggio su X.

I commenti dei lettori