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India, il guru amico del premier Modi costretto a fermare la produzione delle sue medicine ayurvediche: “Non guariscono dal cancro”

(Reuters) 
Baba Ramdev, con 10 milioni di follower, dovrà chiedere anche scusa pubblicamente. Lo ha stabilito la Corte Suprema
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CHENNAI – L’India è terra di guru, si sa. La percentuale di ciarlatani tra di essi è statisticamente alta. Prima o poi, molti capitolano in qualche scandalo di sesso, violenza o truffa. Sembra che ora sia la volta del più famoso e ricco guru del momento, Baba Ramdev. Che oltre ad insegnare yoga su contratto all’esercito e al corpo insegnante indiani grazie ai rapporti di amicizia con il premier Narendra Modi, si vanta di produrre medicine ayurvediche che possono curare moltissime malattie. Il problema è che le pubblicità trasmesse dal suo canale tv e YouTube - dove ha 10 milioni di follower – sono in violazione di una legge del 1954 che proibisce la pubblicizzazione di medicine per curare 54 condizioni mediche, compreso cancro, ipertensione e problemi di cuore. Lo ha decretato la Corte Suprema.

La scelta dell’India

CHENNAI – L’India è terra di guru, si sa. La percentuale di ciarlatani tra di essi è statisticamente alta. Prima o poi, molti capitolano in qualche scandalo di sesso, violenza o truffa. Sembra che ora sia la volta del più famoso e ricco guru del momento, Baba Ramdev. Che oltre ad insegnare yoga su contratto all’esercito e al corpo insegnante indiani grazie ai rapporti di amicizia con il premier Narendra Modi, si vanta di produrre medicine ayurvediche che possono curare moltissime malattie. Il problema è che le pubblicità trasmesse dal suo canale tv e YouTube - dove ha 10 milioni di follower – sono in violazione di una legge del 1954 che proibisce la pubblicizzazione di medicine per curare 54 condizioni mediche, compreso cancro, ipertensione e problemi di cuore. Lo ha decretato la Corte Suprema.

La scelta dell’India

La lettera di scuse

Nonostante in passato abbia detto “affronterò anche il plotone d’esecuzione pur di difendere i poteri curativi delle mie medicine”, Ramdev ora ha pubblicato una lettera di scuse. Ma i giudici della Corte Suprema hanno risposto: “Bisogna dare alla smentita con stesso spazio usato per la pubblicità. Queste letterina di scuse non vale il pezzo di carta sul quale è scritta. Si devono pagare le conseguenze”. Poiché nello Stato dell’Uttarkhand, dove Ramdev tramite un socio controlla la Patanjali Ayurved, non interveniva, la Corte Suprema c’è andata pesante: “Agite o vi faremo a pezzi”.

(Reuters) 

E il governo dell’Uttarkhand ha dovuto bloccare le patenti di ben 14 prodotti che secondo il santone sono un toccasana magico per malattia serie. “Febbre, tifo, malattie del fegato non vanno curate con la medicina allopatica. Non usate quelle medicine sintetiche e velenose!” avvertiva lo swami nei video virali. E poi: “Chemio, radiazioni e chirurgia non curano le cause del cancro. Bevete il mio succo anticancro che combinato con una dieta vi guarisce in una settimana, massimo due mesi.” Durante la pandemia, proponeva la compressa vegetale Coronil come toccasana per il Coronavirus. Il marketing fu bloccato dal governo.

Chi è Baba Ramdev

Ramdev ha tirato troppo la corda. O crede davvero nella sua invincibilità. Ha raccontato che a due anni e mezzo gli si paralizzarono le gambe e che si curò con lo yoga. Studiò le Sacre Scritture, si ritirò in un ashram nell’Himalaya, poi fu visto girare in bicicletta a vendere un intruglio miracoloso di miele, burro e olio di semi di sesamo. Diventò una star con i corsi di yoga in tv. È un muscoloso cinquantottenne che ha addirittura “battuto” un campione di lotta libera sul ring. Ed è telegenico, nonostante o forse proprio grazie a un occhio mezzo acciaccato.

I prodotti del guru

Nel 2014, s’improvvisò agitatore di piazza a favore degli induisti del partito di Modi, il Bjp, sfidando manganellate con fughe rocambolesche camuffato da donna ferita. Acciuffato e rilasciato, fece campagna elettorale a favore dell’amico Modi. Anche grazie alle protezioni, ha costruito un impero ayurvedico da più un miliardo di euro l’anno.

(reuters)

Dal quartier generale di Haridwar, antica città sulle rive del sacro Gange, tra sofà arancioni, tappeti persiani e giardini curati, in un contesto più da tycoon che da leader spirituale, giura che la gente compra i suoi cibi preconfezionati, medicine naturali, cosmetici, jeans e prodotti per la casa “perché sa che se dico che fanno bene... e? perché fanno bene”. Sicuramente alle sue tasche.

Le denunce

Ma oltre ai milioni di euro, negli anni ha intascato anche denunce dei sindacati per sfruttamento e per istigazione alla violenza, dopo aver detto che chi non canta lo slogan nazionalista «Evviva mamma India» andrebbe decapitato. È convinto che gli omosessuali vadano «curati con lo yoga» e che gli studenti che protestano contro Modi nelle università siano «traditori che vanno arrestati».

Ma se qualcuno osa raccontare queste storie, sono guai. La casa editrice Juggernaut stava per lanciare una sua biografia con 50 interviste, ma s’è vista presentare un’ingiunzione per bloccare la vendita di Da uomo di Dio a tycoon: la storia nascosta di Baba Ramdev. La censura ha funzionato, nonostante la denuncia di Pen International. Forse ora potrà essere pubblicato. Con un nuovo capitolo.

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